UNO TRA I MIEI AUTORI PREFERITI
Fin da bambina ho sempre letto moltissimo. Non fraintendetemi sono sempre stata una monella, combinavo guai a non finire ma una parte della mia giornata la trascorrevo con un libro in mano. Non sono mai stata amante dei classici della letteratura ma avevo sempre un romanzo che mi aspettava a casa pronto per essere letto. Poi, dopo l’adolescenza, ho avuto un blocco del lettore. Niente mi piaceva, niente riusciva ad appassionarmi, qualsiasi libro che iniziavo lo trovavo noioso e non arrivavo mai alla fine così per un lungo periodo ho smesso di leggere. Sentivo che mi mancava qualcosa, che una parte di me desiderava ancora immergersi in storie lontane, in racconti che non facevano parte della mia vita ma non mi decidevo mai ad acquistare un libro con il terrore di riporlo ancora una volta e di non finirlo. Poi un giorno ho deciso di prendere in considerazione il genere thriller. Mi ero fatta una cultura guardando varie serie in televisione ed ero curiosissima di affrontare letture che avevo sempre creduto mi impressionassero. Così sono venuta a conoscenza di Michael Connelly. Come sempre ho iniziato con un suo romanzo così a caso e mi sono affezionata al detective che è il protagonista di quasi tutti i suoi scritti Harry Bosch. Non so il motivo di questo mio sentimento ma questo poliziotto mi piaceva moltissimo e così ogni volta che ho trovato un libro di Connelly l’ho sempre acquistato.
Certo leggo moltissimo, quasi più di un libro alla settimana, ma non ho mai stilato una lista in ordine cronologico delle uscite di un determinato autore, mi sono sempre basata sul caso ovvero mi piace la trama lo leggo altrimenti fa lo stesso passo a quello successivo. Oppure è in offerta lo acquisto. Quindi anche di Micheal Connelly non ho mai letto i libri in ordine di scrittura ma solamente quando mi capitavano tra le mani.

Tornando al mio amore per il detective Bosch non credo che ci sia un motivo particolare per cui mi sono affezionata a lui ma la sua figura mi è piaciuta fin dal primo istante e so che quando scelgo di leggere un romanzo con lui come protagonista non sbaglio mai. Certo ci sono scrittori molto più famosi, ho letto libri molto più belli di quelli di Connelly ma da quando ho ricominciato a leggere anche per merito suo non lo abbandono e se mi capita di vedere un suo titolo non riesco a non acquistarlo.
L’ACQUISTO…
Sarò un po’ ripetitiva ma sono abbonata al Club degli Editori ormai da quasi vent’anni. Nel paese dove abito non esiste nemmeno una libreria e se voglio acquistare un romanzo devo spostarmi in macchina per almeno 15km. Certo nei supermercati ci sono le ultime uscite dei best seller ma a parte questo nulla di più. Tra il lavoro, la casa e i vari impegni non ho mai molto tempo di prendere l’automobile e di andare nella libreria più vicina e così per caso ho conosciuto questo modo di acquistare. Certo ora si può acquistare on line, ci sono miliardi di siti internet che vendono libri ed è facilissimo scegliere ma un tempo era più difficile e il catalogo del Club mi arrivava a casa puntuale, con tutti quei bei romanzi descritti in modo impeccabile. Spesso assieme a quello che scegli ti vedi arrivare a casa una lettura in omaggio scelta da loro ed i prezzi li trovo abbastanza buoni. Mi piace sfogliare le pagine del giornale che arriva per posta, guardare tutte le trame anche se non sono mai le ultime uscite ovviamente e scegliere quale sarà la mia prossima lettura. Ci dedico un’oretta ogni volta che cerco di decidere perché fondamentalmente io acquisterei ogni cosa ma ho già la libreria piena e ora devo improvvisare qualcosa per contenere i libri che non ci stanno più.

