NAKED HEAT (RICHARD CASTLE)

‘’’INIZIAMO…’’’

Buon mercoledì a tutti. Eccomi ancora qui per raccontarvi la mia ultima lettura. Scegliendo nella lunga lista di ebook che mi hanno donato i miei amici lettori questa volta avevo proprio voglia di leggere un libro giallo e sono rimasta stupita quando ho trovato un romanzo di Richard Castle. Oltre ad amare moltissimo i racconti misteriosi mi piacciono tanto anche alcune serie televisive che parlano di omicidi. Una a cui sono davvero affezionata è proprio Castle.

Ho iniziato a guardarlo per caso e quasi immediatamente mi sono affezionata subito ai personaggi un po’ sopra le righe che lo popolano. La detective bellissima che sembra fatta di ghiaccio ma piano piano si scioglie, i suoi due fidati collaboratori che sono anche un po’ comici nelle loro vicende ma anche nel modo in cui si comportano, lo scrittore che collabora con le forze dell’ordine per trarre spunto per i suoi romanzi e la sua strana famiglia. Insieme ai casi da risolvere scappa anche qualche sorriso e questo aiuta a ridurre la tensione e a rendere il telefilm più credibile.

Ma non credevo che Richard Castle fosse uno scrittore!!! Lo so a volte mi stupisco anch’io del mio modo di approcciarmi alle cose. Amo una serie televisiva ma non mi documento su di essa, amo un genere di libri ma non approfondisco mai le biografie degli scrittori, sono un po’ superficiale in tutto quello che faccio ma ogni tanto le sorprese rendono comunque la vita più piacevole e i saputelli non mi sono mai piaciuti.

Lasciando perdere le mie piccole considerazioni torniamo a Naked Heat. Il serial televisivo è un po’ diverso dal romanzo ovviamente ma ci sono alcune cose che me l’hanno fatto ricordare parecchio. Lo stile in cui è scritto è la prima in quanto mi sembrava davvero di rivedere un episodio della serie anche se i nomi dei protagonisti non sono gli stessi e se la professione dell’aiutante della polizia non è scrittore ma giornalista. Il ritmo è molto buono, la storia tra il giornalista e la poliziotta c’è ed anche i suoi due aiutanti non mancano. Viene accennata anche l’attrazione che c’è tra uno dei due ed il medico legale cosa che c’è anche nel Castle televisivo.

Ho iniziato quindi a leggerlo davvero con molto entusiasmo anche se, dopo un po’, ho trovato la narrazione un po’ troppo piena di dettagli e il ritmo un po’ rallentato ma sono arrivata alla fine comunque con la curiosità di sapere chi fosse il responsabile di tutto ugualmente. Un romanzo giallo ben architettato, con tanti personaggi da ricordare ma che alla fine non lascia niente di incompiuto. Adesso vi racconto un po’ di trama così da spiegarmi meglio…

‘’’RACCONTIAMO…’’’

Cassidy Towie è una giornalista di gossip molto temuta. La sua lingua velenosa ha colpito veramente parecchie star del mondo dello spettacolo e, quando il suo cadavere viene ritrovato nella sua casa, ci sono parecchi potenziali assassini con un valido movente. La bravissima detective della squadra omicidi di New York, Nikki Heat, e la sua squadra iniziano subito ad indagare. Al loro fianco come collaboratore esterno arriva il giornalista e premio Pulitzer Jameson Rook.

Tra Nikki e Jameson c’era stata una breve relazione che non era durata molto e Nikki non voleva assolutamente ritornare a lavorare con lui ma questa volta Rook era davvero interessato all’intera faccenda e aveva espressamente richiesto al sindaco di venire integrato nelle indagini. Rook stava proprio lavorando al fianco di Cassidy in quel periodo e, sebbene non la reputasse una bravissima persona, si stava anche affezionando al suo modo di fare e voleva sapere chi l’avesse assassinata ma soprattutto quale fosse il motivo. Cassidy non aveva rivelato nulla di uno scoop a Rook e lui non faceva che chiedersi il motivo. Sapeva che stava scrivendo un libro molto importante dove c’erano delle scottanti rivelazioni ma non credeva che fossero causa della sua morte.

La storia si complica ulteriormente quando il corpo della povera Cassidy viene rubato. Iniziano le ricerche e sempre più personaggi famosi sembrano collegati tra di loro e tutti hanno avuto a che fare con la giornalista deceduta. Ma perché ucciderla? E perché l’ultimo capitolo del libro che aveva scritto ma ancora non pubblicato è sparito e nessuno riesce a trovarlo?

‘’’IL MIO MODESTO PARERE…’’’

Sono stata contenta di leggere un libro che mi ha ricordato il telefilm che mi piace tanto ma che è anche tanto tempo che non guardo non solo nei personaggi ma anche nel modo leggero in cui è raccontato. Mi ha appassionato molto la storia anche se non è tra le più originali che abbia letto per il modo semplice in cui è raccontata ma ad un certo punto mi sono un po’ persa e sono dovuta tornare indietro per non rischiare di non capire più nulla.

Tutto è collegato ma leggendolo un po’ ogni tanto, nei momenti liberi dal lavoro, quando mi butto sul divano e voglio solo rilassarmi, tutti quei nomi mi hanno un po’ confusa in più i poliziotti usano anche dei nomignoli e dei soprannomi per identificare alcune vittime quindi la cosa diventa ancora più complicata. Verso la metà del romanzo mi sono dovuta fermare e cercare di capire il più possibile per non perdermi nel resto della narrazione e per non dover essere delusa nel finale. Forse i personaggi sono davvero tanti e tutti collegati in un modo o nell’altro tra di loro e questo mi ha confusa un pochino.

Ma quando sono arrivata alla fine tutti i pezzi del puzzle magicamente si sono ricomposti ed il finale è stata anche una sorpresa inaspettata. Quindi non lo posso considerare un libro brutto o da non leggere ma nemmeno un romanzo imperdibile. Mi piacciono i romanzi dove i protagonisti hanno anche una vita privata, mi piacciono (e qui si vede che sono comunque una donna) le storie d’amore tra un assassinio ed un altro e qui mi ci sono trovata veramente bene anche perché la storia tra Nikki e Rook non è finita veramente come vogliono farci credere!!

