UN MATRIMONIO, UN FUNERALE, PER NON PARLARE DEL GATTO (FRANCESCO GUCCINI)

 

‘’’CHIACCHIERIAMO UN PO’’’’

 

Buongiorno e buon martedì a tutti. Anche oggi sono qui per raccontarvi l’ultimo libro che ho finito di leggere ieri pomeriggio mentre aspettavo che mio marito tornasse dal lavoro. Ci ho impiegato pochissimo tempo a leggerlo tutto in quanto si tratta di poco più di cento pagine e scritte anche a caratteri belli grandi. Devo confessarvi una cosa: quando l’ho acquistato mediante un ordine al Club degli Editori e l’ho pagato circa otto euro non mi aspettavo così poche paginette anzi ci sono rimasta parecchio male in quanto sono consapevole della velocità con cui leggo e mi sembravano davvero troppi soldi per trascorrere si e no due orette in compagnia di un romanzo. Ma ero curiosa di leggere qualcosa di Francesco Guccini e quindi mi sono fatta passare la rabbia e ho incominciato a leggerlo.

 

Non sono mai stata una grande fan di questo cantante, io ho sempre amato altri generi musicali ed anche lui non mi è mai stato tanto simpatico come persona quando vedevo i suoi interventi in televisione ma la scelta di questo libro lo devo ad un mio professore di quando facevo le superiori. Ne è passato di tempo da allora ma lui ed il suo metodo di insegnare non me lo dimenticherò mai. Facevo ragioneria (niente a che fare con la letteratura) ed ero in una classe di sole femmine. Quando al secondo anno arriva questo bellissimo uomo che non aveva più di trentacinque anni siamo rimaste tutte affascinate da lui e dal suo strano modo di farci capire le cose. Non aveva un metodo di insegnamento preciso, a seconda di come si svegliava al mattino, decideva se nella giornata ci saremmo dedicate alla letteratura, alla storia o alla poesia e quando si svegliava davvero male ci toccava pure il compito in classe a sorpresa.

 

Un giorno lo vedo entrare con un registratore e un contenitore per cassette musicali in mano. Non ci saluta nemmeno ma fa partire una canzone di Francesco Guccini. Al termine inizia a spiegarci che ovunque noi possiamo trovare la poesia e che non deve essere per forza in rima per poter essere apprezzata. Ci spiega che ci sono alcuni cantanti che scrivono canzoni che possono essere considerate delle vere e proprie poesie e che il suo preferito sotto questo punto di vista era proprio Francesco Guccini. Da una metallara come me ha ottenuto solo uno sguardo sbieco ma piano piano ho iniziato a capire. Non dico che ho iniziato ad apprezzare le canzoni di Guccini ma i testi quelli sì. Ed è per questo che ho scelto di acquistare questo libro.

 

Appena l’ho aperto però ho avuto subito un’altra delusione: chi mi legge da un po’ sa che io non amo i racconti. Mi piace entrare in empatia con i protagonisti del romanzo che sto leggendo, mi piace moltissimo assaporare la storia poco alla volta e con i racconti questo non è affatto possibile in quanto finiscono sempre troppo presto e spesso faccio anche fatica a comprenderne la morale. Ma nonostante questo gli otto euro erano stati spesi e dovevo iniziarlo comunque… Non ci crederete mai ma mi è piaciuto davvero tanto. Ogni racconto è totalmente diverso dall’altro anche se hanno tutti la medesima collocazione temporale e ci fanno conoscere aneddoti, situazioni e incontri nella vita dell’autore e delle persone che ha conosciuto. Si parla di un tempo che ormai non c’è più e a volte le storie mi sembravano quelle che mi raccontava la mia mamma della sua giovinezza, di come era difficile vivere in confronto ad oggi ma anche che bastava veramente poco per essere felici.

 

In questa mia opinione però non vi descriverò ogni singolo racconto anche perché alcuni sono davvero di poche pagine e rischierei di raccontarveli per intero e a me non piace svelare troppo su quello che ho letto altrimenti perché altre persone dovrebbero leggerlo? Ho deciso di fare solo una piccola presentazione così da farvi capire meglio tutto quello che vi ho raccontato fino ad ora.

 

‘’’UNA PICCOLA PRESENTAZIONE’’’

Il romanzo parte con la descrizione delle fotografie. Ora chi le stampa più le foto, basta un computer per poterle visualizzare, un telefono per imprimere le immagini e spesso si dimenticano di anche di averle scattate ma un tempo le foto erano quasi un rituale, a volte erano un privilegio che una persona in un anno poteva permettersi una volta o due ma sembravano quasi parlare delle persone che sono passate, che ci sono state e che non vanno mai dimenticate.

 

Dopo questa piccola introduzione si passa ad un matrimonio tra due ragazzi che abitavano in paesi distanti tra loro ma a quell’epoca l’unico mezzo di trasporto erano i piedi dei partecipanti. E così il matrimonio si trasforma in una camminata tra i boschi, tra i prati, tra le strettoie e le scorciatoie che adesso non ci sono più, un mezzo per conversare con chi ti sta di fianco anche se non lo conosci affatto. Dopo la celebrazione in chiesta tutti gli invitati si spostavano nel paese della sposa per il mitico pranzo di nozze. Questa era l’occasione per abbuffarsi a più non posso, per godere davvero del piacere del cibo, per mangiare alcune cose che oggi vengono considerate quasi comuni, scontate o addirittura demodè. Finito il banchetto a casa della sposa tutti i festeggiamenti e i balli proseguivano a casa dello sposo e lì si ricominciava a mangiare.

 

Si passa ad un funerale dove gli uomini sono tutti fuori dalla chiesa ad aspettare la bara mentre le donne sono tutte dentro a pregare per la persona defunta. Scorrendo le pagine possiamo incontrare delle signore che sono in grado di mettere il malocchio e altre che lo sanno togliere con il rito (e qui me lo ricordo anch’io quando ero una bimbetta) dell’acqua e dell’olio, gatti che ritornano dopo la loro morte, nonni che escono dai cimiteri sotto forma di fantasmi per vedere come il mondo è cambiato da quando erano giovani loro, un uomo che era convinto di poter regger il cielo e una banda di ragazzi che assapora la vita.

 

Tante piccole perle di saggezza in poche righe che fanno davvero riflettere su cosa era il passato e su quello che è la nostra vita attuale, sui nostri privilegi che non apprezziamo e su quello che apprezzavano in passato anche se non possedevano poi molto.

 

‘’’IL MIO PARERE’’’

Ed eccomi giunta alle conclusioni. Devo dire che nonostante Francesco Guccini mi rimanga antipatico questa raccolta di racconti mi ha davvero colpita. Forse perché la mia mamma non c’è più e a me piaceva tantissimo stare ore ad ascoltare i suoi racconti di quando era ragazza, forse perché da piccolina adoravo sedermi in mezzo alle persone anziane dove abitavo e sentirle narrare le loro storie, forse perché credo che oggi apprezzo davvero poco tutto quello che ho perché lo ritengo scontato quando questo non lo è affatto.

 

Assieme a Francesco Guccini sono ritornata indietro nel tempo e mi è piaciuto questo viaggio. Certo alcune cose mi hanno fatto sorridere e altre mi hanno rattristata ma è proprio questo il senso di questa lettura un po’ dolce e un po’ amara. Non credevo di apprezzare tanto dei piccoli racconti e sono stupita per questo soprattutto perché sono davvero reali. Credo di consigliare davvero questo romanzo sia a quelli della mia età ma anche ai giovani di oggi per far loro capire che un tempo le cose erano molto diverse ma non per questo non erano da apprezzare.

Spero di avervi aiutati nella scelta della vostra prossima lettura. Un abbraccio Romina

L’ENIGMISTA (JOHN VERDON)

‘’’PREMESSA’’’

Buona domenica a tutti. Anche oggi sono qui, come al solito, per raccontarvi l’ultimo libro che ho appena finito di leggere. Vi svelerò un segreto: fino ad una quindicina di anni fa i thriller, i gialli e tutto quello che può impressionare lo evitavo accuratamente sia nelle letture che al cinema o in televisione. Poi, con mio marito, ho acquistato una videoteca (che non ho più da parecchio tempo) e la curiosità ha preso il sopravvento così ho deciso di vedere il mio primo film “pauroso” ed è stato Saw l’enigmista. Mi è talmente piaciuto che non ho più smesso di guardare questo genere di film, ho cambiato gusti in caso di letture e ho vinto le mie paure.

