‘’’PREMESSA’’’

Buon giovedì a tutti. Anche oggi sono qui, come al solito, per raccontarvi l’ultimo libro che ho finito di leggere questa mattina prima di andare al lavoro. Non vedevo l’ora di svegliarmi perché sapevo che mancavano poche pagine e che sicuramente sarei riuscita a finirlo. Era da circa un anno che avevo acquistato questo romanzo tramite il Club degli Editori ma, forse per il numero di pagine, forse perché non trovavo mai il momento giusto per iniziarlo era ancora incartato quando l’ho preso in mano la settimana scorsa. E se non fosse che tutti i libri ancora da leggere li ho dovuti spostare in uno scatolone e quindi che ho pescato alla cieca quale incominciare forse sarebbe ancora intatto. Mi piaceva molto il titolo quando l’ho scelto e avevo deciso di leggerlo in un momento di calma, magari durante le ferie, ma poi ho preferito altro e ho fatto malissimo. Per me è stato quasi come perdere un amico quando ho letto l’ultima pagina.

Sono ancora molto entusiasta e spero di convincere parecchi che mi leggeranno a intraprendere questo bellissimo viaggio nel tempo attraverso LA COLLEZIONISTA DI LETTERE. Si tratta di un romanzo storico per lo più ambientato in Spagna, ben articolato. Incomincia il 28 Giugno 1914 dove ci vengono presentati a poco a poco i vari personaggi che compongono la narrazione, si arriva all’assassinio dell’arciduca Francesco Ferdinando D’Asburgo e di sua moglie e si finisce nel 1918 quando la guerra finisce. Nell’epilogo poi ci sono alcune pagine di due anni dopo per spiegare molto velocemente cosa ne è stato di alcuni personaggi i più importanti ovviamente.

Forse mi ripeto ma io la storia a scuola l’ho sempre odiata profondamente. O meglio non me l’hanno fatta piacere. Tutte le professoresse che ho avuto mi obbligavano solamente a ricordare a memoria date, nomi, avvenimenti, battaglie, senza mai farmi ragionare ed io odiavo questo tipo di insegnamenti. Non capivo a cosa potessero servire quindi dopo aver imparato la lezioncina a memoria me la scordavo e passavo oltre. Solo leggendo questo genere di libri ho capito veramente cosa sia la storia e cosa rappresenti per ognuno di noi. Forse mi pento un pochino di non aver approfondito un tempo perché ora lo trovo davvero un argomento molto interessante e, spesso, quando mi trovo davanti dei libri che parlano di storia mi sento davvero molto ignorante in materia e me ne vergogno un po’. Ma attraverso questi romanzi imparo comunque qualcosa ed è anche questo il bello della lettura. Lo scrittore è spagnolo e quindi il romanzo parte da lì ma si dirama anche in Francia,in Germania, in Belgio ed in Svizzera perché alcuni personaggi si spostano in quei luoghi durante la narrazione.

Oltre agli eventi storici rilevanti ed alla guerra qui si parla principalmente di persone, di sentimenti e di vicende legate a loro. All’inizio sembrano tutti piccoli capitoli dedicati alle vicende di ognuno ma piano piano si capisce che la guerra li legherà insieme e deciderà in parte il loro destino. Senza questi bellissimi personaggi non mi sarei innamorata mai di questo romanzo, senza le loro azioni non sarei mai rimasta con il fiato sospeso dalla prima all’ultima pagina e adesso, prima di parlare della trama, voglio presentarvene alcuni…

‘’’I PERSONAGGI’’’

Blanca Alerces è forse uno dei personaggi principali. Il romanzo inizia proprio durante la preparazione del suo matrimonio. E’ figlia di marchesi e promessa sposa ad un uomo anch’esso altolocato ma proprio davanti all’altare lei rifiuta di sposarsi. E’ una ragazza molto indipendente per essere nell’alta società, ha dei principi che sfiorano quasi il femminismo quando ancora non se ne parlava in Spagna. E’ molto bella, bionda con dei profondi occhi azzurri ma è anche forte e sicura di sé, non le importa cosa possa pensare la gente di lei, lei continua ad agire secondo il suo pensiero sempre e comunque. Ma nonostante questo Blanca è alla ricerca dell’amore che sembra sfuggirle di mano ogni volta che lo trova.

Un altro personaggio molto importante è Manuel Campos o Manuel Lope (dopo che ha dovuto cambiare cognome per non essere arrestato dalla polizia). E’ un ragazzo molto chiuso e riservato a cui la vita non ha dato molto ma, nonostante questo, lui dedica la sua a combattere contro i ricchi e gli oppressori e cercando di aiutare i più poveri come meglio può. Ogni sabato mattina si reca nel quartiere più povero di Madrid per insegnare ai bambini che non hanno possibilità a leggere e scrivere, cerca di aiutare i ragazzini che hanno bisogno di mangiare con quello che può. Si definisce anarchico ma quando il Re gli propone di aiutare i prigionieri di guerra e le sue famiglie non si fa molti scrupoli a lavorare per lui. Ha un cuore d’oro ma è cresciuto con amici che non sono come lui e presto dovrà decidere da che parte stare.