E’ stato un bel passatempo ma niente di più di questo. Un “thriller” adatto a tutti perché non ci sono scene raccapriccianti anzi a volte si cade anche nel grottesco e nel ridicolo ma Castle è anche questo soprattutto nel telefilm. Consigliarlo? Certo visto che le vacanze si stanno avvicinando è una lettura non troppo impegnativa comunque completa in ogni suo punto. Ma non fate come me segnatevi i nomi dei personaggi altrimenti potrebbe scapparvi qualcosa di importante…

Spero di avervi aiutati nella scelta della vostra prossima lettura. Un abbraccio Romina

PARIGI E’ SEMPRE UNA BUONA IDEA (NICOLAS BURREAU)

‘’’INIZIAMO’’’

Buon giovedì a tutti. Anche oggi, come al solito, sono qui per raccontarvi la mia ultima lettura. Questo romanzo l’ho acquistato mediante la rivista del Club degli Editori a cui sono associata praticamente da quando ero adolescente e a cui non manco di fare un ordine ogni volta che arriva a casa mia per posta. Certo potrei benissimo anticipare il tutto visto che mi arriva anche prima una mail con il catalogo digitale ma io sono ancora legatissima alla carta e, quando sfoglio la rivista, mi sembra di entrare in una piccola libreria dove posso acquistare quello che voglio senza che la commessa mi guardi o commenti le mie scelte.

Però anche questa volta non conoscevo nulla di PARIGI E’ SEMPRE UNA BUONA IDEA. Non so il motivo principale di questa scelta ma uno dei miei desideri più grandi sarebbe visitare proprio Parigi. Siccome ho il terrore di andare in aereo so che questo mio sogno sarà difficile da realizzare e così, ogni volta che vedo il nome di questa città su un romanzo, lo acquisto. Ovviamente sapevo che si trattava di un romanzo romantico e l’ho scelto anche per questo. Parecchie volte mi piace intervallare la lettura dei miei amatissimi thriller con qualcosa di più leggero e poi sono una grande sognatrice e ogni tanto qualcosa di sentimentale ci sta veramente bene. Avevo davvero veramente voglia di lasciare andare la fantasia, innamorarmi di una storia scritta bene ma non banale ed alla fine con questo romanzo è successo.

Già quando ho iniziato le prime pagine sapevo che mi sarebbe piaciuto. Lo stile dello scrittore mi aveva colpito molto positivamente. Se una persona legge molto capisce immediatamente se il libro che ha appena aperto possa essere nelle sue corde o meno. A parte la trama a me non piacciono gli scrittori troppo complicati, quelli che si dilungano in descrizioni infinite e quelli che usano termini troppo forbiti per far capire un concetto. La lettura per me deve essere uno svago, un modo di evadere dalla quotidianità spesso difficile e se è complicata anche quella allora passo volentieri a qualcosa d’altro.

Così mi sono innamorata di questo racconto. Certo trattandosi di un romanzo rosa il lieto fine era obbligatorio ed anche la storia un po’ troppo prevedibile ma la scrittura di Nicolas Barreau e la simpatia dei personaggi mi ha aiutata a far trascorrere una settimana davvero difficile. Dopo essere arrivata a metà non vedevo l’ora di sapere come sarebbe andato a finire e le ultime cento pagine le ho lette ieri pomeriggio tra il giardinaggio e la preparazione della cena. Sembravo una pazza a girare per casa con il libro in mano ma la curiosità che tutto si sarebbe sistemato secondo i miei desideri era troppo grande. Adesso che l’ho terminato credo che i protagonisti mi mancheranno molto anche perché sono davvero singolari. Ora vi accenno un po’ di trama così da invogliare anche voi a leggere PARIGI E’ SEMPRE UNA BUONA IDEA….

‘’’LA TRAMA’’’

Rosalie Laurent ha trent’anni ed è una bellissima ragazza anche se non le piace molto apparire. Era intelligente ma anche molto ostinata, sapeva quello che voleva ed era capace di restare in silenzio anche per parecchie ore cosa che sconcertava moltissimo sua madre. Non era una persona elegante, la sua risata era troppo forte ma chiunque la conoscesse diceva che era una ventata d’aria fresca. Purtroppo il padre di Rosalie l’ha abbandonata molto presto e poco dopo la sua morte, la ragazza ormai diciottenne ha deciso di rivelare alla madre cosa voleva fare da grande. Voleva continuare gli studi, voleva diventare una pittrice e studiare arte. Per poco la madre non sviene dalla disperazione. Per sua figlia voleva un futuro concreto e questo non era un lavoro che potesse darle un regolare stipendio con cui vivere.

Però, dopo qualche semestre di grafica e design, un giorno mentre camminava in rue du Dragon, Rosalie si innamora di un piccolo negozietto. Era in un punto molto bello, attorniato da boutique, caffè, ristoranti, un albergo, una boulangerie ed anche il suo negozio di scarpe preferito e sulla porta c’era il cartello ‘’Affittasi’’. Prima era un negozio d’antiquariato e la proprietaria l’aveva lasciato per ragioni di età ma a Rosalie non importava. Quello che l’aveva colpita era la cornice di legno azzurra che circondava l’unica vetrina, la campanella ormai fuori moda appesa sopra alla porta ed il pavimento bianco e nero. Rosalie doveva affittare quel negozio e renderlo suo. L’affitto non era bassissimo ma sopra al negozio c’era anche una stanzetta che si poteva considerare un micro appartamento in cui Rosalie avrebbe potuto abitare.

Così dal nulla Rosalie apre la sua papeterie: un negozio pieno di carta da lettere, carta da regalo, penne, cartoline, fermacarte e biglietti di auguri per occasioni speciali e lo chiama Luna Luna. Sotto all’insegna però c’era scritto qualcosa d’altro: I biglietti dei desideri di Rosalie. Essendo davvero molto brava a disegnare Rosalie diventa famosa per i biglietti di auguri personalizzati per qualsiasi occasione dipinti a mano proprio da lei stessa. Tutte le sere quando chiudeva il negozio si recava nel suo piccolo appartamento e dipingeva fino a notte fonda.

Rosalie è fidanzata con Rene un buonissimo ragazzo che fa il personal trainer. Non potrebbero essere le persone più diverse su questa terra ma sembrano andare abbastanza d’accordo. Lui è salutista, lei adora le brioche, lui beve solo frullati mentre a Rosalie piace il cafè creme, adora bere un bicchiere di vino rosso ogni sera dopo la chiusura del suo negozio e qualche volta fumare anche una sigaretta. Ma sono tre anni che stanno insieme e il loro rapporto sembra piuttosto solido. Non è il tipo romantico che piace a lei, non l’ha mai invitata in cima alla Tour Eiffel in quel meraviglioso ristorante che lei adora per una cenetta ma c’è quando ha bisogno di lui.

Rosalie adora i rituali per lei sono le uniche cose che aiutano a fare ordine nel caos della vita ed è per questo che ogni anno il giorno del suo compleanno fa sempre la stessa cosa: sale a piedi i 704 scalini della Tour Eiffel fino al secondo piano e poi si affaccia alla balaustra e lancia in aria un biglietto su cui ha scritto un desiderio che vorrebbe realizzare. Ma fino ad ora nessuno di questi si è mai avverato. Però le cose cambiano ed anche in modo veloce. Un giorno un anziano signore inizia a bussare con il suo bastone sulla porta di Luna Luna ancora chiuso. Rosalie apre e lui goffamente inciampa sul suo cane buttando per aria gran parte del negozio. Questo strano personaggio è Max Marchais un famoso scrittore di favole per bambini e chiede a Rosalie di illustrare il suo nuovo libro che sarebbe anche stato l’ultimo visto che l’uomo si sentiva vecchio e senza più nulla da raccontare.