Quando tra i file di libri da leggere con l’e-reader ho visto che c’era il titolo l’Enigmista pensavo davvero che fosse il film che tanto mi è piaciuto così l’ho copiato subito sul mio Kobo e non ho aspettato nemmeno un minuto prima di iniziarlo. Già dal primo capitolo ho capito che non era quella la trama ma il modo di scrivere di John Verdon mi è piaciuto subito e la trama mi sembrava davvero originale. Questa volta i miei amici mi hanno passato davvero una bella lettura.

Per una amante dei thriller come me è e per una lettrice assidua quale sono è difficile trovare qualcosa di originale dopo averne letti davvero tanti ma questa volta l’inizio mi aveva davvero sorpresa ed ero molto curiosa di come si sarebbe svolta la vicenda. Poi da qualcosa di molto misterioso e difficile da risolvere la tensione è scesa ed il finale mi è sembrato un po’ troppo banale al confronto dell’inizio, le indagini un po’ troppo superficiali e la scoperta del colpevole è stata più un caso che una vera e propria ricerca ma non posso dire che non sia un buon romanzo.

Ho notato anche un po’ troppe ripetizioni che hanno reso la lettura un po’ più pesante e hanno abbassato il livello di tensione che in un thriller dovrebbe sempre essere altissima ma comunque non manca nulla: il poliziotto con problemi irrisolti, la prima vittima molto sopra le righe, il procuratore distrettuale che vuole risolvere il caso nel più breve tempo possibile e il mistero davvero diverso dai soliti. Insomma tanti pregi e qualche difetto ma come ripeto io per i thriller sono diventata davvero troppo selettiva!! Adesso vi racconto un po’ la trama così da invogliarvi a leggere L’enigmista…

‘’’LA TRAMA’’’

Dave Gurney ormai è in pensione. Era un bravissimo detective della polizia di New York. Con il suo aiuto moltissimi serial killer erano stati arrestati e lui era diventato quasi un mito nel suo lavoro. Purtroppo la morte di suo figlio piccolo avvenuta parecchi anni prima a causa di una sua distrazione non riesce a smettere di tormentarlo ed è per questo che si sente in dovere di arrestare i cattivi. Gurney ha 47 anni non era ancora l’età per un pensionamento ma è sua moglie che ha insistito parecchio per farlo finire di lavorare e insieme si sono trasferiti in un piccolo paesino delle Catskill.

Ora, per trascorrere le sue giornate, si occupa di modificare i ritratti dei serial killer e mostrare a tutti il lato più terribile della loro personalità, anche questo la moglie non apprezza moltissimo ma chiude un occhio perché sa quanto lui ci tenga e quanto lo aiuti a rilassarsi e a passare il tempo.

Un giorno come tanti Dave viene contattato da un suo vecchio compagno di scuola: Mark Mellery. Ai tempi andati non erano grandi amici, anzi a Dave non piaceva per niente la vita sregolata che Mark conduceva, spesso era ubriaco e questo gli ha procurato anche parecchi problemi. Mark è terrorizzato: qualcuno gli ha lasciato una lettera scritta in modo impeccabile in rima con un inchiostro rosso con una specie di gioco. Mark doveva pensare ad un numero a caso da uno a mille e aprire un’altra busta che conteneva il numero che lui aveva pensato. Il numero era proprio quello.

Mark invecchiando aveva capito gli errori fatti in gioventù ed ora conduceva una specie di villa dove aiutava le persone a purificare il loro spirito e a credere in se stessi. Era diventato molto ricco con questo lavoro ma lui teneva troppo alla sua posizione e a quello che faceva per chiamare la polizia direttamente. Non poteva fare entrare degli agenti nella villa avrebbero sicuramente preoccupato gli ospiti che pagavano profumatamente quel soggiorno e che credevano nella loro guarigione dai mali della vita moderna. Per questo ha chiesto aiuto a Dave.

Dave decide di accettare il caso perché sembra davvero strano e difficile da risolvere. Oltre alla macabra poesia il mittente della lettera si è anche firmato con uno strano nome difficilmente il suo che ricorda un nome mitologico greco. Dopo aver ricevuto altre due lettere sempre più strane e sempre dalla stessa persona Mark Mellery viene assassinato.

La polizia nota subito che aveva fatto un po’ di telefonate a Dave e così lo chiamano per chiedere cosa potesse volere Mark da lui. Dave gli spiega tutta la situazione e viene ingaggiato come consulente esterno per aiutare le indagini. Sulla scena del delitto però non ci sono prove che l’assassino possa essere un serial killer anche se sembra che abbia un certo odio verso le forze dell’ordine.

E’ difficile capire come Dave possa avere delle intuizioni così importanti rispetto a tutti gli agenti che stanno seguendo il caso ma lui sembra essere sempre davanti a loro e sembra avere alcune soluzioni che potrebbero portare alla risoluzione dell’omicidio. Così decide di andare a parlare con il proprietario di un hotel un po’ più lontano dalla villa dove abitava Mark e scopre che la sera dell’omicidio erano presenti una coppia molto particolare che diceva di fare birdwatching quando non era proprio il periodo adatto per vedere uccelli volare. Ma anche questa volta nessuno riesce a tirare le somme e a capire qualcosa in più.

Poi Dave riceve una telefonata da un detective del Bronx che dice di avere un caso simile al suo sul quale indagare e da un singolo omicidio il caso si complica…

‘’’IL MIO MODESTO PARERE…’’’

Come ho detto prima le prime pagine mi hanno incuriosita tantissimo: un omicida che sembra conoscere i segreti ed i pensieri delle sue vittime senza mai averle nemmeno incontrate, un uomo che indovina i numeri che pensano gli altri, ha risvegliato la detective mancata che c’è in me. Le lettere scritte con dei versi che terrorizzano chi li legge mi hanno colpita molto..

“ Ciò che hai preso restituirai quando ciò che hai dato avrai”

Questa frase mi aveva davvero reso interessante la lettura soprattutto perché lo scrittore porta il lettore a ragionare con lui attraverso una serie di indizi che da sola non avrei mai capito anche se di thriller ne ho letti davvero tanti. Però in alcuni punti ho trovato la narrazione un po’ ripetitiva soprattutto all’inizio mentre la parte finale, secondo il mio modesto parere, poteva essere più dettagliata.

Si è arrivati all’individuazione dell’assassino quasi per caso e questo mi ha fatto un po’ arrabbiare ma forse non c’era altro modo per finire un libro dalla trama così particolare. Non ci sono scene raccapriccianti ma la tensione non cala comunque ed anche le descrizioni dei luoghi non sono così pesanti da togliere il mistero al racconto.

Mi è piaciuto abbastanza, l’idea iniziale è davvero originale e forse per questo mi aspettavo di più dal finale ma comunque tutto viene spiegato e quindi sono soddisfatta di averlo letto. Lo consiglio a tutti gli amanti dei misteri. Spero di avervi aiutati nella scelta della vostra prossima lettura. Un abbraccio Romina.

