‘’’PREMESSA’’’

Buongiorno a tutti, anche oggi sono qui come al solito per raccontarvi la mia ultima lettura. Pensavate di esservi liberati dai miei commenti visto che è un po’ che non scrivo ma ci è voluto davvero moltissimo tempo per terminare questo romanzo. Ed i motivi sono due: il primo è che è davvero lunghissimo, quasi 1200 pagine ed io, lavorando, ho davvero pochissimo tempo per dedicarmi alla mia più grande passione, il secondo è che non volevo perdermi nemmeno una parola e quindi ho letto molto molto lentamente. Forse mi ripeto ma da piccolina non sopportavo i film ed i libri dell’orrore e ho iniziato solamente da pochi anni ad affrontare questo genere. Mentre le mie amiche mi raccontavano le trame dei libri di Stephen King io cercavo di non ascoltarle più di tanto altrimenti la notte avrei fatto degli incubi tremendi. Ma fortunatamente si cresce ed i gusti cambiano radicalmente. Da paurosa sono diventata impavida e amo tutto ciò che riguarda il genere horror. Così ho deciso di dedicarmi anche all’autore per eccellenza di questo genere. Ma IT non mi decidevo mai ad acquistarlo. Ogni volta che lo vedevo in libreria mi sembrava più una piccola enciclopedia che un romanzo e lo lasciavo nello scaffale.

L’uscita del film (il remake visto che l’originale era già stato fatto) mi ha incuriosita e visto che non avevo mai visto quello precedente ho deciso di guardarmelo. Ovviamente non al cinema (ancora gli effetti sonori troppo accentuati mi impressionano un po’) ma sul mio divano di casa assieme a mio marito che mi faceva forza. Mi ha colpita moltissimo, mi è piaciuto tanto e non ho avuto nemmeno un incubo la notte quindi ho deciso di acquistare il romanzo nella nuova versione. Anche se ho speso parecchio, ventitré euro per me sono davvero troppi per un libro, lo volevo a tutti i costi e appena arrivata a casa ho deciso immediatamente di iniziarlo. Mi capita raramente di fare così, di solito i romanzi che acquisto rimangono in attesa di essere letti per molto molto tempo, ma ero talmente entusiasta di averlo tra le mani che non ho resistito.

Già dalle prime pagine ho capito che mi sarebbe piaciuto. Adoro il modo di raccontare di Stephen King, i suoi particolari minuziosi, le sue descrizioni che ad alcuni possono apparire troppo dettagliate, aiutano il lettore ad entrare ancora di più nella narrazione. Le sue storie non sono mai banali e quindi molte volte per capirle appieno bisogna davvero leggere con cura ed attenzione ogni singola parola. E solo attraverso di lui riesco davvero ad immaginare visivamente la storia. Sembra quasi un pittore della parola scritta ed è per questo che io lo ritengo uno dei miei scrittori preferiti. Il genere ovviamente deve piacere altrimenti è meglio non cercare di leggerlo come ho fatto io per parecchio tempo ma piano piano sto cercando di recuperare anche se mi serve sempre qualche altra lettura di intermezzo per digerire bene i suoi racconti.

Credo che la storia di IT ormai la conoscano tutti. Tra la pubblicità, il romanzo, il film vecchio e quello rifatto e tutta la pubblicità per televisione e sui social ho paura di annoiarvi a raccontarvi la trama ma se qualcuno ancora non ne avesse sentito parlare ho il piacere di farlo comunque, anche se non è molto semplice in quanto il libro è un misto tra passato e presente ed io cercherò invece di dividere il romanzo nei due periodi salienti per confondere meno chi non lo conoscesse….

