L’APPUNTAMENTO MANCATO (MARY E CAROL HIGGINS CLARK)

 

‘’’INIZIAMO’’’

Buon venerdì a tutti. Anche oggi, come al solito, sono qui per raccontarvi la mia ultima lettura. Non mi ricordo quanto tempo fa ma penso parecchio ho iniziato ad acquistare in edicola con una uscita settimanale tutti i romanzi di Mary Higgins Clark. Come sempre queste uscite all’inizio costano veramente poco e quindi il primo romanzo era davvero un’offerta ma, col trascorrere delle settimane, il prezzo continuava a crescere. Una volta mi sono soffermata sui romanzi di questa autrice in una libreria e ho notato che costavano molto meno di quanto li pagavo io con La biblioteca di Donna Moderna. Ma oramai ero quasi arrivata alla fine della raccolta e poi le copertine erano molto carine e tutte uguali che ho finito per acquistarli tutti.

Quando è arrivato il momento della lettura i primi due o tre romanzi mi sono piaciuti parecchio poi mi sembravano tutti uguali. Questa scrittrice non cambia mai lo stile di quello che racconta, sì le storie erano abbastanza originali ma lo stesso modo di scrivere per 16 libri di fila alla fine stancherebbe chiunque anche una lettrice assidua come me e quindi non vedevo l’ora di finire la serie. Ovviamente Mary Higgins Clark ha continuato a produrre romanzi ma non ne ho mai più acquistato uno: ne avevo davvero avuto abbastanza.

Poi all’inizio della settimana dovevo trovare un romanzo in formato cartaceo da leggere e mi sono messa a pescare nel mio scatolone contenente i libri in attesa di essere letti. Senza nemmeno guardare ne ho pescato uno….e ho trovato un altro dei romanzi della Biblioteca di Donna Moderna. Ma come io ero davvero convinta di averli finiti tutti e così ho deciso di leggerlo. Questa volta oltre che a Mary Higgins Clark c’era anche la collaborazione di sua figlia Carol. Non ci ho pensato molto e, come dice il proverbio, tolto il dente tolto il male ho aperto la prima pagina.

Si tratta di un romanzo abbastanza breve, nemmeno duecento pagine, e questo mi ha rassicurato, non avrei sprecato poi così tanto tempo a leggerlo e magari, dopo tanto tempo che non leggo più nulla di questa scrittrice, poteva anche piacermi visto che i suoi primi scritti mi avevano convinta molto. Appena ho iniziato a leggere però mi sono ritrovata davanti allo stesso stile elementare, ai soliti personaggi un po’ strani ed a un giallo non troppo coinvolgente. Tutto molto banale, poca suspence e più attenzione ai dialoghi inutili tra i personaggi che alla storia in generale. E anche la storia non è delle più originali in assoluto. Sembra quasi di trovarsi immersi in quei film che danno il pomeriggio d’estate tanto per riempire il palinsesto televisivo. Una storia con una punta di mistero che poi tanto mistero non è visto che i colpevoli vengono nominati fin dall’inizio.

Come sempre io sono rimasta delusa. Certo me lo dovevo aspettare visto che ne avevo letti 16 e tutti quasi simili ma io sono sempre positiva e ho cercato in tutti i modi di trovare qualcosa di interessante…purtroppo non l’ho trovato e mi dispiace moltissimo perché a me non piace proprio bocciare un romanzo soprattutto perché ho impiegato del tempo per leggerlo e quel tempo avrei potuto dedicarlo a qualcosa che mi soddisfaceva di più. Adesso vi racconto un po’ di trama ma la storia è così poco articolata che devo cercare di non dilungarmi troppo altrimenti rovinerei la sorpresa a chi ha intenzione di leggere L’APPUNTAMENTO MANCATO….

‘’’LA TRAMA’’’

Luke Reilly è un buonissimo imprenditore. In pochissimo tempo è riuscito a trasformare il suo lavoro in una grande fonte di guadagno. Lui è un impresario di pompe funebri ed è il titolare di ben tre negozi nella zona in cui vive. E’ sposato con Nora una nota scrittrice di romanzi gialli ed ha una figlia Regan che si occupa di investigazioni private.

Il Natale è alle porte ma Nora ha un piccolo incidente. Mentre cerca di uscire di casa inciampa in un tappeto che le aveva regalato la figlia e si rompe una gamba. Viene ricoverata immediatamente in ospedale al reparto di chirurgia del Manhattan Hospital in attesa di essere operata. Intanto ha una grossa ingessatura che va dalla punta del piede fino sopra alla coscia. I piani di trascorrere il Natale fuori sono finiti miseramente e Luke decide che, dopo aver lavorato ad un funerale ed essere andato dal dentista, avrebbe dedicato il resto della giornata a cercare un albero per addobbare la casa.

Luke aveva pensato di affidare il funerale al suo socio Austin ma questa volta la storia era un po’ particolare e quindi doveva andare di persona. Il defunto invece di lasciare tutto il suo patrimonio al nipote aveva deciso di donarlo allo Stato-giardino d’America, una associazione che proteggeva la vegetazione. Proprio quando il deceduto era nella bara suo nipote per ripicca aveva infilato frammenti decomposti di piante e di terra nelle maniche dell’abito dello zio e Luke non voleva che questo parente rovinasse ancora qualcosa della cerimonia quindi voleva controllare.

Luke lascia quindi la figlia ad accudire la madre, chiama Rosita Gonzales, la sua autista e decide di affrontare tutti i suoi impegni. Rosita era alle loro dipendenze da molto tempo, era single ed aveva due bambini da accudire, due tesori che lei adorava ed aveva accettato quel lavoro da autista proprio per provvedere a loro. Ma purtroppo i piani di Luke vengono interrotti perché lui e Rosita vengono rapiti. Tutti e due conoscono i rapitori: uno è proprio il nipote del defunto e l’altro è un imbianchino che è stato cacciato da casa Reilly per aver fatto un cattivo lavoro…

‘’’COSA NE PENSO’’’

Non posso dire che il romanzo sia scritto male, non posso dire che i personaggi non siano caratterizzati bene e che la storia non regge ma posso dire che non mi ha entusiasmata nemmeno un po’. L’ho trovato davvero troppo banale, troppo scontato, niente di nuovo. Forse più leggo e più divento esigente ma questo libro, il linguaggio usato, i passaggi brevi, i dialoghi, poteva essere scritto anche da un ragazzino che ha appena finito le scuole medie. E forse lo avrebbe fatto sicuramente meglio. La collaborazione tra madre e figlia non ha dato buoni frutti anzi non vedevo l’ora di finirlo per poter incominciare una nuova lettura.

Non l’ho abbandonato solamente perché ero curiosa di come si sarebbe conclusa tutta la storia visto che i colpevoli si sapevano già dalle prime pagine ed anche il finale non mi ha colpita per niente. Mi sento davvero cattiva quando boccio una lettura, per me è come parlare male della mia migliore amica ma questa volta non potevo fare altrimenti. Non mi sento di consigliare L’APPUNTAMENTO MANCATO per tanti motivi: il primo è che è davvero un romanzo banale, manca un colpo di scena, i personaggi sono poco credibili e troppo sopra le righe e tutto sembra davvero troppo surreale anche per essere un romanzo giallo. Il secondo è che il linguaggio è davvero troppo semplice, troppo elementare anche per una come me che apprezza poco i paroloni o i racconti molto sofisticati. E l’ultimo è che esistono davvero tanti gialli meglio di questo e allora perché perdere tempo?