L’OCCHIO DELL’INFERNO (JAMES ROLLINS)

‘’’CHIACCHIERIAMO…’’’

Buon lunedì a tutti. Anche oggi sono qui, come al solito, per cercare di raccontarvi la mia ultima lettura. Ho precisato cercare perché ho fatto veramente fatica a stare dietro a questo libro e alle sue avventure. Ma andiamo con ordine. Sono abbonata al Club degli Editori e, spesso, quando acquisto un romanzo me ne mandano uno in omaggio. Ovviamente il regalo non lo posso scegliere ma sono comunque felice di ricevere un libro in più rispetto a quello ordinato tanto io leggo di tutto. La mia curiosità è infinita e non ho mai rifiutato una lettura senza prima averla almeno iniziata. Non sono una grande estimatrice dei romanzi di avventura e so benissimo che James Rollins invece è un esperto del genere e infatti L’occhio dell’inferno è rimasto per parecchio tempo nella scatola con tutti i volumi ancora da leggere. Ormai era quasi impolverato e ogni volta che lo prendevo in mano lo rimettevo al suo posto. Poi non so che cosa mi ha spinto ma l’ho aperto dalla confezione e ho iniziato a leggerlo…

Che fatica immane io non me ne intendo molto di storia anzi a scuola era una delle materie più ostiche per me quindi quando ho iniziato a leggere di Attila, di Gengis Khan e soprattutto dell’energia oscura e della fisica quantistica mi sarei data un bel pugno in testa per la scelta della mia lettura ma ormai avevo già superato le cento pagine e non aveva senso lasciare il mio compito incompiuto così ho continuato. In più, girando nel web, avevo notato che chi l’aveva letto gli aveva dato dalle tre alle cinque stelline come valutazione e quindi la mia speranza era di sorpassare quello che non capivo più di tanto e di trovare qualcosa di interessante proseguendo la lettura.

James Rollins scrive davvero bene ma credo che questo sia l’ultimo suo romanzo che leggo. I suoi personaggi sono delineati alla meraviglia anche se nessuno di essi potrei mai incontrarlo nella mia vita reale, sono tutti esperti in combattimenti, scienziati con menti eccelse e addirittura uno di loro si è fatto impiantare delle dita magnetiche cosa che non credevo possibile ma, visto la mia curiosità ho cercato di capire che cosa fossero ed esistono anche quelle tra i biohacker. Insomma tutto troppo fuori dalla mia portata, troppo lontano dalle mie conoscenze e troppo complicato per i miei gusti. Anche nella parte finale dove vengono spiegate le verità e le finzioni di tutta la narrazione ci ho capito ben poco.

Forse il fatto che io sia una femmina, forse il fatto che non sia proprio tecnologica e non interessata a questo genere di cose mi ha fatto davvero faticare ad arrivare alla fine del romanzo e adesso credo che faticherò ancora di più a raccontarvi la trama visto che è anch’essa complicata come del resto tutto il romanzo…

‘’’TENTATIVO DI TRAMA…’’’

Nel 452 d.C Attila si preparava a saccheggiare Roma quando papa Leone Magno uscì a cavallo dalle mura della città per incontrarlo e dissuaderlo dal suo intento. Una ipotesi di questa ritirata è la superstizione di Attila che il papa ha alimentato riguardo la “maledizione di Alarico”. L’anno dopo Attila morì a causa di una emorragia nasale durante la prima notte di nozze con la sua giovane principessa Ildiko. Si racconta che la sua salma sia stata tumulata in una tripla bara di ferro, poi di argento e infine di oro insieme con quasi tutti i tesori che aveva accumulato.

E questa è una specie di premessa per arrivare ai giorni d’oggi in California dove è stato progettato un satellite veramente eccezionale in grado di studiare e neutralizzare la materia oscura (e io ancora non ho capito cosa sia ma andiamo avanti lo stesso) il tutto senza che il Dipartimento della Difesa ne sia a conoscenza. Ma attraverso questo satellite Painter Crowe il direttore della Sigma Force, non vede immagini che mostrano asteroidi o buchi neri. Vede immagini che mostrano quasi un inferno sulla terra. Viene anche interpellata una studiosa Jada e anche lei afferma che ci sarà un disastro sul nostro pianeta dove poche persone riusciranno ad uscirne vive.

La narrazione continua a complicarsi e ci troviamo a Roma. Monsignor Veroni un agente dei servizi segreti vaticani riceve un pacco molto strano. E’ il mittente che lo mette in guardia…chi l’ha mandato è un archeologo di nome Josip Tarasco, un uomo che da dieci anni a questa parte non da più notizie di se e per questo era stato considerato morto in una delle sue tante missioni. Il pacco contiene un teschio ed un volume molto particolare. Solo dopo alcune verifiche si viene a sapere che la copertina del libro è stata costruita con pelle umana. A parte l’aspetto macabro del regalo quello che fa davvero preoccupare il Monsignor è il biglietto di accompagnamento al pacco ovvero una disperata richiesta di aiuto.

Poche ore dopo questo regalo inaspettato qualcuno cerca di uccidere il Monsignor facendo saltare in aria il suo appartamento. Veroni non è più quello di un tempo in più soffre di un tumore al pancreas allo stadio terminale ma vuole comunque concludere la sua vita con delle risposte e soprattutto vuole sapere se veramente il suo amico Josip è ancora vivo. Così chiede aiuto ad uno dei pochi uomini di cui si può fidare ciecamente: Painter Crowe. Così Veroni e sua nipote Sara e la squadra di Crowe decidono di andare in missione e di cercare Josip anche perché forse la fine del mondo che Painter ha visto è legata al tesoro che ha ricevuto il Monsignor… Il segreto che dovranno risolvere è molto complicato e l’enigma che li aspetta è qualcosa di segreto da tanti tanti millenni…

‘’’IL MIO PARERE…’’’

Solitamente le opinioni sui libri mi escono in pochi minuti mentre sono quasi due ore che cerco di racimolare le mie idee e di imbastire una trama capibile per chi mi legge. Che fatica arrivare alla fine soprattutto perché si parla di cose che io ignoro completamente. Non posso dire che il romanzo sia brutto per chi si intende di tutto questo ma per una ignorante come me non ha significato proprio nulla. Certo alla fine i buoni vincono sempre anche se qualcuno si perde per strada, certo il mondo è salvo come sempre e la catastrofe è stata scampata ma che noia paurosa. Poco più di quattrocento pagine e ci ho impiegato quasi otto giorni per finirlo perché non mi veniva la voglia di leggerlo. O meglio, iniziavo la lettura e poi faticavo ad andare avanti sempre di più.

James Rollins è bravo nelle descrizioni dei personaggi, in quelle dei luoghi e la suspence non manca mai ma l’argomento per me era così fuori dalla mia portata che mi ha annoiata tantissimo. Forse se avesse accennato a qualche spiegazione in più, forse se avesse descritto meglio alcune cose magari sarei riuscita a entrare di più nell’argomento ma così è stata davvero dura. I personaggi li conoscevo già avendo letto altri suoi libri e mi stupisco di ricordarmi pure tutti i nomi ma è proprio la storia che non mi ha catturata.

Consigliarlo? Forse a chi è un po’ esperto in queste materie potrebbe piacere molto ma io non mi sento assolutamente di farlo. Una cosa però l’ho capita….i romanzi di avventura di questo genere non fanno proprio per me e la prossima volta che riceverò in regalo un libro di Rollins non lo scarto nemmeno ma lo regalo anch’io!!! Spero di avervi aiutati nella scelta della vostra prossima lettura. Un abbraccio Romina

LA RAGAZZA CHE HAI LASCIATO (JOJO MOYES)

‘’’INTRODUZIONE’’’

Buona domenica a tutti. Anche oggi sono qui, come sempre, per raccontarvi la mia ultima lettura. Vi confesso che avevo già sentito parlare bene di questa scrittrice ma non mi decidevo mai ad acquistare un suo libro primo per il costo un po’ troppo alto per qualcuno che non conoscevo nemmeno e poi avevo il vago sentore di trovarmi di fronte a qualcosa di troppo pubblicizzato. Non sono mai stata una persona che segue le mode del momento sia quando si parla di abbigliamento che di letture. Però ero davvero curiosa quando vedevo in televisione la pubblicità di JOJO MOYES. Poi, ovviamente, le mode cambiano ed io mi ero completamente dimenticata di lei. Sono stata felicissima quando, nel lunghissimo file che mi ha donato una mia amica lettrice, ho trovato un suo romanzo. Non era quello di cui avevo sentito parlare così tanto ma non vedevo l’ora di incominciarlo.

