”’L’ACQUISTO”’
Salve a tutti anche oggi sono qui per raccontarvi l’ultimo libro che ho finito di leggere ieri sera prima di andare a dormire. Chi mi legge sa che non riesco a rinunciare alle offerte soprattutto quando si parla di romanzi, a volte scelgo anche senza soffermarmi troppo sull’autore o sul titolo ma solamente per il fatto che ci siano delle letture a prezzo scontato. E così è successo circa un mese fa quando sono andata al Mediaword con mio marito. Lui doveva scegliere un frullatore ad immersione ed io mi sono eclissata e sono sparita nel reparto libri. Mi sono un po’ rattristata perché in questo store il reparto dedicato alla lettura sta lentamente scomparendo ma c’era un bellissimo espositore con un cartello sopra: 2 LIBRI = 9,90€. Non avevo mai acquistato un romanzo della collana Universale Economica Feltrinelli un po’ perché il costo dei racconti era un po’ alto e un po’ perché non avevo mai trovato un titolo che mi attirasse. Ma l’offerta mi allettava parecchio e mi sono messa a cercare due titoli che avrebbero potuto interessarmi. Ho sentito parlare molto bene di Chiara Gamberale così il primo romanzo che ho scelto è stato uno dei suoi scritti ma per il secondo il vuoto completo. Autori che non avevo mai sentito parlare prima e libri ignoti alla mia conoscenza. Era da un po’ che stavo rovistando tra le pile quando mio marito mi si presenta alle spalle con il suo frullatore. Bene ora di andare a casa ed io non avevo ancora scelto la seconda lettura. Così ho preso il titolo che mi ispirava di più senza leggere il retro o la trama: DUE BIGLIETTI PER LA FELICITA’. Non ero molto convinta della mia scelta ma al massimo avevo gettato al vento poco meno di cinque euro. Così ho deciso di leggerlo in tempi brevi e mi ci sono immersa.

”’L’ARGOMENTO DEL ROMANZO”’
Ora vi racconto un po’ di me. Dopo il diploma il mio sogno era diventare sceneggiatrice così mi sono iscritta all’Università di Lettere e Filosofia con indirizzo Dams cinema. Purtroppo nella vita succedono cose che ti impediscono di realizzare i tuoi sogni più grandi e ho dovuto smettere di frequentare quando mi mancavano quattro esami alla laurea. Il tempo è trascorso ed io mi tengo il mio libretto universitario come un ricordo. Ma la cosa più bella che mi è capitato mentre studiavo è di visitare i vecchi cinema di Bologna. Ovviamente la materia da me scelta implicava la visione di svariati film e di svariati generi e le proiezioni erano fuori dall’università in cinema non molto frequentati che però davano veramente l’idea di essere in un posto magico, quasi fuori dal mondo, dove c’eri tu e la proiezione che stavi guardando.

Non sto parlando di film attuali ma quelli che hanno fatto la storia del cinema almeno secondo il parere del professore che ci insegnava la materia. Ho sempre pensato che il cinema fosse un luogo magico dove tutti i problemi restano fuori ad aspettarti e tu non devi fare altro che lasciare vagare la mente per due o tre ore e dimenticarti di tutto.

Certo con l’avvento delle multisale tutta questa magia è scomparsa. Posti prenotati via internet, proiezioni non stop e non c’è più la scelta del proprietario del cinema ma si proietta di tutto poi se qualcosa non funziona lo si toglie immediatamente. Certo le poltrone sono più comode c’è persino il posto dove mettere i pop corn e la bevanda, l’acustica è migliore e il riscaldamento funziona alla perfezione ma per me la magia del cinema è scomparsa. E piano piano i vecchi stabili che contenevano i cinema di una volta stanno chiudendo. Anche nel mio piccolo paesino dove un cinema bello grande a prezzi ridotti faceva trascorrere delle belle serate è stato raso al suolo per costruire un bel borghetto di case nuove.
Ecco questo è l’argomento principale del romanzo la chiusura di un cinema storica o meglio il suo abbattimento per costruire un grande ed innovativo centro commerciale.