Forse sono stata un po’ troppo cattiva ma purtroppo questo è il mio modesto parere, il pensiero di una lettrice accanita. Spero di avervi aiutati nella scelta della vostra prossima lettura, un abbraccio Romina.

 

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VIA RIPETTA 155 (CLARA SERENI)

‘’’PREMESSA’’’

Buon lunedì a tutti. Anche oggi sono qui come al solito per raccontarvi la mia ultima lettura. Questa volta il romanzo non l’ho scelto io ma mi è stato donato dagli amici con cui ho un fitto scambio di ebook. Appena ho letto il titolo e visto la copertina mi ha incuriosito moltissimo. Mi immaginavo una storia di persone che popolano il condominio di Via Ripetta al numero 155 e invece mi sono ritrovata in una specie di racconto basato sopratutto sulla politica e su come la vivevano i protagonisti nel 1968. Io non amo molto la politica in generale anche se quegli anni mi hanno sempre incuriosita molto, ma vengono citati nomi, fatti di cui io ignoravo totalmente l’esistenza senza spiegarli più di tanto e quindi le mie idee oggi sono ancora più confuse di prima. Non sopporto la politica anche se per parecchio tempo ho lavorato in un noto sindacato (non faccio nomi perché mi sono trovata talmente male da scappare a gambe levate) e forse è proprio per questo che non sopporto la politica. Tutto quello che immaginavo si riduceva a tu fai un favore a me che io lo ricambio appena posso, il partito dice così quindi tu non devi obiettare, sei obbligata a scioperare anche se non credi che questo possa cambiare qualcosa, insomma il tuo parere era pari a zero e tu dovevi solamente sottostare alle regole di chi aveva un grado più alto del tuo. Sono scappata a gambe levate ma ci ho impiegato parecchio a capirlo ed ora per me la politica è uguale a zero.

Quando ho iniziato a leggere Via Ripetta 155 non pensavo proprio che fosse un romanzo politico ma ormai mi aveva incuriosita e visto che non era troppo lungo ho deciso di portarlo fino alla fine. Il periodo narrato è tra il 1968 e il 1977 e quello che sembra più importante di tutta la narrazione sono le emozioni di chi era attivista in quegli anni e di chi invece ha solo subito. E’ stata dura soprattutto perché di quegli anni io conosco ben poco (nel 1968 non ero nemmeno nata) e, anche se Clara Sereni non è male nel raccontare io ho parecchia confusione in testa. E’ stato molto difficile per me capire una divisione di partiti che adesso non esiste più, entrare in un mondo dove la protagonista usava il ciclostile ed io non sapevo nemmeno cosa fosse, dove i valori erano molto diversi di quelli dei giorni nostri ed anche i problemi ovviamente, dove potevi fare tutto quello che volevi e a giudicarti c’era solo la tua famiglia se la volevi assecondare.

Questo è un mio pensiero personale perché sono stata così delusa dal sindacato dove lavoravo e dalla politica in generale che faccio fatica a capire come si potesse combattere così per ottenere qualcosa o anche solamente per combattere il potere. Forse ho deciso di finire questo romanzo per vedere se anche la protagonista alla fine sarebbe cambiata e forse ho anche fatto bene a leggerlo per questo… Adesso però vi accenno un po’ di trama anche se farò molta fatica in quanto si tratta di una specie di racconto autobiografico e quindi non voglio rovinare nulla a chi deciderà di leggerlo…

‘’’LA TRAMA’’’

Partiamo dall’anno 1968. Il padre di Chiara è Emilio Sereni che è stato un senatore, un ministro nei governi De Gasperi, un dirigente comunista, un antifascista, un ebreo ed uno scrittore bravissimo. Chiara ha diciannove anni ed è in continua lite con lui. Sceglie di non iscriversi al PCI e di restare sciolta da qualsiasi vincolo politico, è più interessata al nuovo invece che alle tradizioni familiari, si trucca e si veste in modo vistoso e torna spesso a casa tardi la sera. Chiara non era in grado di ribattere alle liti con suo padre perché lui era veramente bravo con le parole, il suo sapere la schiacciava ogni volta e aveva persino un po’ paura di lui.

Così con i pochi risparmi che ha decide di affittare una casa in Via Ripetta 155 a Roma fra Campo dei Fiori e piazza del Popolo, a cinque minuti da Piazza Navona dove la sera si incontrava con i compagni a discutere di tutto. La casa non era il massimo anzi era praticamente spoglia. Con qualche prestito e qualche acquisto ai mercatini dell’usato piano piano la sta sistemando ma per definirla casa ancora ne passerà del tempo. Ma è il suo nido, il suo posto sicuro, un luogo dove chiunque poteva fermarsi per qualche notte. Spesso non aveva nulla da mangiare, spesso il freddo era tremendo visto che non c’era nessun tipo di riscaldamento ma era comunque la sua casa e lei ne andava fiera.

Chiara non aveva un lavoro fisso, cercava di mantenersi come poteva. Faceva traduzioni, ogni tanto la baby sitter ma solamente se ne aveva davvero bisogno e poi collaborava come segretaria all’Anac, l’associazione dei cineasti. Chiara era impegnata in politica anche se non era iscritta a nessun partito e adorava cantare alle feste dell’Unità, adorava frequentare il Folkstudio dove si esibivano i fratelli Luigi e Francesco De Gregori e scriveva libri di fantascienza.

Chiara vive in gruppo come tutti in quel periodo e nel gruppo conosce Stefano. In un primo momento sembra quasi che non si sopportino ma poi tra loro nasce qualcosa. L’amore? Forse, anche perché Chiara non crede molto nella fedeltà, ma un sentimento che piano piano diventa più grande come sta crescendo anche lei. Non si sposano ma fanno una festa ugualmente per celebrare la loro unione con i regali come se fosse un vero e proprio matrimonio e quando Stefano le confessa di aver avuto una storia mentre sta con lei a Chiara la cosa colpisce…

‘’’IL MIO PARERE’’’

Ho parlato solo della protagonista di questo breve romanzo perché delle lotte sindacali non ci ho capito poi molto. Anch’io ho avuto genitori che in quegli anni seguivano la politica ed avevano anche pareri discordanti tra loro ma io mi sono sempre tenuta fuori. Non che non mi reputi all’altezza ma forse troppo presto ho capito che non faceva proprio per me. Ora non voglio intavolare una discussione sul mio pensiero ed è per questo forse che non volevo nemmeno commentare questo romanzo ma l’ho letto ed un mio parere va dato comunque. Forse un tempo valeva davvero qualcosa combattere contro le leggi desuete, proprio negli anni del romanzo è stata anche approvata la legge sul divorzio, ma ora credo che sia difficile far cambiare qualcosa.

