PREMESSA

Buongiorno a tutti. Anche oggi sono qui per raccontarvi la mia ultima lettura. Ho iniziato AD OCCHI CHIUSI venerdì mattina prima di andare al lavoro e mi ha catturata a tal punto da non lasciarlo più. Sabato pomeriggio l’avevo già terminato ed ero davvero felice di aver letto un buon romanzo.

Ma andiamo con ordine. Spesso e volentieri mi piace molto leggere scrittori italiani, scoprire che anche nella nostra nazione ci sono persone valide che scrivono bene mi rende davvero felice ma non ho ancora una preferenza su qualche persona in particolare. Certo adoravo il modo di scrivere di Giorgio Faletti ma purtroppo non potrò mai più leggere un suo scritto visto che ha abbandonato questo mondo, certo ci sono alcuni scrittori di gialli che a cui mi sto affezionando ma nulla a che vedere con il mio amore per Jeffery Deaver, Michael Connelly, Stephen King, Ken Follett tanto per dirne alcuni.

Così, parlando con alcuni amici, mi hanno consigliato di provare con Gianrico Carofiglio. Avevo già letto qualcosa di suo e mi era piaciuto molto così mi sono fatta prestare per il mio kobo AD OCCHI CHIUSI. La prima parte del racconto non mi aveva così entusiasmata ed essendo anche un romanzo di poche pagine avevo il terrore che fosse solo un altro legal thriller con poco o niente da offrire. Per questo ho continuato la lettura di altre trenta pagine prima di riporlo e di decretare il mio giudizio negativo. Beh piano piano mi ha catturata, non solo per la trama ma anche per le riflessioni di vita che questo autore mette nei suoi romanzi. Attraverso i racconti dei personaggi principali ci sono davvero piccole perle di pensieri che mi hanno fatto davvero riflettere tanto.

La trama non è delle più originali questo lo devo ammettere ma forse il fatto che leggo veramente tanti romanzi di questo genere mi rende davvero selettiva sotto questo punto di vista. Credo che sia davvero impossibile oggi come oggi trovare qualcosa di non detto nel genere thriller con tutti le serie televisive su questo argomento e con tutti i romanzi che trattano dei vari orrori che ci circondano ma l’originalità sta appunto nello scrittore e nel suo modo di raccontare un po’ di altro mentre la storia va avanti da sola. Adesso però la smetto con i miei pensieri un po’ alla rinfusa e ritorniamo alla narrazione vera e propria.

I PERSONAGGI PRINCIPALI

Guido Guerrieri è il protagonista della narrazione. Si tratta di un comune quarantenne un po’ sopra le righe ma comunque una persona come tante altre. Vive una relazione stabile con la sua fidanzata Margherita dopo aver un divorzio alle spalle. Con Margherita ha una storia abbastanza normale l’unica cosa un po’ strana è che invece di convivere, visto che abitano nello stesso palazzo a due piani di distanza, hanno deciso di tenersi ognuno il proprio appartamento per preservare gli spazi che a volte servono anche in un rapporto. Di professione fa l’avvocato non perché avesse avuto qualche specie di vocazione ma solamente perché finita la scuola non sapeva che altro fare ma il suo mestiere lo svolge comunque nel migliore dei modi possibili. Ha smesso di fumare ma il pensiero di una sigaretta non lo abbandona mai. E’ un uomo che sa essere sia tenero che tagliente ma dentro di sé è pieno di contrasti, dubbi, paure e sogni che non ha mai trovato il coraggio di affrontare o di realizzare.

Suor Claudia è una suora esperta di arte marziali. Minuta e magra è capace di mettere a terra il più grosso degli aggressori. Il suo aspetto fa pensare a tutto fuorchè ai suoi voti. Non usa l’abito da suora ma un giubbotto di cuoio nero con sotto una immancabile magliettina bianca ed un paio di jeans. E’ giovane e di bell’aspetto, una persona moderna che gestisce una comunità che protegge donne maltrattate in accordo con la polizia ovviamente. Parla poco ma quando lo fa riesce ad ottenere tutta l’attenzione di chi l’ascolta. E’ una persona solitaria che riesce ad instaurare un rapporto davvero particolare con l’avvocato Guerrieri.

