‘’’PREMESSA’’’

Buona domenica a tutti. Anche oggi sono qui, come al solito, per raccontarvi l’ultimo libro che ho appena finito di leggere. Vi svelerò un segreto: fino ad una quindicina di anni fa i thriller, i gialli e tutto quello che può impressionare lo evitavo accuratamente sia nelle letture che al cinema o in televisione. Poi, con mio marito, ho acquistato una videoteca (che non ho più da parecchio tempo) e la curiosità ha preso il sopravvento così ho deciso di vedere il mio primo film “pauroso” ed è stato Saw l’enigmista. Mi è talmente piaciuto che non ho più smesso di guardare questo genere di film, ho cambiato gusti in caso di letture e ho vinto le mie paure.

Quando tra i file di libri da leggere con l’e-reader ho visto che c’era il titolo l’Enigmista pensavo davvero che fosse il film che tanto mi è piaciuto così l’ho copiato subito sul mio Kobo e non ho aspettato nemmeno un minuto prima di iniziarlo. Già dal primo capitolo ho capito che non era quella la trama ma il modo di scrivere di John Verdon mi è piaciuto subito e la trama mi sembrava davvero originale. Questa volta i miei amici mi hanno passato davvero una bella lettura.

Per una amante dei thriller come me è e per una lettrice assidua quale sono è difficile trovare qualcosa di originale dopo averne letti davvero tanti ma questa volta l’inizio mi aveva davvero sorpresa ed ero molto curiosa di come si sarebbe svolta la vicenda. Poi da qualcosa di molto misterioso e difficile da risolvere la tensione è scesa ed il finale mi è sembrato un po’ troppo banale al confronto dell’inizio, le indagini un po’ troppo superficiali e la scoperta del colpevole è stata più un caso che una vera e propria ricerca ma non posso dire che non sia un buon romanzo.

Ho notato anche un po’ troppe ripetizioni che hanno reso la lettura un po’ più pesante e hanno abbassato il livello di tensione che in un thriller dovrebbe sempre essere altissima ma comunque non manca nulla: il poliziotto con problemi irrisolti, la prima vittima molto sopra le righe, il procuratore distrettuale che vuole risolvere il caso nel più breve tempo possibile e il mistero davvero diverso dai soliti. Insomma tanti pregi e qualche difetto ma come ripeto io per i thriller sono diventata davvero troppo selettiva!! Adesso vi racconto un po’ la trama così da invogliarvi a leggere L’enigmista…

‘’’LA TRAMA’’’

Dave Gurney ormai è in pensione. Era un bravissimo detective della polizia di New York. Con il suo aiuto moltissimi serial killer erano stati arrestati e lui era diventato quasi un mito nel suo lavoro. Purtroppo la morte di suo figlio piccolo avvenuta parecchi anni prima a causa di una sua distrazione non riesce a smettere di tormentarlo ed è per questo che si sente in dovere di arrestare i cattivi. Gurney ha 47 anni non era ancora l’età per un pensionamento ma è sua moglie che ha insistito parecchio per farlo finire di lavorare e insieme si sono trasferiti in un piccolo paesino delle Catskill.

Ora, per trascorrere le sue giornate, si occupa di modificare i ritratti dei serial killer e mostrare a tutti il lato più terribile della loro personalità, anche questo la moglie non apprezza moltissimo ma chiude un occhio perché sa quanto lui ci tenga e quanto lo aiuti a rilassarsi e a passare il tempo.

Un giorno come tanti Dave viene contattato da un suo vecchio compagno di scuola: Mark Mellery. Ai tempi andati non erano grandi amici, anzi a Dave non piaceva per niente la vita sregolata che Mark conduceva, spesso era ubriaco e questo gli ha procurato anche parecchi problemi. Mark è terrorizzato: qualcuno gli ha lasciato una lettera scritta in modo impeccabile in rima con un inchiostro rosso con una specie di gioco. Mark doveva pensare ad un numero a caso da uno a mille e aprire un’altra busta che conteneva il numero che lui aveva pensato. Il numero era proprio quello.