Il mio lavoro è sempre quello anche se non lo faccio più per un sindacato ma vedo che è difficilissimo difendere i lavoratori, cercare di incastrare i loro diritti con i voleri di chi li assume e credo che andrà sempre peggio. Sono molto pessimista perché ci sto in mezzo tutto il giorno e non è affatto facile.

Ma torniamo al romanzo. Il linguaggio usato da Clara è semplice anche se sottintende tante cose è come se il lettore avesse vissuto quegli anni proprio come lei e purtroppo, se lo si legge oggi, è difficile da comprendere ma è un pezzo della nostra storia e quindi non si può accantonarlo senza aver prima provato a leggerlo. Consigliarlo? Questa volta lascio a voi la scelta. Se siete curiosi di sapere com’era la vita di una ragazza un po’ immischiata nella politica nel 1968 allora questo libro fa per voi altrimenti…fate a meno. Spero di avervi aiutati nella scelta della vostra prossima lettura. Un abbraccio Romina

LA COLONNA DI FUOCO (KEN FOLLETT)

‘’’INIZIAMO…’’’

Buon giovedì a tutti. Era da un po’ di tempo che non pubblicavo una mia opinione ma questa volta mi sono scelta un libro di quasi mille pagine da leggere e avevo in preventivo di impiegarci anche molto più tempo a terminarlo. Poi complice una bronchite che mi ha fatto stare a casa dal lavoro ieri e oggi, mi sono impegnata tanto e l’ho portato a termine. Non credevo che Ken Follett scrivesse ancora un romanzo legato a “I pilastri della terra” e al suo seguito che ho adorato dalla prima all’ultima parola e quando ho saputo che era uscito sono subito corsa in libreria per acquistarlo. Difficilmente mi succede una cosa del genere, spesso leggo romanzi datati perché escono in versione economica ma questa volta mi sono lasciata corrompere e ho speso ben ventisette euro per portarmelo a casa. Quasi una giornata di lavoro se ci penso col senno di poi ma per questo romanzo i miei risparmi li ho usati molto volentieri. Così ho accelerato la lettura del libro che stavo leggendo e l’ho preso subito in mano.

Solitamente quando finisco un romanzo difficilmente a distanza di tempo mi ricordo i personaggi che lo popolano, spesso se non mi colpisce più di tanto, mi dimentico anche la trama e addirittura alcune volte anche il titolo o lo scrittore ma quando leggo un libro di Ken Follett magicamente mi ritorna tutto alla mente sin dal primo che ha scritto e che riguarda tutte le vicende storiche tra il XII e il XVI secolo. Mi ricordo le vicende legate ad ogni singolo soggetto che popola le pagine, mi ricordo le loro descrizioni, i loro sentimenti e riprendere in mano questo seguito per me non è stato affatto difficoltoso visto che avevo tutto impresso nella mente. Ho letto che qualcuno prima di iniziarlo ha dato una rilettura sommaria ai precedenti ma io mi ricordavo quasi tutto e così l’ho iniziato senza nessuna paura di perdere qualche pezzo.

Anche questa volta si tratta di storia che non riguarda espressamente l’Italia ma per me è stato interessante comunque visto che questa materia per me a scuola era un vero tormento. Odiavo ricordare a memoria nomi e date e questo mi rendeva davvero difficile entrare in un argomento che ora, invece, mi piace tantissimo. Ma lo affronto in modo diverso ovviamente, leggendo. So che alcune parti che Follett tratta non sono originali ma frutto della sua immensa fantasia ma la storia è quella vera ed è quello che importa.

Il suo stile è inconfondibile, mai noioso anche se ci sono tante descrizioni di luoghi ed ambienti, Follett scrive magistralmente e questo non si può negare e in più è in grado di tenere sempre alta l’attenzione del lettore anche quando descrive un semplice abbigliamento di un personaggio. E’ vero nel romanzo ci sono davvero tanti personaggi e nomi da ricordare ma ognuno è caratterizzato talmente bene che è difficile dimenticare il nome o il suo ruolo nella narrazione. Forse questa volta ci sono più battaglie per la religione che fatti personali tra i personaggi ma è tutto molto interessante comunque. Come è interessante la sete di potere che è dentro ad ogni uomo che popola queste pagine, un potere spesso malsano che fa compiere atti riprovevoli e che non sempre è punita purtroppo.

Sarà davvero una grande impresa per me raccontarvi la trama di questo bellissimo romanzo perché è talmente piena di argomenti che ho paura di saltare qualche punto…quindi prendete il mio riassunto come un spunto per leggere LA COLONNA DI FUOCO ed io cercherò di fare del mio meglio per riassumere un po’ questo capolavoro della letteratura…

‘’’LA STORIA’’’

La vicenda inizia nel 1558 a gennaio e ci troviamo a Kingsbridge (la città è immaginaria ed è menzionata fin dal primo romanzo) in Inghilterra, Ned Willard torna a casa, oramai ha diciotto anni, ed è stato a Calais per un lungo periodo. L’unico pensiero di Ned è Margery. Ora ha quindici anni ed il suo amore per lei non è mai finito anche se ha provato a dimenticarla. E vuole coronare il sogno di stare finalmente con lei. Purtroppo però Margery, sebbene sia innamorata follemente di Ned, è stata promessa sposa ad un altro, un matrimonio combinato per garantire alla sua famiglia i Fizgerald il titolo nobiliare. I Fizgerald come i Willard erano semplici commercianti ma la sete di fama e potere non smette mai di mietere vittime. Ned è protestante mentre la famiglia di Margery è cattolica ed il visconte di Shiring, Bart, è considerato l’uomo perfetto per ottenere quello che la famiglia Fizgerald vuole. Ovviamente Margery non è d’accordo ma alla sua famiglia non importa nulla del parere di sua figlia soprattutto perché è una donna e lei accetta solo per la sua profonda devozione in Dio. Lui non vorrebbe mai che lei andasse contro suo padre.

Ned non può sopportare una cosa del genere e decide di lasciare ancora Kingsbridge ingaggiato da Sir William Cecil. Cecil è il consigliere della regina Elisabetta Tudor. Dopo essere stata incoronata si è trovata contro quasi tutta l’Europa. Il compito di Ned è quello di creare una rete di spionaggio incaricata di proteggere la regina dai numerosi attacchi dei nemici e quindi diventerà il primo uomo a far parte dei servizi segreti britannici.

Nel frattempo la lotta tra i cristiani ed i protestanti sta peggiorando e la Francia ha dichiarato guerra alla Spagna per il controllo del regno di Napoli e di altri stati della penisola italiana e l’Inghilterra si è schierata con la Spagna. La Francia con molta fatica riesce a riprendersi Calais ma non tutto quello che desiderava.

Pierre Aumande è un figlio illegittimo di una mungitrice con un influente appartenente alla famiglia Guisa. E’ un ragazzo che vuole essere accolto dai Guisa come portatore legittimo del cognome, una persona ambiziosa che non ha paura di nessuno pur di arrivare al suo scopo e si offre di ricercare i protestanti per segnalarli ai Guisa che li perseguiteranno quando lo riterranno opportuno. La sua investigazione sui luoghi che frequentano i protestanti, su dove fanno le loro funzioni, su dove diffondono la loro religione lo porterà a conoscere e a sposare una di loro Sylvie Palot che assieme alla sua famiglia ha un negozio di libri. Ma che sottobanco vende Bibbie a chi le richiede….