”’LA TRAMA”’
Rose è una famosa violoncellista. Fin da bambina la musica ha fatto parte di lei. Niente e nessuno poteva impedirle di suonare e sembrava che il suo talento fosse davvero inarrestabile. Rose possiede tutto quello che una persona possa desiderare: talento da vendere, fama mondiale e tanto tanto denaro. E’ riuscita a fare del violoncello la sua professione e la fa anche maledettamente bene ma ha perso la felicità. Troppe aspettative, un mondo che non fa più per lei ovvero quello fatto di apparenze e di poca sostanza la stanno allontanando dal suo amore per la musica. Così decide di abbandonare tutto e di tornare nella vecchia casa dei nonni in un piccolo centro balneare di Villerude sur Mer. Questo luogo è sempre stato molto caro per lei ed i ricordi di quando era bambina e vi trascorreva lì tutte le estati non l’anno mai abbandonata.

Antoine è un abitante del luogo nato e cresciuto lì. Di aspetto non è particolarmente avvenente ma tutti gli abitanti di Villerude lo rispettano e lo amano perché è sempre disponibile per aiutarli. Antoine è veramente bravo ad aggiustare qualsiasi cosa. Da bambino era stato innamorato perdutamente di Rose e quando aveva deciso di dichiarare i suoi sentimenti lei è scomparsa e non è più tornata a trovare i nonni.

A Villerude c’è un vecchio cinema non più in grado di proiettare prime visioni per i costi troppo elevati ma Camille, il proprietario, assieme al club del cinema del paese, lo tiene in vita riproponendo vecchi film che non possono essere dimenticati. Antoine aiuta spesso Camille ad aggiustare qualche macchinario che si è rotto e così, con il trascorrere del tempo, sono diventati amici.

Camille è una persona ormai in là con gli anni, è vedovo e la sua unica compagnia è un cane che lo aiuta a trascorrere i momenti della giornata in cui si sente particolarmente solo dopo la morte della moglie. Una sera Camille muore e Antonie si ritrova quasi per caso a dover occuparsi del cinema Le Paradis senza sapere veramente cosa fare ma felice perché questo cinema che trasmette oramai solo pellicole in bianco e nero sembra essere il rifugio domenicale di Rose. Rose non ha riconosciuto Antonie quando lo ha incontrato ma lui sì e non fa altro che pensare a lei e all’amore che sembra davvero l’unico che abbia provato in tutta la sua esistenza.

Il sindaco però ha intenzione di vendere il cinema ad un imprenditore del paese per essere demolito. L’uomo in questione vuole costruirci un parcheggio per poi fabbricare un bel agglomerato di case tutto intorno e diventare più ricco di quello che già è. Si tratta di un cimelio della storia del paese e Antonie si prende a cuore il destino di quel vecchio cinema assieme a tutta la popolazione di Villerude…

”’E PER FINIRE”’
Non vado avanti con la trama perché rischierei davvero di rovinare la sorpresa a chi decide di dedicarsi a DUE BIGLIETTI PER LA FELICITA’. E’ strano ma a volte io credo che sia il libro a farsi scegliere da me e non il contrario e queste è una di quelle volte. E’ un genere che mai avrei scelto se avessi letto la trama sul retro ma nonostante tutto l’ho adorato. E’ un romanzo tenero e fresco dove i sentimenti sono i padroni di tutta la trama. Certo alcuni avvenimenti sono surreali ma la delicatezza con cui sono raccontati li fanno apparire come veri. E’ dolce senza esagerare mai, è innocente ma fa riflettere davvero tanto. Un insieme che ho sempre fatto fatica a trovare in tanti autori ma Caroline Vermalle c’è proprio riuscita. Quando si finisce di leggere un sorriso di felicità rimane stampato in faccia per un po’ perché questo è un racconto che può far credere che le cose possono essere cambiate se veramente lo si desidera.
Mi è piaciuto moltissimo e l’ho letto davvero in fretta in quanto volevo sapere a tutti i costi come sarebbe andato a finire ed anche il finale non mi ha delusa anzi ha concluso degnamente tutto il racconto.
Consigliarlo? Certo assolutamente senza ombra di dubbio. E’ un romanzo più femminile ovviamente ma è una lettura davvero piacevole.
Spero di avervi aiutato nella scelta della vostra prossima lettura. Un abbraccio Romna.

Annunci

One thought on “Due biglietti per la felicità (Caroline Vermalle)

  1. Romi continua a scrivere….😃😘…
    Io ne sono convinta…. i libri ti scelgono nel momento un cui qualcosa devi dirti; si avvera una coincidenza significativa tra il racconto e la tua vita.. E raccogliere la coincidenza, porta alla luce parti di te rimaste in penombra.

    Liked by 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...