‘’’LA STORIA’’’

Siamo nel 1957 a Derry nel Maine ed una terribile alluvione sta allagando tutte le strade della cittadina. Per il piccolo Georgie Denbrough sembra proprio l’occasione ideale per provare la barchetta di carta che gli ha costruito il suo fratello maggiore, Bill. Georgie adora Bill, per lui è un eroe e vorrebbe tanto che ci fosse anche lui ma purtroppo il fratello è a letto con un grosso raffreddore e non può uscire. Così indossa il suo impermeabile giallo ed esce nella pioggia. La sua barchetta è un portento, Bill è stato proprio un bravo costruttore, scorre nei canali di scolo delle strade della città veloce come il vento. Però purtroppo finisce in un tombino e Georgie corre immediatamente a riprenderla. Mentre allunga la mano vede qualcuno dentro al tombino che d’aspetto sembra essere un clown: occhi azzurri, una grossa bocca rossa e dei buffi ciuffi di capelli ai lati della testa. Si presenta a Georgie come Pennywise e gli offre un suo palloncino. Mentre il bambino tende la mano per recuperare il suo dono il clown gli divora il braccio e quindi lo uccide immediatamente.

Bill non riesce a darsi pace per la morte del fratellino, i suoi genitori sembrano non notare nemmeno più la sua presenza in casa ma fortunatamente ha alcuni amici con cui trascorrere le sue giornate. Si tratta di ragazzini non molto famosi nella scuola che frequentavano, alcuni li soprannominavano Perdenti ma avevano un legame davvero forte tra di loro. C’era Ben Hanscom un ragazzino obeso per la sua età ma con il cuore d’oro e molto intelligente che era sempre vittima di bullismo da parte dei ragazzi più grandi a causa del suo problema fisico, Richie Tozier il più irrequieto del gruppo che ama fare scherzi e battute in qualsiasi situazione e adora fare le imitazioni di personaggi famosi che lui chiama Voci, Eddie Kasbrack un ragazzino ipocondriaco, molto fragile che soffre d’asma e non abbandona mai il suo inalatore con una madre ossessiva per la salute del suo bambino che cerca di impedirgli di vedere i suoi amici, Stan Uris che è il membro più scettico di tutto il club, è ebreo diversamente da tutti gli altri, Beverly Marsh è l’unica ragazza di tutto il gruppo, è davvero molto carina e infatti, tutti i membri del club hanno una cotta segreta per lei, vive nella parte più povera di Derry e suo padre spesso abusa di lei mentre la mamma è al lavoro e infine c’è Mike Hanlon l’ultimo ad aderire al Club dei Perdenti e l’unico ragazzo di colore di tutta Derry che frequenta una scuola diversa dai suoi amici a causa della sua fede battista. Ognuno di loro era vittima di bullismo da parte dei ragazzi più grandi del paese ma insieme loro riuscivano a superare ogni cosa.

Presto si rendono conto che ognuno di loro ha avuto una specie di incontro con IT: Ben lo ha visto come una specie di mummia clown che sembrava camminare sulla superficie del fiume, Eddie l’ha incontrato come se fosse un vagabondo lebbroso, Bill l’ha visto sfogliando le pagine dell’album di fotografie di Georgie proprio nelle sembianze del fratello deceduto, Richie incontra IT nella statua che sembra animata di un famoso boscaiolo presente a Derry ed anche come lupo mannaro, Beverly ha avuto una visione un po’ diversa, tutto il suo bagno si è riempito di sangue che sgorgava dal lavandino e sentiva anche le voci dei bambini scomparsi, Stan ha incontrato i fantasmi dei bambini morti nascosti dentro una cisterna cittadina e Mike ha visto IT come un uccello gigante.

Insieme decidono di distruggere questo essere anomalo e lo fanno capendo che il rifugio di IT è una casa abbandonata in Neibolt Street e usando delle palline di argento lanciate dalla fionda di Beverly e costruite da loro stessi. Quindi il pericolo sembra scampato ed i Perdenti sono convinti che IT sia morto definitivamente ma per rafforzare il loro legame fanno un patto di sangue promettendosi l’un l’altro che se IT fosse tornato loro si sarebbero riuniti…

Ventisette anni più tardi ovvero nel 1984 iniziano ancora degli omicidi di dubbia provenienza. Due ragazzi gay stanno attraversando il ponte di Derry e vengono attaccati da tre teppisti. Uno dei due ragazzi viene scaraventato giù dal parapetto e i tre teppisti vengono immediatamente arrestati. Loro continuano ad affermare di aver visto un pagliaccio divorare il corpo caduto. Poi iniziano a sparire un numero cospicuo di bambini da Derry e Mike, l’unico dei Perdenti rimasto in città e che lavora come bibliotecario, telefona agli altri membri dei Perdenti per tener fede alla promessa fatta tanto tempo prima.