‘’’IL MIO PENSIERO’’’

Vi ho raccontato davvero poco di questa magnifica lettura e non ho accennato anche a diversi personaggi molto importanti ma, sinceramente, non volevo rovinare la sorpresa a chi avesse intenzione di leggerlo e poi non sapevo come far combinare il tutto in una narrazione scorrevole…purtroppo di Ken Follett ce n’è uno solo ed io non sono brava come lui. Spero di essere riuscita a spiegare almeno un po’ di cosa tratta questo romanzo però.

Dire che mi è piaciuto è poco, è avvincente, emozionante, ricco di colpi di scena, completo in tutto anche se alcune volte mi ha fatto un po’ arrabbiare tutto questo odio che regna tra la gente, un odio legato al potere, alla religione, alla voglia di arrivare sempre prima degli altri. Non è ambizione quella di cui sto parlando, per ambizione non si compiono atti così terribili ma sembra che qualche personaggio ci goda a vedere soffrire gli altri.

Solitamente mi lamento se in un romanzo ci sono molte descrizioni perché mi annoiano facilmente ma questa volta anche le descrizioni mi hanno aiutata a capire meglio l’epoca ed i motivi per i quali si svolge tutta la storia visto che per me era come una materia del tutto nuova. Insomma non posso che dire di essere entusiasta di questo romanzo e di consigliarne la lettura a tutti. Ovviamente sarebbe meglio partire dal primo della serie per avere un quadro completo. Credetemi anche se sono lunghissimi ne vale davvero la pena. Spero di avervi aiutati nella scelta della vostra prossima lettura. Un abbraccio Romina

ALLISON CORRE NEL BUIO (CAROL O’CONNELL)

‘’’PREMESSA’’’

Buon lunedì a tutti. Anche oggi sono qui come al solito per raccontarvi la mia ultima lettura. Era da moltissimo tempo che non leggevo più nulla di Carol O’Connell perché la collana di libri gialli a basso prezzo che acquistavo un tempo non la trovo più da nessuna parte e un po’ mi ero dimenticata di questa autrice. Poi, grazie agli amici con cui ho un fitto scambio di ebook, l’ho ritrovata e sono stata davvero molto felice. Io adoro il personaggio che usa nei suoi romanzi. L’agente donna di ghiaccio chiamata Kathy Mallory mi piace davvero tanto. Mi piace il suo carattere duro, mi piace che sia bellissima senza curare minimamente il suo aspetto fisico, mi piace la sua scontrosità ed il modo in cui ottiene sempre quello che vuole, mi piace che tutti la giudichino senza cuore mentre io credo che nel profondo lei uno ce l’abbia. Mi affascina una donna totalmente diversa da come sono io soprattutto perché un po’ del suo carattere mi piacerebbe averlo! Sembra strano per una della mia età dire queste cose ma io faccio spessissimo degli esami di coscienza ed avere un po’ più di carattere sarebbe proprio quello che mi servirebbe in questo momento.

Ma torniamo al romanzo. Questa volta il regalo è stato davvero apprezzato ma quando ho iniziato a leggere il formato che mi era capitato ho iniziato ad avere i primi problemi. Forse quello che mi hanno donato non era proprio adatto al mio tipo di ebook reader, il Kobo, e quindi l’impaginazione non era delle migliori. La prima cosa difficoltosa è stata che i capitoli non erano numerati. Poi prima di ogni capitolo c’è una specie di diario di un ragazzino che è difficile così capire di cosa si tratti a meno che non si arrivi a metà romanzo ed iniziano ad uscire i vari personaggi. Frasi spezzate a metà come se fosse un nuovo capoverso, insomma un disastro se non si legge con molta attenzione. E spesso la mia capacità di concentrazione non è sempre presente così ho fatto una fatica immane ad entrare nella storia vera e propria.

Quando ho capito come leggere senza fare errori sono iniziati a spuntare personaggi da tutte le parti, ognuno importante per la storia ma tanti nomi da ricordare e tutti incastrati tra loro, se si perde il filo un attimo si rischia davvero di non capire nulla e di perdere qualche passaggio importante per arrivare alla fine soddisfatti di quello che si ha letto. Ci sono davvero tanti intrighi in questa storia e bisogna seguirli attentamente per capire come si arriva alla conclusione di tutto il romanzo. A me questa scrittrice non dispiace e, come ho detto prima, mi mancava molto la sua protagonista indiscussa di tutti i suoi romanzi che ho letto ma questa volta ho fatto davvero tanta fatica ad arrivare alla fine anche se ho cercato di leggerlo il più in fretta possibile perché altrimenti avrei rischiato di dimenticarmi qualche passaggio importante.

La storia è molto ben organizzata. Non manca nulla per un buon giallo: intrighi, personaggi strani, polizia corrotta, denaro che spunta improvvisamente e ovviamente un bel caso su cui indagare e su cui pensare di trovare il colpevole ma è un po’ difficoltoso fare collegamenti tra presente e passato senza perdere qualche cosa di importante. Navigando nel web ho notato che molti che hanno letto ALLISON CORRE NEL BUIO hanno avuto le mie stesse impressioni sebbene loro non avessero dovuto per tutto il tempo combattere con un formato di stampa sbagliato. Ma adesso vi racconto un po’ di trama così forse riesco a rendere anche meglio le mie idee…

‘’’LA STORIA’’’

Un cadavere viene ritrovato dalla polizia in un modo veramente originale. Qualcuno dopo aver ucciso un uomo, l’ha chiuso in un sacco, lo ha issato su un ramo e lo ha lasciato lì. Coco è una bambina che viene ritrovata nel parco e continua a ripetere che “lo zio si è trasformato in un albero”. Coco è una bambina abbastanza strana e particolare, differente dalle altre sue coetanee. Purtroppo fin dalla nascita soffre del morbo di Williams, il suo viso sembra quello di un folletto ed i capelli rossi contribuiscono a renderlo tale e nei suoi occhi sembra che brillino delle stelle. La maglia di Coco è sporca di sangue e lei si aggira da sola per Central Park pronunciando quella frase assurda e dicendo che il tipo sull’albero è suo zio Red.

Coco chiama zio quell’uomo che non è nemmeno suo parente, quell’uomo l’aveva rapita e non aveva buonissime intenzioni nei suoi confronti anche se non aveva ancora fatto nulla a quella povera creatura. Si trattava di un pedofilo e sembra che la sorte gli avesse dedicato proprio quello che si meritava.

L’agente Kathy Mallory, tornata in servizio dopo essere sparita per tre mesi senza mai aver dato nessuna traccia di se stessa a nessuno della polizia, decide di prendersi subito a cuore la sorte di quella piccola Coco forse perché anche lei era stata una vagabonda senza meta in tenera età e quella bambina le dimostrava tantissimo affetto, ma soprattutto perché, secondo lei, Coco era una testimone chiave per arrivare a stabilire chi fosse il colpevole. Una testimone preziosissima visto che, dopo poco tempo, altre due persone vengono ritrovate nelle stesse condizioni appese ad un albero.