Martina Fumai è la vittima. Ha trentacinque anni e non ha mai avuto una vita facilissima. E’ una persona fragile che in passato ha avuto alcuni problemi con il cibo e l’autolesionismo ma nonostante questo li ha superati o almeno ci sta ancora provando. E’ lei la donna che ha il coraggio di denunciare l’ex compagno per maltrattamenti e persecuzioni. E’ molto magra, ha i capelli corti, cerca di curare molto il suo aspetto fisico e fuma tantissimo mettendo a dura prova la resistenza del nostro avvocato.

Gianluca Scianatico è l’uomo imputato di maltrattamenti a Marina. E’ figlio di un famoso giudice e per questo crede che tutto a lui sia lecito. E’ bravissimo con le parole infatti quando viene interrogato sembra essere lui la parte lesa ma non è una persona molto affidabile sotto tutti i punti di vista. Il male fisico e psicologico alla sua compagna lo fa davvero.

ACCENNO DI TRAMA

Guido Guerrieri esercita la sua professione di avvocato a Bari. Non sa nemmeno lui il motivo per cui l’ha fatto ma ha accettato l’incarico di costituirsi come parte civile per una giovane donna Martina Fumai che afferma di essere vittima di diversi maltrattamenti e varie persecuzioni da parte del suo ex compagno. Il cattivo in questione però è figlio di un importante presidente della Corte d’Appello. Diversi avvocati non avevano accettato l’incarico per quel motivo e Guido sembra essere l’ultima speranza per la ragazza.

La ragione per cui accetta è la dichiarazione di suor Claudia una donna che sta dedicando la sua vita per proteggere le vittime di violenza domestica, una suora totalmente fuori dai canoni che noi conosciamo, ma che è in grado di far cambiare idea al Guerrieri con parole semplici ma molto efficaci. Suor Claudia aiuta queste persone a riprendere una vita normale, a non aver più paura di chi le ha maltrattate e infonde in loro una serenità davvero unica.

Così ci ritroviamo al processo dove l’avvocato della difesa cerca di descrivere Martina come una pazza malata e una squilibrata mentale di fronte al giudice. Guerrieri riesce però a controbattere presentando prove che dimostrano che l’ex compagno di Marina non è proprio un santo anzi ha costretto la fidanzata a praticare atti sessuali estremi contro la sua volontà…

E PER FINIRE

Ho raccontato davvero poco della trama ma il romanzo non è tanto lungo e avevo paura di rovinare il finale a chi ha il desiderio di leggerlo. E’ un insieme di emozioni questo libro. Attraverso il racconto di un processo fa pensare a tantissime cose. Certo la violenza domestica è l’argomento principale di tutto il libro, la sottomissione delle donne per accontentare il loro compagno a volte è quasi incredibile da pensare ma purtroppo queste cose succedono realmente anche in coppie dove è impossibile crederci. Ma assieme a questo ci sono tantissimi spunti di riflessione. Il suicidio di un vecchio amico del protagonista induce il nostro personaggio principale a riflettere che più si va avanti con gli anni più si pensa meno alle amicizie: il lavoro, l’amore, la vita frenetica, qualche hobby da coltivare lasciano passare in secondo piano l’amicizia cosa che invece sembrava indispensabile quando si è dei ragazzi. Anche il personaggio di suor Claudia fa riflettere parecchio, una donna dura, che sembra quasi un muro, una persona di poche parole che racchiude tanta saggezza e che è quasi importante come il protagonista per la narrazione.

Mi ha fatta riflettere parecchio questo romanzo e mi sono segnata pure alcuni passaggi per non dimenticarmi di frasi che mi hanno colpita. E’ davvero raro che questo mi succede quando leggo dei thriller in genere ma questa volta posso dire di essere davvero soddisfatta. Consigliarne la lettura? Certamente senza alcuna ombra di dubbio ed anch’io cercherò di convincere gli altri miei amici lettori a provare questo bravissimo scrittore. Che sia lui il mio preferito italiano? Forse ci stiamo avvicinando.

Spero di avervi aiutati nella scelta della vostra prossima lettura. Un abbraccio Romina.

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