Ho capito subito che il modo di narrare di questa scrittrice mi piaceva molto, visto tutto quello che leggo, mi servono poche pagine per comprendere se la lettura sarà scorrevole o meno. Ma parlava ancora della guerra. Avevo appena terminato un bellissimo romanzo su quest’argomento e non avevo molta voglia di riprendere il discorso morte, persecuzione e tutte le brutture della guerra. Volevo riporlo, iniziare qualcosa di più leggero, e prenderlo in mano magari tra due o tre mesi. Se leggo troppi romanzi dello stesso genere rischio di annoiarmi e di iniziare a detestarli. Però ero curiosa e poi qui si parlava della Prima Guerra Mondiale così ho proseguito.

La prima cosa che mi ha colpita è stata la caratterizzazione dei personaggi. Non sono tanto i fatti che popolano la prima parte del libro quanto la protagonista Sophie. E’ tutto intorno a lei, una donna non proprio bella ma con un fascino indescrivibile, che si svolge la narrazione ed io ero curiosissima di sapere se avrebbe rivisto il suo adorato marito partito per il fronte e come se la sarebbe cavata con i tedeschi. Poi così senza nemmeno un attimo di pausa dopo le prime cento cinquanta pagine la narrazione si interrompe e si passa all’anno 2010. E si inizia a conoscere la seconda protagonista: Liv una trentenne rimasta vedova troppo presto la cui vita senza il marito non ha alcun senso.

Questi due personaggi, la loro caparbietà, la loro voglia di giustizia, il loro modo di amare mi hanno stregata completamente. Ho letto il romanzo molto lentamente per paura che finisse troppo presto e, quando la storia si è conclusa mi sono anche emozionata a leggere come era continuata la vita dei protagonisti. Dietro ad un romanzo che si può benissimo definire “rosa” ci sono degli insegnamenti di vita davvero incredibili, ci sono dei sentimenti bellissimi, c’è il coraggio. Adesso però vi racconto un po’ di trama così da riuscire a spiegarmi un po’ meglio…

‘’’LA TRAMA’’’

Ci troviamo in Francia nel periodo della Prima Guerra Mondiale. Sophie è rimasta colpita dall’uomo che poi è diventato suo marito dalla prima volta che l’ha visto entrare nel negozio dove faceva la commessa. Da quel giorno la sua vita è cambiata radicalmente. Edouard Lefevre era un pittore allievo di Matisse e le chiede se può farle un ritratto. La prima prova non va molto bene, Sophie sembra ingessata, ha paura di muoversi, non sa cosa deve fare e il lavoro di Edouard ne risente. Poi Sophie capisce che prova dei veri sentimenti per quell’uomo e decide di lasciarsi andare. Il dipinto esce perfetto e loro due si innamorano perdutamente. La loro vita è piena di tante cose ma, purtroppo, Edouard viene chiamato al fronte.

Sophie deve abbandonare la sua casa e ritornare al suo paese natale nel Nord della Francia dove c’è anche sua sorella anche se tutto il luogo è occupato dai tedeschi. Lei non è più la bella donna di cui suo marito si è innamorato visto il poco cibo che gli è permesso mangiare o gli abiti ormai sbiaditi e malridotti che è obbligata ad indossare ma la sua caparbietà non l’ha persa. Sfida i soldati tedeschi nascondendo davanti ai loro occhi un maialino che non era ancora stato requisito e che sarebbe stato il suo cenone di Natale, aiuta tutti in paese a volte privandosi del cibo per darlo ai più bisognosi. Assieme a sua sorella conducono una locanda. Un tempo era davvero un bel luogo dove soggiornare ma ora la gente veniva di rado visto che i soldi scarseggiavano e l’unico argomento di conversazione era la guerra. Alle due sorelle viene imposto di fare da mangiare per i tedeschi nella loro locanda. Contro il loro volere quindi ogni sera preparano cenette succulenti mentre a loro non toccano nemmeno gli avanzi. Il comandante delle truppe nemiche però ha una certa ammirazione nei confronti di Sophie, quando parla con lei non sembra nemmeno il tiranno che in realtà è e insieme parlano di arte. Il comandante si è innamorato di un quadro che Sophie ha attaccato alla parete. L’ha dipinto suo marito ed è un suo ritratto intitolato “La ragazza che hai lasciato”.

Grazie a qualcuno Sophie viene a sapere che il suo caro marito è stato catturato in un campo e sta rischiando di morire. Per riaverlo è disposta persino a cedere al comandante il suo bellissimo quadro. Subito dopo Sophie viene arrestata e portata via ma nessuno sa dove e di lei si perdono tutte le notizie.

La narrazione si sposta a Londra nel 2010. Liv sebbene sia vedova da ormai quattro anni non riesce ad abbandonare il ricordo di suo marito. Ha trent’anni e tutta la sua vita davanti ma lei vive costantemente nel passato. David era un architetto geniale, un marito devoto e un gran lavoratore. La casa dove vive Liv è completamente di vetro ed era progettata proprio da lui. Purtroppo è deceduto nel sonno senza avvertire nessuno. Sebbene i suoi amici cerchino di farla tornare ad una vita mondana l’unica cosa che Liv adora fare è correre. Dopo il decesso di David ha perso qualsiasi voglia di fare, lavora pochissimo e ha parecchi debiti con il fisco ma questo sembra non turbarla più di tanto, sembra che sia solo il ricordo di David ad aiutarla a sopravvivere.

Dopo un altro incontro triste e noioso con dei suoi amici Liv decide di ubriacarsi in un bar gay. Nessuno l’avrebbe notata più di tanto e lei avrebbe dimenticato i suoi problemi. Quando è al bancone per l’ultimo bicchiere prima di svenire ubriaca si accorge che le hanno rubato la borsetta con i soldi e le carte di credito e così conosce Paul che la accompagna per un pezzo di strada e cerca di tirarle su il morale. Sin dal loro primo incontro Liv capisce che lui le piace molto e prova una forte attrazione che non aveva mai provato dopo David.

Dopo vari ripensamenti una sera Liv chiede a Paul di andare a casa sua. Mentre sono insieme nel grande letto Paul guarda su una parete e vede “La ragazza che hai lasciato” appeso alla parete. Liv non è al corrente del lavoro di Paul ma lui lavora per una società che si occupa di rintracciare le opere d’arte trafugate durante la guerra e quel quadro era il suo nuovo incarico. Il quadro era un regalo di David e Liv non è intenzionata a cederlo per nessun motivo…

‘’’IL MIO PARERE’’’

Sono molto felice di aver letto questo romanzo. Non me lo aspettavo così bello, coinvolgente, interessante e intrigante dalla lettura delle prime pagine. Mi sono affezionata tantissimo a questi due personaggi così diversi tra loro ma anche con un punto in comune. Due donne con due caratteri opposti ma con una forza che nemmeno loro sanno di possedere finché non viene il momento di tirarla fuori. Due storie totalmente diverse legate da un quadro che ha fatto il giro del mondo e che ha una storia da ricordare. Le ultime cento pagine le ho lette tutte d’un fiato ieri pomeriggio e non riuscivo a staccare gli occhi dal mio e-reader . Quando poi ho letto la fine non ho smesso di sorridere per tutta la giornata.

Bello, scritto bene, lungo ma le pagine scorrono velocemente senza nemmeno accorgersene. Mi dispiace che sia finito ma so che questa scrittrice ha pubblicato altri romanzi ed adesso sono sicura di acquistarli. Insomma come avrete capito lo consiglio a pieni voti. Spero di avervi aiutati nella scelta della vostra prossima lettura. Un abbraccio Romina.

SHADOWHUNTERS CITTA’ DEL FUOCO CELESTE (CASSANDRA CLARE)

…Serviamo liberamente perché amiamo liberamente, giacché dipende dalla nostra volontà amare o meno; da essa dipende se stiamo in piedi o cadiamo.