Rosalie non può credere che tutto questo possa essere vero e che quel burbero individuo invece sia una persona così piacevole con cui conversare ma il loro libro La tigre azzurra riesce ad ottenere premi e riconoscimenti e Rosalie la mette nella vetrina del suo negozio proprio al posto d’onore…

In un giorno qualsiasi un affascinante uomo americano entra nel negozio di Rosalie e, anche lui, inciampa nella cuccia del cane e riesce a rovesciare parecchi scaffali. Rosalie in un primo momento è comunque affascinata da questo tizio un po’ sopra le righe che parla così bene il francese ma subito dopo si infuria moltissimo. L’uomo prende in mano il libro La tigre azzurra con sufficienza, inizia a sfogliarlo prima e poi a leggerlo e sembra imprecare. Dice che lei e lo scrittore hanno fatto un plagio che quella storia è solamente di sua proprietà e che nessuno aveva il diritto di pubblicarla…

‘’’IL MIO PARERE’’’

Avrei continuato a scrivere la trama fino ad arrivare alla fine della storia tanto mi è piaciuta ma, anche se mi sono dilungata un po’ troppo, questa è solo una piccola parte di tutto il romanzo. Ho cercato di riassumere le parti importanti senza svelare troppo ma mi piacerebbe che tutte le persone un po’ romantiche come me potessero leggerlo. E’ una botta di allegria e di buone speranze che nella vita di tutti giorni non fanno mai male. Quando ho terminato la lettura ero sia felice che triste: felice perché avevo letto qualcosa che, oltre ad essermi piaciuto moltissimo, mi ha riempito il cuore e triste perché mi ero davvero affezionata ai personaggi anche se li conosciuti per poco.

Non è un romanzo molto lungo un po’ più di 260 pagine e si legge in modo molto scorrevole quindi se qualcuno ha un pomeriggio libero potrebbe iniziarlo e finirlo tranquillamente. A tutte le lettrici lo consiglio come lettura da spiaggia mentre vi abbronzate sotto il sole e magari mentre state ammirando un bel ragazzo nel lettino accanto. A parte gli scherzi io mi sono innamorata di questa storia un po’ buffa, un po’ romantica ma comunque piena di buoni sentimenti e adesso aspetto i commenti di chi lo ha letto per vedere se ha provato le mie stesse emozioni.

Spero di avervi aiutati nella scelta della vostra prossima lettura…un abbraccio Romina

PERDERSI (LISA GENOVA)

‘’’PREMESSA’’’

Buona domenica a tutti, anche oggi sono qui come al solito per raccontarvi la mia ultima lettura. Ormai è diventato quasi un rituale alternare libri cartacei ad ebook e questa volta è toccato proprio ad un romanzo scaricato per il mio Kobo. Anche questa volta però non l’ho acquistato ma mi è arrivato insieme a tanti altri grazie ad alcuni amici con cui faccio uno scambio di letture. Dopo un thriller abbastanza angosciante avevo voglia di qualcosa di più leggero e così mi sono lasciata trascinare dalla copertina di questo romanzo dove c’è una bellissima farfalla e dal titolo.

Appena prima di aprirlo credevo proprio che si trattasse di un libro d’amore, qualcosa riguardo l’abbandono e sembrava proprio adatto al mio umore di questa settimana. Ma arrivata circa alla trentesima pagina mi sono accorta immediatamente che non era un romanzo che parlava di innamorati ma di una malattia. Avevo già letto un altro libro di Lisa Genova che parlava di questo argomento ma non immaginavo che questa scrittrice scrivesse solo di queste cose. Magari la prossima volta cercherò di informarmi un po’ prima di iniziare un romanzo.

Non voglio essere fraintesa la scrittrice è veramente brava ad entrare nell’anima di chi soffre, crea una specie di empatia che è difficile quando si raccontano cose reali che fanno male, è mia la colpa perché non apprezzo questo genere di romanzi. Quando leggo mi piace lasciare i problemi da un’altra parte, per me è a questo che serve la lettura: evadere e non pensare a nulla. E’ difficile da fare però se l’argomento trattato in un romanzo riguarda un male che ancora nessuno è riuscito a curare: l’Alzheimer, un morbo che colpisce e non si sa quale sia la ragione, un mostro che ti cancella la memoria e non te la ridà più.

E’ stato ancora più difficile per me perché la nonna di mio marito ne ha sofferto per molto tempo. E noi abbiamo visto una donna forte, sempre sorridente, piena di vita nonostante avesse avuto terribili prove nella sua esistenza, spegnersi piano piano, abbandonare tutto e tutti e chiudersi nel suo silenzio. Mi ricordo ancora il suo sguardo quando capiva che le stava succedendo qualcosa e cercava di mascherarlo, di non pensarci, mi ricordo i suoi sorrisi sempre più rari e dosati, mi ricordo quando vedevo che cercava di dire qualcosa ma la sua mente non era collegata con la bocca e le parole non le uscivano.

E’ una lettura che lascia il segno sia per chi ha avuto qualcuno affetto da questo morbo ma anche per tutti gli altri in quanto è davvero piena di sentimenti e di amore e fa riflettere davvero tanto sul significato della vita. Spesso ci crediamo immortali, spesso agiamo senza apprezzare quello che ci circonda mentre la nostra vita scorre e non possiamo sapere cosa ci succederà domani… Adesso però vi racconto la trama così da spiegarvi meglio quello che ho provato…

‘’’DI COSA TRATTA’’’

Dopo tanti anni di duri sacrifici Alice si può ritenere davvero soddisfatta. Ha cinquant’anni ma il suo corpo sembra molto più giovane, le piace andare a correre e si mantiene in forma. Insegna psicologia all’università di Harvard, è stimatissima da tutti i suoi colleghi ed i suoi studenti la adorano. Viaggia spesso per tutti gli Stati Uniti per partecipare a importanti conferenze nelle più prestigiose università e lei adora parlare in pubblico, sembra nata per questo.

Ma la sua realizzazione non riguarda solo la professione. E’ felicemente sposata con John che ha conosciuto durante i suoi anni all’università, lavorano nello stesso luogo sebbene facciano due professioni diverse: John è un esperto di chimica ed è anche lui molto apprezzato. Insieme hanno avuto tre figli che ormai sono adulti: Anna, Tom e Lidya e che stanno improntando le loro vite per il futuro. Anna sta cercando di avere un figlio e sta pensando a come conciliare il suo lavoro con la vita di mamma, Tom sta facendo praticantato medico e Lidya la più giovane è l’unica un po’ più ribelle: il suo sogno è quello di diventare una famosa attrice e intanto si paga i corsi di recitazione facendo la cameriera.

