‘’’PREMESSA’’’

Buona domenica a tutti, anche oggi sono qui come al solito per raccontarvi la mia ultima lettura. Ormai è diventato quasi un rituale alternare libri cartacei ad ebook e questa volta è toccato proprio ad un romanzo scaricato per il mio Kobo. Anche questa volta però non l’ho acquistato ma mi è arrivato insieme a tanti altri grazie ad alcuni amici con cui faccio uno scambio di letture. Dopo un thriller abbastanza angosciante avevo voglia di qualcosa di più leggero e così mi sono lasciata trascinare dalla copertina di questo romanzo dove c’è una bellissima farfalla e dal titolo.

Appena prima di aprirlo credevo proprio che si trattasse di un libro d’amore, qualcosa riguardo l’abbandono e sembrava proprio adatto al mio umore di questa settimana. Ma arrivata circa alla trentesima pagina mi sono accorta immediatamente che non era un romanzo che parlava di innamorati ma di una malattia. Avevo già letto un altro libro di Lisa Genova che parlava di questo argomento ma non immaginavo che questa scrittrice scrivesse solo di queste cose. Magari la prossima volta cercherò di informarmi un po’ prima di iniziare un romanzo.

Non voglio essere fraintesa la scrittrice è veramente brava ad entrare nell’anima di chi soffre, crea una specie di empatia che è difficile quando si raccontano cose reali che fanno male, è mia la colpa perché non apprezzo questo genere di romanzi. Quando leggo mi piace lasciare i problemi da un’altra parte, per me è a questo che serve la lettura: evadere e non pensare a nulla. E’ difficile da fare però se l’argomento trattato in un romanzo riguarda un male che ancora nessuno è riuscito a curare: l’Alzheimer, un morbo che colpisce e non si sa quale sia la ragione, un mostro che ti cancella la memoria e non te la ridà più.

E’ stato ancora più difficile per me perché la nonna di mio marito ne ha sofferto per molto tempo. E noi abbiamo visto una donna forte, sempre sorridente, piena di vita nonostante avesse avuto terribili prove nella sua esistenza, spegnersi piano piano, abbandonare tutto e tutti e chiudersi nel suo silenzio. Mi ricordo ancora il suo sguardo quando capiva che le stava succedendo qualcosa e cercava di mascherarlo, di non pensarci, mi ricordo i suoi sorrisi sempre più rari e dosati, mi ricordo quando vedevo che cercava di dire qualcosa ma la sua mente non era collegata con la bocca e le parole non le uscivano.

E’ una lettura che lascia il segno sia per chi ha avuto qualcuno affetto da questo morbo ma anche per tutti gli altri in quanto è davvero piena di sentimenti e di amore e fa riflettere davvero tanto sul significato della vita. Spesso ci crediamo immortali, spesso agiamo senza apprezzare quello che ci circonda mentre la nostra vita scorre e non possiamo sapere cosa ci succederà domani… Adesso però vi racconto la trama così da spiegarvi meglio quello che ho provato…

‘’’DI COSA TRATTA’’’

Dopo tanti anni di duri sacrifici Alice si può ritenere davvero soddisfatta. Ha cinquant’anni ma il suo corpo sembra molto più giovane, le piace andare a correre e si mantiene in forma. Insegna psicologia all’università di Harvard, è stimatissima da tutti i suoi colleghi ed i suoi studenti la adorano. Viaggia spesso per tutti gli Stati Uniti per partecipare a importanti conferenze nelle più prestigiose università e lei adora parlare in pubblico, sembra nata per questo.

Ma la sua realizzazione non riguarda solo la professione. E’ felicemente sposata con John che ha conosciuto durante i suoi anni all’università, lavorano nello stesso luogo sebbene facciano due professioni diverse: John è un esperto di chimica ed è anche lui molto apprezzato. Insieme hanno avuto tre figli che ormai sono adulti: Anna, Tom e Lidya e che stanno improntando le loro vite per il futuro. Anna sta cercando di avere un figlio e sta pensando a come conciliare il suo lavoro con la vita di mamma, Tom sta facendo praticantato medico e Lidya la più giovane è l’unica un po’ più ribelle: il suo sogno è quello di diventare una famosa attrice e intanto si paga i corsi di recitazione facendo la cameriera.

Tutto nella vita di Alice sembra essere perfetto ma, durante una conferenza, mentre sta tenendo un discorso che aveva provato mille volte, perde una parola. Sa di che parola si tratti ma sembra che si sia cancellata dalla sua memoria. Poi inizia ogni tanto a dimenticare qualcosa. Per Alice che ha sempre avuto una mente lucidissima e una memoria invidiabile e ha basato il suo lavoro su quello è una cosa molto strana ma sta attraversando il periodo della menopausa e quindi unisce quello allo stress che da un po’ la perseguita per spiegare questi strani eventi. Ma un giorno, mentre sta facendo il solito percorso della sua corsa, si perde e non riesce a capire dove sia la sua casa.

Fortunatamente passa subito ma Alice pensa che sia ora di farsi visitare. Dopo molte analisi e ricerche le diagnosticano il morbo di Alzheimer precoce. All’inizio non vuole assolutamente dire nulla a suo marito e alla sua famiglia e inizia ad appuntarsi tutto per non dimenticare nessun impegno. Ma sembra che giorno dopo giorno, la sua memoria la stia abbandonando e quindi ne parla in famiglia. Ha paura che, essendo una malattia ereditaria, un giorno possa succedere la stessa cosa ai suoi figli. Per loro è davvero dura apprendere la notizia: Alice era la roccia dove tutti potevano appoggiarsi ed ora era lei ad aver bisogno di un sostegno…

‘’’IL MIO PARERE’’’

Ho terminato il romanzo nel più breve tempo possibile. Soffrivo mentre lo leggevo e quindi volevo finirlo in fretta ma allo stesso tempo ero curiosa di sapere come sarebbe andato a finire. Per me è stata davvero dura questa lettura ma ho imparato anche tante cose e ho capito che questa scrittrice è veramente bravissima a descrivere queste situazioni di disagio. Lisa Genova ha una capacità di coinvolgere chi la legge quasi unica. Con il passare delle pagine mi sembrava di avere la protagonista a casa con me, mi sarebbe piaciuto aiutarla, mi sono anche commossa più di una volta.

Fortunatamente il finale non è strappalacrime altrimenti non sarei nemmeno riuscita a scrivere la mia opinione. Ed è tutta la mattina che penso se avrei dovuto raccontarvi questo romanzo o meno perché mi ha sconvolta molto ed è difficile esternare con le parole quello che ho provato. Nonostante questo cercherò di stare alla larga da romanzi che trattano il tema della malattia, io metto sempre la testa sotto la sabbia, io non amo affrontare di petto i problemi e PERDERSI mi ha veramente destabilizzata per un po’.

Consigliarlo? Io non lo rileggerei mai ma nemmeno me lo dimenticherò ma non sono sicura di consigliarne la lettura. Questo genere di libri è molto soggettivo e lascio a voi la scelta. Non credo che faccia bene a chi ha qualcuno che soffre di questo brutto morbo, sì insegna che l’amore può comunque essere percepito anche da chi è allo stadio finale, ma riflettere su quello che prova una persona malata è davvero difficile almeno per me.

Spero di avervi aiutati nella scelta della vostra prossima lettura. Un abbraccio Romina

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One thought on “PERDERSI (LISA GENOVA)

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