‘’’PREMESSA’’’

Buon sabato a tutti. Ho dedicato questa settimana di ferie a leggere l’ultimo libro della serie degli Shadowhunters. 732 pagine di odio, amore, avventura, perdite dove nemmeno una parola è superflua per comprendere l’intera narrazione. Ho impiegato quasi nove giorni ad arrivare alla fine e solitamente io ci metto molto meno a leggere un romanzo ma volevo assaporarlo bene visto che è l’ultimo della saga. Certo non è una lettura adatta ad una quarantenne, quando ho detto con una mia amica cosa stavo leggendo, quasi mi ha riso in faccia ma ho iniziato il primo romanzo parecchio tempo fa e mi sono affezionata sia ai personaggi che alla trama che, ogni tanto, acquistavo quello successivo. Forse anzi sicuramente è l’unica saga fantasy che ho letto dall’inizio alla fine e adesso che l’ho finita un po’ mi dispiace. Dopo aver letto il primo romanzo e aver atteso quasi due anni per leggere il secondo (ho aspettato che uscisse la versione economica), pensavo di non ricordarmi nulla e invece, come per magia, tutto mi è ritornato alla mente e così è successo anche per i successivi. I personaggi che sono davvero tanti, le vicende che si susseguivano senza sosta, i loro intrighi sempre più complicati non me li sono persi per strada per via degli anni che sono passati dal primo romanzo ma mi sono rimasti impressi tutti quanti in testa senza nemmeno faticare a ricordarmi i nomi. E’ stranissima questa cosa soprattutto per una come me che appena chiude un romanzo e ne inizia un altro è come se facessi un reset completo e alcune volte faccio davvero fatica a ricordarmi di un libro letto magari un anno fa.

Qui ci sono tutte le specie fantastiche: vampiri, lupi mannari, stregoni, fate e ovviamente gli Shadowhunters ossia esseri umani al cento per cento addestrati alla lotta per difendere il mondo di tutti i Nascosti, una categoria di persone che si proteggono attraverso le rune che si incidono sulla pelle e che hanno il compito di preservare il mondo dagli attacchi dei cattivi. E’ molto riduttivo quello che sto dicendo ma è un modo per farvi capire di cosa sto parlando. Adesso in televisione c’è anche la serie. I personaggi sono davvero dei ragazzini e quindi immagino che il pubblico a cui è rivolto sia proprio quello degli adolescenti ma io la sto guardando ugualmente perché è molto fedele ai racconti di Cassandra Clare e mi sembra di rivivere un po’ i libri che mi sono davvero piaciuti molto.

Credo che non ci sia un’età per leggere qualcosa che ti è piaciuto ed io non mi vergogno minimamente di aver adorato questi racconti anzi ne sono fiera perché mi sono davvero piaciuti ed ora che so che non ci sarà un seguito mi sento un po’ triste. In questa mia opinione non farò il riassunto delle puntate precedenti altrimenti mi servirebbero circa due giorni per raccontarvi tutto ma mi dedicherò solamente a questo romanzo. Adesso però è ora che inizi a raccontarvi di cosa parla così da riuscire, forse, a spiegarmi un po’ meglio. Ho sempre paura quando scrivo opinioni di perdermi qualcosa per strada e di non far capire molto a chi ha il tempo di leggermi ma ci provo lo stesso…

‘’’LA TRAMA’’’

La storia inizia nell’istituto degli Shadowshunter di Los Angeles. Ogni città ha il proprio istituto dove vivono questi cacciatori, dove imparano come combattere e come difendersi, dove ha luogo la loro vita di persone nascoste. Sebastian attacca questo istituto. Lì c’è la famiglia Blackthorn ed Emma Carstairs una ragazzina di dodici anni che, mentre i suoi genitori sono in missione, l’hanno lasciata in compagnia del suo miglior amico Julian Blackthorn. Sebastian riesce a trasformare in Ottenebrati (demoni cattivi addestrati ad uccidere) tutti gli abitanti dell’istituto tranne Emma, Julian ed i suoi fratelli più piccoli che sono riusciti a nascondersi ma il padre di Julian è spacciato ed il fratello più grande, Mark, è stato rapito.

Poi la narrazione si sposta a New York. Jace che era stato colpito ed ora ha il fuoco celeste che gli scorre nelle vene sta cercando di domarlo e di riuscire a gestirlo nel miglior modo possibile senza ferire o far male a chi gli sta accanto. Da quando Jace ha questo potere infatti difficilmente riesce ad abbracciare e baciare la sua amata Clary senza rischiare di farle prendere fuoco o di farle qualche danno fisico ma a Clary non importa lei è sempre più innamorata di lui ed è felice di stargli accanto. I due infatti vengono chiamati in istituto per una riunione a cui partecipano anche Luke, Jocelyn, Alec e Isabelle e dove vengono informati che Sebastian ha già attaccato gli istituti di Berlino, Mosca, Bangkok e Los Angeles. Ogni persona che compare davanti a Sebastian lui lo trasforma in un Ottenebrato al suo servizio per distruggere tutti quelli che gli impediscono di diventare il re indiscusso di tutto il mondo dei Nascosti.

Per cercare di non essere uccisi prima di aver un piano per eliminare definitivamente Sebastian tutti gli Shadowhunters si trasferiscono a Idris un luogo protetto che non può essere violato. Clary deve quindi abbandonare il suo amico vampiro Simon almeno per un po’ e lo saluta abbracciandolo forte mentre Isabelle che è segretamente innamorata di lui gli dona il suo ciondolo con il rubino. Alec spera di riuscire a salutare il suo mago Magnus anche se si sono lasciati definitivamente ma lui non riesce ancora ad avvicinarsi ad Alec perché il suo amore per lui è ancora vivo nel suo cuore.

Arrivano tutti ad Idris e iniziano a sistemarsi nei rispettivi alloggi prima che si tenga la prima riunione del Consiglio per decidere come difendersi e riuscire a sconfiggere gli attacchi di Sebastian. Clary conosce così gli unici ragazzini sopravvissuti a Los Angeles e diventa subito loro amica anzi Emma accompagna Clary a comperare la sua prima spada, la sua arma che chiama Eosforos ed è la spada gemella del suo fratellastro Sebastian.

Durante il consiglio si decide che gli Shadowhunter adulti devono andare alla Città di Diamante dove vivono le sorelle di Ferro per affrontare alcuni Ottenebrati e sconfiggerli. Clary e Jace sono quelli che hanno conosciuto più da vicino Sebastian, Clary è la sua sorellastra e Jace era stato soggiogato da lui e ha vissuto insieme a lui per un periodo, e sono convinti di capirlo meglio di tutti gli altri così si offrono volontari per partire in battaglia. Ma gli adulti decidono che loro sono ancora troppo giovani per cadere in un campo di guerra e quindi glielo impediscono almeno formalmente. Questo non li ferma assolutamente, Clary con il suo potere di creare delle rune particolari, riesce a creare un portale e a raggiungere la Città di Diamante. La battaglia è più dura di quello che sembra e gli Ottenebrati hanno la meglio. Jace rimane anche ferito dopo lo scontro con Sebastian e Clary usa tutta la sua energia per disegnare un iratze potente per riuscire a spegnere Jace dal suo fuoco celeste che lo sta divorando.

Nel frattempo a New York Simon viene rapito da Maureen Brown una ragazzina che lui ha morso un po’ di tempo fa e che è diventata un vampiro. Per punizione lo veste come un bambolotto e lo tiene richiuso in una gabbia. Raphael riesce a salvare Simon e lo porta con sé ad Alicante. Sebastian attacca anche i lupi mannari e parecchi muoiono sotto il suo potere anche il capobranco. Gli unici nascosti che sono stati salvati è il Popolo fatato perché si sono alleati con Sebastian all’insaputa di tutti gli altri…

‘’’IL MIO PARERE…’’’

Innanzi tutto devo scusarmi per aver interrotto così il riassunto del romanzo ma non volevo raccontarvi proprio tutto e mi sono sbottonata anche troppo… Altre scuse devo farle perché forse chi non ha letto gli altri libri della serie farà molta fatica a comprendere quello che ho spiegato ma non è facile scrivere un’opinione su un romanzo legato ad una serie molto lunga soprattutto per chi li ha letti tutti e dà molte cose per scontato. Spero di aver fatto del mio meglio o almeno più di così non potevo fare!!! A parte questo devo dire che sono davvero felice di aver letto tutti gli Shadowhunters. Nessun romanzo è più bello e coinvolgente di quello precedente, tutti sono davvero così pieni di avventure, sentimenti e azioni che è difficile da credere. Solitamente come le serie in televisione le prime puntate sono sempre molto accattivanti e poi con il tempo si spengono mentre in questi romanzi niente viene lasciato al caso e tutto quello che inizia ha una fine spiegata in modo esauriente. E anche questo finale della storia non è da meno.

