‘’’L’ACQUISTO…’’’

Buon giovedì a tutti, anche oggi sono qui per raccontarvi l’ultimo libro che ho appena finito di leggere. Come vi ho già detto sono abbonata al Club degli Editori da quando ero poco più di una bambina. Ho iniziato ad acquistare da loro che ancora c’erano le lire perché mi ero lasciata incantare dall’offerta di comperare ben cinque libri per sole cinque mila lire. Poi, ovviamente, c’era la “fregatura” scritta in piccolo piccolo che avrei dovuto acquistare almeno quattro libri all’anno per due anni. Da ragazzina non ero una lettrice accanita come sono oggi ma la lettura mi è sempre piaciuta moltissimo e così ho ottemperato al mio dovere e da lì non ho più smesso. A volte aspetto con ansia l’uscita della rivista da sfogliare per scegliere che libro acquistare senza spostarmi dal divano o fare chilometri visto che nel mio paesino le librerie con il trascorrere del tempo sono state chiuse tutte. Ci sono mesi in cui acquisterei qualsiasi cosa il Club propone mentre altri mi trovo davanti libri che non ho mai sentito nominare prima e quindi mi affido al caso.

LA MINACCIA è stata scelta proprio a caso. Mi piaceva molto la copertina con i colori sfumati dove c’era solamente un albero spoglio con alcuni uccelli appoggiati sui rami, mi sembrava quasi la locandina di un film dell’orrore e mi sono lasciata andare all’acquisto. Quando è arrivato il pacco l’ho aperto e ho letto la trama. Da quello che si legge dietro la copertina parlava di un attacco terroristico. Ho subito arricciato il naso…questo genere di romanzi non mi ha mai interessato più di tanto. Non sono mai stata interessata alla politica né italiana figuriamoci estera, non seguo i telegiornali a meno che non parlino del mio lavoro di impiegata di Patronato e quindi di pensioni e cose simili. A volte mi vergogno anche di dirle queste cose ma sono fatta così e mi piaccio anche per questo.

Quindi questo romanzo è rimasto per un bel po’ di tempo nella mia grandissima pila di libri ancora da leggere e, ogni volta che lo prendevo in mano, lo rimettevo al suo posto. La pila cresceva notevolmente e non sapevo più dove mettere altri libri così ho deciso di stoppare per un po’ gli acquisti e di leggere quello che avevo acquistato. E così mi è toccato iniziarlo. Ho speso dei soldi per questo romanzo e quindi non potevo lasciarlo incompiuto o fare finta di niente. Appena l’ho iniziato ho capito subito che il modo di narrare di Anne Holt non era per niente male così sono andata avanti cercando di apprezzare anche la storia. Sì gli attentati ci sono ma il romanzo è basato moltissimo sui personaggi che lo popolano e, ad essere sincera, mi sono subito incuriosita perché sono tutti abbastanza particolari. Sì ci sono le bombe, sì si parla di razzismo e di conflitto culturale tra Oriente e Occidente ma sono davvero queste persone strane ad aver attirato la mia attenzione.

Arrivata a metà romanzo mi sono accorta che non volevo sapere chi fosse il responsabile degli attentati ma mi piaceva vedere come questi personaggi si evolvevano all’interno della narrazione. La trama in fin dei conti è molto scarna è chi agisce l’importante de LA MINACCIA soprattutto perché non esiste nemmeno un vero e proprio finale…

‘’’I PERSONAGGI’’’

Billy T. è un poliziotto in congedo per malattia. Fin dall’inizio si capisce che ha problemi al ginocchio ed è per questo che non svolge più il suo lavoro da un po’ di tempo…solo verso la fine si riesce a capire che quello che lo affligge sono dei veri e propri attacchi di panico. E’ una figura ambigua, non viene descritta molto fisicamente ma ha sei figli con sei donne diverse, alcune storie importanti altre di una sola notte ed è in contatto con ognuno di loro anche se per alcune sue ex compagne non nutre una simpatia molto forte.

Linus, uno dei figli di Billy T., un ragazzo prima ribelle che non è riuscito a finire la scuola ma che ora sta cercando di recuperare gli anni perduti. E’ venuto da poco a stare con suo padre ma non ha nessun tipo di rapporto con lui. Non interagisce, entra ed esce di casa e rimane solo per dormire. E’ un ragazzo molto introverso che non sa ancora cosa fare della sua vita.

Hanne Wilhelmsen è un ex ufficiale di polizia ormai in pensione per motivi di salute. E’ ancora una donna bellissima e affascinante nonostante abbia più di cinquant’anni ma purtroppo è costretta su una sedia a rotelle a causa di una lesione alla spina dorsale provocata da una pallottola in servizio. E’ burbera, non esce mai di casa e fa molta fatica a rapportarsi con le altre persone, incute quasi soggezione. Ha una compagna Nefis di razza islamica e insieme hanno una bambina Ida che sembra molto più adulta della sua età.