Ognuno di loro conduce una vita diversa, ovviamente sono cresciuti, e ognuno di loro ha completamente dimenticato i fatti avvenuti 27 anni prima, come se una bolla avesse inghiottito tutti i loro ricordi. Bill è uno scrittore di libri horror, vive a Londra è famoso ed è sposato con una attrice un po’ più grande di lui. Beverly vive a Chicago, è una nota designer di moda ma ha sposato un uomo sadico e violento proprio come il padre, Eddie si è trasferito a Manhattan e dirige una ditta di noleggio Limousine per personaggi di alto bordo ed è sposato con una donna ansiosa e protettiva come era sua madre quando era bambino. Richie vive a New York dove conduce un suo programma comico alla radio. Ben finalmente ha perso tutti i chili che aveva in più ed è diventato un famoso architetto. Stan fa il ragioniere, vive ad Atlanta ed è sposato felicemente. Ma nessuno di loro ha mai avuto figli.

Quando tutti si riuniscono si accorgono che manca qualcuno: Stan. Mike confida loro che Stan si è suicidato nella vasca da bagno non appena lui l’ha chiamato per informarlo del ritorno di IT per paura di dover riaffrontare l’incubo che aveva vissuto da bambino ma con il sangue sul muro aveva scritto proprio il nome di IT. All’inizio del loro incontro nessuno ha un ricordo preciso di quello che successe quando ancora erano bambini ma a poco a poco uno alla volta iniziano a ricordare praticamente ogni cosa e sono decisi ad eliminare per la seconda volta questo essere tremendo…

‘’’IL MIO PARERE’’’

Dire che questo romanzo mi ha colpita è dire poco. Anche la sua infinita lunghezza non mi ha spaventata anzi quando mi mancavano circa 200 pagine ero già triste perché sapevo che presto questo viaggio della mia mente sarebbe finito. La bravura di King nel rendere reale e credibile IT e tutto quello che lui provoca è davvero incredibile. Secondo me è davvero difficile riuscire a scrivere un romanzo del genere. E’ studiato nei minimi particolari e, anche se è stato scritto parecchio tempo fa, tratta anche delle tematiche molto attuali. Il bullismo in primis, la violenza sui minori subito dopo, i farmaci placebo per calmare i mali immaginari e soprattutto le paure. A me i clown non sono mai stati simpatici, mi hanno sempre impressionata e spero di non incontrarne uno per un po’ di tempo altrimenti rischierei di scappare a gambe levate.

Alcuni passaggi mi hanno anche fatto accapponare la pelle e aspettavo il ritorno di mio marito a casa per proseguire la lettura anche perché io leggo in completo silenzio e iniziavo a sentire dei rumori strani… poi mi sono accorta che era la stufa a legna ma comunque ho chiuso il romanzo immediatamente. E’ una lettura che coinvolge e che è difficile riporre se si inizia un capitolo senza finirlo. E’ quasi ipnotico e anche se il finale è molto surreale io l’ho adorato.

Non ho raccontato proprio tutto nella trama perché non volevo rovinare la sorpresa ai pochi che ancora non hanno mai sentito parlare di IT. Sicuramente il libro è molto più impressionante e pauroso del film, le parole scritte rimangono nella mente anche quando si chiude la copertina e poi tutto è descritto in maniera migliore e con particolari più minuziosi. Mentre il film prima parla dei bambini e poi di quando crescono nel romanzo c’è una unione delle due storie che si intrecciano in modo magistrale. Beh direi che mi sono dilungata anche troppo e che avrete capito che ho adorato questo romanzo quindi mi sento di consigliarlo ovviamente a chi ama il genere un po’ horror e un po’ pulp. Spero di avervi aiutato nella scelta della vostra prossima lettura. Un abbraccio Romina

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