Ovviamente tutto si sistema nel migliore dei modi anche se non per tutti i personaggi ma il lieto fine c’è e le ultime pagine mi hanno anche commossa un po’. Mi sento davvero una piccola adolescente quando dico queste cose e un po’ mi vergogno perché ho superato già i quarantanni ma il lieto fine credo che piaccia a qualsiasi età sia nella vita che nei film che nella lettura.

Non sono mai stata una fanatica dei romanzi fantasy nemmeno quando ero più giovane e credo che nessun libro di questo genere mi abbia mai colpita ma questa serie è stata davvero bella, scritta bene, credibile e, mentre la leggevo, mi immaginavo anche nella mia mente l’aspetto dei personaggi che è stato smentito dalla serie tv ma io rimango comunque con la mia idea. Come potete capire quindi promuovo a pieni voti tutti i romanzi legati alla serie Shadowhunters di Cassandra Clare e credo che leggerò anche altri suoi scritti perché riesce ad entrare in empatia con i personaggi e a descrivere le situazioni in modo magistrale. Io consiglio a tutti di leggere questa serie che non è noiosa come tutte le storie sui vampiri o i lupi mannari ma è piena zeppa di colpi di scena. Spero di avervi aiutati nella scelta della vostra prossima lettura. Un abbraccio Romina

LA SETTA DEL PUGNALE (KATHERINE KURTZ- DEBORAH T. HARRIS)

‘’’PREMESSA’’’

Buongiorno a tutti. Anche oggi sono qui per raccontarvi l’ultimo libro che ho terminato di leggere proprio due minuti fa. Ho deciso di scrivere immediatamente questa opinione perché avevo paura di dimenticarmi qualcosa visto che si tratta di un romanzo abbastanza fuori dal comune per me e che tante cose non le ho capite proprio bene. Ma partiamo dall’inizio. Come solito ho trovato LA SETTA DEL PUGNALE grazie ad uno scambio di ebook che faccio con i miei amici lettori. Nessuno di noi sceglie i romanzi da inviare agli altri a seconda del genere che preferiscono ma ci mandiamo tutto quello che acquistiamo e che abbiamo già letto senza nessun tipo di cernita. Quando ho visto la copertina in inglese di questo ebook ho pensato immediatamente che chi me l’aveva mandato non poteva sapere che non sono così esperta nelle lingue però ho sempre desiderato mettermi alla prova e quindi ho iniziato la lettura.

 

L’unica cosa in inglese era la copertina ma il romanzo era scritto in italiano. Non sono rimasta delusa e le prime pagine mi avevano catturata abbastanza così ho proseguito senza indugiare molto. Non ci ho messo molto a capire che questo racconto faceva parte di una serie in quanto i personaggi non erano descritti minuziosamente ma si rimandava molto a descrizioni passate. E’ come se il lettore dovesse già averli conosciuti ma io non sapevo assolutamente chi fossero quindi ho trovato il primo ostacolo. Lo stile in cui era scritto però non mi sembrava male così ho continuato lo stesso. Ho scoperto dopo che questo è il quinto capitolo di una serie The Adept ideata agli inizi degli anni novanta dedicata ad un detective scozzese dotato di poteri arcani e misteriosi.

 

Non volevo non capirci proprio nulla anche perché man mano che le pagine si accumulavano io iniziavo ad avere le idee un po’ confuse e così mi sono documentata un po’ sul web per riuscire almeno a terminare il romanzo con cognizione di causa. Non ho trovato moltissimo devo essere sincera e, a parte la trama, non c’era nessuna descrizione dei personaggi (cosa che mi sono persa visto che ho iniziato dal quinto romanzo) ma la cosa che mi ha colpita di più era che si tratta di un romanzo esoterico. E qui la mia ignoranza è emersa in tutto il suo splendore. Fortuna che c’è internet che mi aiuta e l’enciclopedia on line mi ha dato una grande mano…

 

Il termine esoterico in ambito filosofico e religioso indica le dottrine e gli insegnamenti segreti che non devono essere resi pubblici in quanto destinati a pochi individui. Nella storia delle religioni e delle filosofie questo termine è usato per indicare orientamenti di pensiero che riguardano pochi discepoli o meglio iniziati che non li divulgano e per nasconderli usano espressioni rituali, simboliche e mitologiche che solo gli aderenti al gruppo possono capire e comprendere. Queste dottrine si presentano sempre come verità di un valore molto particolare soprattutto ai fini della salvezza individuale, della liberazione dal male e del progresso spirituale. Questo termine è spesso legato a forme di esperienza religiosa e mistica.

 

Dopo aver letto questa definizione mi si è aperto un mondo a me sconosciuto ma la difficoltà ad entrare in empatia con il romanzo mi è rimasta ugualmente anche se mi ha incuriosita parecchio questa disciplina. Adesso cerco di accennarvi un po’ di trama ma non mi dilungherò più di tanto perché sono ancora un po’ confusa anch’io!!!

 

‘’’LA TRAMA’’’

 

La narrazione parte da Donegal in Irlanda. Due ufficiali della guardia costiera stanno facendo un normale servizio di pattuglia come sono soliti fare. Proprio da una grotta vedono uscire due figure molto piccole e sfocate che sembrano avere sembianze orientali. Riescono a capire che hanno la testa rasata e indossano ampie vesti di color arancio. I due ufficiali, non avendo mai visto tipi del genere nel loro servizio che ormai fanno da molto tempo, si dirigono verso quella grotta. Dentro trovano un sommergibile U-Boot. Sulla cima vi è la bandiera della Kriegsmarine dove vi è disegnata una croce uncinata simbolo del Terzo Reich e quindi del fascismo. Le due guardie non possono credere ai loro occhi ma purtroppo la scoperta è destinata a rimanere segreta. Le due figure viste in precedenza appaiono davanti ai loro occhi e li uccidono senza troppi sensi di colpa con dei pugnali tozzi e stranissimi. I due strani soggetti non si accorgono però che uno dei due cadaveri viene trascinato lontano dalla corrente del fiume.

 

La narrazione si sposta a Mull of Kintyre in Scozia. Peregrine e Julia Lovat finalmente si sono sposati. E il loro viaggio di nozze tanto agognato inizia proprio sul mare. Peregrine è un pittore ha anche delle doti particolari: è capace di vedere con i suoi occhi cose accadute molto tempo prima e di dipingerle. Mentre sta dipingendo un bellissimo ritratto a sua moglie con lo sfondo del mare, il suo sguardo viene catturato da una macchia scura che vede tra le onde. Peregrine non vuole rovinare questo momento idilliaco a sua moglie ma, senza essere visto, si avvicina e si accorge che si tratta di un cadavere. Visto lo squarcio che è presente sulla schiena dell’uomo capisce subito che si tratta di omicidio. Non può tenere un segreto così grande così chiede alla moglie di andare ad informare la polizia del luogo e lui inizia a scattare delle foto. Sebbene non sia male come fotografo non riesce a mettere bene a fuoco tutta la scena. Sulle prime pensa che sia un difetto della sua macchina fotografica ma, quando decide di far sviluppare il rullino, i suoi presentimenti trovano conferma.

 

Sulle immagini si intravede una figura sfuocata di un monaco orientale che sembra fluttuare sul corpo e che stringe tra le mani qualcosa che potrebbe assomigliare ad un pugnale. Peregrine facendo parte della Loggia di Caccia ossia di una congrega segreta che indaga su casi passati attraverso le scienze occulte non può fare altro che chiedere l’aiuto ai suoi amici e collaboratori Adam Sinclair e Mc Leod.