Henrik Holme fa parte della polizia ma è una persona molto particolare. E’ molto giovane e inesperto ma non è questa la sua caratteristica. Non ha nessuna menomazione fisica ma è nato con la testa molto più grande delle persone normali. Non ha mai avuto nessun amico, nessuna ragazza, l’unica persona per lui è sua madre. Per questo motivo ha diversi tic in tutto il corpo, per questo non ama la vita mondana per questo a volte si sforza di trattenersi dalle sue strane manie, per non impaurire la gente che ha a che fare con lui e per non essere troppo deriso.

Ci sono anche altri personaggi come il capo della polizia o altri suoi sottoposti, e ovviamente, anche i “colpevoli” ma sono queste persona che fanno LA MINACCIA un libro molto interessante. Ora proverò anche a fare un riassunto della trama ma sarà davvero molto scarna in quanto tutto si incatena e non voglio proprio svelare nulla…

‘’’LA TRAMA’’’

Ci troviamo ad Oslo la capitale della Norvegia dove i norvegesi convivono da moltissimo tempo con il popolo islamico. Una forte esplosione che semina parecchi morti e feriti sconvolge la tranquilla città. La bomba è stata messa nei locali del Consiglio islamico per la cooperazione e dalle prime indagini e dai sospetti della polizia la colpa sembra essere proprio degli islamici. Ma a distanza di pochi giorni una seconda bomba esplode in un normale ristorante della capitale ed anche lì parecchie persone rimangono ferite e uccise.

Billy T., dopo dodici anni che non ha il coraggio di rivolgersi a lei, va a trovare Hanne Wilhelmen. E’ molto dura per lui in quanto si sente in colpa per il suo stato, per non riuscire ad averla protetta come voleva ma ha davvero bisogno del suo aiuto. A causa di un pupazzo di Star Trek appartenente a suo figlio Linus e trovato da lui a pochi passi dalla prima esplosione è convinto che suo figlio sia coinvolto in tutto questo.

Hanne sulle prime è molto dura e fredda con lui ma la loro amicizia comunque per tanto tempo è stata importante per lei e lo ascolta. Parallelamente anche un altro poliziotto Henrik Holme è incaricato di rivolgersi ad Hanne. Hanne ha accettato di aiutare la polizia per risolvere un cold case ovvero un caso successo molto tempo prima a cui nessuno ha mai trovato una soluzione. Holme è convinto che gli altri colleghi non lo vogliono tra i piedi ed è per questo che gli hanno assegnato questa sparizione di una ragazza di diciassette anni avvenuta ben diciotto anni prima.

Hanne ha accettato il caso solo perché viene aiutata da qualcuno nelle ricerche esterne: lei non ha la minima intenzione di uscire di casa e, anche se Holme le sembra davvero un tipo molto strano, tra loro inizierà una intesa talmente forte che insieme riusciranno a venire a capo sia sul mistero della ragazza scomparsa sia sugli attentati che sembrano in qualche modo collegati a tutto questo…

‘’’IL MIO PARERE’’’

Quando ho iniziato questa opinione credevo di aver poco da dire ma mi sto accorgendo che mi sono dilungata davvero molto. E avrei voluto dire anche di più ma non voglio rovinare la sorpresa a chi ha intenzione di leggere questo romanzo. E’ coinvolgente sotto tutti i punti di vista, non è mai pesante cosa che io credevo fermamente e ora che è finito l’unica cosa che mi lascia un po’ di amaro in bocca è proprio che una fine vera e propria non c’è. Certo si capisce chi è il colpevole, si conoscono le motivazioni dei gesti fatti ma tutto rimane in sospeso. Con altri romanzi mi sarei arrabbiata moltissimo ma in questo ci stava anche la suspence finale.

Questa scrittrice è veramente brava a giostrare tutti gli avvenimenti e a legarli assieme fino ad arrivare ad un punto fermo. Non mi sono annoiata nemmeno un attimo leggendo LA MINACCIA anzi non vedevo l’ora di prendere in mano il libro per capire come si sarebbe concluso e chi era il responsabile dei vari dilemmi sparsi nel racconto.

Ho letto che questo romanzo è l’ultimo di una serie con protagonista questa Hanne e forse avrei fatto bene ad iniziare dal primo ma non mi è mancato nulla lo stesso. Ho capito ogni cosa senza nessuna difficoltà. Mi sento di consigliare questo romanzo soprattutto agli amanti del mistero e sono sicura che lo apprezzeranno tanto quanto l’ho fatto io.

Spero di avervi aiutati nella scelta della vostra prossima lettura. Un abbraccio Romina

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