L’AMORE CHE TI MERITI (DARIA BIGNARDI)

‘’’PREMESSA’’’

Buon lunedì a tutti. Anche oggi sono qui, come al solito, per raccontarvi l’ultimo libro che ho finito di leggere questa mattina presto prima di andare al lavoro. Ieri sera prima di chiudere gli occhi, mi mancavano circa quaranta pagine, ero sicura che non sarei riuscita a finirlo nemmeno stamattina ma la curiosità mi ha fatto accelerare il mio modo di leggere e sono riuscita ad arrivare in perfetto orario anche al lavoro. Non avrei mai pensato di acquistare di mia spontanea volontà un romanzo di Daria Bignardi. Il suo personaggio, almeno televisivo, non mi piace per niente. Ho guardato qualche sua intervista perché mi interessava il soggetto intervistato ma lei non riesco proprio a digerirla. Ed è anche della mia città. Ha un modo di fare un po’ troppo altezzoso per i miei gusti, le sue frecciatine a volte sono proprio taglienti ed anche il suo modo di porsi rispetto agli altri mi indispettisce. Certo è un mio parere personale ma, visto che guardo poco la televisione, cerco di evitarla il più possibile. Poi una mia collega, Eva, mi ha parlato bene di un suo romanzo. E’ una persona che mi piace molto e la ritengo anche molto intelligente e così ho pensato che magari mi stavo precludendo qualcosa di bello solo perché mi era antipatica chi lo scriveva. Ma non sono corsa in libreria ad acquistarlo comunque. Però è arrivata la rivista del Club degli Editori e ho trovato proprio tra i romanzi in evidenza L’AMORE CHE TI MERITI. Ho continuato a guardare il mio giornalino in cerca di un libro che mi potesse piacere di più ma alla fine non ho resistito e l’ho acquistato. Quando è arrivato a casa l’ho riposto nello scatolone con tutti i romanzi ancora da iniziare e proprio l’altro giorno mentre pescavo alla cieca l’ho estratto. A volte, quando non so cosa leggere, metto una mano dentro al mio grande scatolone e vado a caso. Tanto i libri li ho acquistati tutti io e quindi tutti mi interessano chi più e chi meno.

Già dalle prime pagine ho capito che il modo di scrivere della Bignardi mi piaceva molto. Scorrevole, senza troppi fronzoli, frasi brevi ma concetti ben chiari e anche l’argomento trattato era di mio interesse. Poi quando ho compreso che il romanzo era narrato tra Bologna e Ferrara allora mi sono quasi esaltata. E’ difficile che qualcuno ambienti i suoi romanzi nella mia città. O almeno io ne ho trovati davvero pochi ed il modo di descrivere Ferrara della Bignardi è stato proprio singolare. Forse perché la protagonista non c’era mai stata prima ma sembrano proprio gli occhi di una turista incantata dalla bellezza di questa piccola cittadina un po’ fuori dal tempo. Spesso quando una persona abita in un luogo non ne apprezza molto la bellezza architettonica, i piatti tipici che spesso vengono dimenticati, la storia delle vie lungo le quali si sta camminando. Per alcuni passaggi mi è sembrato davvero di camminare al fianco della protagonista e di vedere per la prima volta quello che ho sempre sotto agli occhi ma che non mi è mai sembrato importante. Ho fatto una specie di viaggio assieme a lei, lei per la prima volta ed io con occhi totalmente diversi. Mi ha fatto molto ridere la reazione della protagonista alla nebbia e il fatto che abbia sottolineato che a Bologna ossia a circa 60km da Ferrara la nebbia c’è raramente mentre noi purtroppo la sopportiamo per la maggior parte del tempo. Ho assaggiato con lei il pasticcio alla ferrarese stupendo ma spesso dimenticato totalmente, sono stata in piazza Ariostea, al Palazzo dei Diamanti, ho visto il Castello circondato dal fossato con occhi nuovi.

La storia è molto interessante, quasi una specie di giallo ma il mistero è da ricercarsi nel passato, la protagonista mi è sembrata davvero una persona reale con i suoi dubbi, le sue paure e la voglia di conoscere il destino di suoi parenti di cui non aveva mai sentito parlare prima. Ed anche gli altri personaggi che popolano la trama sono molto credibili. Non ci sono super eroi e nemmeno tipi straordinari ma è un romanzo che parla di gente comune con i loro pregi ed i loro difetti e di misteri di famiglia che andrebbero risolti. Non credevo che la Bignardi potesse scrivere un romanzo così interessante e ben strutturato e questo mi ha colpita davvero molto positivamente. Adesso vi racconto un po’ di trama così da riuscire a spiegarmi meglio e a farvi capire quanto possa essere bello questo romanzo….

‘’’LA STORIA’’’

Il racconto inizia trent’anni fa. I protagonisti sono i fratelli Alma e Marco, soprannominato da tutti Maio per come lo chiamava Alma quando era piccolina. Sono uniti in una maniera quasi maniacale. Senza l’uno l’altra non esiste. Fanno tutto insieme, anche se hanno tanti amici comuni, per loro l’importante è la loro unione. I loro genitori sono abbastanza particolari. La madre è una persona aperta, simpatica mentre il padre è sempre chiuso sembra quasi depresso per qualcosa che nessuno è al corrente però.

Alma e Maio hanno appena finito la scuola superiore e si godono in tutto e per tutto sia l’euforia di inizio estate che l’inizio di una nuova vita diversa. Sempre assieme a loro c’è anche Michela, la ragazza di Maio e la migliore amica di Alma. Siamo agli inizi degli anni settanta e la droga era la regina indiscussa, ancora poco conosciuta ma così alla moda tra i giovani. Tutti e tre si facevano qualche spinello per sballarsi un po’, avevano persino coltivato da soli alcune piantine di marijuana lungo un argine del fiume Po ma nessuno si era mai spinto oltre. Una sera per gioco Alma convince Maio a provare l’eroina. E’ lei a proporla al fratello così per gioco ma è proprio Maio che non riesce più a liberarsene. E Maio sparirà per sempre in una notte di nebbia sulle rive del Po dove altri due ragazzi sono stati ritrovati il mattino dopo morti.

I loro genitori non sopravviveranno molto a quel dolore, il padre si suicidò e la madre morì in ospedale dopo una malattia di due mesi. Alma invece, dopo aver avuto una storia con due ragazzi non proprio affidabili, incontra suo marito Franco un professore universitario con il quale dopo tre mesi rimane incinta. Da quel momento in avanti Alma cercherà di affrontare la sua vita come una specie di lotta contro tutti i suoi sensi di colpa.

La figlia di Alma si chiama Antonia, adesso ha trent’anni, è una scrittrice di gialli pubblicati da una piccolissima casa editrice e ambientati nell’Emilia Romagna. Ha un compagno che fa il commissario di polizia di dieci anni più vecchio di lei ed ora aspettano un figlio. Il rapporto di Antonia con Alma non è mai stato dei migliori. Alma è sempre stata più aperta e disponibile con i suoi alunni che con la figlia ma sarà la maternità di quest’ultima a convincere Alma a raccontare ad Antonia la sua storia e quella di Maio suo zio che lei purtroppo non ha mai conosciuto.