Tutto nella vita di Alice sembra essere perfetto ma, durante una conferenza, mentre sta tenendo un discorso che aveva provato mille volte, perde una parola. Sa di che parola si tratti ma sembra che si sia cancellata dalla sua memoria. Poi inizia ogni tanto a dimenticare qualcosa. Per Alice che ha sempre avuto una mente lucidissima e una memoria invidiabile e ha basato il suo lavoro su quello è una cosa molto strana ma sta attraversando il periodo della menopausa e quindi unisce quello allo stress che da un po’ la perseguita per spiegare questi strani eventi. Ma un giorno, mentre sta facendo il solito percorso della sua corsa, si perde e non riesce a capire dove sia la sua casa.

Fortunatamente passa subito ma Alice pensa che sia ora di farsi visitare. Dopo molte analisi e ricerche le diagnosticano il morbo di Alzheimer precoce. All’inizio non vuole assolutamente dire nulla a suo marito e alla sua famiglia e inizia ad appuntarsi tutto per non dimenticare nessun impegno. Ma sembra che giorno dopo giorno, la sua memoria la stia abbandonando e quindi ne parla in famiglia. Ha paura che, essendo una malattia ereditaria, un giorno possa succedere la stessa cosa ai suoi figli. Per loro è davvero dura apprendere la notizia: Alice era la roccia dove tutti potevano appoggiarsi ed ora era lei ad aver bisogno di un sostegno…

‘’’IL MIO PARERE’’’

Ho terminato il romanzo nel più breve tempo possibile. Soffrivo mentre lo leggevo e quindi volevo finirlo in fretta ma allo stesso tempo ero curiosa di sapere come sarebbe andato a finire. Per me è stata davvero dura questa lettura ma ho imparato anche tante cose e ho capito che questa scrittrice è veramente bravissima a descrivere queste situazioni di disagio. Lisa Genova ha una capacità di coinvolgere chi la legge quasi unica. Con il passare delle pagine mi sembrava di avere la protagonista a casa con me, mi sarebbe piaciuto aiutarla, mi sono anche commossa più di una volta.

Fortunatamente il finale non è strappalacrime altrimenti non sarei nemmeno riuscita a scrivere la mia opinione. Ed è tutta la mattina che penso se avrei dovuto raccontarvi questo romanzo o meno perché mi ha sconvolta molto ed è difficile esternare con le parole quello che ho provato. Nonostante questo cercherò di stare alla larga da romanzi che trattano il tema della malattia, io metto sempre la testa sotto la sabbia, io non amo affrontare di petto i problemi e PERDERSI mi ha veramente destabilizzata per un po’.

Consigliarlo? Io non lo rileggerei mai ma nemmeno me lo dimenticherò ma non sono sicura di consigliarne la lettura. Questo genere di libri è molto soggettivo e lascio a voi la scelta. Non credo che faccia bene a chi ha qualcuno che soffre di questo brutto morbo, sì insegna che l’amore può comunque essere percepito anche da chi è allo stadio finale, ma riflettere su quello che prova una persona malata è davvero difficile almeno per me.

Spero di avervi aiutati nella scelta della vostra prossima lettura. Un abbraccio Romina

GLI OCCHI NERI DI SUSAN (JULIA HEABERLIN)

‘’’INIZIAMO’’’

Buon mercoledì a tutti. Anche oggi come al solito sono qui per raccontarvi il libro che ho finito di leggere ieri durante la mia piccola pausa pranzo al lavoro. Solitamente quando torno a casa la prima cosa che faccio è scrivere la mia opinione in merito ma ieri sera ero troppo stanca per qualsiasi cosa quindi ho rimandato ad oggi i miei pensieri. Questo romanzo è stato un mio acquisto e la prima cosa che mi ha colpita è stata la copertina: una ragazza sommersa da un mare di margherite gialle. Adorando i fiori in genere mi sono lasciata prendere dall’acquisto e visto anche il prezzo (in formato tascabile €5,90) non mi sono soffermata molto sulla trama, l’ho preso e l’ho portato alla cassa.

Quando ho iniziato a leggere il retro di copertina ho capito subito che era un thriller e quindi la mia gioia era ancora più grande. Appena l’ho aperto però ho notato una cosa che non mi piace molto: i caratteri con cui è scritto sono davvero piccoli. Non ho problemi di vista ma se leggo qualcosa di troppo piccolo dopo poche pagine mi viene mal di testa e non riesco più a concentrarmi bene. Beh ero troppo curiosa così mi sono detta: leggerò poche pagine alla volta così non mi stanco e l’ho iniziato.

Il romanzo è composto da capitoli alterni: la protagonista vent’anni prima e la protagonista adesso. Mi piacciono molto questo genere di racconti dove è ben specificato l’arco temporale al quale si fa riferimento e il mio entusiasmo cresceva sempre di più. Infatti le prime trenta pagine sono volate. Ho persino detto a mio marito che avevo fatto proprio una bella scelta questa volta. Ma piano piano, la mia grande felicità di leggere qualcosa di davvero interessante è andata scemando. Più passavano i capitoli e più mi accorgevo che mi stavo annoiando. L’incipit iniziale è davvero bellissimo, un thriller davvero diverso dai soliti dove c’è un detective che indaga, un romanzo basato sulla vita della protagonista che da bambina ha subito un trauma che poche persone avrebbero sopportato e sul condannato a morte per questo misfatto che, a distanza di tanto tempo, forse non è il colpevole. Ma ci sono davvero troppe ripetizioni, troppe cose ossessivo che rendono la lettura molto lenta e a volte difficoltosa.

Adesso però vi accenno un po’ di cosa parla altrimenti tutte queste spiegazioni non servirebbero a nulla.

‘’’LA TRAMA’’’

Tessa Cartwright è una sedicenne come tante altre. Da piccola ha perso la madre ma suo padre la tratta come se fosse una regina. Adora lo sport e adora vincere, è bravissima a disegnare ed ha una fantasia infinita quasi da invidiare per tutte le altre sue coetanee. La sua migliore amica si chiama Lydia. E’ una ragazza molto sopra le righe, una ribelle, una tipa tosta che però non sta simpatica a molta gente ma Tessa la adora. Non saprebbe come fare a vivere senza di lei. Insieme leggono poesie, si scambiano messaggi segreti scritti con il limone e sistemati in posti dove nessuno può trovarli, la loro confidenza è davvero una cosa rara a quell’età ed entrambe ne vanno molto fiere.

Mentre ritornava a casa da un allenamento Tessa viene misteriosamente rapita. Non si ricorda nulla di cosa le sia successo, ha qualche flash ogni tanto ma sembra che dal suo cervello questo evento sia stato cancellato dopo che è successo. La ritrovano in un campo del Texas sepolta da un mucchio di ossa appartenenti ad altre ragazze che avevano fatto la sua stessa fine. Questo spietato assassino abbandona le sue vittime in una fossa comune su cui crescono delle margherite gialle chiamate Black eyed Susan.

