PREMESSA

Buona domenica a tutti. Anche oggi sono qui per raccontarvi l’ultimo libro che ho appena finito di leggere. Questa volta sono stata molto più veloce sia perché si tratta di un romanzo giallo sia perché anche se l’ambientazione del racconto risale al 1900 è stato scritto ai giorni nostri e quindi molto più comprensibile con meno giri di parole. Questo romanzo l’ho ricevuto in omaggio con un ordine al Club degli Editori. Mi ripeto sempre ma ormai sono vent’anni che sono associata a questa rivista e tutti i mesi aspetto con ansia che mi arrivi la mail per scegliere qualche libro da acquistare. C’è meno imbarazzo che entrare in una libreria: i titoli non sono mai molti e solitamente non ci sono le ultime uscite ma io mi sono sempre trovata bene. Circa venti pagine dove si può spaziare tra diversi generi, qualche sconto ogni tanto e spesso e volentieri un libro in omaggio scelto da loro. Il regalo però ti viene segnalato al momento dell’ordine quindi sai anche cosa ti arriverà a casa. Certo ogni tanto i libri arrivano in ritardo ma a me non manca mai qualcosa da leggere quindi posso aspettare senza lamentarmi.

Avevo già letto un romanzo di Marco Malvaldi e non mi aveva esaltata più di tanto. La sua scrittura è davvero originale ma per me i thriller che ti lasciano col fiato sospeso sono un’altra cosa e quando leggo un romanzo che viene considerato tale io mi aspetto proprio questo. I suoi romanzi invece sono sempre anche un po’ comici così come i suoi personaggi ed io faccio fatica ad unire le due cose. Solitamente in un thriller ci si aspetta anche tensione emotiva cosa che non trovo mai in questo scrittore. Ma ognuno ha il suo stile ed io però ho i miei gusti che, con l’andare degli anni, stanno diventando sempre più difficili quando si tratta di letture.

Questa è una divagazione ma più invecchio più faccio fatica a trovare romanzi che mi esaltino totalmente o forse è solamente il fatto che leggo tantissimo e quindi i miei gusti diventano sempre più raffinati? E’ da un po’ che mi pongo questa domanda ma ancora non sono riuscita a darmi una risposta.

Ma torniamo al romanzo perché è di quello che devo raccontarvi. L’argomento è veramente originale non avevo mai letto di un delitto durante un’opera teatrale ambientato nel 1901 durante la messa in scena della Tosca di Giacomo Puccini e per essere sincera anche la storia di quel periodo mi è molto nebulosa. A scuola odiavo la storia perché mi obbligavano ad imparare date e nomi a memoria senza ragionare sui fatti e grazie anche alla lettura adesso sto imparando davvero tante cose. Ero un po’ titubante all’inizio della narrazione quando avevo solo letto la trama ma poi grazie a Malvaldi sono riuscita ad entrare subito nel periodo ed ad ambientarmi anche piuttosto bene.

Adesso iniziamo con i protagonisti della narrazione:

I PERSONAGGI

Ruggero Ballestrieri è un notissimo tenore ed anche un anarchico convinto e militante. La sua idea è che tutti gli uomini sono uguali, tranne lui ovviamente.

Bartolomeo Cantalamessa è l’impresario e l’unico responsabile della compagnia teatrale ed il suo più importante ruolo è quello di non far litigare i cantanti tra di loro.

Alfredo Frassati è il direttore del quotidiano La Stampa che esisteva anche allora.

Ernesto Ragazzoni è un poeta esperto di musica e di arte e scrive per La Stampa. Adora alzare il gomito e non se ne vergogna affatto.

Tersiglio Bentrovati è il direttore del Teatro Nuovo di Pisa. E’ un uomo che si dedica completamente al suo lavoro ma a volte non va tutto secondo i piani.

Gianfilippo Pellerey è il tenente del corpo delle Guardie Reali.

Renato Maria Malpassi è il direttore dell’orchestra sa cambiare il suo carattere a seconda di chi gli sta di fronte e ci riesce anche molto bene.

Ulrico Dalmasso è di capitano del corpo delle Guardie Reali ed è il superiore di Pellerey è un uomo duro molto secco nei modi.

Giustina Tedesco è un soprano con una bellissima voce, molto carina e con tante aspettative dalla vita ed è l’unica donna della compagnia.

Pierluigi Corradini è il maestro d’armi della compagnia, un ex militare che addestra gli attori a sparare nelle scene.

Teseo Parenti è basso sia come statura che come voce. Dicono che porti sfortuna per due terribili episodi accaduti durante un’opera.

LA STORIA

Ci troviamo catapultati nel 1901 un tempo di attentati in Italia infatti il re Umberto I era appena stato uccisa e siamo a Pisa che nel periodo storico era considerata una terra d’anarchia. Tutti al Teatro Nuovo attendono il nuovo Re per una bellissima rappresentazione della Tosca la famosa opera di Giacomo Puccini. La compagnia incaricata per lo spettacolo si chiama Arcadia Nomade. Si tratta di una bravissima compagnia ma i suoi componenti sono molto legati alla politica, alcuni di loro sono addirittura dei militanti e quindi le autorità di polizia locale sono molto allarmate da questo evento. Le loro indagini e quindi i loro sospetti su qualche attività sovversiva si estendono fino ad arrivare anche all’autore della Tosca, il Puccini stesso, senza un reale motivo. Ma per proteggere il Re si doveva pensare proprio a tutto.

Qualcosa immediatamente accade. E’ qualcosa di tragico sì ma non quello che si poteva immaginare. Ad essere ucciso non è stato il Re ma un attore mentre era in scena. Durante una finta esecuzione un fucile non era stato caricato a salve ed il proiettile ha colpito l’uomo uccidendolo immediatamente. Il tutto accade durante una messa in scena della Tosca e non si riesce a capire se è stato veramente un attentato per mano degli anarchici, un omicidio per una resa di conti in sospeso o un semplice incidente.

Gli incaricati di indagare sono il carabiniere Pellerey ed il suo superiore in veste ufficiale ai quali si unisce un terzo incomodo il giornalista della Stampa Ragazzoni un uomo molto sopra le righe che la polizia può tollerare…

IL MIO PENSIERO

Un romanzo scorrevole e abbastanza corto che si può benissimo leggere in una giornata anzi forse è meglio leggerlo in fretta in quanto i personaggi sono moltissimi e si rischia di dimenticare qualche nome. Un libro che ho letto comunque con piacere, che non mi ha annoiata e che mi ha fatto anche sorridere, ma che non mi lascia poi molto. Forse dopo averlo rimesso nella libreria me ne sarò già dimenticata. Non sto dicendo una cattiveria non voglio essere fraintesa ma sto solo dicendo che è un romanzo che si legge volentieri ma che non mi ha colpita a tal punto da essere superiore alla media. Sono sempre felice quando leggo autori italiani sia per patriottismo sia perché è bello apprezzare qualcuno che sta vicino a te e Malvaldi ancora non mi ha stancata. Se mi capiterà leggerò anche altri suoi romanzi anche se per ora non è riuscito ad entrare nella lista dei miei preferiti.

Spero di avervi aiutati nella scelta della vostra prossima lettura. Un abbraccio Romina

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