Antonia così decide di indagare e di partire per Ferrara, una città che nonostante disti solamente 60km da dove abita, non ha mai visitato veramente. La gravidanza non le da nessun problema e quindi è felicissima di intraprendere questo viaggio e vuole a tutti i costi trovare cosa sia veramente successo a suo zio Maio. Ci saranno altri personaggi che l’aiuteranno nella sua ricerca: Michela la vecchia fidanzata di Maio e miglior amica di Alma, Luigi D’Avalos un poliziotto molto avvenente, colto che cerca di aiutare Antonia in tutto e per tutto, Lia Cantoni una anziana signora che sembra senza età che abita proprio vicino a dove abitava Alma quando era bambina, casa che è ancora sua anche se vuota da tantissimi tempo, e che le illustrerà la vita dei suoi nonni e dei suo bisnonni….

‘’’IL MIO PARERE’’’

Bello, avvincente, interessante e scritto veramente con stile che altro potrei dire di positivo? Sono rimasta davvero colpita dalla semplicità di questo romanzo ma soprattutto dalla intensità dei sentimenti che caratterizza ogni singolo personaggio. Una specie di giallo raccontato in modo molto elegante. Non manca nemmeno qualche colpo di scena ed il finale è molto bello. Mi sono piaciuti i personaggi sia di Alma e Maio da giovani che di Antonia e di tutti gli altri trent’anni dopo e mi ha fatto anche pensare e tornare indietro nel tempo. La storia di Maio assomiglia molto a quella di un mio cugino deceduto per colpa di quella eroina che era tanto in voga nei tempi passati. Io ero poco più di una bambina ma me lo ricordo ancora con il suo viso bello e triste allo stesso tempo. E mi manca ancora anche a distanza di tanto tempo. A parte questa piccola divagazione sono davvero entusiasta di aver scelto questo racconto anche se la scrittrice continua a non piacermi come persona non posso dire lo stesso dei suoi libri. Credo che leggerò anche gli altri suoi romanzi se mi capita di vederli in libreria perché come scrittrice la Bignardi merita davvero di essere notata. Mi ha fatto rivivere ricordi tristi, mi ha fatto riguardare la mia Ferrara con occhi diversi, mi ha fatto davvero piacere leggere L’AMORE CHE TI MERITI e lo consiglio veramente a tutti.

Spero di avervi aiutati nella scelta della vostra prossima lettura. Un abbraccio Romina.

Annunci

IL PECCATO DELL’ANGELO (CHARLOTTE LINK)

‘’’INIZIAMO…’’’

Buon giovedì a tutti. Anche oggi sono qui, come al solito, per raccontarvi l’ultimo romanzo che ho appena finito di leggere. Questa mattina mi mancavano trenta pagine per arrivare alla fine e non vedevo l’ora di terminare il lavoro per immergermi ne IL PECCATO DELL’ANGELO e scrivere poi che cosa ne pensavo. Ho letto il libro nel formato ebook per il mio ormai inseparabile Kobo e anche questo mi è arrivato da alcuni amici con cui scambio i racconti digitali. Appena ho visto chi era la scrittrice non ci ho messo molto ad iniziarlo. Mi piace moltissimo come racconta Charlotte Link, il suo modo di scrivere semplice, le sue descrizioni mai noiose ed anche quello che sceglie di narrare mi hanno catturata sin dal primo suo romanzo che ho letto. Devo essere sincera, l’ho conosciuta per caso attraverso un gruppo di Facebook dove si discute di libri dove qualcuno la nominava dicendo che era un’ottima scrittrice e consigliava anche dei suoi romanzi. Il peccato dell’angelo però era la prima volta che lo sentivo nominare.

Non essendoci la trama nel mio ebook sono andata alla cieca ma le prime pagine mi avevano già catturata ed è abbastanza difficile che un romanzo mi colpisca immediatamente. Così ho iniziato la lettura in tutti i momenti liberi della mia giornata. Più proseguivo e più non capivo dove la scrittrice volesse andare a parare. Avevo intuito che si trattava di una specie di thriller psicologico ma non riuscivo a capire bene come potesse esserlo. Mi spiego meglio: la storia inizia con una normale famiglia composta da tre persone, una famiglia qualunque composta da madre, padre e figlio ormai maggiorenne. Poi questa famiglia si intreccia con altri personaggi e con altri fatti tutti molto strani. E’ come se, leggendolo, ci si aspetti sempre il peggio ma il peggio arriva solamente quasi alla fine di tutta la narrazione.

Tutti i protagonisti sono davvero strani e un po’ sopra le righe, tutti hanno qualche problema o qualche segreto da nascondere come credo che succeda nella vita reale di tutti i giorni, ma la narrazione li sottolinea spesso e rende quasi incredulo il lettore. Io che lavoro a contatto con il pubblico tutti i giorni sono davvero conscia del fatto che ognuno ha le sue stranezze e che ogni persona deve essere trattata in una certa maniera per non irritarla o per non offenderla ma ne Il peccato dell’angelo è veramente difficile credere che esistano davvero persone così. Mi riferisco a Janet moglie e madre che per sei anni dopo il matrimonio ha tradito il marito a casa sua con un amore della giovinezza che non era mai riuscita a cancellare, mentre marito e figli ne erano al corrente, mi riferisco ai figli che dopo aver visto la madre fare l’amore con un uomo diverso dal padre avevano sviluppato un odio estremo verso il sesso femminile, mi riferisco alla madre di Dana una donna con mille problemi che dedicava metà della sua vita a trovarsi una ossessione per non cadere in depressione, una giornalista ormai fallita perché inaffidabile sul lavoro che si vestiva come una quindicenne, mi riferisco all’amante di Janet, Andrew, ispettore di Scotland Yard che veniva invaso dall’ansia quando non riusciva a far incarcerare un colpevole… Insomma ogni personaggio che popola le pagine di questo romanzo ha qualcosa di strano e qualcosa da nascondere agli altri.

E’ un romanzo abbastanza cupo, che mette ansia nel lettore per due motivi: il primo è proprio che fino quasi alla fine non si sa cosa significhi tutto quello narrato, il secondo è perché questo thriller psicologico non decolla come dovrebbe. Sì ci sono tutti gli avvenimenti narrati, sì ci sono persone con problemi mentali ma la scrittrice questa volta è come se fosse riuscita a mostrare tutta la situazione senza riuscire però a raccontarla nel migliore dei modi. Il finale, ossia la parte più elettrizzante del romanzo, è molto veloce in confronto al resto del racconto, sembra quasi che la Link avesse un numero limitato di pagine per raccontarlo perché secondo il mio modesto parere di lettrice doveva essere molto più particolareggiato. Adesso però vi accenno un po’ di trama anche se il riassunto sarà davvero breve perché non voglio togliere nessuna sorpresa ai futuri lettori…

‘’’LA STORIA’’’

Janet è sposata ma non è innamorata di suo marito, è una mamma che farebbe qualsiasi cosa per i suoi amati figli ma non è una donna felice ed appagata. Insieme a suo marito Phillip lavorano in una società di contabilità. Phillip invece è innamoratissimo di Janet fin dal primo giorno in cui l’ha vista ma sa che la moglie non prova lo stesso per lui. Sa anche che nei primi sei anni del loro matrimonio Janet frequentava un altro uomo, Andrew, un amore di gioventù con cui il sesso era idilliaco mentre con il marito non lo era affatto. Insieme però hanno un figlio Mario, uno studente universitario abbastanza bravo ma un ragazzo molto timido e introverso anche se il suo aspetto è invidiabile da chiunque. Insieme vivono ad Amburgo ma hanno un segreto che nessuno conosce. Mario aveva un fratello gemello Maximilian che, a causa di un terribile crimine commesso parecchio tempo prima, è ricoverato in una clinica psichiatrica sotto farmaci ed antidepressivi.