Tessa è l’unica sopravvissuta perché ha un problema al cuore. Ha i battiti rallentati e il serial killer non si è accorto che fosse ancora in vita quando l’ha abbandonata assieme alle altre. Dopo questa esperienza Tessa per un po’ perde la vista, le viene fatto un intervento al cuore e le cicatrici le rimarranno per tutta la vita e viene mandata in cura da uno psicologo. Lei detesta tutto questo ma deve essere pronta a testimoniare al processo e ad incastrare quel feroce assassino. Infatti, grazie alla sua testimonianza, il presunto colpevole viene rinchiuso nel braccio della morte in attesa di essere giustiziato.

A quasi vent’anni da tutto questo Tessa è diventata una bravissima e super pagata artista ed una mamma single di una ragazzina di sedici anni che è indomabile quanto lei alla sua età. Una mattina di febbraio però nota una cosa davvero strana davanti alla finestra della sua camera da letto. Un mazzolino di margherite gialle che sembrano proprio piantate di recente e che sono le stesse Black eyed Susan. Il suo cervello sembra impazzire: non ha mai dimenticato quei brutti momenti che sono seguiti al suo ritrovamento ed è sconvolta perché se il colpevole è ancora in carcere in attesa della pena di morte chi può aver lasciato proprio quegli stessi fiori? Si domanda se sia veramente lui il colpevole o se abbia fatto condannare un innocente che è rimasto intrappolato tra le pareti della prigione per quasi vent’anni.

Viene contattata dall’avvocato che vuole chiedere l’ultimo appello per liberare quell’uomo e non farlo morire perché lui lo ritiene innocente e quindi Tessa dovrà lottare per riuscire a scavare nei suoi ricordi e cercare di far uscire le immagini che sono state nascoste nella sua mente per così tanto tempo…

‘’’IL MIO PARERE’’’

Il mio riassunto forse è molto più coinvolgente del romanzo stesso. Come ho detto prima la trama è davvero originale e mi aveva colpita davvero positivamente almeno all’inizio. Ma piano piano la noia ha preso il sopravvento. Un thriller come questo deve mantenere nel lettore una certa tensione dall’inizio alla fine, e non solo nelle prime cento pagine e poi fermarsi in uno stallo di altre cento cinquanta.

La cosa buona è che il finale è veramente un colpo. Mai mi sarei aspettata una cosa del genere e le ultime 50 pagine mi hanno convinta moltissimo. E’ la parte centrale del romanzo che poteva essere evitata o riassunta in meno capitoli. Mentre in altri romanzi sono entrata in empatia con i personaggi, nonostante Tessa subisca davvero dei danni sia fisici che mentali, non sono riuscita a trovarla simpatica. Forse la scrittrice è stata troppo distaccata nel descrivere i personaggi e le loro relazioni tra di loro. Tutto accade ma ci sono pochi sentimenti che legano tutto il racconto, poco pathos come invece dovrebbe esserci.

Consigliarlo? Questa volta lascio a voi la scelta perché io sono davvero indecisa… di sicuro non lo rileggerei ma lo scoop finale mi ha lasciata davvero senza parole. Spero di avervi aiutati nella scelta della vostra prossima lettura. Un abbraccio Romina

TORTA AL CARAMELLO IN PARADISO (FANNIE FLAGG)

PREMESSA

Buon giovedì a tutti. Anche oggi come al solito sono qui per raccontarvi la mia ultima lettura. Come forse avrete capito dalle mie recensioni alterno un libro acquistato e scelto da me con un ebook che mi hanno donato i miei amici lettori e che fanno parte di uno scambio molto assiduo: quasi tutti i mesi mi arrivano decine di ebook che io devo solo scegliere se leggere o meno. Come ho già detto mi passano un po’ di tutto, o meglio quello che a loro piace o che trovano gratuitamente nel web, ma io non mi faccio molti problemi, accetto quello che mi arriva, inizio le prime pagine e, se mi piace, continuo altrimenti lo cestino. Certo a volte le prime pagine non significano nulla, magari a volte proseguendo la lettura qualcosa di buono potrei trovarlo, ma se non mi piace il modo in cui è scritto non c’è nulla da fare, lo salto semplicemente.

E così mi sono ritrovata tra le mani TORTA AL CARAMELLO IN PARADISO. Il titolo mi piaceva molto ma non sapevo proprio cosa aspettarmi. Prima di iniziarlo pensavo fosse un romanzo rosa, qualcosa di sentimentale nulla a che vedere con i miei amati thriller ma non mi sono fatta molti problemi così ho cliccato la prima pagina. Se devo essere sincera all’inizio ho fatto un po’ fatica ad entrare nel modo di narrare della scrittrice. Mi sembrava tutto molto frettoloso, un insieme di parole alcune volte senza senso, insomma è stato difficoltoso entrare nella narrazione ma quando ho iniziato a capirci qualcosa non ho più smesso di leggerlo e le ultime cento pagine le ho divorate alzandomi molto prima di andare al lavoro perché ero curiosissima di sapere come sarebbe andato a finire.

E’ un romanzo dove i personaggi, anche se a volte descritti in modo surreale, sono i veri protagonisti. C’è davvero pochissima azione ma le relazioni tra di loro sono così simpatiche e profonde che animano il libro più di qualsiasi avventura. E così mi sono ritrovata in Elmwood Spring un piccolo paesino dove chiunque vorrebbe abitare a conoscere una signora molto anziana di nome Elner che sfido chiunque a non volere come nonna. E mi è pure piaciuto!! O i miei gusti stanno cambiando con l’età o Fannie Flagg è riuscita ad intenerire il mio cuore duro da lettrice di thriller. Navigando nel web ho visto che questa scrittrice ha scritto molte altre cose e sono sicurissima di voler leggerle tutte anzi non vedo l’ora di entrare in una libreria e scegliere qualcosa di suo.

Beh penso di avervi incuriositi abbastanza quindi adesso vi racconto un po’ di trama…

DI COSA TRATTA

Elner Shimfissle è una ultraottantenne. Sembra stano ma nemmeno lei sa quanti anni ha effettivamente. Le sue sorelle hanno sotterrato una Bibbia con tutte le loro date di nascita tanto tempo fa e lei non è mai riuscita a trovarla. E’ vedova da tantissimo tempo, il suo povero marito Will l’ha lasciata presto, beh in effetti non avrebbe mai creduto che qualcuno avesse potuto sposarla visto il suo aspetto non proprio femminile e la sua stazza enorme ma è successo anche questo nella sua vita. Ora abita da sola in una grande casa ma è attorniata da tantissime persone che le vogliono davvero tanto bene. Tutti i personaggi che incontriamo nel romanzo hanno qualcosa per cui essere riconoscenti a Elner. Elner ha una parola buona per tutti, un consiglio, un regalo inaspettato, ha tantissimi hobby, le piace ascoltare la radio e partecipare ai quiz più strani, adora tutte le specie di animali che accudisce come può e non fa mai loro alcun male, ama sedersi fuori al tramonto con i suoi amici e vedere calare il sole e la sua specialità è preparare una buonissima marmellata di fichi.