Sembra assurdo ma queste tre vittime avevano un passato in comune: frequentavano la stessa scuola quando erano ragazzini, un istituto di beneficenza appartenente ad una donna ricca e molto odiata: Grace Driscol le cui mani erano incastrate in diverse cose: dalla politica alla ricerca scientifica. Una donna davvero avida ed egoista che non si è mai fatta scrupoli a servirsi per i suoi scopi di sua figlia Phoebe che purtroppo aveva anche dei gravi problemi mentali. Phoebe non si era mai del tutto ripresa da una serie di eventi abbastanza drammatici avvenuti quindici anni prima proprio quando frequentava la scuola a causa di alcuni compagni che non la apprezzavano per quello che era.

Anche se il caso sembra sempre più complicato ed entra anche in ballo un pezzo grosso della polizia non molto simpatico a tutto il dipartimento, Mallory è decisa a trovare l’assassino e inizia a capire che non solo Phoebe si è lasciata qualcosa del passato alle spalle ma che ci sono anche altre persone legate a tutto questo e che se non le trova non riuscirà mai a risolvere il caso una volta per tutte…

‘’’IL MIO PARERE’’’

Praticamente vi ho riassunto in quattro righe solamente una piccolissima parte del romanzo per due motivi: il primo è che non voglio mai rovinare la sorpresa a chi ha voglia di leggere un thriller ed il secondo è che non sarei riuscita ad andare avanti con il riassunto. Mi spiego meglio. Il romanzo l’ho capito perfettamente, ho compreso il movente, il modo e il motivo di questi omicidi ma non saprei proprio come raccontarvelo. Troppi passaggi, troppi rewind tra passato e presente, troppi personaggi tutti legati tra di loro da qualcosa di strano, a volte morboso, insomma un caos che alla fine arriva a districarsi ma che ho fatto davvero tanta fatica a portare a termine.

Nonostante non abbia letto tutti i suoi romanzi questa è una caratteristica di Carol O’Connell, il voler confondere le tracce, il voler non far capire fino alle ultime pagine come si concludano i suoi scritti. Certo è apprezzabile per gli amanti del thriller ma spesso trovo molto complicato il suo modo di raccontare. Infatti non ho mai valutato molto bene i suoi scritti anche se adoro il personaggio di Kathy Mallory e continuerei a leggerli solo perché sono curiosa di come si comporterà nelle varie situazioni. Consigliarlo? Beh io non mi sono annoiata anche se ho fatto molta fatica ad arrivare alla fine quindi se avete voglia di immergervi in un thriller un po’ surreale e un po’ impegnativo questa è la lettura giusta. Spero di avervi aiutati nella scelta della vostra prossima lettura. Un abbraccio Romina

L’AMORE CHE TI MERITI (DARIA BIGNARDI)

‘’’PREMESSA’’’

Buon lunedì a tutti. Anche oggi sono qui, come al solito, per raccontarvi l’ultimo libro che ho finito di leggere questa mattina presto prima di andare al lavoro. Ieri sera prima di chiudere gli occhi, mi mancavano circa quaranta pagine, ero sicura che non sarei riuscita a finirlo nemmeno stamattina ma la curiosità mi ha fatto accelerare il mio modo di leggere e sono riuscita ad arrivare in perfetto orario anche al lavoro. Non avrei mai pensato di acquistare di mia spontanea volontà un romanzo di Daria Bignardi. Il suo personaggio, almeno televisivo, non mi piace per niente. Ho guardato qualche sua intervista perché mi interessava il soggetto intervistato ma lei non riesco proprio a digerirla. Ed è anche della mia città. Ha un modo di fare un po’ troppo altezzoso per i miei gusti, le sue frecciatine a volte sono proprio taglienti ed anche il suo modo di porsi rispetto agli altri mi indispettisce. Certo è un mio parere personale ma, visto che guardo poco la televisione, cerco di evitarla il più possibile. Poi una mia collega, Eva, mi ha parlato bene di un suo romanzo. E’ una persona che mi piace molto e la ritengo anche molto intelligente e così ho pensato che magari mi stavo precludendo qualcosa di bello solo perché mi era antipatica chi lo scriveva. Ma non sono corsa in libreria ad acquistarlo comunque. Però è arrivata la rivista del Club degli Editori e ho trovato proprio tra i romanzi in evidenza L’AMORE CHE TI MERITI. Ho continuato a guardare il mio giornalino in cerca di un libro che mi potesse piacere di più ma alla fine non ho resistito e l’ho acquistato. Quando è arrivato a casa l’ho riposto nello scatolone con tutti i romanzi ancora da iniziare e proprio l’altro giorno mentre pescavo alla cieca l’ho estratto. A volte, quando non so cosa leggere, metto una mano dentro al mio grande scatolone e vado a caso. Tanto i libri li ho acquistati tutti io e quindi tutti mi interessano chi più e chi meno.

Già dalle prime pagine ho capito che il modo di scrivere della Bignardi mi piaceva molto. Scorrevole, senza troppi fronzoli, frasi brevi ma concetti ben chiari e anche l’argomento trattato era di mio interesse. Poi quando ho compreso che il romanzo era narrato tra Bologna e Ferrara allora mi sono quasi esaltata. E’ difficile che qualcuno ambienti i suoi romanzi nella mia città. O almeno io ne ho trovati davvero pochi ed il modo di descrivere Ferrara della Bignardi è stato proprio singolare. Forse perché la protagonista non c’era mai stata prima ma sembrano proprio gli occhi di una turista incantata dalla bellezza di questa piccola cittadina un po’ fuori dal tempo. Spesso quando una persona abita in un luogo non ne apprezza molto la bellezza architettonica, i piatti tipici che spesso vengono dimenticati, la storia delle vie lungo le quali si sta camminando. Per alcuni passaggi mi è sembrato davvero di camminare al fianco della protagonista e di vedere per la prima volta quello che ho sempre sotto agli occhi ma che non mi è mai sembrato importante. Ho fatto una specie di viaggio assieme a lei, lei per la prima volta ed io con occhi totalmente diversi. Mi ha fatto molto ridere la reazione della protagonista alla nebbia e il fatto che abbia sottolineato che a Bologna ossia a circa 60km da Ferrara la nebbia c’è raramente mentre noi purtroppo la sopportiamo per la maggior parte del tempo. Ho assaggiato con lei il pasticcio alla ferrarese stupendo ma spesso dimenticato totalmente, sono stata in piazza Ariostea, al Palazzo dei Diamanti, ho visto il Castello circondato dal fossato con occhi nuovi.