Sono trascorsi sei anni da quel terribile episodio e Maximilian ha quasi scontato tutta la sua pena, tra poco sarebbe tornato dalla sua famiglia e avrebbe condotto una vita come tutti gli altri. Questo sconvolge moltissimo Janet che fugge da Amburgo per andare a trovare il suo vecchio amante Andrew in Inghilterra dopo quasi vent’anni che non lo vede di persona. Janet finisce tra le sue braccia come è sempre successo e non è nemmeno intenzionata a ritornare dal marito e dai figli, vuole dividere la sua vita con Andrew e con nessun altro.

Mario, nel frattempo, sta intrecciando una specie di relazione sentimentale, la sua prima vera storia, con una ragazza bionda dai lunghi capelli di nome Tina. Anche per Tina è la prima volta ma è un po’ più giovane di Mario. Tina è molto innamorata di lui ma non capisce perché lui non ci provi con lei. Chiede consiglio alla sua amica Dana molto più esperta di lei, che le consiglia magari di fare una vacanza con lui per vedere se riescono a sciogliere il ghiaccio. E così i due innamorati si recano verso una casa appartenente alla famiglia di Mario da tantissimo tempo sperduta nella campagna del sud della Francia. E qui inizia ad andare storto qualcosa…

‘’’IL MIO PARERE’’’

E’ un romanzo pieno di tensione ed ansia. Prima leggera leggera poi sempre più accentuata fino ad arrivare al finale dove c’è anche un colpo di scena. Per la prima volta nella mia vita di lettrice avevo capito dove la Link voleva andare a parare e di questo sono fierissima visto che nei gialli non trovo mai il colpevole!!! Il ritmo di tutto il libro è incalzante e quando si inizia a leggerlo è difficile riporlo senza pensare a cosa possa succedere subito dopo. Ma mi è mancato qualcosa. Forse, essendo un thriller psicologico, mi aspettavo più giochi mentali, più suspence, più tensione e questo mi è mancato molto ma non posso definirlo un brutto romanzo anzi.

Mi è piaciuta molto la caratterizzazione dei personaggi anche se tutti molto strani e diversi tra loro, la storia non è assolutamente male e poi raccontata da una bravissima scrittrice come la Link non può essere altrimenti ma il fatto di aver immaginato già come andava a finire mi ha un po’ delusa. Circa a metà romanzo avevo tratto le mie conclusioni e sono state tutte esatte. Mi rimaneva ancora qualche dubbio da chiarire ma in linea di massima avevo già capito tutto prima che succedesse. E qui si pone la domanda: sono diventata così brava? Io credo di no, sono invece sicura che questa volta la scrittrice non abbia fatto proprio centro e sia stata un po’ troppo scontata.

Consigliarlo? Io direi proprio di sì anzi sarei sicuramente curiosa dei giudizi degli altri lettori per capire se finalmente sono diventata una brava detective o se Charlotte Link ha perso qualche colpo!!!!Spero di avervi aiutati nella scelta della vostra prossima lettura. Un abbraccio Romina.

LA GIOSTRA DEGLI SCAMBI (ANDREA CAMILLERI)

‘’’PREMESSA’’’

Buon sabato a tutti. Anche oggi sono qui come al solito per raccontarvi la mia ultima lettura. Questo romanzo mi è stato regalato da un mio carissimo amico che non sapeva assolutamente che non ero una grande fan di Andrea Camilleri all’epoca del dono. Abito a Ferrara non sono mai stata in Sicilia e non ho nemmeno amici che abitano da quelle parti quindi per me il dialetto siciliano è davvero complicato da capire. Ed era proprio questo il motivo per cui avevo sempre evitato accuratamente questo scrittore. Non ho nemmeno mai visto una puntata del Commissario Montalbano in televisione siccome vado a letto molto presto e mio marito non ama i telefilm italiani. Ma, per caso, un giorno mi è capitato tra le mani un altro suo romanzo e l’ho iniziato. Mi sono subito resa conto che il siciliano non era poi così complicato e Camilleri lo usava alternandolo all’italiano e la lettura è diventata subito scorrevole quindi mi sono ripromessa di leggere altri suoi scritti visto che mi era piaciuto abbastanza.

Quando ho iniziato LA GIOSTRA DEGLI SCAMBI però mi sono subito resa conto che il siciliano occupava quasi tutte le pagine, c’erano veramente poche righe in italiano e mi sono scoraggiata immediatamente. Ho guardato mio marito e gli ho detto che avrei impiegato un mese per leggere questo romanzo anche se non era più di duecento cinquanta pagine. Poi ho pensato, va beh stasera lo inizio, vedo com’è e se è troppo complicato da capire lo rimetto nella libreria e non ci penso più. Ma l’inizio mi ha fatto veramente sorridere e non sono riuscita a riporlo senza leggerlo. Non dico di essere diventata una esperta nel comprendere il dialetto siciliano ma piano piano mi ci sono abituata e non è stato poi così difficile arrivare alla fine.

Si tratta di un romanzo giallo dove gli scambi di persona sono i protagonisti, una storia abbastanza semplice che Camilleri è riuscito a raccontare con il giusto modo. I suoi personaggi sono sempre abbastanza comici ed anche il commissario a volte mi fa sorridere. La storia è abbastanza complicata, ci sono parecchi colpi di scena ed io fino alla fine non ero riuscita a capire il colpevole. Beh questo vale poco…con tutti i gialli che leggo dovrei essere una investigatrice con i fiocchi ed invece non indovino mai il cattivo della situazione. Forse è una mia pecca ma la ritengo una fortuna così ogni volta rimango sorpresa al punto giusto. Anche se almeno una volta nella mia vita mi piacerebbe trovare il colpevole…anche questa volta però non ci sono riuscita.

L’uso del siciliano aiuta molto nelle scene comiche che non mancano in tutta la lettura sin dalle prime pagine e aiuta anche nella descrizione dei vari personaggi. Io non sono una esperta di Camilleri quindi non so se siano gli stessi in ogni suo romanzo ma a me sono sembrati tutti un po’ goffi ma molto simpatici. Persone in carne ed ossa e non super eroi che vivono per lavorare e fanno peripezie a volte fuori da qualsiasi schema, agenti di polizia che si stancano se lavorano troppo, che fanno battute tra di loro, che si dividono il lavoro gravoso, insomma persone di tutti i giorni.

