L’ACQUISTO AVVENTATO…

Buon giorno a tutti anche oggi, come sempre, ho voglia di raccontarvi l’ultimo libro che ho finito di leggere stamattina prima di andare al lavoro. Eh sì essendo impegnata tutto il giorno in ufficio il tempo per la mia passione più grande ossia la lettura è sempre meno e così mi sveglio sempre mezz’oretta prima per dedicarmi ad alcune pagine ed affrontare la giornata più serenamente.

Forse non tutti lo sanno ancora ma io sono una maniaca dello shopping. Adoro comperare, adoro fare regali, adoro entrare nei negozi e lasciarmi trasportare. L’abbigliamento è una delle mie manie più grandi ma spesso non trovo qualcosa che mi soddisfi allora mi butto in una libreria e inizio a guardare tra le varie corsie qualcosa che possa appassionarmi. Il brutto delle librerie è che comprerei qualsiasi cosa. Ci sono talmente tanti romanzi che non ho ancora letto, ci sono ancora tanti autori che ancora non conosco che uscirei sempre con una valigia piena di libri. E poi rimango in questi negozi per ore a sfogliare copertine e a guardare rapita. Così per velocizzare questa mia smania di acquisto questa volta sono andata vicino alla cassa… c’era una pila di libri con scritto in offerta €5,00. Ne ho preso uno e non ci ho più pensato senza leggere nemmeno la trama. L’unica cosa che sapevo è che era un thriller visto che apparteneva alla collezione TIME CRIME.

Con questo genere che è ovviamente il mio preferito sono quasi sicura di non sbagliare mai. Certo ci sono thriller che non dimentichi mai e altri che passano senza lasciare alcun segno ma comunque sono un bel passatempo soprattutto quando mi sforzo di trovare anche io il colpevole. Con tutti quelli che ho letto dovrei essere quasi un profiler dell’FBI e invece arrivo sempre alla fine credendo di aver indovinato ma cado sul più bello. Sono una detective fallita per fortuna che il mio lavoro è tutt’altra cosa altrimenti sarei davvero nei guai!!!

Il nome dell’autore è Pierre Borromee ed è francese. Era la prima volta che lo sentivo nominare ed anche il titolo del romanzo L’ERMELLINO DI PORPORA mi era totalmente nuovo così ero davvero curiosa di iniziarlo. Come amo i film francesi anche se molti non capiscono questa mia passione magari avrei iniziato anche ad adorare i libri di questa nazione. Le mie aspettative erano davvero alte ma purtroppo sono scese dopo nemmeno venti pagine di lettura. Adesso però vi accenno un po’ di trama così forse capirete meglio le mie ragioni…

 

DI COSA PARLA…

Ci troviamo a Villecomte in Borgogna. Il cadavere di una giovane donna giace tra le lenzuola insanguinate nel suo letto. Si tratta di un omicidio molto pesante in quanto il ventre della donna è stato squarciato senza alcuna pietà ed il suo viso ormai ha perso ogni forma visto le molteplici martellate a cui è stato sottoposto. La donna si chiama Juliette Robin ed è la moglie di un avvocato abbastanza famoso nella sua regione. I loro rapporti non erano dei migliori negli ultimi periodi e spesso i vicini sentivano delle liti furibonde tra i due coniugi. Così i sospetti cadono proprio su di lui Pierre Robin. Tutto sembra affermare che sia lui il colpevole: la corrispondenza con la sorella della moglie, una donna di cui lui era stato follemente innamorato in passato, a cui scrive e mail che ritornano puntualmente indietro in quanto lei ora ha un’altra vita in un altro luogo e il fatto che l’autopsia della moglie rilevi che lei era ancora illibata, nessun rapporto sessuale era mai avvenuto tra Juliette e Pierre nemmeno dopo cinque anni di matrimonio.

Il procuratore distrettuale incarica il commissario Baudry di seguire questo caso. Questo commissario è molto all’antica, non ha modi molto gentili con nessuno, ha pochi amici e gli unici che possiede sono i suoi compagni di bicicletta nei week end liberi ma è comunque una persona molto scaltra a discapito del suo aspetto burbero. Baudry in un primo momento inizia ad indagare proprio sui rapporti di coppia tra i due coniugi ma dopo le dichiarazioni di Pierre dove confessa che sua moglie non faceva altro che bere dalla mattina alla sera e che a volte diventava addirittura aggressiva nei gesti nei confronti del marito non è molto sicuro che sia lui il colpevole dell’omicidio e lo stesso lo pensa l’avvocato Dornier. Il giudice ha troppa fretta di concludere questo caso ma sicuramente il colpevole non è il marito.

Le indagini però vanno molto a rilento, non si riesce a capire chi possa aver commesso questo omicidio così cruento e iniziano ad affacciarsi nuove piste da percorrere…sette anni prima è stato compiuto un altro assassinio sempre con le stesse crudeli modalità anche se il corpo apparteneva ad una ragazzina di quindici anni… In più nella casa adiacente a quella della famiglia Robin la stessa sera c’è stato un furto da parte di alcuni nomadi…

 

IL MIO PENSIERO…

Ho cercato di fare del mio meglio nel riassumere un po’ di cosa tratta questo romanzo ma non so se sono stata brava in quanto per me leggerlo è stata davvero una delusione. Le prime pagine mi avevano anche esaltata abbastanza, poteva svilupparsi una storia molto interessante da un omicidio di una moglie addirittura ancora vergine ma con il trascorrere delle pagine ho iniziato ad annoiarmi. L’idea sembrava davvero buona ed io ero molto felice di conoscere un autore diverso dal solito e soprattutto francese. Sembra un romanzo pieno di idee che piano piano vengono lasciate perdere, piste accennate senza nessuna conclusione, personaggi che appaiono e poi non si sa dove vadano a finire, storie confuse per arrivare ad un colpevole dal movente piuttosto banale.

Un altro punto molto debole di questo racconto sono i personaggi. Nessuno viene descritto nei minimi particolari, nessuno ha delle caratteristiche che lo rendono unico rispetto agli altri, nessuno rimane impresso nella memoria per più di quello che dura la lettura. Non ci sono protagonisti o comparse, tutti trattati allo stesso modo: nominati quando servono e poi dimenticati. I commissari, i vari avvocati, il giudice sembrano tutti uguali tanto da confonderli durante la narrazione e tanto da faticare a ricordare i loro nomi per più di dieci minuti. Forse per uno o due di loro si spendono due parole in più ma niente di entusiasmante.

A volte sono quasi i personaggi ad animare una narrazione beh questa volta niente riesce a rendere invitante questa lettura. Non voglio essere fraintesa totalmente: il romanzo non è scritto male altrimenti non l’avrei nemmeno finito, il linguaggio usato è semplice ma mai banale, scorre molto velocemente ma ha veramente troppi punti non sviluppati per essere ritenuto un buono scritto soprattutto da me che divoro i gialli quasi come fossero le mie patatine preferite.

Mi sento sempre un po’ triste quando finisco un romanzo che non mi è piaciuto non tanto per i soldi spesi visto che spesso si buttano anche per cose più futili ma soprattutto perché non amo bocciare un autore che ha sudato tanto per far uscire qualcosa di decente. Quante volte ho pensato di iniziare anch’io a scrivere qualcosa ma mi ferma la paura di non piacere agli altri visto i bei racconti che si trovano in libreria ma poi quando mi imbatto in questi flop allora un pensierino torna a galleggiare nella mia mente…

Spero di avervi aiutati nella scelta della vostra prossima lettura. Un abbraccio Romina

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