IL GENERE
Quando si parla di Michael Connelly si parla di romanzi polizieschi, di serial killer efferati e di indagini della squadra investigativa. Questa volta però, almeno secondo il mio modesto parere, ci si scosta un po’ da questo ed in La Svolta ci troviamo davanti ad un legal thriller. Tutto è incentrato su un processo ma comunque non mancano i colpi di scena. Anche il personaggio di Harry Bosch è messo un po’ in disparte a favore di un avvocato difensore Mickey Haller che abbiamo già trovato in alcun scritti di Connelly ma che non mi sta simpatico tanto quanto Harry.
LA TRAMA
24 anni fa una bambina mentre giocava a nascondino con la sorella è stata barbaramente uccisa e il suo corpo è stato ritrovato dentro ad un cassonetto. Il colpevole era stato trovato, il suo nome è Jason Jessup e fino ad oggi era rimasto a scontare la sua pena in carcere. 24 anni fa gli esami che si potevano fare sul corpo e sugli abiti erano totalmente diversi da quelli attuali, non era possibile o meglio non erano mai richieste indagini sul DNA si procedeva in modo un po’ più approssimativo perché i mezzi erano inferiori ed i costi per determinate analisi altissime, in più in tribunale non erano richieste.

Jason Jessup sta per essere rilasciato grazie ad un nuovo esame del DNA. Sugli abiti della bambina uccisa infatti era stata trovata una traccia di sperma. La presunzione era che fosse di Jessup ma dopo le analisi del caso è venuto alla luce che il DNA apparteneva al padrino della bambina e non c’era nulla che potesse legarlo a Jessup.
Mickey Haller è sempre stato un avvocato della difesa, per lui parteggiare per i più deboli era quasi un mantra della vita ma questa volta gli propongono di guidare l’accusa nel nuovo processo contro Jason Jessup. Haller è convinto però che Jessup sia veramente colpevole di questo omicidio così accetta il ruolo dell’accusa ma vuole che a condurre le indagini per incastrare il colpevole sia il suo fratellastro Harry Bosch.

Non è una prova facile come sembra all’inizio. L’avvocato della difesa Clive Royce è un abilissimo manipolatore e sa fare benissimo il suo lavoro di convincere la giuria nel processo. L’accusato, libero di andare dove vuole visto che è stato scarcerato senza nessuna cauzione da pagare non fa altro che sfidare l’accusa visto che è convinto di farcela e di tirare fuori anche un sacco di soldi di risarcimento per la carcerazione non dovuta. L’unica persona che può testimoniare veramente come sono andate le cose è la sorella della bambina uccisa ma, dopo un passato di metanfetamina e di altre droghe, sembra svanita nel nulla….
IL MIO MODESTO PARERE
Io amo come scrive Michael Connelly. Ogni volta che inizio un suo romanzo so già che lo apprezzerò a priori. Mi piace il suo modo di narrare le vicende, i suoi dialoghi diretti, i sentimenti celati dietro gli avvenimenti. Anche se il mio detective preferito non è molto presente nella narrazione (è sempre in giro a cercare testimoni e moventi) e il processo è la parte centrale della trama questa lettura mi è piaciuta molto. 365 pagine sono volate e mi sono ritrovata alla fine senza nemmeno accorgermene. Come amo sottolineare anche questo romanzo non è un capolavoro della letteratura né un libro che è indispensabile leggere ma è un buon passatempo e non annoia in nessuna pagina. Non amo molto le descrizioni e Connelly mi piace anche per questo: arriva al punto senza troppi giri di parole a volte inutili in molti romanzi che mi capita di leggere.
Consigliarlo? Sicuramente a tutti gli amanti dei gialli e dei legal thriller in particolare. Se non ne avete letti altri dello stesso autore non vi preoccupate si capisce benissimo ugualmente.
Spero di avervi aiutati nella scelta della vostra prossima lettura. Romina

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