Adesso però vi racconto un po’ di trama così da invogliarvi alla lettura di questo romanzo molto molto carino…

‘’’LA STORIA’’’

Alle cinque e mezza di mattina il commissario viene svegliato da una mosca che credeva fosse un fossile attaccato alla finestra, che gli entra nella narice sinistra. Per ucciderla Salvo si da una gran botta al naso che provoca immediatamente due cose: un risveglio orrendo ed il sangue al naso. Dopo aver applicato del ghiaccio sul naso decide di tornare a dormire vista l’ora ma la mosca, dopo poco tempo, ricomincia a ronzare. Decide di ucciderla e sbarazzarsi di lei, poi va in bagno e si lava le mani. Quando torna in camera però trova una mosca sul cuscino. Le mosche quindi erano due e lui inizia ad interrogarsi se ha ammazzato quella colpevole o quella innocente.

La giornata non era iniziata nel migliore dei modi e peggiora quando il commissario vede dalla sua finestra due tizi litigare furiosamente. Decide di uscire di casa per cercare di dividerli quando arriva la polizia che non lo riconosce e lo porta in centrale per arrestarlo visto che sembrava lui il colpevole di tutta la rissa in quanto la pistola di uno dei due uomini era proprio ai piedi di Montalbano. Fortunatamente arrivato alla centrale lo riconoscono e lo rilasciano subito. Ma la giornata peggiora ulteriormente con un nuovo caso.

Una giovane donna che percorreva una zona solitaria viene prima rapita e poi rilasciata senza nessun segno di violenza e con la sua borsa ancora intatta. Qualcuno l’ha narcotizzata ma non si sa per quale motivo visto che lei non ha nemmeno un graffio e non si tratta nemmeno di una rapina. La donna non ricorda l’aggressore è come se si fosse addormentata e poi risvegliata da un’altra parte. Questo però non è un caso singolo, la stessa sorte capita alla nipote del proprietario del ristorante dove il commissario adora andare a mangiare durante la pausa pranzo. Anche lei viene rapita e poi rilasciata senza nessun segno apparente. Vi è nuovamente un nuovo sequestro ma questa volta la ragazza ha ferite superficiali in tutto il corpo.

Vi è anche un incendio ad un negozio di elettrodomestici e, quando la polizia cerca di trovare il proprietario, Marcello di Carlo sembra scomparso dalla faccia della terra. Si sa che era partito per le vacanze due mesi prima e che con lui c’era la donna di cui si era innamorato poco tempo prima. Ma anche la donna misteriosa sembra essere sparita….Montalbano ha davvero tanto su cui indagare…

‘’’IL MIO PARERE’’’

Questo romanzo mi è piaciuto molto. Certo non è un thriller americano pieno di azione ma è godibile e ben architettato. Dal caos totale piano piano si arriva a trovare il colpevole e il movente di tutta la faccenda. Non mi sono dilungata molto sulla trama ho raccontato le prime pagine dettagliatamente solamente perché dopo la mosca ho deciso di continuare la lettura anche se LA GIOSTRA DEGLI SCAMBI è scritto prevalentemente in siciliano. Ci sono due o tre dialoghi in italiano e nulla più. Ma, ora che ho iniziato a comprendere questo dialetto, non mi fermo più perché Camilleri mi ha stregata.

Il suo modo semplice di raccontare, qualche insegnamento e qualche perla di saggezza sparsa tra le righe mi hanno fatto ricredere completamente e mi stanno facendo ammirare molto questo scrittore. Tra l’altro pochi giorni fa è stato il suo compleanno e ho visto una sua intervista in televisione ed è davvero molto simpatico come personaggio. Non me lo aspettavo che mi sarebbe piaciuto così tanto ed ora capisco anche il mio amico che è un suo grandissimo fan. I personaggi sono ben descritti e tutta la vicenda ha un inizio ed una fine chiara e semplice insomma un ottimo giallo, un passatempo davvero scritto bene.

Consigliarlo? Superato il siciliano io mi sento di consigliare la lettura di questo romanzo e anzi inizierò a cercarne altri perché i personaggi mi sono davvero piaciuti. Spero di avervi aiutati nella scelta della vostra prossima lettura. Un abbraccio Romina

IL SORRISO LENTO( CATERINA BONVICINI)

‘’’UN PO’ DI CHIACCHIERE’’’

Buona domenica a tutti. Anche oggi sono qui per raccontarvi la mia ultima lettura. Quando devo scegliere l’ebook da leggere vado sempre un po’ a caso. Non è come con i libri di carta che puoi aprire la copertina e capire di cosa tratta ma è inserire nel mio Kobo un romanzo alla cieca. Se devo essere sincera non ne ho mai acquistato uno di ebook, se devo spendere qualche soldino preferisco la carta e credo che sarà sempre così ma visto che alcuni amici mi hanno donato ebook in abbondanza per vivere altre tre vite e riempirle di lettura gratuita, scorro tutti i file, guardo se qualche titolo mi ispira e inizio il mio viaggio verso l’ignoto. Ovviamente se il modo in cui è scritto il romanzo non mi piace ci metto un attimo a caricare un altro ebook e a cestinarlo ma questa volta appena ho iniziato IL SORRISO LENTO mi sono accorta subito che poteva piacermi.

All’inizio si parlava di amicizia, una vera amicizia tra due persone che si sono scelte con i loro pregi ed i loro difetti e che trascorrevano la loro vita con confidenze, con generosità l’una nei confronti dell’altra. La protagonista del romanzo la pensa esattamente come me per quanto riguarda l’amicizia con la A maiuscola. Durante la vita si conoscono davvero tante persone ma, almeno per quanto mi riguarda, la mia amicizia la concedo veramente a pochi. Essere amici per come la vedo io vuol dire confidarsi, vuol dire gioire per l’altra persona, arrabbiarsi con lei, ma la cosa più importante è esserci. Quando si è adolescenti si hanno davvero tanti amici ma, con il passare del tempo, la lunga lista si accorcia. Vuoi per il lavoro e quindi l’impegno in qualcosa di diverso, vuoi per il matrimonio, vuoi per la vita stessa che diventa sempre più difficile e complicata ma quelli che rimangono sono loro i veri amici. Ed è difficile trovarne qualcuno di veramente importante. Io, sotto questo punto di vista, mi sento molto fortunata la mia migliore amica che vedo pochissimo ma che sento almeno due o tre volte la settimana è quella di quando ero bambina. Praticamente ci siamo conosciute in fasce e non ci siamo più lasciate.

Ero contentissima di leggere un romanzo che parlasse di amicizia anche perché in alcuni punti mi tornavano alla mente dei ricordi trascorsi con la mia amica ed i paragoni nascevano immediatamente. Leggendo le loro marachelle di quando erano ragazzine mi sono rivista esattamente come loro e mi è venuta anche un po’ di nostalgia. Poi dall’amicizia si passa alla morte. Io evito spesso e volentieri i romanzi che parlano di malattia e di morte soprattutto da quando i miei genitori non ci sono più. Non mi piace leggere cose tristi, io uso la lettura per isolarmi dal resto del mondo, dai miei mille pensieri negativi e non mi fa molto bene questo genere di romanzi. Ma la scrittrice è stata davvero brava a descrivere la perdita senza mai cadere troppo sul sentimentale con una energia ed una vitalità che io non sarei mai stata in grado di fare. E così nonostante questo, ho continuato la lettura e alla fine sono stata pure soddisfatta di aver affrontato un argomento che mi terrorizza con uno spirito diverso questa volta.

