INIZIAMO

Buon pomeriggio a tutti anche oggi sono qui per raccontarvi l’ultimo libro che ho finito di leggere proprio stamattina prima di partire per la mia giornata lavorativa. Dopo un bel thriller avevo voglia di qualcosa di diverso. Solitamente non amo leggere sempre gli stessi generi uno in fila all’altro perché rischio di annoiarmi in fretta così ho vagato un po’ sul web per cercare qualche libro per il mio kobo a prezzi ridotti ovviamente. E ho trovato UNO CHALET TUTTO PER ME. La copertina mi ispirava molto ma come sempre non mi sono soffermata molto sulla trama. Il titolo mi aveva catturata così ho preso la mia carta prepagata e ho fatto l’acquisto. Quando ho iniziato a leggere le prime pagine mi sono subito accorta che era un romanzo raccontato come un diario. Avevo già letto un altro romanzo strutturato allo stesso modo e mi aveva colpita molto positivamente quindi ero molto felice della mia scelta e mi ci sono buttata subito a capofitto. Dopo le prime venti pagine di “introduzione” alla storia se così si può dire però mi stavo già annoiando parecchio. Il modo di scrivere è molto formale, leggendolo sembra un romanzo sia surreale che triste anche se queste due caratteristiche non stanno molto bene insieme. La protagonista non fa nulla tutto il giorno se non girovagare per i boschi o leggere e scrivere le pagine del diario che fanno parte del romanzo. Non volevo leggere per forza un romanzo d’azione altrimenti avrei scelto un altro genere ma tra le pagine non si evince nulla se non la tristezza. Certo questo sentimento ci sta benissimo visto che stiamo parlando dell’estate del 1919 con la guerra mondiale in atto e tutte le brutture che ne sono conseguite ma è comunque un diario, un racconto di una persona e una battuta o una digressione ogni tanto ci sarebbero state a meraviglia. E invece si parla di poco o di nulla. Anche quando arrivano altre due protagoniste il loro modo di trascorrere il tempo mi sembra se non proprio surreale alquanto noioso e insignificante e quando sono arrivata alla fine mi sono chiesta che senso avesse avuto per me questa lettura. Non sono ancora riuscita a darmi una risposta esauriente però.

Adesso inizio con il raccontarvi un po’ la trama così da spiegarmi meglio sempre che ne sia capace…

 

LA STORIA

La Prima guerra mondiale è appena terminata e ha lasciato dietro di sé tanto tanto sangue. Chi è riuscito a sopravvivere osserva le macerie rimaste impietrito. Ci sono progetti, fotografie, ricordi che ora non servono più a nulla visto che la confusione sembra regnare ovunque si posi lo sguardo. Ogni persona cerca di riprendersi in qualche modo, cerca di reinventarsi un futuro, cerca di ritornare come era prima di questa tragedia, ognuno però alla propria maniera. Ci sono alcuni che si buttano nella quotidianità per ritrovare quello che avevano perso e altri che fuggono per dimenticare quello che non c’è più.

Elizabeth possiede uno chalet in una specie di piccolo paradiso poco lontano dalla Svizzera dove due domestici premurosi vivono prendendosi cura di tutto quello che di bello c’è in quel luogo. Coltivano la terra, allevano il bestiame e cercano di tenere sempre pronto tutto in attesa che i proprietari arrivino al loro luogo di ritrovo. Ed è proprio lì che si rifugia per dimenticare tutto quello che di brutto ha visto durante la guerra. Ha scelto proprio quel luogo perché quando era più giovane era il ritrovo di tutta la famiglia e lei è sempre stata felicissima di trovarsi lì. Forse le montagne, forse l’aria buona sarebbero riuscite a farle ritornare il sorriso e a distrarla dal resto del mondo. Inizia così a trascorrere le giornate scegliendo libri dalla maestosa biblioteca e leggendo anche a caso frasi diverse per ogni romanzo, passeggiando tra i boschi ed alimentandosi con le prelibatezze che i due domestici le preparano. Per lei è tutto meraviglioso ma manca qualcuno a cui raccontare quello che sta vivendo e così decide di scriverlo su un diario ma non è proprio uguale a parlare con qualcuno.

Proprio il giorno del suo compleanno riceve una visita molto inattesa. Due sorelle si erano smarrite lungo la strada e non trovavano più la via per ritornare al luogo che le ospitava. Elizabeth prima offre loro di bere il te insieme e poi visto che si era fatto tardi decide anche di invitarle per la cena così da non rimanere sempre sola. Le sorelle accettano e accettano anche l’invito a trascorrere l’estate nella villa con Elizabeth almeno finchè lei non sarebbe ritornata a Londra. Ma non è semplice convivere con persone di cui si sa poco o nulla e che non sono molto propense a raccontare la loro storia soprattutto per una donna come Elizabeth che cerca solamente di guarire dalla sua tristezza. Ma poco a poco la conoscenza si trasformerà in qualcosa di diverso…

 

IL MIO PARERE

Prima di tutto ci tengo a dire che sono una semplice lettrice e che giudico quello che leggo secondo il mio gusto personale. Dico questo perché ho trovato tantissimi pareri positivi sul web per questo romanzo ma io non sono riuscita a trovare qualcosa per farmelo piacere. Come sempre inizio ogni lettura con le aspettative più alte possibili, la mia gioia quando apro un nuovo romanzo è talmente grande che mi si stampa un sorriso sulle labbra. E di solito mi ci butto leggendo il più possibile per riuscire ad entrare subito nella narrazione.  Ma con UNO CHALET TUTTO PER ME dopo le prime trenta pagine mi stavo già annoiando a morte così mi sono fermata. Ogni volta che riaccendevo il mio Kobo ero pronta a trovare una svolta, qualcosa che facesse in qualche modo animare la narrazione ma sono arrivata alla fine e non ho trovato nulla di veramente valido.

Certo questa scrittrice è molto brava a raccontare e descrivere stati d’animo e il romanzo è molto semplice da capire ma io non sono riuscita a trovare nulla su cui riflettere. Solitamente le storie che riguardano la guerra mi interessano molto visto che a scuola ho studiato poco la storia in generale e quindi mi piace molto leggere di cose passate che fanno parte di noi ma questa volta l’unica cosa che ho provato è stata la voglia di finire questo romanzo. E fino alla fine mi sono aspettata qualcosa che non è arrivato per questo sono molto delusa.

Consigliarlo? Beh io direi proprio di no… Ci sono tantissimi romanzi che parlano della fine della guerra molto più interessanti e introspettivi di questo che a me è sembrato solo un modo per riempire un po’ di pagine in bella scrittura però. Cattiva? No ma mi dispiace di aver atteso qualcosa che non è mai arrivato, un sentimento, uno stato d’animo qualcosa su cui pensare ed invece nulla…

Spero di avervi aiutati nella scelta della vostra prossima lettura. Un abbraccio Romina

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