La storia è molto interessante, quasi una specie di giallo ma il mistero è da ricercarsi nel passato, la protagonista mi è sembrata davvero una persona reale con i suoi dubbi, le sue paure e la voglia di conoscere il destino di suoi parenti di cui non aveva mai sentito parlare prima. Ed anche gli altri personaggi che popolano la trama sono molto credibili. Non ci sono super eroi e nemmeno tipi straordinari ma è un romanzo che parla di gente comune con i loro pregi ed i loro difetti e di misteri di famiglia che andrebbero risolti. Non credevo che la Bignardi potesse scrivere un romanzo così interessante e ben strutturato e questo mi ha colpita davvero molto positivamente. Adesso vi racconto un po’ di trama così da riuscire a spiegarmi meglio e a farvi capire quanto possa essere bello questo romanzo….

‘’’LA STORIA’’’

Il racconto inizia trent’anni fa. I protagonisti sono i fratelli Alma e Marco, soprannominato da tutti Maio per come lo chiamava Alma quando era piccolina. Sono uniti in una maniera quasi maniacale. Senza l’uno l’altra non esiste. Fanno tutto insieme, anche se hanno tanti amici comuni, per loro l’importante è la loro unione. I loro genitori sono abbastanza particolari. La madre è una persona aperta, simpatica mentre il padre è sempre chiuso sembra quasi depresso per qualcosa che nessuno è al corrente però.

Alma e Maio hanno appena finito la scuola superiore e si godono in tutto e per tutto sia l’euforia di inizio estate che l’inizio di una nuova vita diversa. Sempre assieme a loro c’è anche Michela, la ragazza di Maio e la migliore amica di Alma. Siamo agli inizi degli anni settanta e la droga era la regina indiscussa, ancora poco conosciuta ma così alla moda tra i giovani. Tutti e tre si facevano qualche spinello per sballarsi un po’, avevano persino coltivato da soli alcune piantine di marijuana lungo un argine del fiume Po ma nessuno si era mai spinto oltre. Una sera per gioco Alma convince Maio a provare l’eroina. E’ lei a proporla al fratello così per gioco ma è proprio Maio che non riesce più a liberarsene. E Maio sparirà per sempre in una notte di nebbia sulle rive del Po dove altri due ragazzi sono stati ritrovati il mattino dopo morti.

I loro genitori non sopravviveranno molto a quel dolore, il padre si suicidò e la madre morì in ospedale dopo una malattia di due mesi. Alma invece, dopo aver avuto una storia con due ragazzi non proprio affidabili, incontra suo marito Franco un professore universitario con il quale dopo tre mesi rimane incinta. Da quel momento in avanti Alma cercherà di affrontare la sua vita come una specie di lotta contro tutti i suoi sensi di colpa.

La figlia di Alma si chiama Antonia, adesso ha trent’anni, è una scrittrice di gialli pubblicati da una piccolissima casa editrice e ambientati nell’Emilia Romagna. Ha un compagno che fa il commissario di polizia di dieci anni più vecchio di lei ed ora aspettano un figlio. Il rapporto di Antonia con Alma non è mai stato dei migliori. Alma è sempre stata più aperta e disponibile con i suoi alunni che con la figlia ma sarà la maternità di quest’ultima a convincere Alma a raccontare ad Antonia la sua storia e quella di Maio suo zio che lei purtroppo non ha mai conosciuto.

Antonia così decide di indagare e di partire per Ferrara, una città che nonostante disti solamente 60km da dove abita, non ha mai visitato veramente. La gravidanza non le da nessun problema e quindi è felicissima di intraprendere questo viaggio e vuole a tutti i costi trovare cosa sia veramente successo a suo zio Maio. Ci saranno altri personaggi che l’aiuteranno nella sua ricerca: Michela la vecchia fidanzata di Maio e miglior amica di Alma, Luigi D’Avalos un poliziotto molto avvenente, colto che cerca di aiutare Antonia in tutto e per tutto, Lia Cantoni una anziana signora che sembra senza età che abita proprio vicino a dove abitava Alma quando era bambina, casa che è ancora sua anche se vuota da tantissimi tempo, e che le illustrerà la vita dei suoi nonni e dei suo bisnonni….

‘’’IL MIO PARERE’’’

Bello, avvincente, interessante e scritto veramente con stile che altro potrei dire di positivo? Sono rimasta davvero colpita dalla semplicità di questo romanzo ma soprattutto dalla intensità dei sentimenti che caratterizza ogni singolo personaggio. Una specie di giallo raccontato in modo molto elegante. Non manca nemmeno qualche colpo di scena ed il finale è molto bello. Mi sono piaciuti i personaggi sia di Alma e Maio da giovani che di Antonia e di tutti gli altri trent’anni dopo e mi ha fatto anche pensare e tornare indietro nel tempo. La storia di Maio assomiglia molto a quella di un mio cugino deceduto per colpa di quella eroina che era tanto in voga nei tempi passati. Io ero poco più di una bambina ma me lo ricordo ancora con il suo viso bello e triste allo stesso tempo. E mi manca ancora anche a distanza di tanto tempo. A parte questa piccola divagazione sono davvero entusiasta di aver scelto questo racconto anche se la scrittrice continua a non piacermi come persona non posso dire lo stesso dei suoi libri. Credo che leggerò anche gli altri suoi romanzi se mi capita di vederli in libreria perché come scrittrice la Bignardi merita davvero di essere notata. Mi ha fatto rivivere ricordi tristi, mi ha fatto riguardare la mia Ferrara con occhi diversi, mi ha fatto davvero piacere leggere L’AMORE CHE TI MERITI e lo consiglio veramente a tutti.

Spero di avervi aiutati nella scelta della vostra prossima lettura. Un abbraccio Romina.

IL PECCATO DELL’ANGELO (CHARLOTTE LINK)

‘’’INIZIAMO…’’’

Buon giovedì a tutti. Anche oggi sono qui, come al solito, per raccontarvi l’ultimo romanzo che ho appena finito di leggere. Questa mattina mi mancavano trenta pagine per arrivare alla fine e non vedevo l’ora di terminare il lavoro per immergermi ne IL PECCATO DELL’ANGELO e scrivere poi che cosa ne pensavo. Ho letto il libro nel formato ebook per il mio ormai inseparabile Kobo e anche questo mi è arrivato da alcuni amici con cui scambio i racconti digitali. Appena ho visto chi era la scrittrice non ci ho messo molto ad iniziarlo. Mi piace moltissimo come racconta Charlotte Link, il suo modo di scrivere semplice, le sue descrizioni mai noiose ed anche quello che sceglie di narrare mi hanno catturata sin dal primo suo romanzo che ho letto. Devo essere sincera, l’ho conosciuta per caso attraverso un gruppo di Facebook dove si discute di libri dove qualcuno la nominava dicendo che era un’ottima scrittrice e consigliava anche dei suoi romanzi. Il peccato dell’angelo però era la prima volta che lo sentivo nominare.

Non essendoci la trama nel mio ebook sono andata alla cieca ma le prime pagine mi avevano già catturata ed è abbastanza difficile che un romanzo mi colpisca immediatamente. Così ho iniziato la lettura in tutti i momenti liberi della mia giornata. Più proseguivo e più non capivo dove la scrittrice volesse andare a parare. Avevo intuito che si trattava di una specie di thriller psicologico ma non riuscivo a capire bene come potesse esserlo. Mi spiego meglio: la storia inizia con una normale famiglia composta da tre persone, una famiglia qualunque composta da madre, padre e figlio ormai maggiorenne. Poi questa famiglia si intreccia con altri personaggi e con altri fatti tutti molto strani. E’ come se, leggendolo, ci si aspetti sempre il peggio ma il peggio arriva solamente quasi alla fine di tutta la narrazione.