Adesso vi racconto un po’ di trama così da spiegare meglio cosa contiene IL SORRISO LENTO…

‘’’LA TRAMA’’’

Clara è la protagonista del romanzo e racconta della sua vita di giovane trentatreenne vissuta per la maggior parte del tempo con la sua amica speciale: Lisa che però si ammalerà di tumore poco dopo aver avuto un bravissimo bambino. Clara e Lisa si sono scelte come amiche speciali in mezzo a tantissima gente e avevano condiviso praticamente tutto: le esperienze, i primi amori, i vestiti che acquistavano in società. Durante la loro adolescenza avevano persino pensato di essere innamorata l’una dell’altra e una sera si sono rinchiuse dentro l’auto di Lisa e avevano provato a baciarsi per più di un’ora. Alla fine avevano capito che i loro baci non erano affatto erotici come dovrebbero essere in un rapporto d’amore e quindi sono rimaste comunque amiche.

La malattia di Lisa aveva messo tutti fuori gioco. Non solo Clara ma anche gli altri amici di sempre Daniele e Sandra, Veronica e Marco e Diana. Nessuno sapeva come affrontare queste cose, come comportarsi nei suoi confronti ma Lisa si sforzava di reagire in tutti i modi, era molto più forte di loro e riusciva anche a sorridere. Ma il suo sorriso era lento, era il sorriso di chi sa che la fine è vicina e si deve affrontare la morte. Persino all’hospice di Bentivoglio dove era ricoverata per attendere la morte, non era di peso a nessuno, cercava di rimanere sveglia anche quando la morfina l’assaliva e ha persino richiesto di poter votare come tutti gli altri visto che ci teneva.

E proprio in questo luogo triste Clara conosce Ben un direttore d’orchestra di Londra con quasi settant’anni che è lì per stare con la sua giovane moglie Anna ricoverata anch’essa per un tumore mortale. Anna era una bravissima cantante lirica ma la sua carriera è durata molto poco. Clara e Ben fanno lunghe chiacchierate e si aiutano a vicenda a superare quei bruttissimi momenti. Clara a causa della perdita di Lisa però non riesce ad andare avanti con la sua vita. Chiude la sua libreria, interrompe la sua relazione con Tommaso e tutto per lei non ha più senso così decide di andare a Londra a trovare Ben…

‘’’CONCLUSIONI’’’

Se mi dilungavo altre tre righe vi avrei raccontato tutto il romanzo. La trama non è molto intrigata, non ci sono colpi di scena, si parla di morte e di come reagisce chi sopravvive alla persona deceduta ma lo si fa con garbo e grazia che quasi non ci si accorge di leggere un romanzo davvero triste. Solo quando l’ho terminato ho capito quante cose mi ha lasciato dentro e che mi era davvero piaciuto molto. E’ la bravura di questa scrittrice che mi ha davvero impressionata. E’ difficile parlare di un tema così triste senza cadere in qualche banale considerazione, senza ripetere cose già dette ma lei è stata davvero encomiabile. Non avevo mai sentito parlare di questa scrittrice ma ora che la conosco magari cercherò qualcosa d’altro che ha scritto perché il suo modo di narrare è davvero speciale e unico.

C’è una frase che mi ha davvero colpita: TUTTI CONOSCONO L’AMORE PRIMA O POI. L’AMICIZIA FORSE NO. E’ UN PRIVILEGIO MENO DIFFUSO. Io l’ho sempre pensata in questo modo e sono davvero felice che ci sia qualcuno che la pensa come me. Consigliarlo? Su questo sono molto indecisa. E’ un romanzo scritto molto bene ma visto il tema trattato non tutti potrebbero apprezzarlo. Io provo a farlo leggere alla mia suocera che adora il genere e poi magari vi dirò. Spero di avervi aiutati nella scelta della vostra prossima lettura. Un abbraccio Romina

GIOVANE RAGAZZA SCOMPARSA (ALEXANDRA BURT)

‘’’PREMESSA’’’

Buon lunedì a tutti. Anche oggi sono qui come al solito per raccontarvi l’ultimo libro che ho terminato stamattina prima di recarmi al lavoro. Questa volta la mia scelta è ricaduta su un thriller. Dopo un libro molto leggero avevo voglia di tornare alla categoria di romanzi che più adoro in assoluto e mi è bastato pescare nel mio scatolone contenente tutti i libri che ancora sono in attesa di essere letti per trovarne subito uno. Mi ricordo benissimo quando ho acquistato GIOVANE RAGAZZA SCOMPARSA. Ero alla Feltrinelli in cerca di qualcosa che potesse interessarmi quando vedo un espositore con tanti libri neri e una fascetta rosa in basso con scritto: un grande thriller impossibile smettere di leggerlo. A queste trovate pubblicitarie io ci credo veramente poco. La lettura è soggettiva quindi io posso amare un romanzo mentre un’altra persona può trovarlo banale o assurdo e, di solito, quando si trovano queste scritte sulla copertina io diffido veramente dall’acquisto. Ma il costo era € 9,90 era un libro con un bel numero di pagine (da rimanere impegnata un bel po’) e non avevo trovato altro che mi interessasse così ho deciso di acquistarlo.

Le prime pagine sono volate velocemente. Non ho amato da subito il modo di raccontare di Alexandra Burt ma il romanzo sembrava promettere bene. Abbastanza scorrevole anche se ho notato che la scrittrice era un po’ troppo prolissa e ripetitiva. Ma da quando è sparita la bambina per me è iniziata la noia più assoluta. Certo si tratta di un thriller psicologico e l’intento della scrittrice è di insinuare tanti dubbi nel lettore e cercare di non far capire cosa sia veramente successo. La narratrice attraverso vari flashback e incertezze vuole confondere, vuole angosciare chi ha deciso di acquistare il romanzo, vuole far breccia sull’immaginazione del lettore per fargli creare tutti gli scenari possibili per farlo arrivare alla conclusione vera e propria solo nel finale del libro. Ma tutta questa scena, tutti questi pensieri della protagonista, tutte queste supposizioni a me hanno davvero annoiata incredibilmente.

Non è la prima volta che affronto un thriller psicologico ma questo mi ha davvero delusa. Di solito mi intrigano moltissimo, mi fanno pensare molto, mi piace entrare nella mente dei personaggi e scoprire cosa pensano, perché agiscono in quel preciso modo, il motivo dei loro comportamenti fuori dagli schemi ma questa volta le troppe ripetizioni hanno reso la narrazione davvero pesante. Per sviare il lettore la stessa cosa è raccontata aggiungendo di volta in volta un particolare nuovo ma la storia è sempre quella. Quella scritta in copertina per me non ha nessun valore anzi forse è stata inserita proprio perché altrimenti poche persone avrebbero acquistato questo romanzo.

