‘’’CHIACCHIERIAMO…’’’

Buon lunedì a tutti. Anche oggi sono qui, come al solito, per cercare di raccontarvi la mia ultima lettura. Ho precisato cercare perché ho fatto veramente fatica a stare dietro a questo libro e alle sue avventure. Ma andiamo con ordine. Sono abbonata al Club degli Editori e, spesso, quando acquisto un romanzo me ne mandano uno in omaggio. Ovviamente il regalo non lo posso scegliere ma sono comunque felice di ricevere un libro in più rispetto a quello ordinato tanto io leggo di tutto. La mia curiosità è infinita e non ho mai rifiutato una lettura senza prima averla almeno iniziata. Non sono una grande estimatrice dei romanzi di avventura e so benissimo che James Rollins invece è un esperto del genere e infatti L’occhio dell’inferno è rimasto per parecchio tempo nella scatola con tutti i volumi ancora da leggere. Ormai era quasi impolverato e ogni volta che lo prendevo in mano lo rimettevo al suo posto. Poi non so che cosa mi ha spinto ma l’ho aperto dalla confezione e ho iniziato a leggerlo…

Che fatica immane io non me ne intendo molto di storia anzi a scuola era una delle materie più ostiche per me quindi quando ho iniziato a leggere di Attila, di Gengis Khan e soprattutto dell’energia oscura e della fisica quantistica mi sarei data un bel pugno in testa per la scelta della mia lettura ma ormai avevo già superato le cento pagine e non aveva senso lasciare il mio compito incompiuto così ho continuato. In più, girando nel web, avevo notato che chi l’aveva letto gli aveva dato dalle tre alle cinque stelline come valutazione e quindi la mia speranza era di sorpassare quello che non capivo più di tanto e di trovare qualcosa di interessante proseguendo la lettura.

James Rollins scrive davvero bene ma credo che questo sia l’ultimo suo romanzo che leggo. I suoi personaggi sono delineati alla meraviglia anche se nessuno di essi potrei mai incontrarlo nella mia vita reale, sono tutti esperti in combattimenti, scienziati con menti eccelse e addirittura uno di loro si è fatto impiantare delle dita magnetiche cosa che non credevo possibile ma, visto la mia curiosità ho cercato di capire che cosa fossero ed esistono anche quelle tra i biohacker. Insomma tutto troppo fuori dalla mia portata, troppo lontano dalle mie conoscenze e troppo complicato per i miei gusti. Anche nella parte finale dove vengono spiegate le verità e le finzioni di tutta la narrazione ci ho capito ben poco.

Forse il fatto che io sia una femmina, forse il fatto che non sia proprio tecnologica e non interessata a questo genere di cose mi ha fatto davvero faticare ad arrivare alla fine del romanzo e adesso credo che faticherò ancora di più a raccontarvi la trama visto che è anch’essa complicata come del resto tutto il romanzo…

‘’’TENTATIVO DI TRAMA…’’’

Nel 452 d.C Attila si preparava a saccheggiare Roma quando papa Leone Magno uscì a cavallo dalle mura della città per incontrarlo e dissuaderlo dal suo intento. Una ipotesi di questa ritirata è la superstizione di Attila che il papa ha alimentato riguardo la “maledizione di Alarico”. L’anno dopo Attila morì a causa di una emorragia nasale durante la prima notte di nozze con la sua giovane principessa Ildiko. Si racconta che la sua salma sia stata tumulata in una tripla bara di ferro, poi di argento e infine di oro insieme con quasi tutti i tesori che aveva accumulato.

E questa è una specie di premessa per arrivare ai giorni d’oggi in California dove è stato progettato un satellite veramente eccezionale in grado di studiare e neutralizzare la materia oscura (e io ancora non ho capito cosa sia ma andiamo avanti lo stesso) il tutto senza che il Dipartimento della Difesa ne sia a conoscenza. Ma attraverso questo satellite Painter Crowe il direttore della Sigma Force, non vede immagini che mostrano asteroidi o buchi neri. Vede immagini che mostrano quasi un inferno sulla terra. Viene anche interpellata una studiosa Jada e anche lei afferma che ci sarà un disastro sul nostro pianeta dove poche persone riusciranno ad uscirne vive.

La narrazione continua a complicarsi e ci troviamo a Roma. Monsignor Veroni un agente dei servizi segreti vaticani riceve un pacco molto strano. E’ il mittente che lo mette in guardia…chi l’ha mandato è un archeologo di nome Josip Tarasco, un uomo che da dieci anni a questa parte non da più notizie di se e per questo era stato considerato morto in una delle sue tante missioni. Il pacco contiene un teschio ed un volume molto particolare. Solo dopo alcune verifiche si viene a sapere che la copertina del libro è stata costruita con pelle umana. A parte l’aspetto macabro del regalo quello che fa davvero preoccupare il Monsignor è il biglietto di accompagnamento al pacco ovvero una disperata richiesta di aiuto.

Poche ore dopo questo regalo inaspettato qualcuno cerca di uccidere il Monsignor facendo saltare in aria il suo appartamento. Veroni non è più quello di un tempo in più soffre di un tumore al pancreas allo stadio terminale ma vuole comunque concludere la sua vita con delle risposte e soprattutto vuole sapere se veramente il suo amico Josip è ancora vivo. Così chiede aiuto ad uno dei pochi uomini di cui si può fidare ciecamente: Painter Crowe. Così Veroni e sua nipote Sara e la squadra di Crowe decidono di andare in missione e di cercare Josip anche perché forse la fine del mondo che Painter ha visto è legata al tesoro che ha ricevuto il Monsignor… Il segreto che dovranno risolvere è molto complicato e l’enigma che li aspetta è qualcosa di segreto da tanti tanti millenni…

‘’’IL MIO PARERE…’’’

Solitamente le opinioni sui libri mi escono in pochi minuti mentre sono quasi due ore che cerco di racimolare le mie idee e di imbastire una trama capibile per chi mi legge. Che fatica arrivare alla fine soprattutto perché si parla di cose che io ignoro completamente. Non posso dire che il romanzo sia brutto per chi si intende di tutto questo ma per una ignorante come me non ha significato proprio nulla. Certo alla fine i buoni vincono sempre anche se qualcuno si perde per strada, certo il mondo è salvo come sempre e la catastrofe è stata scampata ma che noia paurosa. Poco più di quattrocento pagine e ci ho impiegato quasi otto giorni per finirlo perché non mi veniva la voglia di leggerlo. O meglio, iniziavo la lettura e poi faticavo ad andare avanti sempre di più.

James Rollins è bravo nelle descrizioni dei personaggi, in quelle dei luoghi e la suspence non manca mai ma l’argomento per me era così fuori dalla mia portata che mi ha annoiata tantissimo. Forse se avesse accennato a qualche spiegazione in più, forse se avesse descritto meglio alcune cose magari sarei riuscita a entrare di più nell’argomento ma così è stata davvero dura. I personaggi li conoscevo già avendo letto altri suoi libri e mi stupisco di ricordarmi pure tutti i nomi ma è proprio la storia che non mi ha catturata.

Consigliarlo? Forse a chi è un po’ esperto in queste materie potrebbe piacere molto ma io non mi sento assolutamente di farlo. Una cosa però l’ho capita….i romanzi di avventura di questo genere non fanno proprio per me e la prossima volta che riceverò in regalo un libro di Rollins non lo scarto nemmeno ma lo regalo anch’io!!! Spero di avervi aiutati nella scelta della vostra prossima lettura. Un abbraccio Romina

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