L’APPUNTAMENTO MANCATO (MARY E CAROL HIGGINS CLARK)

 

‘’’INIZIAMO’’’

Buon venerdì a tutti. Anche oggi, come al solito, sono qui per raccontarvi la mia ultima lettura. Non mi ricordo quanto tempo fa ma penso parecchio ho iniziato ad acquistare in edicola con una uscita settimanale tutti i romanzi di Mary Higgins Clark. Come sempre queste uscite all’inizio costano veramente poco e quindi il primo romanzo era davvero un’offerta ma, col trascorrere delle settimane, il prezzo continuava a crescere. Una volta mi sono soffermata sui romanzi di questa autrice in una libreria e ho notato che costavano molto meno di quanto li pagavo io con La biblioteca di Donna Moderna. Ma oramai ero quasi arrivata alla fine della raccolta e poi le copertine erano molto carine e tutte uguali che ho finito per acquistarli tutti.

Quando è arrivato il momento della lettura i primi due o tre romanzi mi sono piaciuti parecchio poi mi sembravano tutti uguali. Questa scrittrice non cambia mai lo stile di quello che racconta, sì le storie erano abbastanza originali ma lo stesso modo di scrivere per 16 libri di fila alla fine stancherebbe chiunque anche una lettrice assidua come me e quindi non vedevo l’ora di finire la serie. Ovviamente Mary Higgins Clark ha continuato a produrre romanzi ma non ne ho mai più acquistato uno: ne avevo davvero avuto abbastanza.

Poi all’inizio della settimana dovevo trovare un romanzo in formato cartaceo da leggere e mi sono messa a pescare nel mio scatolone contenente i libri in attesa di essere letti. Senza nemmeno guardare ne ho pescato uno….e ho trovato un altro dei romanzi della Biblioteca di Donna Moderna. Ma come io ero davvero convinta di averli finiti tutti e così ho deciso di leggerlo. Questa volta oltre che a Mary Higgins Clark c’era anche la collaborazione di sua figlia Carol. Non ci ho pensato molto e, come dice il proverbio, tolto il dente tolto il male ho aperto la prima pagina.

Si tratta di un romanzo abbastanza breve, nemmeno duecento pagine, e questo mi ha rassicurato, non avrei sprecato poi così tanto tempo a leggerlo e magari, dopo tanto tempo che non leggo più nulla di questa scrittrice, poteva anche piacermi visto che i suoi primi scritti mi avevano convinta molto. Appena ho iniziato a leggere però mi sono ritrovata davanti allo stesso stile elementare, ai soliti personaggi un po’ strani ed a un giallo non troppo coinvolgente. Tutto molto banale, poca suspence e più attenzione ai dialoghi inutili tra i personaggi che alla storia in generale. E anche la storia non è delle più originali in assoluto. Sembra quasi di trovarsi immersi in quei film che danno il pomeriggio d’estate tanto per riempire il palinsesto televisivo. Una storia con una punta di mistero che poi tanto mistero non è visto che i colpevoli vengono nominati fin dall’inizio.

Come sempre io sono rimasta delusa. Certo me lo dovevo aspettare visto che ne avevo letti 16 e tutti quasi simili ma io sono sempre positiva e ho cercato in tutti i modi di trovare qualcosa di interessante…purtroppo non l’ho trovato e mi dispiace moltissimo perché a me non piace proprio bocciare un romanzo soprattutto perché ho impiegato del tempo per leggerlo e quel tempo avrei potuto dedicarlo a qualcosa che mi soddisfaceva di più. Adesso vi racconto un po’ di trama ma la storia è così poco articolata che devo cercare di non dilungarmi troppo altrimenti rovinerei la sorpresa a chi ha intenzione di leggere L’APPUNTAMENTO MANCATO….