Mark invecchiando aveva capito gli errori fatti in gioventù ed ora conduceva una specie di villa dove aiutava le persone a purificare il loro spirito e a credere in se stessi. Era diventato molto ricco con questo lavoro ma lui teneva troppo alla sua posizione e a quello che faceva per chiamare la polizia direttamente. Non poteva fare entrare degli agenti nella villa avrebbero sicuramente preoccupato gli ospiti che pagavano profumatamente quel soggiorno e che credevano nella loro guarigione dai mali della vita moderna. Per questo ha chiesto aiuto a Dave.

Dave decide di accettare il caso perché sembra davvero strano e difficile da risolvere. Oltre alla macabra poesia il mittente della lettera si è anche firmato con uno strano nome difficilmente il suo che ricorda un nome mitologico greco. Dopo aver ricevuto altre due lettere sempre più strane e sempre dalla stessa persona Mark Mellery viene assassinato.

La polizia nota subito che aveva fatto un po’ di telefonate a Dave e così lo chiamano per chiedere cosa potesse volere Mark da lui. Dave gli spiega tutta la situazione e viene ingaggiato come consulente esterno per aiutare le indagini. Sulla scena del delitto però non ci sono prove che l’assassino possa essere un serial killer anche se sembra che abbia un certo odio verso le forze dell’ordine.

E’ difficile capire come Dave possa avere delle intuizioni così importanti rispetto a tutti gli agenti che stanno seguendo il caso ma lui sembra essere sempre davanti a loro e sembra avere alcune soluzioni che potrebbero portare alla risoluzione dell’omicidio. Così decide di andare a parlare con il proprietario di un hotel un po’ più lontano dalla villa dove abitava Mark e scopre che la sera dell’omicidio erano presenti una coppia molto particolare che diceva di fare birdwatching quando non era proprio il periodo adatto per vedere uccelli volare. Ma anche questa volta nessuno riesce a tirare le somme e a capire qualcosa in più.

Poi Dave riceve una telefonata da un detective del Bronx che dice di avere un caso simile al suo sul quale indagare e da un singolo omicidio il caso si complica…

‘’’IL MIO MODESTO PARERE…’’’

Come ho detto prima le prime pagine mi hanno incuriosita tantissimo: un omicida che sembra conoscere i segreti ed i pensieri delle sue vittime senza mai averle nemmeno incontrate, un uomo che indovina i numeri che pensano gli altri, ha risvegliato la detective mancata che c’è in me. Le lettere scritte con dei versi che terrorizzano chi li legge mi hanno colpita molto..

“ Ciò che hai preso restituirai quando ciò che hai dato avrai”

Questa frase mi aveva davvero reso interessante la lettura soprattutto perché lo scrittore porta il lettore a ragionare con lui attraverso una serie di indizi che da sola non avrei mai capito anche se di thriller ne ho letti davvero tanti. Però in alcuni punti ho trovato la narrazione un po’ ripetitiva soprattutto all’inizio mentre la parte finale, secondo il mio modesto parere, poteva essere più dettagliata.

Si è arrivati all’individuazione dell’assassino quasi per caso e questo mi ha fatto un po’ arrabbiare ma forse non c’era altro modo per finire un libro dalla trama così particolare. Non ci sono scene raccapriccianti ma la tensione non cala comunque ed anche le descrizioni dei luoghi non sono così pesanti da togliere il mistero al racconto.

Mi è piaciuto abbastanza, l’idea iniziale è davvero originale e forse per questo mi aspettavo di più dal finale ma comunque tutto viene spiegato e quindi sono soddisfatta di averlo letto. Lo consiglio a tutti gli amanti dei misteri. Spero di avervi aiutati nella scelta della vostra prossima lettura. Un abbraccio Romina.

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