Proprio mentre sta raccogliendo i fichi dal suo albero viene punta da uno sciame di vespe e cade dall’altissima scala. I vicini se ne accorgono quasi subito e la accompagnano in ospedale ancora priva di sensi. Nonostante Elner sia abituata a qualche incidente domestico vista la sua età questa volta il fatto è molto grave ed i medici, dopo aver provato a rianimarla senza risultati, la dichiarano morta. Appena si sparge la voce l’intero paese di Elmwood Springs si riempie di una tristezza infinita. Nessuno parla d’altro, persino la radio che Elner ascoltava dà il triste annuncio. I parenti iniziano ad avvisare quelli che abitano lontano e iniziano ad arrivare, la camera della povera Elner si riempie di fiori e di lacrime perché lei era davvero una persona speciale.

Mentre tutti piangono il decesso Elner effettivamente non si accorge di essere morta. Dopo la caduta si ritrova stesa su una barella e si sente davvero bene ma non riesce a capire perché anche se cerca qualcuno e se chiama gli infermieri nessuno sembra sentirla. Si alza, esce dalla porta ed arriva ad un ascensore, vi sale e, dopo un viaggio un po’ particolare, si ritrova in Paradiso. Ci mette un po’ di tempo a capire effettivamente dov’è ma quando le compaiono persone care che non avrebbe mai creduto di poter incontrare ancora, si rende conto di non essere più sulla Terra. Nonostante questo la sua allegria non la abbandona anzi ha una grande opportunità: domandare tutto ciò che ha sempre voluto sapere sulla vita e per la prima volta avere anche delle risposte esaurienti.

Ma la sua ora non è ancora venuta e ad un tratto Elner ritorna nel mondo dei vivi…

IL MIO PARERE

Non ero abituata a libri del genere e non credevo nemmeno mi potessero piacere e invece ho apprezzato davvero questo romanzo. Non sto parlando di un libro impegnato o di alta letteratura ma di qualcosa che mi ha lasciato davvero tanto senza essere né complicato e nemmeno noioso. E’ una storia semplice che rimane nel cuore soprattutto grazie a questa nonnina che non si dimentica facilmente. Magari ne avessi avuta una anch’io così… Ho riso, mi sono commossa, a volte ho pensato che alcuni personaggi fossero davvero molto fuori dal comune ma poi, ripensandoci credo che ognuno abbia le proprie manie, magari la scrittrice le esalta un po’ troppo per farle capire meglio.

I personaggi sono semplici, come semplice è il romanzo ma fa riflettere davvero molto sul senso della vita, sulle cose che facciamo per gli altri, e su cosa ci aspettiamo noi dalla nostra esistenza. Alla fine del romanzo in più ci sono le ricette di cucina nominate nel libro come il Pane di mais della signora Mc Williams, il formaggio al peperone di Norma e ovviamente la ricetta della Torta al caramello paradisiaca che Elner ha mangiato in Paradiso e che io cercherò di fare al più presto.

Consigliarne la lettura? Sicuramente sì magari visto che l’estate si sta avvicinando ed il libro non è troppo impegnativo lo consiglio come passatempo in spiaggia ma attenti che se vi scappa una lacrimuccia come è successo a me qualcuno potrebbe vedervi!!!!

Spero di avervi aiutati nella scelta della vostra prossima lettura. Un abbraccio Romina

LA MINACCIA (ANNE HOLT)

 

‘’’L’ACQUISTO…’’’

Buon giovedì a tutti, anche oggi sono qui per raccontarvi l’ultimo libro che ho appena finito di leggere. Come vi ho già detto sono abbonata al Club degli Editori da quando ero poco più di una bambina. Ho iniziato ad acquistare da loro che ancora c’erano le lire perché mi ero lasciata incantare dall’offerta di comperare ben cinque libri per sole cinque mila lire. Poi, ovviamente, c’era la “fregatura” scritta in piccolo piccolo che avrei dovuto acquistare almeno quattro libri all’anno per due anni. Da ragazzina non ero una lettrice accanita come sono oggi ma la lettura mi è sempre piaciuta moltissimo e così ho ottemperato al mio dovere e da lì non ho più smesso. A volte aspetto con ansia l’uscita della rivista da sfogliare per scegliere che libro acquistare senza spostarmi dal divano o fare chilometri visto che nel mio paesino le librerie con il trascorrere del tempo sono state chiuse tutte. Ci sono mesi in cui acquisterei qualsiasi cosa il Club propone mentre altri mi trovo davanti libri che non ho mai sentito nominare prima e quindi mi affido al caso.

LA MINACCIA è stata scelta proprio a caso. Mi piaceva molto la copertina con i colori sfumati dove c’era solamente un albero spoglio con alcuni uccelli appoggiati sui rami, mi sembrava quasi la locandina di un film dell’orrore e mi sono lasciata andare all’acquisto. Quando è arrivato il pacco l’ho aperto e ho letto la trama. Da quello che si legge dietro la copertina parlava di un attacco terroristico. Ho subito arricciato il naso…questo genere di romanzi non mi ha mai interessato più di tanto. Non sono mai stata interessata alla politica né italiana figuriamoci estera, non seguo i telegiornali a meno che non parlino del mio lavoro di impiegata di Patronato e quindi di pensioni e cose simili. A volte mi vergogno anche di dirle queste cose ma sono fatta così e mi piaccio anche per questo.

Quindi questo romanzo è rimasto per un bel po’ di tempo nella mia grandissima pila di libri ancora da leggere e, ogni volta che lo prendevo in mano, lo rimettevo al suo posto. La pila cresceva notevolmente e non sapevo più dove mettere altri libri così ho deciso di stoppare per un po’ gli acquisti e di leggere quello che avevo acquistato. E così mi è toccato iniziarlo. Ho speso dei soldi per questo romanzo e quindi non potevo lasciarlo incompiuto o fare finta di niente. Appena l’ho iniziato ho capito subito che il modo di narrare di Anne Holt non era per niente male così sono andata avanti cercando di apprezzare anche la storia. Sì gli attentati ci sono ma il romanzo è basato moltissimo sui personaggi che lo popolano e, ad essere sincera, mi sono subito incuriosita perché sono tutti abbastanza particolari. Sì ci sono le bombe, sì si parla di razzismo e di conflitto culturale tra Oriente e Occidente ma sono davvero queste persone strane ad aver attirato la mia attenzione.