Alvaro Giner merita di essere nominato per il suo cambiamento dopo che gli viene affidato la direzione dell’Ufficio Prigionieri di Guerra. Appartiene ad una famiglia benestante ed è amico intimo del Re da tantissimo tempo. Insieme vanno a caccia e fanno lunghe chiacchierate. E’ sempre stato un libertino con appartamenti dove vivevano le sue amanti ma le ha sempre trattate con il massimo rispetto e serietà. Persino il Re in persona cerca di incoraggiarlo a trovare una ragazza seria da sposare ma lui sembra non essere mai d’accordo. Il lavoro per la gente cambierà il suo modo di vedere le cose e piano piano anche quello di affrontare l’amore.

Un personaggio davvero molto particolare è Carmen, una bellissima donna gitana e ballerina di flamenco con un fascino particolare. E’ impossibile non notare il suo fisico e la sua sensualità infatti tutti gli uomini che la incontrano ne rimangono affascinati. E’ sposata con un pittore francese ma solamente con il rito gitano quindi per la legge nessuno sa che lo è e le cose si complicano quando il marito viene reclutato per la guerra. Lei aspetta un figlio da lui e lui parte senza nemmeno sapere se sarà maschio o femmina. Dopo un anno che non ha notizie del marito decide di andare nella capitale spagnola per chiedere all’ambasciata. Ma qui, appena arrivata, le rubano tutto quello che ha. E’ grazie ad un giovane che riesce a campare per un po’ di tempo lavando i vestiti delle persone più abbienti ma, quando suo figlio si ammala e ha bisogno di medicine e di cure a pagamento, lei decide di vendere il suo corpo non dimenticando mai però il suo marito al fronte.

Non si può non nominare almeno un soldato. E’ attraverso gli occhi di Jean Marie Huguet che vediamo come se la passano gli uomini arruolati. Disperazione, morte, distruzione, speranza e a volte anche egoismo pur di riuscire a salvare la propria vita. Lui è il pittore francese marito di Carmen, lui è quello che riesce a scampare varie volte alla morte, lui vede tutti quelli che compongono il suo plotone morire prima di lui, viene arrestato dai tedeschi, viene rinchiuso per parecchio tempo senza bere né mangiare. Sfiora ogni giorno la morte finchè un generale tedesco non vede la sua bravura nel disegnare e lo assegnano ad un gruppo di falsari. Almeno lì riesce a mangiare e a bere come si deve ma sa tutto dei tedeschi e sa che alla fine della guerra lui dovrà obbligatoriamente essere ucciso.

Gonzalo Fuentes è cresciuto in una famiglia benestante. Da giovane ha perso la madre ed il padre è un dispotico componente della polizia ma ha un buonissimo rapporto con la sorella Elisa migliore amica di Blanca. Attraverso lui conosciamo la vita degli omosessuali dell’epoca. Evitati e perseguitati se vengono scoperti, hanno una vita segreta, luoghi impensabili dove incontrarsi attraverso parole segrete che variano di giorno in giorno. Dopo essere stato picchiato brutalmente da un gruppo di guardie, ripudiato da suo padre che scopre il motivo della rissa e abbandonato anche dalla sorella che gli volta le spalle, decide di fare il giornalista e si rivelerà davvero molto bravo a fare il suo lavoro.

E poi ce ne sono davvero tantissimi altri tra cui non può mancare il Re Alfonso XIII di Borbone, un sovrano sotto tutti gli aspetti ma con un cuore molto grande. Non disdegna le donne anche se è sposato, ha una vasta cerchia di amici ma è da lui che parte l’idea di ricercare le persone scomparse durante la guerra per aiutare le famiglie disperate per i loro cari e dona le stanze del suo palazzo proprio per costruire gli uffici. Parla con tutti gli impiegati e si impegna in prima persona quando la ricerca diventa difficile o meglio impossibile. C’è Elisa Fuentes un tempo amica di Blanca ma innamorata dell’uomo che Blanca ha abbandonato all’altare. L’amore per lui la fa impazzire, dona il suo corpo, si lascia picchiare quando lui vuole, abortisce illegalmente rischiando la morte per un figlio che lui proprio non voleva riconoscere. E non mancano nemmeno le persone cattive tra cui il più importante è Carlos De la Era. E’ l’uomo abbandonato all’altare da Blanca che vuole vendicarsi a tutti i costi colpendo le persone a lei vicine, è l’uomo che uccide solo per il gusto di far del male agli altri. E ci sono tanti altri personaggi secondari ma non per questo meno importanti ognuno caratterizzato molto bene.

