PREMESSA

Buon sabato a tutti. Anche oggi come al solito sono qui per raccontarvi l’ultimo libro che ho finito di leggere proprio ieri sera prima di andare a dormire. Non conoscevo né l’autore né avevo mai sentito parlare di questo romanzo nemmeno nei vari gruppi di lettori a cui sono iscritta. Ma la prima cosa che mi ha colpita è stato il titolo. Tutti, prima o poi, passano periodi un po’ difficoltosi vuoi per il lavoro che richiede tanto impegno, vuoi per un rapporto con una persona che non va come si vorrebbe ma credo che tutti cerchino, durante la loro esistenza, il bello della vita. E il momento in cui ho scelto questo romanzo era proprio uno di quelli. Magari esistesse un manuale che ti insegna come vivere meglio senza però frasi fatte o banali che sappiamo ormai a memoria ma che in sostanza non hanno mai risolto nulla. Però trovare qualcosa di bello nella vita leggendo un romanzo non mi era mai capitato. Ed è proprio questa la morale che alla fine ha mosso Dan Rhodes a scrivere questo libro: anche dalle situazioni più assurde e surreali può nascere qualcosa di bello.

 

E’ difficile che io legga libri che nascondono una morale, di solito li evito accuratamente: uso la lettura per non pensare e se nemmeno quella mi aiuta sono proprio alla frutta!!! Ecco il motivo per cui mi piacciono i romanzi di azione ed i thriller: questa volta sono riuscita a svelarvi anche un mio segreto. Ma torniamo a IL BELLO DELLA VITA. L’ho acquistato da Feltrinelli grazie ad un buono regalo ed era pure scontato del cinquanta per cento. Il mio primo pensiero è stato: tanto se non mi piace non ho speso una fortuna e poi è comunque un regalo quindi perché non provare? Poi sul retro di copertina ho pure scoperto che Dan Rhodes è uno dei migliori scrittori contemporanei inglesi e che questo romanzo ha vinto anche un famoso premio ed è stato tradotto in ben venti paesi. Di solito evito i libri che si sono aggiudicati qualche premio perché o non li capisco o mi annoiano a morte quindi non avevo molta spinta ad iniziarlo. Poi dalle prime pagine ho capito immediatamente che il modo di scrivere di questo autore non mi dispiaceva anche se il romanzo è veramente qualcosa di surreale. I personaggi sono davvero strani (e parlo io che di “normale” ho ben poco), le situazioni al limite della credibilità ma qualcosa è riuscito a catturarmi talmente tanto che non potevo lasciarlo incompiuto.

 

Anche se è scorrevole mi è piaciuto molto leggerlo lentamente perché volevo capire appieno ogni situazione. Ogni tanto arricciavo in naso perché certe parti sono davvero fuori dal comune forse anche troppo per i miei canoni, ma continuavo a leggere come stregata. All’inizio ho fatto un po’ di fatica perché i personaggi non interagiscono tra di loro. Si passa da un capitolo all’altro e da un personaggio ad un altro. Poi piano piano le vite di questi personaggi si intrecciano e si inizia veramente a comprendere tutta la storia. Da quel momento in poi non sono stata più capace di leggere lentamente perché volevo assolutamente sapere come sarebbe finita questa storia strana ma molto intrigante.

 

Credo che farò molta fatica a raccontarvi la trama: non si può riassumere una storia surreale senza svelare qualcosa ed io non voglio farlo perché come IL BELLO DELLA VITA è stata una sorpresa per me lo deve essere anche per chi non l’ha ancora letto. Comunque ci provo ugualmente anche se è tutta la mattina che ci penso e non sono ancora riuscita a fare un riassunto decente…

 

ACCENNO DI TRAMA

 

Siamo nella Parigi dei nostri giorni. La giovane Aureliè studia alla Accademia di Belle Arti, è una bellissima ragazza anche se è fissata di avere un orecchio più grande dell’altro, e conduce una vita piuttosto normale. Certo ha qualche problema d’amore ma chi alla sua età non ne ha avuti? Questo fino a quando un suo professore chiederà a tutti gli studenti di realizzare un bizzarro progetto creativo sulle conseguenze di alcune azioni e la combinazione tra volontà e casualità. Aureliè è un po’ in difficoltà ma espone il suo progetto al professore Papavoine. L’uomo ha ascoltato tutto quello che la studentessa senza battere ciglio, non l’ha consigliata ma nemmeno scoraggiata così Aureliè decide di andare avanti.

 

Dopo aver fumato la sua sigaretta e spento il mozzicone senza mai buttarlo a terra per non sporcare, Aureliè prende la sua telecamera e preme il pulsante Rec. E’ decisa, chiude gli occhi, tira indietro il braccio e lancia in aria un sasso. Da quel progetto inizia tutta la storia. Il sasso colpisce un bambino dentro ad una carrozzella e da quel momento la vita di Ameliè cambierà completamente ma in meglio. Iniziano così gli intrecci con tutti gli altri personaggi nel tempo di una settimana.

 

E così inizieremo a conoscere Sylvie Dupont, la migliore amica di Ameliè, con un passato veramente duro alle spalle, una ragazza che odia la stabilità infatti fa un lavoro diverso ogni giorno della settimana, ma che cerca comunque il grande amore. Peccato che ogni volta che la storia si fa seria lei scappi a gambe levate. Il professore Papavoine e sua moglie Liliane due persone molto strane agli occhi di tutti, forse qualcuno li giudica anche perversi sessualmente, ma che si riveleranno invece una coppia amabile che aiuta con molta cura Ameliè nel suo progetto. Le Machine un uomo senza nome che fa uno spettacolo al limite del surreale ma che ipnotizza la gente che non riesce a smettere di andarlo a vedere. Uno spettacolo dove lui nudo su un palcoscenico nero con dei grossi vasi e altri attrezzi, vivrà in diretta per tre settimane. Le persone pagheranno il biglietto anche per vederlo fare pipì o altro.

 

E tanto tanto altro il tutto grazie ad un sasso lanciato per un progetto.

 

IL MIO PARERE

Beh come avrete capito sono davvero felice di aver letto IL BELLO DELLA VITA. Da mercoledì a mercoledì è questo il lasso di tempo in cui si svolge l’intera vicenda. A volte mi viene ancora da sorridere a pensare ad alcuni passi del romanzo e credo che farò fatica a dimenticare questo libro. Leggendo molto mi capita spesso di dimenticare la trama di un racconto soprattutto se non mi ha colpita particolarmente ma questa sarà difficile scordarsela. Ho provato a raccontarlo a mio marito ma non sono riuscita a cogliere quello che lo scrittore in modo così semplice ha voluto dire. Infatti lui mi guardava come se gli stessi raccontando della fantascienza e invece è un bellissimo esempio di come tutto può succedere quando meno te l’aspetti.

 

E’ bello quando una lettura ti cattura piano piano, e poi ti accorgi che senti il bisogno di leggere ancora qualche pagina perché non vuoi rimanere con qualche dubbio. E’ bello non vedere l’ora di arrivare alla fine e scoprire che tutto il finale chiude degnamente il romanzo. Troppo spesso i finali sono frettolosi o buttati lì solamente per terminare il romanzo ma qui tutto ha un inizio e una fine.

Non pensavo che questo genere mi avrebbe colpita e invece mi sento di consigliare la lettura a chiunque abbia voglia di un romanzo un po’ strano ma davvero carino. Spero di avervi aiutati nella scelta della vostra prossima lettura. Un abbraccio Romina

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