 

‘’’LA MIA OPINIONE’’’

 

Ho provato diverse sensazioni leggendo questo romanzo. All’inizio la mia curiosità era davvero enorme e ho iniziato a leggere molto velocemente per soddisfarla nel minor tempo possibile. Poi ci si sposta sull’occulto ed io ho il terrore delle cose che non riesco a comprendere appieno e ho quasi deciso di spegnere l’ebook e di ricominciare un’altra lettura. Ma ovviamente ho atteso e ho proseguito la narrazione perché prima di cestinare un libro devo essere veramente convinta di quello che faccio e così è iniziato prima lo stupore e poi la incredulità pura e semplice. Mi sembrava quasi fantascienza il fatto che i personaggi potessero mettersi in contatto con le proiezioni mentali di altri e così ho preso il romanzo per quello che è e ho deciso di terminarlo.

 

Sebbene le due scrittrici siano molto brave, sebbene non ci sono descrizioni inutili e noiose, non sono riuscita ad apprezzare molto questa lettura e arrivata a metà libro non vedevo l’ora di arrivare alla fine per iniziare qualcosa che mi sarebbe piaciuto di più. Se trovo un altro romanzo di questa serie non sono proprio sicura di iniziarlo nell’immediato anzi forse non lo inizierei mai a meno che non abbia null’altro da leggere. Forse per il tema trattato, forse perché i personaggi non sono stati descritti molto dettagliatamente, forse perché non credo assolutamente in queste cose non mi sento assolutamente di consigliare la lettura di LA SETTA DEI PUGNALI. Spero di avervi comunque aiutati nella scelta della vostra prossima lettura. Un abbraccio Romina.

LA COLLEZIONISTA DI LETTERE (JORGE DIAZ)

‘’’PREMESSA’’’

Buon giovedì a tutti. Anche oggi sono qui, come al solito, per raccontarvi l’ultimo libro che ho finito di leggere questa mattina prima di andare al lavoro. Non vedevo l’ora di svegliarmi perché sapevo che mancavano poche pagine e che sicuramente sarei riuscita a finirlo. Era da circa un anno che avevo acquistato questo romanzo tramite il Club degli Editori ma, forse per il numero di pagine, forse perché non trovavo mai il momento giusto per iniziarlo era ancora incartato quando l’ho preso in mano la settimana scorsa. E se non fosse che tutti i libri ancora da leggere li ho dovuti spostare in uno scatolone e quindi che ho pescato alla cieca quale incominciare forse sarebbe ancora intatto. Mi piaceva molto il titolo quando l’ho scelto e avevo deciso di leggerlo in un momento di calma, magari durante le ferie, ma poi ho preferito altro e ho fatto malissimo. Per me è stato quasi come perdere un amico quando ho letto l’ultima pagina.

Sono ancora molto entusiasta e spero di convincere parecchi che mi leggeranno a intraprendere questo bellissimo viaggio nel tempo attraverso LA COLLEZIONISTA DI LETTERE. Si tratta di un romanzo storico per lo più ambientato in Spagna, ben articolato. Incomincia il 28 Giugno 1914 dove ci vengono presentati a poco a poco i vari personaggi che compongono la narrazione, si arriva all’assassinio dell’arciduca Francesco Ferdinando D’Asburgo e di sua moglie e si finisce nel 1918 quando la guerra finisce. Nell’epilogo poi ci sono alcune pagine di due anni dopo per spiegare molto velocemente cosa ne è stato di alcuni personaggi i più importanti ovviamente.

Forse mi ripeto ma io la storia a scuola l’ho sempre odiata profondamente. O meglio non me l’hanno fatta piacere. Tutte le professoresse che ho avuto mi obbligavano solamente a ricordare a memoria date, nomi, avvenimenti, battaglie, senza mai farmi ragionare ed io odiavo questo tipo di insegnamenti. Non capivo a cosa potessero servire quindi dopo aver imparato la lezioncina a memoria me la scordavo e passavo oltre. Solo leggendo questo genere di libri ho capito veramente cosa sia la storia e cosa rappresenti per ognuno di noi. Forse mi pento un pochino di non aver approfondito un tempo perché ora lo trovo davvero un argomento molto interessante e, spesso, quando mi trovo davanti dei libri che parlano di storia mi sento davvero molto ignorante in materia e me ne vergogno un po’. Ma attraverso questi romanzi imparo comunque qualcosa ed è anche questo il bello della lettura. Lo scrittore è spagnolo e quindi il romanzo parte da lì ma si dirama anche in Francia,in Germania, in Belgio ed in Svizzera perché alcuni personaggi si spostano in quei luoghi durante la narrazione.

Oltre agli eventi storici rilevanti ed alla guerra qui si parla principalmente di persone, di sentimenti e di vicende legate a loro. All’inizio sembrano tutti piccoli capitoli dedicati alle vicende di ognuno ma piano piano si capisce che la guerra li legherà insieme e deciderà in parte il loro destino. Senza questi bellissimi personaggi non mi sarei innamorata mai di questo romanzo, senza le loro azioni non sarei mai rimasta con il fiato sospeso dalla prima all’ultima pagina e adesso, prima di parlare della trama, voglio presentarvene alcuni…

‘’’I PERSONAGGI’’’

Blanca Alerces è forse uno dei personaggi principali. Il romanzo inizia proprio durante la preparazione del suo matrimonio. E’ figlia di marchesi e promessa sposa ad un uomo anch’esso altolocato ma proprio davanti all’altare lei rifiuta di sposarsi. E’ una ragazza molto indipendente per essere nell’alta società, ha dei principi che sfiorano quasi il femminismo quando ancora non se ne parlava in Spagna. E’ molto bella, bionda con dei profondi occhi azzurri ma è anche forte e sicura di sé, non le importa cosa possa pensare la gente di lei, lei continua ad agire secondo il suo pensiero sempre e comunque. Ma nonostante questo Blanca è alla ricerca dell’amore che sembra sfuggirle di mano ogni volta che lo trova.

Un altro personaggio molto importante è Manuel Campos o Manuel Lope (dopo che ha dovuto cambiare cognome per non essere arrestato dalla polizia). E’ un ragazzo molto chiuso e riservato a cui la vita non ha dato molto ma, nonostante questo, lui dedica la sua a combattere contro i ricchi e gli oppressori e cercando di aiutare i più poveri come meglio può. Ogni sabato mattina si reca nel quartiere più povero di Madrid per insegnare ai bambini che non hanno possibilità a leggere e scrivere, cerca di aiutare i ragazzini che hanno bisogno di mangiare con quello che può. Si definisce anarchico ma quando il Re gli propone di aiutare i prigionieri di guerra e le sue famiglie non si fa molti scrupoli a lavorare per lui. Ha un cuore d’oro ma è cresciuto con amici che non sono come lui e presto dovrà decidere da che parte stare.

Alvaro Giner merita di essere nominato per il suo cambiamento dopo che gli viene affidato la direzione dell’Ufficio Prigionieri di Guerra. Appartiene ad una famiglia benestante ed è amico intimo del Re da tantissimo tempo. Insieme vanno a caccia e fanno lunghe chiacchierate. E’ sempre stato un libertino con appartamenti dove vivevano le sue amanti ma le ha sempre trattate con il massimo rispetto e serietà. Persino il Re in persona cerca di incoraggiarlo a trovare una ragazza seria da sposare ma lui sembra non essere mai d’accordo. Il lavoro per la gente cambierà il suo modo di vedere le cose e piano piano anche quello di affrontare l’amore.

Un personaggio davvero molto particolare è Carmen, una bellissima donna gitana e ballerina di flamenco con un fascino particolare. E’ impossibile non notare il suo fisico e la sua sensualità infatti tutti gli uomini che la incontrano ne rimangono affascinati. E’ sposata con un pittore francese ma solamente con il rito gitano quindi per la legge nessuno sa che lo è e le cose si complicano quando il marito viene reclutato per la guerra. Lei aspetta un figlio da lui e lui parte senza nemmeno sapere se sarà maschio o femmina. Dopo un anno che non ha notizie del marito decide di andare nella capitale spagnola per chiedere all’ambasciata. Ma qui, appena arrivata, le rubano tutto quello che ha. E’ grazie ad un giovane che riesce a campare per un po’ di tempo lavando i vestiti delle persone più abbienti ma, quando suo figlio si ammala e ha bisogno di medicine e di cure a pagamento, lei decide di vendere il suo corpo non dimenticando mai però il suo marito al fronte.