Anche il titolo per me non è attinente: GIOVANE RAGAZZA SCOMPARSA quando a scomparire è una bambina di sette mesi? Per giovane posso anche passarla ma ragazza proprio no!!! Insomma per me non è stata una scelta felice e mi dispiace molto perché io vorrei che tutti i romanzi che leggo fossero belli e interessanti… Adesso vi racconto un po’ di trama così da cercare di spiegare meglio la mia opinione…

‘’’LA TRAMA’’’

Estelle Paradise non ha avuto una vita molto facile. I suoi genitori sono deceduti quando lei era ancora una bambina e, mentre lei credeva di poter crescere con il fratello ormai maggiorenne, viene affidata ad una zia che lei conosceva a malapena in quanto suo fratello aveva deciso di andare all’accademia militare. La sua vita è un arrancare per trovare un lavoro, per trovare un alloggio, per sopravvivere. Però ha un carattere forte ed è sempre molto positiva. Poi, nel ristorante dove lavora, conosce Jack e se ne innamora. Jack è totalmente diverso da lei, è posato, riflessivo ma i loro due caratteri sembrano combinare finchè non si sposano ed Estelle rimane incinta.

Da quando inizia la gravidanza il carattere di Estelle cambia radicalmente. Diventa più attenta, ha paura che il bambino che porta in grembo abbia dei problemi, ha paura che il nascituro possa essere malato ed inizia a fare tutti gli esami possibili ed immaginabili senza che nessun dottore glieli avesse prescritti. Jack cerca di farla stare calma, cerca di rassicurarla che tutto andrà per il meglio ma la Estelle felice e serena non esiste più. Poi nasce Mia. Una bellissima femminuccia sana ed Estelle inizia a fare la mamma. Ma sembra che il suo rapporto con la figlia non sia dei migliori. La bambina piange in continuazione e lei non sa come reagire. Inizia a portarla da vari specialisti, a spendere troppo per visite non necessarie e la risposta è sempre la stessa: si tratta di coliche che colpiscono la maggior parte dei bambini. Ma Estelle soffre moltissimo per questo, annienta la sua vita per sorvegliare tutto il giorno ed anche la notte la sua piccola Mia che continua a piangere e lei non sa come fermarla.

Poi un giorno Estelle si sveglia in un letto d’ospedale. Si rende conto di essere stata ferita, la sua automobile è stata ritrovata distrutta in fondo ad un burrone lontano da dove abita e lei non si ricorda nulla. Fuori dalla sua stanza d’ospedale c’è anche la polizia ma lei non sa perché e cosa ci faccia lì. I medici le dicono che ha una ferita auto inflitta alla testa e a causa di questo ha perso anche un orecchio. Poi Estelle ha un lampo di lucidità e si accorge che Mia è scomparsa. Qualche giorno prima qualcuno ha rapito la sua bambina dalla sua stanza. Quando la polizia entra a casa di Estelle però non c’è nulla che sia appartenuto a sua figlia. E’ scomparsa qualsiasi cosa. I suoi vestitini, i suoi prodotti per il bagno, persino il latte in polvere che lei aveva acquistato in abbondanza, tutto, non c’è più nulla.

Estelle però non ricorda assolutamente niente e cerca in tutti i modi di scoprire la verità. Quello che lei cerca di spiegare alla polizia però viene smentito da alcune prove e per gli agenti ed i media lei diventa la principale sospettata. Non ci sono segni di effrazione in casa, loro due erano chiuse dentro e Mia dormiva nella sua culla ma Estelle sa che non può essere stata lei a fare del male a sua figlia, Estelle sa che lei non è in grado di fare una cosa simile, Estelle ama Mia anche se nessuno sembra crederle…

‘’’IL MIO MODESTO PARERE’’’

La storia di per sé non è brutta ed è veramente attuale: quanti casi di bambini scomparsi si sentono ultimamente, quante volte ci commuoviamo quando le sentiamo per il telegiornale e quante volte proviamo anche noi a capire chi sia il colpevole di tutto. Ma il modo di raccontare della scrittrice così crudo e ripetitivo non mi ha catturata. Sin dalle prime pagine avevo capito che il romanzo non mi avrebbe esaltata ma, se ci fossero state un po’ meno parole e un po’ più di azione forse l’avrei apprezzato di più. Il romanzo è raccontato in prima persona dalla madre ma le 330 pagine potevano essere ridotte della metà e sicuramente il ritmo sarebbe stato migliore.

Dopo averlo letto ho navigato anche un po’ nel web per vedere i pareri degli altri lettori. Beh io sono un po’ fuori dal coro perché la maggioranza che ha letto Giovane ragazza scomparsa l’ha apprezzato moltissimo. Anch’io ho cercato di indagare, anche le mie idee sono crollate un paio di volte durante la lettura ma definirlo un romanzo bello…questo non riesco proprio a farlo. Mi sono annoiata per la maggior parte della lettura, l’ho trovato lento e ripetitivo e solamente le ultime cinquanta pagine mi hanno esaltata un po’ di più ma comunque nulla di speciale. Consigliarlo? Io direi proprio di no ma si tratta del mio parere personale, sono miei pensieri e forse sono anche dovuti al fatto che io leggo moltissimi thriller e man mano divento sempre più esigente!!! Spero di avervi aiutati nella scelta della vostra prossima lettura. Un abbraccio Romina.

LOVEBOOK (SIMONA SPARACO)

‘’’CHIACCHIERIAMO UN PO’ ‘’’

Buon lunedì a tutti. Anche oggi sono qui come al solito per raccontarvi l’ultimo libro che ho finito di leggere proprio stamattina prima di andare al lavoro. Purtroppo oggi sono rientrata dopo due settimane di ferie anche se la mia voglia non era molta. Dopo la delusione e la noia provocatomi dal romanzo di Stephen King, avevo proprio bisogno di qualcosa di leggero, che non mi facesse riflettere molto ma che mi allontanasse il pensiero dalla ripresa del lavoro. Così, visto che alterno un libro cartaceo con un ebook, ho aperto la mia lunga lista di file e ho scelto quello il cui titolo mi sembrava più simpatico. Avevo voglia di una storia romantica, di qualcosa che mi facesse sognare invece di preoccuparmi e in più LOVEBOOK era pure abbastanza corto quindi niente di impegnativo e pesante. Sicuramente me l’avrà ceduto una delle mie amiche perché è impensabile che un uomo legga un romanzo così sdolcinato!!!!

Comunque già dalle prime pagine ho capito che sarebbe stata una lettura facile, quelle che si fanno sotto l’ombrellone tra una chiacchiera e l’altra, e che mi sarebbe piaciuto anche se avevo già capito come sarebbe andato a finire. Prima di tutto però è interessante perché si parla di Facebook e degli incontri legati a questo social ormai diventato parte di molti di noi. Chi non ha mai ricevuto una richiesta di amicizia da un vecchio compagno di classe, da un amico che non si vedeva da tantissimo tempo o da un ex innamorato? Io non sono una assidua frequentatrice di questo social ma sono persino riuscita a trovare una cugina con cui trascorrevo le vacanze quando ero bambina e che abita in Sardegna e la cosa mi ha resa davvero molto felice. Ormai per noi è diventato quasi normale dare una sbirciata a Facebook durante la giornata ma agli albori questo social ci ha messo un po’ ad ingranare e credo che la datazione del romanzo riguarda proprio quando Facebook non era così conosciuto come oggi. Certo alcuni storceranno il naso dicendo che è un social inutile e pieno di tanta gente che non sa cosa altro fare ma per alcuni versi io lo ritengo molto utile, poi è logico che ci siano anche abusi e persone che sarebbe meglio venissero eliminate ma questo non riguarda me e quindi non mi sento di disquisire su questo argomento.