Tutti i protagonisti sono davvero strani e un po’ sopra le righe, tutti hanno qualche problema o qualche segreto da nascondere come credo che succeda nella vita reale di tutti i giorni, ma la narrazione li sottolinea spesso e rende quasi incredulo il lettore. Io che lavoro a contatto con il pubblico tutti i giorni sono davvero conscia del fatto che ognuno ha le sue stranezze e che ogni persona deve essere trattata in una certa maniera per non irritarla o per non offenderla ma ne Il peccato dell’angelo è veramente difficile credere che esistano davvero persone così. Mi riferisco a Janet moglie e madre che per sei anni dopo il matrimonio ha tradito il marito a casa sua con un amore della giovinezza che non era mai riuscita a cancellare, mentre marito e figli ne erano al corrente, mi riferisco ai figli che dopo aver visto la madre fare l’amore con un uomo diverso dal padre avevano sviluppato un odio estremo verso il sesso femminile, mi riferisco alla madre di Dana una donna con mille problemi che dedicava metà della sua vita a trovarsi una ossessione per non cadere in depressione, una giornalista ormai fallita perché inaffidabile sul lavoro che si vestiva come una quindicenne, mi riferisco all’amante di Janet, Andrew, ispettore di Scotland Yard che veniva invaso dall’ansia quando non riusciva a far incarcerare un colpevole… Insomma ogni personaggio che popola le pagine di questo romanzo ha qualcosa di strano e qualcosa da nascondere agli altri.

E’ un romanzo abbastanza cupo, che mette ansia nel lettore per due motivi: il primo è proprio che fino quasi alla fine non si sa cosa significhi tutto quello narrato, il secondo è perché questo thriller psicologico non decolla come dovrebbe. Sì ci sono tutti gli avvenimenti narrati, sì ci sono persone con problemi mentali ma la scrittrice questa volta è come se fosse riuscita a mostrare tutta la situazione senza riuscire però a raccontarla nel migliore dei modi. Il finale, ossia la parte più elettrizzante del romanzo, è molto veloce in confronto al resto del racconto, sembra quasi che la Link avesse un numero limitato di pagine per raccontarlo perché secondo il mio modesto parere di lettrice doveva essere molto più particolareggiato. Adesso però vi accenno un po’ di trama anche se il riassunto sarà davvero breve perché non voglio togliere nessuna sorpresa ai futuri lettori…

‘’’LA STORIA’’’

Janet è sposata ma non è innamorata di suo marito, è una mamma che farebbe qualsiasi cosa per i suoi amati figli ma non è una donna felice ed appagata. Insieme a suo marito Phillip lavorano in una società di contabilità. Phillip invece è innamoratissimo di Janet fin dal primo giorno in cui l’ha vista ma sa che la moglie non prova lo stesso per lui. Sa anche che nei primi sei anni del loro matrimonio Janet frequentava un altro uomo, Andrew, un amore di gioventù con cui il sesso era idilliaco mentre con il marito non lo era affatto. Insieme però hanno un figlio Mario, uno studente universitario abbastanza bravo ma un ragazzo molto timido e introverso anche se il suo aspetto è invidiabile da chiunque. Insieme vivono ad Amburgo ma hanno un segreto che nessuno conosce. Mario aveva un fratello gemello Maximilian che, a causa di un terribile crimine commesso parecchio tempo prima, è ricoverato in una clinica psichiatrica sotto farmaci ed antidepressivi.

Sono trascorsi sei anni da quel terribile episodio e Maximilian ha quasi scontato tutta la sua pena, tra poco sarebbe tornato dalla sua famiglia e avrebbe condotto una vita come tutti gli altri. Questo sconvolge moltissimo Janet che fugge da Amburgo per andare a trovare il suo vecchio amante Andrew in Inghilterra dopo quasi vent’anni che non lo vede di persona. Janet finisce tra le sue braccia come è sempre successo e non è nemmeno intenzionata a ritornare dal marito e dai figli, vuole dividere la sua vita con Andrew e con nessun altro.

Mario, nel frattempo, sta intrecciando una specie di relazione sentimentale, la sua prima vera storia, con una ragazza bionda dai lunghi capelli di nome Tina. Anche per Tina è la prima volta ma è un po’ più giovane di Mario. Tina è molto innamorata di lui ma non capisce perché lui non ci provi con lei. Chiede consiglio alla sua amica Dana molto più esperta di lei, che le consiglia magari di fare una vacanza con lui per vedere se riescono a sciogliere il ghiaccio. E così i due innamorati si recano verso una casa appartenente alla famiglia di Mario da tantissimo tempo sperduta nella campagna del sud della Francia. E qui inizia ad andare storto qualcosa…

‘’’IL MIO PARERE’’’

E’ un romanzo pieno di tensione ed ansia. Prima leggera leggera poi sempre più accentuata fino ad arrivare al finale dove c’è anche un colpo di scena. Per la prima volta nella mia vita di lettrice avevo capito dove la Link voleva andare a parare e di questo sono fierissima visto che nei gialli non trovo mai il colpevole!!! Il ritmo di tutto il libro è incalzante e quando si inizia a leggerlo è difficile riporlo senza pensare a cosa possa succedere subito dopo. Ma mi è mancato qualcosa. Forse, essendo un thriller psicologico, mi aspettavo più giochi mentali, più suspence, più tensione e questo mi è mancato molto ma non posso definirlo un brutto romanzo anzi.

Mi è piaciuta molto la caratterizzazione dei personaggi anche se tutti molto strani e diversi tra loro, la storia non è assolutamente male e poi raccontata da una bravissima scrittrice come la Link non può essere altrimenti ma il fatto di aver immaginato già come andava a finire mi ha un po’ delusa. Circa a metà romanzo avevo tratto le mie conclusioni e sono state tutte esatte. Mi rimaneva ancora qualche dubbio da chiarire ma in linea di massima avevo già capito tutto prima che succedesse. E qui si pone la domanda: sono diventata così brava? Io credo di no, sono invece sicura che questa volta la scrittrice non abbia fatto proprio centro e sia stata un po’ troppo scontata.

Consigliarlo? Io direi proprio di sì anzi sarei sicuramente curiosa dei giudizi degli altri lettori per capire se finalmente sono diventata una brava detective o se Charlotte Link ha perso qualche colpo!!!!Spero di avervi aiutati nella scelta della vostra prossima lettura. Un abbraccio Romina.