Arrivata a metà romanzo mi sono accorta che non volevo sapere chi fosse il responsabile degli attentati ma mi piaceva vedere come questi personaggi si evolvevano all’interno della narrazione. La trama in fin dei conti è molto scarna è chi agisce l’importante de LA MINACCIA soprattutto perché non esiste nemmeno un vero e proprio finale…

‘’’I PERSONAGGI’’’

Billy T. è un poliziotto in congedo per malattia. Fin dall’inizio si capisce che ha problemi al ginocchio ed è per questo che non svolge più il suo lavoro da un po’ di tempo…solo verso la fine si riesce a capire che quello che lo affligge sono dei veri e propri attacchi di panico. E’ una figura ambigua, non viene descritta molto fisicamente ma ha sei figli con sei donne diverse, alcune storie importanti altre di una sola notte ed è in contatto con ognuno di loro anche se per alcune sue ex compagne non nutre una simpatia molto forte.

Linus, uno dei figli di Billy T., un ragazzo prima ribelle che non è riuscito a finire la scuola ma che ora sta cercando di recuperare gli anni perduti. E’ venuto da poco a stare con suo padre ma non ha nessun tipo di rapporto con lui. Non interagisce, entra ed esce di casa e rimane solo per dormire. E’ un ragazzo molto introverso che non sa ancora cosa fare della sua vita.

Hanne Wilhelmsen è un ex ufficiale di polizia ormai in pensione per motivi di salute. E’ ancora una donna bellissima e affascinante nonostante abbia più di cinquant’anni ma purtroppo è costretta su una sedia a rotelle a causa di una lesione alla spina dorsale provocata da una pallottola in servizio. E’ burbera, non esce mai di casa e fa molta fatica a rapportarsi con le altre persone, incute quasi soggezione. Ha una compagna Nefis di razza islamica e insieme hanno una bambina Ida che sembra molto più adulta della sua età.

Henrik Holme fa parte della polizia ma è una persona molto particolare. E’ molto giovane e inesperto ma non è questa la sua caratteristica. Non ha nessuna menomazione fisica ma è nato con la testa molto più grande delle persone normali. Non ha mai avuto nessun amico, nessuna ragazza, l’unica persona per lui è sua madre. Per questo motivo ha diversi tic in tutto il corpo, per questo non ama la vita mondana per questo a volte si sforza di trattenersi dalle sue strane manie, per non impaurire la gente che ha a che fare con lui e per non essere troppo deriso.

Ci sono anche altri personaggi come il capo della polizia o altri suoi sottoposti, e ovviamente, anche i “colpevoli” ma sono queste persona che fanno LA MINACCIA un libro molto interessante. Ora proverò anche a fare un riassunto della trama ma sarà davvero molto scarna in quanto tutto si incatena e non voglio proprio svelare nulla…

‘’’LA TRAMA’’’

Ci troviamo ad Oslo la capitale della Norvegia dove i norvegesi convivono da moltissimo tempo con il popolo islamico. Una forte esplosione che semina parecchi morti e feriti sconvolge la tranquilla città. La bomba è stata messa nei locali del Consiglio islamico per la cooperazione e dalle prime indagini e dai sospetti della polizia la colpa sembra essere proprio degli islamici. Ma a distanza di pochi giorni una seconda bomba esplode in un normale ristorante della capitale ed anche lì parecchie persone rimangono ferite e uccise.

Billy T., dopo dodici anni che non ha il coraggio di rivolgersi a lei, va a trovare Hanne Wilhelmen. E’ molto dura per lui in quanto si sente in colpa per il suo stato, per non riuscire ad averla protetta come voleva ma ha davvero bisogno del suo aiuto. A causa di un pupazzo di Star Trek appartenente a suo figlio Linus e trovato da lui a pochi passi dalla prima esplosione è convinto che suo figlio sia coinvolto in tutto questo.

Hanne sulle prime è molto dura e fredda con lui ma la loro amicizia comunque per tanto tempo è stata importante per lei e lo ascolta. Parallelamente anche un altro poliziotto Henrik Holme è incaricato di rivolgersi ad Hanne. Hanne ha accettato di aiutare la polizia per risolvere un cold case ovvero un caso successo molto tempo prima a cui nessuno ha mai trovato una soluzione. Holme è convinto che gli altri colleghi non lo vogliono tra i piedi ed è per questo che gli hanno assegnato questa sparizione di una ragazza di diciassette anni avvenuta ben diciotto anni prima.

Hanne ha accettato il caso solo perché viene aiutata da qualcuno nelle ricerche esterne: lei non ha la minima intenzione di uscire di casa e, anche se Holme le sembra davvero un tipo molto strano, tra loro inizierà una intesa talmente forte che insieme riusciranno a venire a capo sia sul mistero della ragazza scomparsa sia sugli attentati che sembrano in qualche modo collegati a tutto questo…

‘’’IL MIO PARERE’’’

Quando ho iniziato questa opinione credevo di aver poco da dire ma mi sto accorgendo che mi sono dilungata davvero molto. E avrei voluto dire anche di più ma non voglio rovinare la sorpresa a chi ha intenzione di leggere questo romanzo. E’ coinvolgente sotto tutti i punti di vista, non è mai pesante cosa che io credevo fermamente e ora che è finito l’unica cosa che mi lascia un po’ di amaro in bocca è proprio che una fine vera e propria non c’è. Certo si capisce chi è il colpevole, si conoscono le motivazioni dei gesti fatti ma tutto rimane in sospeso. Con altri romanzi mi sarei arrabbiata moltissimo ma in questo ci stava anche la suspence finale.

Questa scrittrice è veramente brava a giostrare tutti gli avvenimenti e a legarli assieme fino ad arrivare ad un punto fermo. Non mi sono annoiata nemmeno un attimo leggendo LA MINACCIA anzi non vedevo l’ora di prendere in mano il libro per capire come si sarebbe concluso e chi era il responsabile dei vari dilemmi sparsi nel racconto.

Ho letto che questo romanzo è l’ultimo di una serie con protagonista questa Hanne e forse avrei fatto bene ad iniziare dal primo ma non mi è mancato nulla lo stesso. Ho capito ogni cosa senza nessuna difficoltà. Mi sento di consigliare questo romanzo soprattutto agli amanti del mistero e sono sicura che lo apprezzeranno tanto quanto l’ho fatto io.

Spero di avervi aiutati nella scelta della vostra prossima lettura. Un abbraccio Romina

MADAME X (TESS GERRITSEN)

INIZIAMO

Buon mercoledì a tutti. Anche oggi sono qui, come sempre, per raccontarvi la mia ultima lettura. Questa volta il libro non l’ho scelto io ma appartiene a tutti quei file di ebook che mi scambio con alcuni amici da quando ho iniziato anche a leggere attraverso il Kobo. Visto che nella mia libreria lo spazio scarseggiava e che non abito in una reggia enorme, mio marito, mi ha regalato l’ereader. All’inizio non lo sopportavo, i primi libri che ho letto con questo metodo non mi sembravano nemmeno reali ma, con l’andare del tempo, mi ci sono affezionata ed ora incredibile ma vero riesco tutta da sola a caricare libri e scaricarli e a copiare anche file che mi donano i miei amici. Io e la tecnologia non andiamo d’accordo. So fare quelle tre o quattro cose che mi servono per lavoro, ma più perché le faccio quotidianamente, ma per il resto per me è qualcosa di oscuro. Per fortuna mio marito colma questa mia lacuna e cerca anche di insegnarmi ad utilizzare meglio le cose anche se, spesso, lo ascolto poco tanto c’è lui!!! Ma torniamo al romanzo di Tess Gerritsen.