Tornando al romanzo le prime pagine frizzanti hanno fatto in modo che per tre giorni, nei momenti liberi, rimanessi incollata al mio ebook reader immersa nella lettura, ieri ho fatto fare tutte le pulizie al maritino perché non riuscivo a smettere di leggere. Certo, come ho detto prima, tutto il romanzo è molto prevedibile ma sognare fa sempre bene ed io ne avevo proprio bisogno. Adesso però vi racconto un po’ di trama così da incuriosirvi un pochino…

‘’’LA STORIA’’’

Solidea ha venticinque anni e si occupa della cartoleria di famiglia da quando è uscita dalle scuole superiori assieme a sua madre ed a sua zia. Non ha mai digerito il fatto di non essere andata all’università a studiare Lettere ma ormai quello che è fatto è fatto, la sua vita sembra proprio legata al lavoro di commessa. Dopo nove anni di storia d’amore il suo ragazzo l’ha lasciata in modo molto brusco. Lei l’ha trovato ad una festa tra le braccia di un’altra ragazza e lui si è giustificato mediante uno stupido messaggio sul telefonino. Purtroppo il negozio di animali del suo ex è proprio dalla parte opposta alla sua cartoleria e lei tutti i giorni lo vede con la sua nuova fidanzata felice e sorridente. Questo non è proprio un bellissimo periodo della sua vita ma Solidea affronta comunque sempre tutto con il sorriso sulle labbra fantasticando che qualcosa prima o poi nella sua vita cambierà.

Durante un pranzo con tutta la famiglia la sorella di Solidea e sua cugina cercano di farla entrare nel mondo di Facebook. Solidea non sa nemmeno di cosa si tratti, non è molto abile con l’informatica, ma trova la cosa abbastanza simpatica. E così sbircia nel profilo del suo ex e vede tutte le foto che ha fatto con la sua nuova ragazza, i viaggi che loro insieme non hanno mai intrapreso e una punta di gelosia inizia ad invaderla. Fortunatamente le sue due compagne di viaggi internauti le dicono di cercare qualcun altro, qualcuno a cui non pensa e non vede più da tantissimo tempo. E alla sorella di Solidea viene alla mente Edoardo Magni.

Edoardo è stato il primo amore di Solidea totalmente platonico ovviamente perché lei aveva otto anni, le trecce e andava ancora alle elementari. Lui aveva sei anni in più di lei e lei lo adorava da lontano, non smetteva mai di guardarlo e alla prima occasione cercava anche di scambiare qualche parola con lui. Il suo amore è durato tantissimo fino a quando lui ha finito le scuole medie e ha cambiato il suo modo di vivere. Solidea è veramente curiosa di vedere com’è diventato quel bellissimo ragazzo che le aveva rubato il sonno per tanto tempo e le basta digitare il nome per ritrovarlo. Tutto sembra molto semplice ma il destino va comunque incitato…. E così inizia una romantica e divertente avventura…

‘’’IL MIO PARERE’’’

Ho cercato di dire molto poco su questo romanzo perché, essendo corto, avrei rischiato di raccontarvi ogni cosa e questo non mi piace. E’ un romanzo scritto a due voci: Solidea racconta la sua parte ed Edoardo racconta la sua, ha molti imprevisti e ci sono anche dei colpi di scena sebbene il finale sia molto prevedibile. Mi sono divertita a leggerlo, il linguaggio è veramente molto semplice e alla portata di tutti, e sognare fa sempre bene. Sì perché l’amore fa sempre sognare e non c’è momento più bello dell’innamoramento, dei batticuori, del cercarsi per ore. Era proprio il romanzo che mi ci voleva in questo periodo visto che quello letto in precedenza mi aveva davvero delusa e che avevo davvero voglia di staccare la mente da tutto e da tutti.

Quando si inizia è difficoltoso riporlo ma non ci vuole molto tempo per leggerlo tutto e forse tutto d’un fiato rende ancora di più. Non posso dire che rimarrà tra i miei libri preferiti, né che lo considero un capolavoro ma la storia è simpatica ed i personaggi molto credibili e descritti molto bene. Non so se acquisterò mai un altro romanzo di Simona Sparaco ma se lo trovo in rete in formato ebook magari ci farei un pensierino. Consigliarlo? Beh ad un pubblico femminile, soprattutto a chi ha voglia di qualcosa di frizzante, leggero che non appesantisca ma che faccia viaggiare un po’ la fantasia. Spero di avervi aiutati nella scelta della vostra prossima lettura. Un abbraccio Romina

REVIVAL (STEPHEN KING)

‘’’PREMESSA’’’

Buon venerdì a tutti. Anche oggi sono qui per raccontarvi la mia ultima lettura. Tutti gli anni prima di partire per le ferie scelgo il libro che mi accompagnerà durante quei bellissimi giorni di riposo. Mi piace mettere un romanzo ancora da iniziare in valigia, una lettura per i momenti in cui mio marito riposa (io nel pomeriggio non riesco mai a dormire), un modo per isolarmi come sempre da tutto quello che mi circonda. Così scelgo sempre un romanzo di un autore che conosco e che apprezzo…non sia mai rovinarmi le ferie con un brutto libro visto che sogno queste due settimane per almeno una buona parte dell’anno lavorativo!!! Così ho deciso di infilare in valigia un romanzo di Stephen King. Io adoro questo scrittore, mi piace il modo in cui racconta le vicende, il suo essere sempre sopra le righe, i suoi romanzi non mi hanno mai delusa anche se ho aspettato davvero tanto tempo prima di leggerne uno. In principio avevo paura di rimanere impressionata, di fare incubi la notte e, siccome non sono mai stata molto coraggiosa, avevo deciso di non leggere mai un suo scritto. Poi ho provato a conoscerlo (la curiosità per un lettore è indispensabile) e da quel giorno almeno due o tre suoi romanzi all’anno li leggo molto volentieri. Per me è diventato una garanzia per un buon romanzo e, quando è uscito REVIVAL, l’ho acquistato immediatamente. Poi è rimasto per un bel po’ nello scatolone dei romanzi ancora da leggere in attesa di un momento particolare per godermelo. E le mie vacanze a Desenzano del Garda mi sembravano proprio azzeccate.