LA GIOSTRA DEGLI SCAMBI (ANDREA CAMILLERI)

‘’’PREMESSA’’’

Buon sabato a tutti. Anche oggi sono qui come al solito per raccontarvi la mia ultima lettura. Questo romanzo mi è stato regalato da un mio carissimo amico che non sapeva assolutamente che non ero una grande fan di Andrea Camilleri all’epoca del dono. Abito a Ferrara non sono mai stata in Sicilia e non ho nemmeno amici che abitano da quelle parti quindi per me il dialetto siciliano è davvero complicato da capire. Ed era proprio questo il motivo per cui avevo sempre evitato accuratamente questo scrittore. Non ho nemmeno mai visto una puntata del Commissario Montalbano in televisione siccome vado a letto molto presto e mio marito non ama i telefilm italiani. Ma, per caso, un giorno mi è capitato tra le mani un altro suo romanzo e l’ho iniziato. Mi sono subito resa conto che il siciliano non era poi così complicato e Camilleri lo usava alternandolo all’italiano e la lettura è diventata subito scorrevole quindi mi sono ripromessa di leggere altri suoi scritti visto che mi era piaciuto abbastanza.

Quando ho iniziato LA GIOSTRA DEGLI SCAMBI però mi sono subito resa conto che il siciliano occupava quasi tutte le pagine, c’erano veramente poche righe in italiano e mi sono scoraggiata immediatamente. Ho guardato mio marito e gli ho detto che avrei impiegato un mese per leggere questo romanzo anche se non era più di duecento cinquanta pagine. Poi ho pensato, va beh stasera lo inizio, vedo com’è e se è troppo complicato da capire lo rimetto nella libreria e non ci penso più. Ma l’inizio mi ha fatto veramente sorridere e non sono riuscita a riporlo senza leggerlo. Non dico di essere diventata una esperta nel comprendere il dialetto siciliano ma piano piano mi ci sono abituata e non è stato poi così difficile arrivare alla fine.

Si tratta di un romanzo giallo dove gli scambi di persona sono i protagonisti, una storia abbastanza semplice che Camilleri è riuscito a raccontare con il giusto modo. I suoi personaggi sono sempre abbastanza comici ed anche il commissario a volte mi fa sorridere. La storia è abbastanza complicata, ci sono parecchi colpi di scena ed io fino alla fine non ero riuscita a capire il colpevole. Beh questo vale poco…con tutti i gialli che leggo dovrei essere una investigatrice con i fiocchi ed invece non indovino mai il cattivo della situazione. Forse è una mia pecca ma la ritengo una fortuna così ogni volta rimango sorpresa al punto giusto. Anche se almeno una volta nella mia vita mi piacerebbe trovare il colpevole…anche questa volta però non ci sono riuscita.

L’uso del siciliano aiuta molto nelle scene comiche che non mancano in tutta la lettura sin dalle prime pagine e aiuta anche nella descrizione dei vari personaggi. Io non sono una esperta di Camilleri quindi non so se siano gli stessi in ogni suo romanzo ma a me sono sembrati tutti un po’ goffi ma molto simpatici. Persone in carne ed ossa e non super eroi che vivono per lavorare e fanno peripezie a volte fuori da qualsiasi schema, agenti di polizia che si stancano se lavorano troppo, che fanno battute tra di loro, che si dividono il lavoro gravoso, insomma persone di tutti i giorni.

Adesso però vi racconto un po’ di trama così da invogliarvi alla lettura di questo romanzo molto molto carino…

‘’’LA STORIA’’’

Alle cinque e mezza di mattina il commissario viene svegliato da una mosca che credeva fosse un fossile attaccato alla finestra, che gli entra nella narice sinistra. Per ucciderla Salvo si da una gran botta al naso che provoca immediatamente due cose: un risveglio orrendo ed il sangue al naso. Dopo aver applicato del ghiaccio sul naso decide di tornare a dormire vista l’ora ma la mosca, dopo poco tempo, ricomincia a ronzare. Decide di ucciderla e sbarazzarsi di lei, poi va in bagno e si lava le mani. Quando torna in camera però trova una mosca sul cuscino. Le mosche quindi erano due e lui inizia ad interrogarsi se ha ammazzato quella colpevole o quella innocente.

La giornata non era iniziata nel migliore dei modi e peggiora quando il commissario vede dalla sua finestra due tizi litigare furiosamente. Decide di uscire di casa per cercare di dividerli quando arriva la polizia che non lo riconosce e lo porta in centrale per arrestarlo visto che sembrava lui il colpevole di tutta la rissa in quanto la pistola di uno dei due uomini era proprio ai piedi di Montalbano. Fortunatamente arrivato alla centrale lo riconoscono e lo rilasciano subito. Ma la giornata peggiora ulteriormente con un nuovo caso.

Una giovane donna che percorreva una zona solitaria viene prima rapita e poi rilasciata senza nessun segno di violenza e con la sua borsa ancora intatta. Qualcuno l’ha narcotizzata ma non si sa per quale motivo visto che lei non ha nemmeno un graffio e non si tratta nemmeno di una rapina. La donna non ricorda l’aggressore è come se si fosse addormentata e poi risvegliata da un’altra parte. Questo però non è un caso singolo, la stessa sorte capita alla nipote del proprietario del ristorante dove il commissario adora andare a mangiare durante la pausa pranzo. Anche lei viene rapita e poi rilasciata senza nessun segno apparente. Vi è nuovamente un nuovo sequestro ma questa volta la ragazza ha ferite superficiali in tutto il corpo.

Vi è anche un incendio ad un negozio di elettrodomestici e, quando la polizia cerca di trovare il proprietario, Marcello di Carlo sembra scomparso dalla faccia della terra. Si sa che era partito per le vacanze due mesi prima e che con lui c’era la donna di cui si era innamorato poco tempo prima. Ma anche la donna misteriosa sembra essere sparita….Montalbano ha davvero tanto su cui indagare…

‘’’IL MIO PARERE’’’

Questo romanzo mi è piaciuto molto. Certo non è un thriller americano pieno di azione ma è godibile e ben architettato. Dal caos totale piano piano si arriva a trovare il colpevole e il movente di tutta la faccenda. Non mi sono dilungata molto sulla trama ho raccontato le prime pagine dettagliatamente solamente perché dopo la mosca ho deciso di continuare la lettura anche se LA GIOSTRA DEGLI SCAMBI è scritto prevalentemente in siciliano. Ci sono due o tre dialoghi in italiano e nulla più. Ma, ora che ho iniziato a comprendere questo dialetto, non mi fermo più perché Camilleri mi ha stregata.

Il suo modo semplice di raccontare, qualche insegnamento e qualche perla di saggezza sparsa tra le righe mi hanno fatto ricredere completamente e mi stanno facendo ammirare molto questo scrittore. Tra l’altro pochi giorni fa è stato il suo compleanno e ho visto una sua intervista in televisione ed è davvero molto simpatico come personaggio. Non me lo aspettavo che mi sarebbe piaciuto così tanto ed ora capisco anche il mio amico che è un suo grandissimo fan. I personaggi sono ben descritti e tutta la vicenda ha un inizio ed una fine chiara e semplice insomma un ottimo giallo, un passatempo davvero scritto bene.

Consigliarlo? Superato il siciliano io mi sento di consigliare la lettura di questo romanzo e anzi inizierò a cercarne altri perché i personaggi mi sono davvero piaciuti. Spero di avervi aiutati nella scelta della vostra prossima lettura. Un abbraccio Romina