INIZIAMO

Buon mercoledì a tutti. Anche oggi sono qui, come sempre, per raccontarvi la mia ultima lettura. Questa volta il libro non l’ho scelto io ma appartiene a tutti quei file di ebook che mi scambio con alcuni amici da quando ho iniziato anche a leggere attraverso il Kobo. Visto che nella mia libreria lo spazio scarseggiava e che non abito in una reggia enorme, mio marito, mi ha regalato l’ereader. All’inizio non lo sopportavo, i primi libri che ho letto con questo metodo non mi sembravano nemmeno reali ma, con l’andare del tempo, mi ci sono affezionata ed ora incredibile ma vero riesco tutta da sola a caricare libri e scaricarli e a copiare anche file che mi donano i miei amici. Io e la tecnologia non andiamo d’accordo. So fare quelle tre o quattro cose che mi servono per lavoro, ma più perché le faccio quotidianamente, ma per il resto per me è qualcosa di oscuro. Per fortuna mio marito colma questa mia lacuna e cerca anche di insegnarmi ad utilizzare meglio le cose anche se, spesso, lo ascolto poco tanto c’è lui!!! Ma torniamo al romanzo di Tess Gerritsen.

Quando ho aperto il file e ho visto che la scrittrice era lei mi si sono illuminati gli occhi. Finalmente un thriller dopo tanti racconti diversi!!! La mia passione per questo genere è sconfinata ed infatti in poco meno di due giorni ho terminato la lettura. Ma la cosa più strana mi è capitata proprio quando ho iniziato a leggere le prime pagine. Avevo già letto altri suoi scritti: alcuni mi sono piaciuti e altri meno ma i personaggi di Madame X mi sembravano davvero familiari. Dovete sapere che oltre ad amare i thriller sotto forma di romanzo, adoro anche le serie televisive poliziesche. Certo non le guardo tutte anche perché alcune sono davvero ripetitive ma circa un mese fa ho assistito all’ultimo episodio di Rizzoli & Isles un serial che ho guardato davvero dalla prima puntata e che quando è finito mi è dispiaciuto moltissimo perché oltre a parlare di assassini i personaggi mi erano molto simpatici.

Beh questa serie televisiva ha preso spunto dagli scritti di Tess Gerritsen e Madame X ha gli stessi personaggi di uno dei miei telefilm preferiti. Ero doppiamente felice anche se, con lo scorrere delle pagine, ho trovato molte differenze tra il libro e il serial ma alcune caratteristiche della investigatrice Rizzoli e del medico legale Maura sono davvero le stesse. Il libro ovviamente è basato più sulla suspence che sulle avventure delle protagoniste ma l’ho trovato comunque una buona compagnia….

Adesso vi accenno anche un po’ di trama così da invogliarvi ulteriormente a leggere questo romanzo niente male…

TRAMA

Nel magazzino del Crispin Museum di Boston alcuni giorni prima è stata fatta una scoperta eccezionale: un’autentica mummia egiziana lasciata dentro una cassa per secoli. Bisognava fare pubblicità ad un simile evento e la stampa l’ha subito battezzata come Madame X. La dottoressa Isles molto famosa sia per la sua cultura sia perché collabora da molto tempo con la polizia di Boston viene invitata da un gruppo di archeologi ad assistere alla prima TAC di una mummia nella storia.

Mentre sullo schermo inizia ad apparire la scansione della mummia però avviene una scoperta abbastanza strana. Nella gamba di Madame X risulta conficcato un proiettile. Dalle immagini che escono dallo schermo Maura è totalmente certa che il proiettile sia entrato nella gamba prima che la persona fosse morta visto che l’osso stava cominciando a risaldarsi ancora e quindi la deduzione era che non poteva trattarsi di una mummia egizia all’epoca i proiettili non esistevano ancora.

Chiede così che venga fatta una autopsia e chiama ad assistere i suoi fidati amici della polizia: il detective Jane Rizzoli ed il suo collega Barry Frost. Così viene risolto il primo mistero: le bende che avvolgevano il corpo erano autentiche dell’epoca ma il corpo no anche se era stato imbalsamato con le tecniche usate anticamente in Egitto. La bocca di Madame X era stata cucita dopo essere morta e all’interno era stata inserita una moneta autentica certo ma che si poteva comperare per pochissimi soldi in qualunque mercato dell’antiquariato. Sul retro della moneta però era inciso un nome: Medea.

Jane e Frost iniziano così ad interrogare il gruppo di archeologi che lavora al museo in cui Madame X è stata trovata ed i primi ad essere ascoltati sono l’egittologa Josephine Pulcillo e il curatore del Museo il dottor Robinson. Mentre un’altra squadra di detective inizia invece a cercare nel magazzino del museo se in qualche altro scatolone può essere trovato qualcosa di utile nelle indagini con molta fatica perché sembra che nessuno abbia catalogato niente in quel caos. Viene anche interrogato il proprietario del museo il signor Crispin che, anche se molto anziano, continua a fare scavi per cercare tesori antichi.

Mentre i detective sono nel magazzino trovano una porta segreta mai aperta in tutti questi anni e proprio davanti a loro vedono delle teste strane e molto paurose. Si tratta di tsantas ovvero teste rimpicciolite con un rituale Jivaro. Due sono autentiche ma gli esperti capiscono subito che la terza non è originale e al suo interno trovano una pagina di un quotidiano della cittadina di Indio datato ventisei anni prima.

L’egittologa Pulcillo inizia a tremare: si tratta della sua città di nascita, lei ha ventisei anni e la sua mamma si chiamava proprio Medea, è convinta che qualcuno le stia dando la caccia e questo viene confermato dal fatto che nel bagagliaio della sua auto alcuni giorni dopo viene trovato un altro corpo mummificato.

Viene attivata quindi immediatamente la polizia e il detective Rizzoli è convinto che la Pulcillo non le stia dicendo tutta la verità ma le sue domande non fanno altro che far scappare l’egittologa che si rintana in una piccola cittadina dove vive la migliore amica della madre…

IL MIO PARERE

Questa volta vi ho raccontato solamente le prime trenta pagine ma sarei potuta andare avanti fino alla fine da come è orchestrato bene questo romanzo. Tutte gli indizi, tutte le situazioni, tutti i personaggi sono davvero legati benissimo gli uni con gli altri e niente è lasciato al caso. Finalmente un romanzo giallo dove alla fine tutto viene spiegato alla perfezione. Non rimane qualcosa di incompiuto e il lettore può capire tutto benissimo.

Dico questo perché odio quando i thriller mi lasciano in sospeso su qualcosa, la mia curiosità è davvero forte e se qualcosa non quadra mi fa perdere l’interesse per la narrazione e per lo scrittore in questione. La storia inizia e finisce con alcuni colpi di scena ma niente di eclatante forse per questo il mio giudizio non è totalmente positivo. Non si rimane col fiato sospeso ma ci si trova di fronte ad un romanzo ben costruito. Di certo non è un capolavoro e forse me ne dimenticherò anche abbastanza in fretta ma sono comunque felice di averlo letto.

I personaggi sono descritti molto bene anche se qualche caratteristica in più non ci stava poi così male, la storia è interessante e non avevo mai letto nulla sulle mummie e sulle tsantsas quindi ho anche imparato qualcosa di nuovo per questo mi sento di consigliare questa lettura. Non è il thriller per eccellenza ma comunque a me è piaciuto.

Spero di avervi aiutati nella scelta della vostra prossima lettura. Un abbraccio Romina

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