‘’’INIZIAMO’’’

Buon mercoledì a tutti. Anche oggi come al solito sono qui per raccontarvi il libro che ho finito di leggere ieri durante la mia piccola pausa pranzo al lavoro. Solitamente quando torno a casa la prima cosa che faccio è scrivere la mia opinione in merito ma ieri sera ero troppo stanca per qualsiasi cosa quindi ho rimandato ad oggi i miei pensieri. Questo romanzo è stato un mio acquisto e la prima cosa che mi ha colpita è stata la copertina: una ragazza sommersa da un mare di margherite gialle. Adorando i fiori in genere mi sono lasciata prendere dall’acquisto e visto anche il prezzo (in formato tascabile €5,90) non mi sono soffermata molto sulla trama, l’ho preso e l’ho portato alla cassa.

Quando ho iniziato a leggere il retro di copertina ho capito subito che era un thriller e quindi la mia gioia era ancora più grande. Appena l’ho aperto però ho notato una cosa che non mi piace molto: i caratteri con cui è scritto sono davvero piccoli. Non ho problemi di vista ma se leggo qualcosa di troppo piccolo dopo poche pagine mi viene mal di testa e non riesco più a concentrarmi bene. Beh ero troppo curiosa così mi sono detta: leggerò poche pagine alla volta così non mi stanco e l’ho iniziato.

Il romanzo è composto da capitoli alterni: la protagonista vent’anni prima e la protagonista adesso. Mi piacciono molto questo genere di racconti dove è ben specificato l’arco temporale al quale si fa riferimento e il mio entusiasmo cresceva sempre di più. Infatti le prime trenta pagine sono volate. Ho persino detto a mio marito che avevo fatto proprio una bella scelta questa volta. Ma piano piano, la mia grande felicità di leggere qualcosa di davvero interessante è andata scemando. Più passavano i capitoli e più mi accorgevo che mi stavo annoiando. L’incipit iniziale è davvero bellissimo, un thriller davvero diverso dai soliti dove c’è un detective che indaga, un romanzo basato sulla vita della protagonista che da bambina ha subito un trauma che poche persone avrebbero sopportato e sul condannato a morte per questo misfatto che, a distanza di tanto tempo, forse non è il colpevole. Ma ci sono davvero troppe ripetizioni, troppe cose ossessivo che rendono la lettura molto lenta e a volte difficoltosa.

Adesso però vi accenno un po’ di cosa parla altrimenti tutte queste spiegazioni non servirebbero a nulla.

‘’’LA TRAMA’’’

Tessa Cartwright è una sedicenne come tante altre. Da piccola ha perso la madre ma suo padre la tratta come se fosse una regina. Adora lo sport e adora vincere, è bravissima a disegnare ed ha una fantasia infinita quasi da invidiare per tutte le altre sue coetanee. La sua migliore amica si chiama Lydia. E’ una ragazza molto sopra le righe, una ribelle, una tipa tosta che però non sta simpatica a molta gente ma Tessa la adora. Non saprebbe come fare a vivere senza di lei. Insieme leggono poesie, si scambiano messaggi segreti scritti con il limone e sistemati in posti dove nessuno può trovarli, la loro confidenza è davvero una cosa rara a quell’età ed entrambe ne vanno molto fiere.

Mentre ritornava a casa da un allenamento Tessa viene misteriosamente rapita. Non si ricorda nulla di cosa le sia successo, ha qualche flash ogni tanto ma sembra che dal suo cervello questo evento sia stato cancellato dopo che è successo. La ritrovano in un campo del Texas sepolta da un mucchio di ossa appartenenti ad altre ragazze che avevano fatto la sua stessa fine. Questo spietato assassino abbandona le sue vittime in una fossa comune su cui crescono delle margherite gialle chiamate Black eyed Susan.

Tessa è l’unica sopravvissuta perché ha un problema al cuore. Ha i battiti rallentati e il serial killer non si è accorto che fosse ancora in vita quando l’ha abbandonata assieme alle altre. Dopo questa esperienza Tessa per un po’ perde la vista, le viene fatto un intervento al cuore e le cicatrici le rimarranno per tutta la vita e viene mandata in cura da uno psicologo. Lei detesta tutto questo ma deve essere pronta a testimoniare al processo e ad incastrare quel feroce assassino. Infatti, grazie alla sua testimonianza, il presunto colpevole viene rinchiuso nel braccio della morte in attesa di essere giustiziato.

A quasi vent’anni da tutto questo Tessa è diventata una bravissima e super pagata artista ed una mamma single di una ragazzina di sedici anni che è indomabile quanto lei alla sua età. Una mattina di febbraio però nota una cosa davvero strana davanti alla finestra della sua camera da letto. Un mazzolino di margherite gialle che sembrano proprio piantate di recente e che sono le stesse Black eyed Susan. Il suo cervello sembra impazzire: non ha mai dimenticato quei brutti momenti che sono seguiti al suo ritrovamento ed è sconvolta perché se il colpevole è ancora in carcere in attesa della pena di morte chi può aver lasciato proprio quegli stessi fiori? Si domanda se sia veramente lui il colpevole o se abbia fatto condannare un innocente che è rimasto intrappolato tra le pareti della prigione per quasi vent’anni.

Viene contattata dall’avvocato che vuole chiedere l’ultimo appello per liberare quell’uomo e non farlo morire perché lui lo ritiene innocente e quindi Tessa dovrà lottare per riuscire a scavare nei suoi ricordi e cercare di far uscire le immagini che sono state nascoste nella sua mente per così tanto tempo…

‘’’IL MIO PARERE’’’

Il mio riassunto forse è molto più coinvolgente del romanzo stesso. Come ho detto prima la trama è davvero originale e mi aveva colpita davvero positivamente almeno all’inizio. Ma piano piano la noia ha preso il sopravvento. Un thriller come questo deve mantenere nel lettore una certa tensione dall’inizio alla fine, e non solo nelle prime cento pagine e poi fermarsi in uno stallo di altre cento cinquanta.

La cosa buona è che il finale è veramente un colpo. Mai mi sarei aspettata una cosa del genere e le ultime 50 pagine mi hanno convinta moltissimo. E’ la parte centrale del romanzo che poteva essere evitata o riassunta in meno capitoli. Mentre in altri romanzi sono entrata in empatia con i personaggi, nonostante Tessa subisca davvero dei danni sia fisici che mentali, non sono riuscita a trovarla simpatica. Forse la scrittrice è stata troppo distaccata nel descrivere i personaggi e le loro relazioni tra di loro. Tutto accade ma ci sono pochi sentimenti che legano tutto il racconto, poco pathos come invece dovrebbe esserci.

Consigliarlo? Questa volta lascio a voi la scelta perché io sono davvero indecisa… di sicuro non lo rileggerei ma lo scoop finale mi ha lasciata davvero senza parole. Spero di avervi aiutati nella scelta della vostra prossima lettura. Un abbraccio Romina

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