Forse adesso vi ho raccontato un po’ troppo e mi è davvero difficile fare anche un riassunto ben articolato della trama che, per questo, accennerò solamente altrimenti vi rovinerei la bellezza di tutto il romanzo…

‘’’LA TRAMA’’’

Ci troviamo nel 1914 proprio quando Gravilo Princip, un uomo gracile, piccoletto e malato di tisi non vede l’ora di mostrare al suo popolo che anche lui può essere utile anche se è stato molte volte rifiutato alla sua richiesta di entrare a far parte dell’esercito serbo. Il 28 Giugno 1914 decide di assassinare l’arciduca Francesco Ferdinando D’Asburgo e sua moglie Sophia quando altri suoi compagni avevano fallito a quel compito. E da qui parte la Grande Guerra.

La guerra inizia ad impegnare diverse nazioni ma il re di Spagna Alfonso XIII decide di rimanere neutrale a meno che gli Stati Uniti non decidano di intervenire e la sua decisione è categorica almeno per il momento anche se sa che la monarchia è destinata piano piano ad estinguersi.

Un giorno tra la posta riservata a lui riceve la lettera di una bambina. E’ molto dolce e scritta veramente bene ma racchiude una tristezza infinita. La piccola chiede proprio al Re se riesce a ritrovare suo fratello che, dopo essere stato arruolato, non ha dato più nessuna notizia alla famiglia ed a lei manca tantissimo. Il Re legge questa lettera assieme ad Alvaro Giner uno suo collaboratore ma anche un suo amico ed è davvero intenerito da questa richiesta così ha una splendida idea: creare un ufficio prigionieri che avrà il compito di smistare tutte le lettere di richiesta di aiuto e ricercare le informazioni sulle persone smarrite per aiutare le famiglie che le cercano invano.

Alvaro Giner sarà il direttore dell’ufficio ma il Re affiancherà come meglio potrà con il suo aiuto. Vengono adibiti due uffici nel terzo piano del palazzo reale per questo e chiamate alcune persone di fiducia per collaborare all’iniziativa. Gli spazi non sono accoglienti come il resto del palazzo reale ma devono essere solamente funzionali per un lavoro di ricerca che sembra tutt’altro che facile. Blanca una ragazza il cui padre è amico del Re e che ha voglia di lavorare nonostante le donne nobili del tempo disdegnino questo viene chiamata ufficialmente dal Re per aiutarli.

Man mano che la guerra prosegue con più vittime di quanto era previsto inizialmente, aumentano anche le richieste di aiuto e aumentano anche le persone assunte per svolgere questo lavoro duro ma che ogni tanto dà delle soddisfazioni incredibili. Tutti i collaboratori sono davvero in sintonia tra loro e non hanno doppi fini, il loro unico pensiero è riuscire a trovare le persone scomparse e dare delle risposte precise alle famiglie che li cercano ininterrottamente. Dopo un anno addirittura iniziano ad occuparsi dello scambio di prigionieri tra le varie nazioni in guerra e questo è un altro passo avanti per loro….

‘’’IL MIO PARERE’’’

Beh forse lo avrete già capito ma io ho adorato questo romanzo dalla prima all’ultima pagina. All’inizio credevo fosse una brutta imitazione dei romanzi di Ken Follett ma lo stile di Jorge Diaz mi ha conquistata piano piano. Non ci sono inutili descrizioni, non ci sono fronzoli e la narrazione scorre fluida nonostante sia un romanzo molto lungo. Anche se il linguaggio è molto distaccato Diaz riesce ad emozionare moltissimo e non nascondo che alla fine della lettura mi è pure scesa una lacrimuccia. In un unico romanzo vengono davvero trattati tantissimi temi. La guerra è la protagonista indiscussa di tutto ma si parla anche dell’emancipazione femminile perché fino ad allora la donna era considerata solamente per il suo aspetto fisico e per la sua capacità di concepire i figli, non certo per la sua intelligenza, si parla di omosessualità vista come qualcosa da nascondere e di come la vivono sia chi è omosessuale sia chi li vede diversi ma soprattutto dell’amore non solo tra uomo e donna ma anche per i figli e per la vita in generale.

Mi ha toccato il cuore in un modo incredibile… era davvero da tantissimo tempo che non leggevo un romanzo così bello, coinvolgente, che non mi ha annoiata nemmeno per un secondo. L’inizio non è stato dei più semplici perché vi era un susseguirsi di personaggi, di azioni, tutte molto distinte tra loro e non credevo che dopo cento pagine mi sarei così appassionata da leggerlo lentamente per paura che terminasse troppo in fretta. Non mi sono persa una virgola e credo che le vicende di tutti i personaggi rimarranno nella mia memoria per tanto, anzi tantissimo tempo.

Ho sempre avuto un debole per i romanzi storici ma questo scrittore di cui non avevo mai sentito parlare prima mi ha davvero catturata e mi dispiace che gli altri suoi romanzi non siano ancora stati tradotti e pubblicati in Italia in quanto sarei scappata immediatamente in libreria per acquistarli. In questo periodo se avete un po’ di ferie e la voglia di leggere una perla di libro non potete perdervelo assolutamente per questo mi sento di consigliarlo a tutti. Spero di avervi aiutati nella scelta della vostra prossima lettura. Un abbraccio Romina

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