PREMESSA

Buon 2017 a tutti. Anche oggi sono qui per raccontarvi l’ultimo libro che ho finito di leggere stamattina mentre facevo colazione. Approfittando di una settimana di ferie ho deciso di leggere un romanzo molto lontano dalle mie solite scelte. Quando i miei amici mi passano i libri in formato e book solitamente non pensano ai miei gusti ma mi trasmettono tutto quello che leggono loro. A volte alcuni di loro azzeccano proprio quello che avevo voglia di leggere, a volte qualcuno mi regala romanzi che non sono proprio nelle mie corde ma che comunque potrebbero interessarmi. L’assassino degli scacchi ed altri problemi matematici mi incuriosiva molto e così appena l’ho ricevuto ho iniziato a leggerlo.

Fin dalla prima elementare io ho sempre amato molto la matematica non solo perché la capivo al volo ma perché mi piaceva scervellarmi per risolvere i problemi. Certo non sono mai stata un genio ma mi arrangiavo bene e se riuscivo ad entrare nel meccanismo nessuno riusciva più a fermarmi. Con l’andare del tempo mi sono accorta che moltissimi problemi possono essere risolti con l’applicazione della matematica ed alle scuole superiori ero considerata davvero un genietto. Mi ricordo ancora che non ero l’alunna modello, non andavo a scuola tutti i giorni, mi distraevo spesso ed il professore di matematica credeva che i miei buonissimi risultati fossero il frutto di una attenta copiatura dal mio compagno di banco. Così una volta l’ho sfidato e gli ho chiesto di farmi fare il compito in una classe isolata da tutto. Si è dovuto ricredere io ero davvero brava in matematica.

Ovviamente non ho continuato questa mia passione perché ne avevo altre di più forti ma sono circa dieci anni che uso la matematica anche nel mio lavoro: controllo e faccio buste paga quasi tutti i giorni quindi devo dire che nonostante l’avessi snobbata per un po’ la matematica è tornata nella mia vita.

E mi sono ritrovata tra le mani questo libro di racconti dove prima viene narrato un fatto e poi spiegato in termini matematici. E’ stato abbastanza divertente leggerlo soprattutto le appendici ad ogni racconto dove tutto viene spiegato benissimo ma mi aspettavo racconti un po’ più elaborati visto le appendici così approfondite e invece la storia dura al massimo una ventina di pagine. Più che un romanzo potrebbe definirsi quasi un piccolo trattato di matematica per gli inesperti. Adesso però vi accenno ogni racconto ma sarò breve visto la lunghezza nella realtà per non svelare nulla a chi volesse intraprendere questa lettura.

I RACCONTI

– L’uomo che ascoltava le confidenze del cielo. Narra di come Talete su suggerimento dell’imperatore ha misurato l’altezza di una piramide senza ovviamente avere gli strumenti moderni di cui disponiamo ora.

– A ruote libere. Claude è un futuro ingegnere e ha l’occasione di dimostrare la propria bravura. Per riscattare l’eredità che spetta di diritto al padre deve far funzionare una delle invenzioni che suo zio progettava ma che non avevano mai visto la luce in quanto improbabili ed inutili. La geometria l’aiuterà a far funzionare una bicicletta con le ruote quadrate.

– La prigione verde. Parla del metodo per uscire da un labirinto e la risposta arriva direttamente dal racconto di un ladro che deve fuggire dai suoi complici proprio affrontando un labirinto molto intricato.

– L’assassino degli scacchi. Vinivarin è un grandissimo campione degli scacchi. Un giovane lo batte usando una tecnica di gioco davvero incredibile e lui lo uccide. Però si costituisce alla polizia. Il commissario non crede a quello che il campione gli racconta e, indagando, capisce il vero movente di Vinivarin.

– Il muro dei 100 metri. Qui si parla di record sportivi e di come si voglia superarli sempre e comunque ma le successioni matematiche dimostrano che non si può andare avanti all’infinito a battere i record dei cento metri.

– La strana storia di un padrone del tempo. Ci insegna cosa possono insegnarci i numeri razionali ma soprattutto quelli irrazionali.

– Il gioco delle tre carte. Questo è un racconto in rima diverso dagli altri e ci spiega il gioco delle tre carte quello che ogni tanto si vede anche per strada in quartieri non proprio in centro dove un uomo sposta le carte e invita i passanti a scoprire e scommettere dove nasconde l’asso. Qui entrano in campo le probabilità.

– Sei lettere. Emile Borel non lo conoscevo ma ha posto un quesito davvero simpatico. Si tratta di una scimmia in grado di dattilografare proprio come una segretaria vecchio stile dove non vi erano ancora i computer o i registratori.

– Danza segreta. In questo racconto si narra come smascherare le truffe contabili e ci dimostra che non è affatto facile simulare il caso.

– Blitzkrieg su algoritmo. Si narra di un algoritmo per trovare una sequenza casuale di numeri per riuscire a vincere una guerra. Ma non è semplice la scelta dell’algoritmo visto che le ricerche in merito proseguono anche ai nostri giorni.

– La dea Logica. Un racconto dove si cerca di dimostrare che a volte la matematica può salvare la vita. La storia è l’adattamento di un problema del matematico Todd Ebert (anche questo non conoscevo).

IL MIO PARERE

Devo dire che è stato divertente e istruttivo leggere questo trattato (io non lo posso definire romanzo perché le storie sono solo il mezzo per arrivare alle dimostrazioni matematiche) ma io non sono proprio amante di queste cose. Mi spiego meglio: adoro la matematica, mi piace sapere il perché delle cose e le spiegazioni mi incuriosiscono sempre tanto ma questo genere di lettura non lo posso classificare. Come ho sempre detto per me leggere significa staccare la mente e svagarmi mentre qui per capire le soluzioni e le spiegazioni nelle Appendici ho dovuto usarla parecchio la mente. Per fortuna ho deciso di leggerlo in ferie altrimenti l’avrei abbandonato immediatamente. Nelle Appendici le spiegazioni sono chiare ma comunque ho dovuto usare anche carta e penna per arrivare a capire di cosa stessero parlando. Mi sono sentita ancora a scuola ma ho comunque imparato cose che non conoscevo e questo è sempre utilissimo a qualsiasi età.

Consigliare la lettura? Solo agli appassionati di matematica, gli altri potrebbero annoiarsi a morte e credo che salterebbero tutte le spiegazioni ma così si perderebbe l’originalità di questo romanzo. Non mi è mai capitato di leggerne uno simile e se mi ricapiterà penso di affrontarlo di nuovo anche se mi servono altre ferie per avere la mente libera.

Spero di avervi aiutati nella scelta della vostra prossima lettura. Un abbraccio Romina

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