Non si può non nominare almeno un soldato. E’ attraverso gli occhi di Jean Marie Huguet che vediamo come se la passano gli uomini arruolati. Disperazione, morte, distruzione, speranza e a volte anche egoismo pur di riuscire a salvare la propria vita. Lui è il pittore francese marito di Carmen, lui è quello che riesce a scampare varie volte alla morte, lui vede tutti quelli che compongono il suo plotone morire prima di lui, viene arrestato dai tedeschi, viene rinchiuso per parecchio tempo senza bere né mangiare. Sfiora ogni giorno la morte finchè un generale tedesco non vede la sua bravura nel disegnare e lo assegnano ad un gruppo di falsari. Almeno lì riesce a mangiare e a bere come si deve ma sa tutto dei tedeschi e sa che alla fine della guerra lui dovrà obbligatoriamente essere ucciso.

Gonzalo Fuentes è cresciuto in una famiglia benestante. Da giovane ha perso la madre ed il padre è un dispotico componente della polizia ma ha un buonissimo rapporto con la sorella Elisa migliore amica di Blanca. Attraverso lui conosciamo la vita degli omosessuali dell’epoca. Evitati e perseguitati se vengono scoperti, hanno una vita segreta, luoghi impensabili dove incontrarsi attraverso parole segrete che variano di giorno in giorno. Dopo essere stato picchiato brutalmente da un gruppo di guardie, ripudiato da suo padre che scopre il motivo della rissa e abbandonato anche dalla sorella che gli volta le spalle, decide di fare il giornalista e si rivelerà davvero molto bravo a fare il suo lavoro.

E poi ce ne sono davvero tantissimi altri tra cui non può mancare il Re Alfonso XIII di Borbone, un sovrano sotto tutti gli aspetti ma con un cuore molto grande. Non disdegna le donne anche se è sposato, ha una vasta cerchia di amici ma è da lui che parte l’idea di ricercare le persone scomparse durante la guerra per aiutare le famiglie disperate per i loro cari e dona le stanze del suo palazzo proprio per costruire gli uffici. Parla con tutti gli impiegati e si impegna in prima persona quando la ricerca diventa difficile o meglio impossibile. C’è Elisa Fuentes un tempo amica di Blanca ma innamorata dell’uomo che Blanca ha abbandonato all’altare. L’amore per lui la fa impazzire, dona il suo corpo, si lascia picchiare quando lui vuole, abortisce illegalmente rischiando la morte per un figlio che lui proprio non voleva riconoscere. E non mancano nemmeno le persone cattive tra cui il più importante è Carlos De la Era. E’ l’uomo abbandonato all’altare da Blanca che vuole vendicarsi a tutti i costi colpendo le persone a lei vicine, è l’uomo che uccide solo per il gusto di far del male agli altri. E ci sono tanti altri personaggi secondari ma non per questo meno importanti ognuno caratterizzato molto bene.

Forse adesso vi ho raccontato un po’ troppo e mi è davvero difficile fare anche un riassunto ben articolato della trama che, per questo, accennerò solamente altrimenti vi rovinerei la bellezza di tutto il romanzo…

‘’’LA TRAMA’’’

Ci troviamo nel 1914 proprio quando Gravilo Princip, un uomo gracile, piccoletto e malato di tisi non vede l’ora di mostrare al suo popolo che anche lui può essere utile anche se è stato molte volte rifiutato alla sua richiesta di entrare a far parte dell’esercito serbo. Il 28 Giugno 1914 decide di assassinare l’arciduca Francesco Ferdinando D’Asburgo e sua moglie Sophia quando altri suoi compagni avevano fallito a quel compito. E da qui parte la Grande Guerra.

La guerra inizia ad impegnare diverse nazioni ma il re di Spagna Alfonso XIII decide di rimanere neutrale a meno che gli Stati Uniti non decidano di intervenire e la sua decisione è categorica almeno per il momento anche se sa che la monarchia è destinata piano piano ad estinguersi.

Un giorno tra la posta riservata a lui riceve la lettera di una bambina. E’ molto dolce e scritta veramente bene ma racchiude una tristezza infinita. La piccola chiede proprio al Re se riesce a ritrovare suo fratello che, dopo essere stato arruolato, non ha dato più nessuna notizia alla famiglia ed a lei manca tantissimo. Il Re legge questa lettera assieme ad Alvaro Giner uno suo collaboratore ma anche un suo amico ed è davvero intenerito da questa richiesta così ha una splendida idea: creare un ufficio prigionieri che avrà il compito di smistare tutte le lettere di richiesta di aiuto e ricercare le informazioni sulle persone smarrite per aiutare le famiglie che le cercano invano.

Alvaro Giner sarà il direttore dell’ufficio ma il Re affiancherà come meglio potrà con il suo aiuto. Vengono adibiti due uffici nel terzo piano del palazzo reale per questo e chiamate alcune persone di fiducia per collaborare all’iniziativa. Gli spazi non sono accoglienti come il resto del palazzo reale ma devono essere solamente funzionali per un lavoro di ricerca che sembra tutt’altro che facile. Blanca una ragazza il cui padre è amico del Re e che ha voglia di lavorare nonostante le donne nobili del tempo disdegnino questo viene chiamata ufficialmente dal Re per aiutarli.

Man mano che la guerra prosegue con più vittime di quanto era previsto inizialmente, aumentano anche le richieste di aiuto e aumentano anche le persone assunte per svolgere questo lavoro duro ma che ogni tanto dà delle soddisfazioni incredibili. Tutti i collaboratori sono davvero in sintonia tra loro e non hanno doppi fini, il loro unico pensiero è riuscire a trovare le persone scomparse e dare delle risposte precise alle famiglie che li cercano ininterrottamente. Dopo un anno addirittura iniziano ad occuparsi dello scambio di prigionieri tra le varie nazioni in guerra e questo è un altro passo avanti per loro….

‘’’IL MIO PARERE’’’

Beh forse lo avrete già capito ma io ho adorato questo romanzo dalla prima all’ultima pagina. All’inizio credevo fosse una brutta imitazione dei romanzi di Ken Follett ma lo stile di Jorge Diaz mi ha conquistata piano piano. Non ci sono inutili descrizioni, non ci sono fronzoli e la narrazione scorre fluida nonostante sia un romanzo molto lungo. Anche se il linguaggio è molto distaccato Diaz riesce ad emozionare moltissimo e non nascondo che alla fine della lettura mi è pure scesa una lacrimuccia. In un unico romanzo vengono davvero trattati tantissimi temi. La guerra è la protagonista indiscussa di tutto ma si parla anche dell’emancipazione femminile perché fino ad allora la donna era considerata solamente per il suo aspetto fisico e per la sua capacità di concepire i figli, non certo per la sua intelligenza, si parla di omosessualità vista come qualcosa da nascondere e di come la vivono sia chi è omosessuale sia chi li vede diversi ma soprattutto dell’amore non solo tra uomo e donna ma anche per i figli e per la vita in generale.

Mi ha toccato il cuore in un modo incredibile… era davvero da tantissimo tempo che non leggevo un romanzo così bello, coinvolgente, che non mi ha annoiata nemmeno per un secondo. L’inizio non è stato dei più semplici perché vi era un susseguirsi di personaggi, di azioni, tutte molto distinte tra loro e non credevo che dopo cento pagine mi sarei così appassionata da leggerlo lentamente per paura che terminasse troppo in fretta. Non mi sono persa una virgola e credo che le vicende di tutti i personaggi rimarranno nella mia memoria per tanto, anzi tantissimo tempo.

Ho sempre avuto un debole per i romanzi storici ma questo scrittore di cui non avevo mai sentito parlare prima mi ha davvero catturata e mi dispiace che gli altri suoi romanzi non siano ancora stati tradotti e pubblicati in Italia in quanto sarei scappata immediatamente in libreria per acquistarli. In questo periodo se avete un po’ di ferie e la voglia di leggere una perla di libro non potete perdervelo assolutamente per questo mi sento di consigliarlo a tutti. Spero di avervi aiutati nella scelta della vostra prossima lettura. Un abbraccio Romina