L’ACQUISTO

Salve a tutti complice un po’ di febbre in questi giorni ho letto un nuovo romanzo. Dico nuovo almeno per me perché questa volta ho scelto un libro totalmente lontano dai miei gusti. Ormai chi mi legge spesso l’avrà capito che il mio amore per i gialli ed i thriller è veramente infinito, che ogni tanto mi piace leggere qualche romanzo rosa per trascorrere qualche ora con il sorriso stampato sulla faccia ma difficilmente mi dedico alla narrativa vera e propria. Ma la vita è fatta di prove e questa volta ho deciso di dedicarmi ad una lettura molto lontana da me. Mi sono affidata ai consigli di un gruppo di lettura di facebook dove chi legge thriller non è nemmeno considerato, il genere che io prediligo è decisamente classificato come serie B in fatto di letture e molti non lo nominano nemmeno. Spesso leggo questi gruppi più per sorridere alle loro litigate su quello che sia indispensabile aver letto o meno che per ricercare loro consigli ma questa volta ho trovato un titolo che poteva intrigarmi e me lo sono segnata.

Credo che non esistano serie per classificare i romanzi ma tutto sta nel gusto personale di chi li legge. Se io in un gruppo del genere confesso che non ho mai letto un classico della letteratura alcuni potrebbero non rivolgermi più la parola quindi mi limito a scorrere le pagine di facebook e a segnare qualche titolo che forse un giorno potrei leggere.

E così ho scelto NOI di David Nicholls. Ovviamente ho optato per la versione digitale in quanto costava decisamente meno e non avevo idea se mi sarebbe piaciuto o no ma ho sperimentato qualcosa di totalmente nuovo. La mia curiosità ha vinto ma ancora non riesco a capire se questa lettura mi ha soddisfatta. Pochi personaggi, tante parole, poca azione ma tanti tanti pensieri da affrontare e da mettere insieme. Un romanzo scritto veramente bene altrimenti avrei abbandonato dopo le prime dieci pagine ma lontano da me anni luce.

Quando leggo qualcosa che non sia giallo io adoro il lieto fine, adoro le scene simpatiche, gli intrecci sentimentali e le storie di vita vissuta. Noi non ha un lieto fine, sembra una simpatica avventura ma quello che lascia è tanta amarezza illuminata da una piccola luce di speranza. Quella speranza che ci aiuta ad andare avanti anche nei momenti più bui e difficili, quella speranza che ci fa capire che la vita continua comunque che noi lo vogliamo oppure no e che ci sprona a trovare il modo migliore di superare tutto e tutti.

Questo scrittore è stato veramente bravo con la sua leggerezza ed ironia a raccontare la fine di un amore durato per tanto tempo, a narrare la storia di un padre ed un figlio in continuo contrasto per qualsiasi cosa, a farci sorridere nelle disavventure del protagonista così squadrato ma allo stesso tempo così intraprendente per essere uno scienziato abituato ad avere una vita tutt’altro che frenetica. Ma non è riuscito a catturarmi fino in fondo forse perché anche quello che ha raccontato lo vedo veramente lontano da me.

Comunque adesso vi racconto un po’ di trama così da riuscire a spiegarmi meglio…

LA STORIA

Douglas e Connie sono marito e moglie. Si conoscono dalla fine degli anni Ottanta un periodo molto molto diverso da quello attuale. Douglas aveva trent’anni ed era la persona più razionale di questo mondo. Si era appena laureato in biochimica e credeva davvero nel suo lavoro da scienziato tanto da trascorrere quasi tutto il suo tempo in laboratorio a studiare il moscerino della frutta. Era una persona molto introversa, non sapeva mai cosa raccontare alle persone che conosceva e non amava molto la compagnia. Si sentiva sempre a disagio ovunque andasse.

Connie era il suo perfetto contrario. Trascorreva il suo tempo con aspiranti artisti di tutti i generi: attori che aspiravano al successo, commediografi che sognavano un giorno di diventare famosi, poeti, musicisti e in genere insieme a tutti quei giovani che rincorrevano i loro sogni senza mai raggiungerli veramente concludendo sempre meno. Era abituata a tornare tardi la notte, ad ubriacarsi e ad assumere anche qualche droga leggera se ce n’era l’opportunità. Insieme ai suoi amici faceva discorsi astratti e spesso tutte queste persone si radunavano a casa di Karen, la sorella di Douglas, che li ospitava felice di farlo.