Quando ho aperto il file e ho visto che la scrittrice era lei mi si sono illuminati gli occhi. Finalmente un thriller dopo tanti racconti diversi!!! La mia passione per questo genere è sconfinata ed infatti in poco meno di due giorni ho terminato la lettura. Ma la cosa più strana mi è capitata proprio quando ho iniziato a leggere le prime pagine. Avevo già letto altri suoi scritti: alcuni mi sono piaciuti e altri meno ma i personaggi di Madame X mi sembravano davvero familiari. Dovete sapere che oltre ad amare i thriller sotto forma di romanzo, adoro anche le serie televisive poliziesche. Certo non le guardo tutte anche perché alcune sono davvero ripetitive ma circa un mese fa ho assistito all’ultimo episodio di Rizzoli & Isles un serial che ho guardato davvero dalla prima puntata e che quando è finito mi è dispiaciuto moltissimo perché oltre a parlare di assassini i personaggi mi erano molto simpatici.

Beh questa serie televisiva ha preso spunto dagli scritti di Tess Gerritsen e Madame X ha gli stessi personaggi di uno dei miei telefilm preferiti. Ero doppiamente felice anche se, con lo scorrere delle pagine, ho trovato molte differenze tra il libro e il serial ma alcune caratteristiche della investigatrice Rizzoli e del medico legale Maura sono davvero le stesse. Il libro ovviamente è basato più sulla suspence che sulle avventure delle protagoniste ma l’ho trovato comunque una buona compagnia….

Adesso vi accenno anche un po’ di trama così da invogliarvi ulteriormente a leggere questo romanzo niente male…

TRAMA

Nel magazzino del Crispin Museum di Boston alcuni giorni prima è stata fatta una scoperta eccezionale: un’autentica mummia egiziana lasciata dentro una cassa per secoli. Bisognava fare pubblicità ad un simile evento e la stampa l’ha subito battezzata come Madame X. La dottoressa Isles molto famosa sia per la sua cultura sia perché collabora da molto tempo con la polizia di Boston viene invitata da un gruppo di archeologi ad assistere alla prima TAC di una mummia nella storia.

Mentre sullo schermo inizia ad apparire la scansione della mummia però avviene una scoperta abbastanza strana. Nella gamba di Madame X risulta conficcato un proiettile. Dalle immagini che escono dallo schermo Maura è totalmente certa che il proiettile sia entrato nella gamba prima che la persona fosse morta visto che l’osso stava cominciando a risaldarsi ancora e quindi la deduzione era che non poteva trattarsi di una mummia egizia all’epoca i proiettili non esistevano ancora.

Chiede così che venga fatta una autopsia e chiama ad assistere i suoi fidati amici della polizia: il detective Jane Rizzoli ed il suo collega Barry Frost. Così viene risolto il primo mistero: le bende che avvolgevano il corpo erano autentiche dell’epoca ma il corpo no anche se era stato imbalsamato con le tecniche usate anticamente in Egitto. La bocca di Madame X era stata cucita dopo essere morta e all’interno era stata inserita una moneta autentica certo ma che si poteva comperare per pochissimi soldi in qualunque mercato dell’antiquariato. Sul retro della moneta però era inciso un nome: Medea.

Jane e Frost iniziano così ad interrogare il gruppo di archeologi che lavora al museo in cui Madame X è stata trovata ed i primi ad essere ascoltati sono l’egittologa Josephine Pulcillo e il curatore del Museo il dottor Robinson. Mentre un’altra squadra di detective inizia invece a cercare nel magazzino del museo se in qualche altro scatolone può essere trovato qualcosa di utile nelle indagini con molta fatica perché sembra che nessuno abbia catalogato niente in quel caos. Viene anche interrogato il proprietario del museo il signor Crispin che, anche se molto anziano, continua a fare scavi per cercare tesori antichi.

Mentre i detective sono nel magazzino trovano una porta segreta mai aperta in tutti questi anni e proprio davanti a loro vedono delle teste strane e molto paurose. Si tratta di tsantas ovvero teste rimpicciolite con un rituale Jivaro. Due sono autentiche ma gli esperti capiscono subito che la terza non è originale e al suo interno trovano una pagina di un quotidiano della cittadina di Indio datato ventisei anni prima.

L’egittologa Pulcillo inizia a tremare: si tratta della sua città di nascita, lei ha ventisei anni e la sua mamma si chiamava proprio Medea, è convinta che qualcuno le stia dando la caccia e questo viene confermato dal fatto che nel bagagliaio della sua auto alcuni giorni dopo viene trovato un altro corpo mummificato.

Viene attivata quindi immediatamente la polizia e il detective Rizzoli è convinto che la Pulcillo non le stia dicendo tutta la verità ma le sue domande non fanno altro che far scappare l’egittologa che si rintana in una piccola cittadina dove vive la migliore amica della madre…

IL MIO PARERE

Questa volta vi ho raccontato solamente le prime trenta pagine ma sarei potuta andare avanti fino alla fine da come è orchestrato bene questo romanzo. Tutte gli indizi, tutte le situazioni, tutti i personaggi sono davvero legati benissimo gli uni con gli altri e niente è lasciato al caso. Finalmente un romanzo giallo dove alla fine tutto viene spiegato alla perfezione. Non rimane qualcosa di incompiuto e il lettore può capire tutto benissimo.

Dico questo perché odio quando i thriller mi lasciano in sospeso su qualcosa, la mia curiosità è davvero forte e se qualcosa non quadra mi fa perdere l’interesse per la narrazione e per lo scrittore in questione. La storia inizia e finisce con alcuni colpi di scena ma niente di eclatante forse per questo il mio giudizio non è totalmente positivo. Non si rimane col fiato sospeso ma ci si trova di fronte ad un romanzo ben costruito. Di certo non è un capolavoro e forse me ne dimenticherò anche abbastanza in fretta ma sono comunque felice di averlo letto.

I personaggi sono descritti molto bene anche se qualche caratteristica in più non ci stava poi così male, la storia è interessante e non avevo mai letto nulla sulle mummie e sulle tsantsas quindi ho anche imparato qualcosa di nuovo per questo mi sento di consigliare questa lettura. Non è il thriller per eccellenza ma comunque a me è piaciuto.

Spero di avervi aiutati nella scelta della vostra prossima lettura. Un abbraccio Romina