‘’’LA TRAMA’’’

Luke Reilly è un buonissimo imprenditore. In pochissimo tempo è riuscito a trasformare il suo lavoro in una grande fonte di guadagno. Lui è un impresario di pompe funebri ed è il titolare di ben tre negozi nella zona in cui vive. E’ sposato con Nora una nota scrittrice di romanzi gialli ed ha una figlia Regan che si occupa di investigazioni private.

Il Natale è alle porte ma Nora ha un piccolo incidente. Mentre cerca di uscire di casa inciampa in un tappeto che le aveva regalato la figlia e si rompe una gamba. Viene ricoverata immediatamente in ospedale al reparto di chirurgia del Manhattan Hospital in attesa di essere operata. Intanto ha una grossa ingessatura che va dalla punta del piede fino sopra alla coscia. I piani di trascorrere il Natale fuori sono finiti miseramente e Luke decide che, dopo aver lavorato ad un funerale ed essere andato dal dentista, avrebbe dedicato il resto della giornata a cercare un albero per addobbare la casa.

Luke aveva pensato di affidare il funerale al suo socio Austin ma questa volta la storia era un po’ particolare e quindi doveva andare di persona. Il defunto invece di lasciare tutto il suo patrimonio al nipote aveva deciso di donarlo allo Stato-giardino d’America, una associazione che proteggeva la vegetazione. Proprio quando il deceduto era nella bara suo nipote per ripicca aveva infilato frammenti decomposti di piante e di terra nelle maniche dell’abito dello zio e Luke non voleva che questo parente rovinasse ancora qualcosa della cerimonia quindi voleva controllare.

Luke lascia quindi la figlia ad accudire la madre, chiama Rosita Gonzales, la sua autista e decide di affrontare tutti i suoi impegni. Rosita era alle loro dipendenze da molto tempo, era single ed aveva due bambini da accudire, due tesori che lei adorava ed aveva accettato quel lavoro da autista proprio per provvedere a loro. Ma purtroppo i piani di Luke vengono interrotti perché lui e Rosita vengono rapiti. Tutti e due conoscono i rapitori: uno è proprio il nipote del defunto e l’altro è un imbianchino che è stato cacciato da casa Reilly per aver fatto un cattivo lavoro…

‘’’COSA NE PENSO’’’

Non posso dire che il romanzo sia scritto male, non posso dire che i personaggi non siano caratterizzati bene e che la storia non regge ma posso dire che non mi ha entusiasmata nemmeno un po’. L’ho trovato davvero troppo banale, troppo scontato, niente di nuovo. Forse più leggo e più divento esigente ma questo libro, il linguaggio usato, i passaggi brevi, i dialoghi, poteva essere scritto anche da un ragazzino che ha appena finito le scuole medie. E forse lo avrebbe fatto sicuramente meglio. La collaborazione tra madre e figlia non ha dato buoni frutti anzi non vedevo l’ora di finirlo per poter incominciare una nuova lettura.

Non l’ho abbandonato solamente perché ero curiosa di come si sarebbe conclusa tutta la storia visto che i colpevoli si sapevano già dalle prime pagine ed anche il finale non mi ha colpita per niente. Mi sento davvero cattiva quando boccio una lettura, per me è come parlare male della mia migliore amica ma questa volta non potevo fare altrimenti. Non mi sento di consigliare L’APPUNTAMENTO MANCATO per tanti motivi: il primo è che è davvero un romanzo banale, manca un colpo di scena, i personaggi sono poco credibili e troppo sopra le righe e tutto sembra davvero troppo surreale anche per essere un romanzo giallo. Il secondo è che il linguaggio è davvero troppo semplice, troppo elementare anche per una come me che apprezza poco i paroloni o i racconti molto sofisticati. E l’ultimo è che esistono davvero tanti gialli meglio di questo e allora perché perdere tempo?

Forse sono stata un po’ troppo cattiva ma purtroppo questo è il mio modesto parere, il pensiero di una lettrice accanita. Spero di avervi aiutati nella scelta della vostra prossima lettura, un abbraccio Romina.

 

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