Proprio in una di queste serate Karen decide di invitare suo fratello per renderlo un po’ più mondano di quello che sembra e il caso vuole che Douglas durante la cena è seduto di fianco a Connie. Douglas rimane subito affascinato da questa ragazza dai capelli lucenti, dal suo viso meraviglioso e dalla sua voce sensuale ma allo stesso tempo distinta ed elegante. All’inizio Connie non sembra molto attratta da Douglas perché dall’altra parte ha un artista del circo che sta monopolizzando la conversazione ma mentre Douglas se ne sta andando perché non riesce a reggere quella situazione per lui così diversa dalla quotidianità, Connie lo raggiunge.

Sono trascorsi quasi vent’anni da quel primo incontro e Douglas e Connie sono ancora sposati. Hanno perso una figlia subito dopo la nascita ed hanno un figlio Albie di diciassette anni. Douglas ha cinquantaquattro anni ma si sente veramente vecchio, sente che il meglio della vita l’ha già vissuto e l’unica cosa che desidererebbe davvero è continuare la sua vita come sta facendo ora. Connie invece è ancora attraente e Douglas la ama come il primo giorno in cui l’ha vista anzi forse ancora di più ed è convinto che la loro vita insieme durerà fino alla morte.

Una sera, però, mentre erano a letto Connie inizia un discorso che Douglas non avrebbe mai voluto sentire in tutta la sua vita. “Il nostro matrimonio è arrivato al capolinea. Penso che ti lascerò”. Connie spiega che il suo amore per il marito non è venuto meno ma visto che il loro figlio sta diventando grande e presto li lascerà per intraprendere i suoi studi lontano da loro, per lei è ora di cambiare aria, di novità e questo non prevede ovviamente suo marito. Ma per chiudere il cerchio è indispensabile che l’intera famiglia compia un l’ultimo viaggio insieme: il Grand Tour delle maggiori città europee per preparare Albie ad entrare nel mondo degli adulti.

Tutto il mondo di Douglas gli crolla addosso, la sua mente scientifica non concepisce che solamente perché il figlio cambia vita, debbano farlo anche loro, la loro vita a lui piace e non la cambierebbe per niente al mondo ma decide comunque di partire per questa vacanza. Nella sua mente crede possibile che la moglie cambi idea, che durante il viaggio ritorni la loro passione e che tutto ritorni esattamente come prima…

IL MIO PARERE

Non sopporto leggere libri tristi. Non fanno per me. Io leggo per svagarmi, per non pensare a tutti i problemi quotidiani, per riuscire a isolarmi dalle brutture giornaliere e se il libro è triste non mi serve a nulla. Non voglio essere fraintesa. Il romanzo è brillante, il ritmo è buono, è scritto benissimo e ci sono anche alcune parti abbastanza ridicole ma la tristezza e l’amarezza sembrano avvolgerlo come una sciarpa. Speravo in un lieto fine e qualcosa c’è pure stato ma mi ha lasciato davvero qualcosa di pesante dentro. Guardando nel web ho notato solo pareri positivi ed entusiasti per questo romanzo ma io non sono riuscita a farmelo piacere. La scrittura di Nicholls è davvero buona, è riuscito a raccontare la vita dei protagonisti saltando da un’epoca ad un’altra molto bene, il suo umorismo anche nelle situazioni più dure è davvero geniale ma è l’argomento che non mi ha entusiasmata.

Forse il fatto che non ho figli, il fatto che la mia vita amorosa è soddisfacente mi hanno fatto sentire lontana dalle parole dello scrittore, forse il fatto che il mio interesse per la lettura verte su altri fronti ma io non mi sento di consigliare questa lettura. La vita è già triste per natura e leggere di abbandoni o di sentimenti negativi non fa proprio per me.

Spero di avervi aiutati a scegliere la vostra prossima lettura. Un abbraccio. Romina

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