INIZIAMO…

Buon pomeriggio a tutti. Anche oggi, come al solito, sono qui per raccontarvi il libro che ho appena finito di leggere. Ormai l’avrete capito, mi piace alternare ebook con romanzi cartacei. Gli ebook di solito non li acquisto e quindi non li scelgo personalmente ma mi vengono donati da amici che hanno la passione della lettura proprio come me. Certo spesso faccio una cernita su quello che può piacermi o meno ma, a volte, tento la sorte e leggo anche autori che non conosco per allargare la mia cultura in fatto di romanzi. Questa volta quando ho visto che la scrittrice era Camilla Lackberg, però, ero davvero felice, conosco questa autrice e mi è piaciuto tutto quello che ho letto di suo quindi ero quasi sicura di aver fatto la scelta giusta. Ma appena ho aperto il file mi sono accorta che questo romanzo era un insieme di racconti.

Forse mi ripeto ma io non amo i racconti, alcuni faccio anche fatica a capirli fino in fondo. Da una persona che legge tanto quanto faccio io è strana questa cosa ma una delle mie doti principali è la sincerità quindi non mi maschero mai da intenditrice ma da semplice lettrice. I racconti sono troppo corti per me. A me piace entrare nella narrazione, dare un volto ai personaggi, capire il loro carattere, magari anche immaginarmeli e dargli un volto. Mi piace entrare piano piano nella narrazione, assaporare gli avvenimenti e nei racconti tutto questo non è possibile perché finiscono immediatamente. Così rimango sempre sospesa a rileggere il finale e a cercare di capire cosa abbia voluto esprimere chi li scrive.

Certo il modo di narrare della Lackberg è semplice, difficilmente tratta cose emblematiche o prive di senso ed è stato per questo che non ho cancellato il file ma ho deciso di cimentarmi…magari avrei anche cambiato idea. E poi erano solamente cinque quindi avrei perso poco tempo nel leggerli. Ma anche questa volta non sono stata soddisfatta. Continuo a pensare che le narrazioni brevi non facciano per me.

Queste cinque storie hanno tutte un filo conduttore: le complesse dinamiche che accadono all’interno della famiglia. Tranquille situazioni di vita quotidiana e di intimità domestica vengono mescolate a oscuri segreti che in alcuni racconti vengono svelati mentre in altri rimane tutto sospeso all’interpretazione del lettore. Ma io non amo molto interpretare, non amo dare un significato mio a quello che leggo e quindi per alcuni di essi sono rimasta un po’ perplessa.

Adesso cerco di riassumere brevemente ogni narrazione sempre che ci riesca perché per me anche questo è abbastanza difficile da fare senza svelare il finale e dare un senso a quello che vi racconto… ma partiamo con il primo.

SOGNANDO ELIZABETH

Malin e Lars sono due quarantenni sposati. Ognuno dei due ha un passato alle spalle ma l’altro lo conosce molto bene. Decidono di fare una vacanza sulla loro barca a vela. Malin sembra felice e tranquilla con suo marito ma, nei suoi sogni, continua ad apparire Elizabeth la prima moglie di Lars deceduta proprio durante una tempesta in mare. Elizabeth è caduta dalla barca e non è più stato possibile recuperarla. Anche questa volta sembra che stia arrivando una tempesta. Lars, invece di tornare indietro, decide di affrontarla e la lucidità di Malin scompare del tutto. La morte di Elizabeth è stata una sciagura o sta accadendo la stessa cosa anche a lei?

IL CAFFE’ DELLE VEDOVE

Marianne, dopo una vita molto sofferta, riesce finalmente a realizzare il suo sogno: aprire un piccolo caffè. Questo locale diventerà il ritrovo di una clientela molto particolare: tutte donne che hanno subito o continuano a subire violenza o fisica o mentale da parte del loro uomo. E la specialità della casa diventa una fonte di vendetta e di liberazione per loro proprio come per Marianne…

UNA MORTE ELEGANTE

E’ il rapporto tra madre e figlia il fulcro di questo racconto. Cosa non si è disposti a fare per denaro? Nell’armadio della madre ci sono tante belle cose che possono attirare l’attenzione di una figlia avida e con problemi di soldi soprattutto una preziosa giacca che vale davvero molto. Appena la figlia la vede rischia di cadere in tentazione ma in questo caso la giustizia sarà davvero esemplare.

UNA GIORNATA INFERNALE

Il bullismo ormai è diventata una consuetudine nella vita moderna e qui ci troviamo di fronte a cinque ragazzini molto cattivi e alla loro vittima. Per tanto, tantissimo tempo Sixten, ritenuto da tutti una specie di sfigato, ha dovuto sopportare scherzi di pessimo gusto, umiliazioni e vari tormenti da parte dei suoi compagni di classe. Sixten ha deciso di ribellarsi ma dopo una chiacchierata con il detective Hedstorm, un uomo la cui vita sembra andare per il verso sbagliato, ci ripensa…

TEMPESTA DI NEVE E PROFUMO DI MANDORLE

Martin è un poliziotto alle prime armi. Ha da poco conosciuto Lisette e ha appena iniziato una relazione con lei. E’ un po’ sorpreso quando Lisette lo invita a trascorrere un fine settimana insieme a lei e ad alcuni dei suoi parenti ma non riesce a rifiutare. Così partono per l’isoletta di Valo proprio una settimana prima di Natale. Il tempo non è dei migliori ma la famiglia riunita sembra abbastanza felice anche se, come in tutte queste riunioni, ci sono sempre degli scheletri negli armadi. Proprio durante la prima cena tutti insieme muore il vecchio patriarca improvvisamente. Dato l’odore di mandorle si presume che sia stato avvelenato ma da chi? Mentre tutti cercano di capire chi possa essere il colpevole un’altra morte scuote l’intera famiglia. Questa volta il colpevole è un proiettile di una pistola. Visto che sono completamente isolati dal resto del mondo a causa di una violenta bufera e che i telefoni non si possono usare spetta al povero Martin capire qualcosa in questo intrigo.

IL MIO PARERE

Se non ci fosse stato l’ultimo racconto avrei completamente bocciato il romanzo. I primi quattro sono davvero sbrigativi, poche pagine e alcuni devono anche essere in qualche modo interpretati e capiti mentre l’ultimo racconto mi è davvero piaciuto. Mi sembrava di essere ritornata a leggere Agatha Christie la scrittrice di gialli per eccellenza. L’atmosfera cupa, i sospettati tutti insieme nello stesso luogo e nessun movente evidente mi hanno davvero catturata.

Il mio parere su questa scrittrice comunque non cambia assolutamente. E’ diretta, sa scrivere bene e sa raccontare tutto in modo semplice ma incisivo. Ho trovato poche scrittrici di gialli brave come lei. Non mi sento di bocciare completamente questa lettura ma io vi consiglierei di leggere solamente l’ultimo racconto che è quello più completo e più complicato.

Comunque, per concludere, il mio parere sui racconti non è cambiato: continuano a non piacermi, a non coinvolgermi del tutto, a lasciarmi poco o nulla dopo averli letti. Spero di avervi aiutati nella scelta della vostra prossima lettura. Un abbraccio Romina.

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One thought on “TEMPESTA DI NEVE E PROFUMO DI MANDORLE (CAMILLA LACKBERG)

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