Ho iniziato a leggerlo lo stesso giorno in cui sono arrivata e all’inizio mi incuriosiva parecchio, il modo di scrivere di King per me è magistrale e ci sono pochi scrittori che lo eguagliano. Ma, man mano che proseguivo, il mio interesse calava. Alcune volte mi sono addirittura addormentata dopo aver affrontato due o tre paginette sopraffatta dalla noia. Ho trovato REVIVAL pieno di ripetizioni, di cose già dette, certo è un romanzo sotto forma di testimonianza ma alcuni passaggi erano davvero lenti e pesanti. La storia non è brutta ma la narrazione fatica ad andare avanti. Sembra che in alcune parti King non sapesse cosa raccontare e quindi ripeteva quello che aveva già detto con parole diverse. E’ surreale ma tutti i libri di King lo sono ed è questo uno dei motivi che me li ha fatti amare ma questa volta mi sono davvero annoiata. E’ un racconto che senza ripetizioni avrebbe occupato circa la metà delle sue pagine e ho davvero faticato a finirlo. Mi immaginavo un finale strambo anche quello non mi ha impressionata più di tanto anzi mi ha delusa terribilmente.

E ho pure impiegato tantissimo tempo a finirlo proprio perché mi sembrava di essere sempre ferma allo stesso punto. Certo ha affrontato un argomento molto interessante, in alcuni punti ero davvero curiosa di andare avanti per capire come si sarebbe conclusa la vicenda ma era solo curiosità non apprezzamento verso questa lettura. Quasi mi dispiace perché King non mi aveva mai delusa ma questa volta il romanzo non merita di essere letto soprattutto perché ho speso venti euro per acquistarlo e ho sprecato quasi due settimane per arrivare ad una fine che non mi ha nemmeno soddisfatta. Adesso vi accenno un po’ di trama così magari riesco anche a spiegarmi meglio…

‘’’LA TRAMA’’’

Più di cinquanta anni fa Jamie, un bambino di sei anni, sta giocando nel suo cortile con i soldatini a fare la guerra. Mentre sta conducendo una battaglia un’ombra scura gli offusca il suo campo. Jamie alza lo sguardo ed incrocia quello di un uomo, il nuovo reverendo assegnato alla congregazione per rinnovare lo spirito dei fedeli. Jamie è un fanciullo felice, ha una famiglia che gli vuole bene, due fratelli maschi ed una sorella e la sua vita è abbastanza normale. Certo i suoi genitori non sono ricchi ma sono comunque due persone che amano i loro figli e la religione.

Charles Jacobs, il nuovo parroco, risulta subito molto intelligente, giovane e simpatico agli occhi del bambino, in un primo momento perché gli dedica molte attenzioni e sembra interessato ai suoi giochi con i soldatini. Jamie si lascia invitare anche in parrocchia e Charles gli mostra il campo di battaglia che aveva fabbricato apposta per suo figlio in attesa che arrivasse la settimana successiva insieme alla moglie. Charles era bravissimo con l’elettricità e aveva fatto dei trucchetti che un bambino non poteva non apprezzare. Anche tutti i fedeli amavano questo parroco e la Chiesa non era mai stata così piena come in quel periodo. Per Jamie, Charles diventa quasi un mito quando grazie all’elettricità riesce a guarire suo fratello Con che aveva ricevuto un colpo alle corde vocali mentre sciava con i suoi amici. Con non parlava da quasi due mesi e Charles è riuscito a fargli ritornare la voce con una piccola scarica elettrica.

Questa sistemazione di Charles e la sua famiglia dura solamente tre anni. Un brutto giorno sia sua moglie che suo figlio muoiono in un bruttissimo incidente. Questa tragedia getta il parroco in uno sconforto totale, il suo mondo è ridotto in cenere e a lui non resta che inveire contro il Dio che lo ha tradito sebbene lui lo servisse con tutto il rispetto possibile. Durante una messa lui fa una predica orribile, dice cose bruttissime su Dio e viene cacciato dal paesino.

Trascorrono gli anni e tutto cambia radicalmente. La madre di Jamie muore per un brutto tumore, la sua famiglia si sgretola a poco a poco e lui inizia a diventare un famoso chitarrista. Suona in diverse band ma per colpa di un incidente inizia a drogarsi per non sentire più il dolore alla gamba, un dolore che lo accompagna ogni singolo momento. La sua vita sta piano piano cadendo a pezzi e a lui è rimasto veramente poco. La sua carta di credito ormai è esaurita, il suo gruppo l’ha abbandonato in una camera d’albergo dopo averlo trovato riverso sul pavimento e Jamie non sa più cosa fare. L’eroina gli serve e così decide di andare al Luna Park per cercarne un po’.

Sono trascorsi circa trent’anni dall’ultima volta che lo aveva visto ma si imbatte ancora in Charles. Lui è su un palco e cerca di attirare l’attenzione dei passanti vendendo foto di una illusione ottica creata ovviamente da lui. Non fa più il parroco ma si guadagna da vivere cercando di bluffare, di far credere alle persone che lo guardano che quello che fa è tutto vero e non un semplice trucco reso possibile grazie all’elettricità. Quando vede Jamie lo riconosce immediatamente anche se lui non ha un bell’aspetto, è magrissimo e si vede subito che la droga lo sta uccidendo. Charles lo ospita nella sua roulotte, cerca di farlo mangiare e gli dà solo la droga necessaria per non farlo andare in astinenza. Poi un giorno decide di provare a guarirlo sempre con l’aiuto dell’elettricità. Jamie non ci crede in un primo tempo ma da quel giorno non ha più toccato nemmeno una sigaretta.

Ma sa che deve tutto questo a Charles e con lui suggella un patto molto particolare senza parlare nemmeno, qualcosa che gli renderà la sua vita davvero un incubo…

‘’’IL MIO PARERE’’’

Altre due o tre parole e sarei arrivata alla fine della narrazione. Come vi ho già detto all’inizio non ho apprezzato per niente questo libro. Troppe ripetizioni, troppe situazioni sempre uguali, troppe parole per arrivare ad una fine che non mi ha nemmeno stupita. Sapevo già prima di arrivarci dove voleva andare a parare King ed è la prima volta che mi succede con un suo romanzo. Solitamente rimango affascinata dalle sue parole, spesso i suoi romanzi li racconto a mio marito per quanto mi sono piaciuti ma questa volta mi sono davvero annoiata. Tutti sono curiosi di sapere se esiste davvero qualcosa dopo la morte, se davvero ci aspetta altro ma per arrivare a questa conclusione King poteva davvero fare di meglio.

Non voglio essere fraintesa, se il libro l’avesse scritto chiunque altro, magari mi sarebbe piaciuto un po’ di più ma da uno dei miei scrittori preferiti ho ricevuto una bella delusione. In effetti dopo la sua uscita non avevo letto molti pareri positivi ma un romanzo così banale non l’avrei mai immaginato. Ci sono alcuni passaggi che possono anche piacere, ci sono frasi che non mi dimenticherò tanto facilmente ma tutto mi è parso davvero difficile da leggere e molto molto noioso. Mi dispiace quasi di dare un parere negativo ad uno scrittore che apprezzo tanto ma questa volta non mi sento di consigliare la lettura di REVIVAL. Ci sono altri romanzi in cui King ha dato il meglio e tra questi REVIVAL è da dimenticare almeno per me!!! Spero di avervi aiutati nella scelta della vostra prossima lettura. Un abbraccio Romina