SHADOWHUNTERS CITTA’ DEL FUOCO CELESTE (CASSANDRA CLARE)

…Serviamo liberamente perché amiamo liberamente, giacché dipende dalla nostra volontà amare o meno; da essa dipende se stiamo in piedi o cadiamo.

‘’’PREMESSA’’’

Buon sabato a tutti. Ho dedicato questa settimana di ferie a leggere l’ultimo libro della serie degli Shadowhunters. 732 pagine di odio, amore, avventura, perdite dove nemmeno una parola è superflua per comprendere l’intera narrazione. Ho impiegato quasi nove giorni ad arrivare alla fine e solitamente io ci metto molto meno a leggere un romanzo ma volevo assaporarlo bene visto che è l’ultimo della saga. Certo non è una lettura adatta ad una quarantenne, quando ho detto con una mia amica cosa stavo leggendo, quasi mi ha riso in faccia ma ho iniziato il primo romanzo parecchio tempo fa e mi sono affezionata sia ai personaggi che alla trama che, ogni tanto, acquistavo quello successivo. Forse anzi sicuramente è l’unica saga fantasy che ho letto dall’inizio alla fine e adesso che l’ho finita un po’ mi dispiace. Dopo aver letto il primo romanzo e aver atteso quasi due anni per leggere il secondo (ho aspettato che uscisse la versione economica), pensavo di non ricordarmi nulla e invece, come per magia, tutto mi è ritornato alla mente e così è successo anche per i successivi. I personaggi che sono davvero tanti, le vicende che si susseguivano senza sosta, i loro intrighi sempre più complicati non me li sono persi per strada per via degli anni che sono passati dal primo romanzo ma mi sono rimasti impressi tutti quanti in testa senza nemmeno faticare a ricordarmi i nomi. E’ stranissima questa cosa soprattutto per una come me che appena chiude un romanzo e ne inizia un altro è come se facessi un reset completo e alcune volte faccio davvero fatica a ricordarmi di un libro letto magari un anno fa.

Qui ci sono tutte le specie fantastiche: vampiri, lupi mannari, stregoni, fate e ovviamente gli Shadowhunters ossia esseri umani al cento per cento addestrati alla lotta per difendere il mondo di tutti i Nascosti, una categoria di persone che si proteggono attraverso le rune che si incidono sulla pelle e che hanno il compito di preservare il mondo dagli attacchi dei cattivi. E’ molto riduttivo quello che sto dicendo ma è un modo per farvi capire di cosa sto parlando. Adesso in televisione c’è anche la serie. I personaggi sono davvero dei ragazzini e quindi immagino che il pubblico a cui è rivolto sia proprio quello degli adolescenti ma io la sto guardando ugualmente perché è molto fedele ai racconti di Cassandra Clare e mi sembra di rivivere un po’ i libri che mi sono davvero piaciuti molto.

Credo che non ci sia un’età per leggere qualcosa che ti è piaciuto ed io non mi vergogno minimamente di aver adorato questi racconti anzi ne sono fiera perché mi sono davvero piaciuti ed ora che so che non ci sarà un seguito mi sento un po’ triste. In questa mia opinione non farò il riassunto delle puntate precedenti altrimenti mi servirebbero circa due giorni per raccontarvi tutto ma mi dedicherò solamente a questo romanzo. Adesso però è ora che inizi a raccontarvi di cosa parla così da riuscire, forse, a spiegarmi un po’ meglio. Ho sempre paura quando scrivo opinioni di perdermi qualcosa per strada e di non far capire molto a chi ha il tempo di leggermi ma ci provo lo stesso…

‘’’LA TRAMA’’’

La storia inizia nell’istituto degli Shadowshunter di Los Angeles. Ogni città ha il proprio istituto dove vivono questi cacciatori, dove imparano come combattere e come difendersi, dove ha luogo la loro vita di persone nascoste. Sebastian attacca questo istituto. Lì c’è la famiglia Blackthorn ed Emma Carstairs una ragazzina di dodici anni che, mentre i suoi genitori sono in missione, l’hanno lasciata in compagnia del suo miglior amico Julian Blackthorn. Sebastian riesce a trasformare in Ottenebrati (demoni cattivi addestrati ad uccidere) tutti gli abitanti dell’istituto tranne Emma, Julian ed i suoi fratelli più piccoli che sono riusciti a nascondersi ma il padre di Julian è spacciato ed il fratello più grande, Mark, è stato rapito.

Poi la narrazione si sposta a New York. Jace che era stato colpito ed ora ha il fuoco celeste che gli scorre nelle vene sta cercando di domarlo e di riuscire a gestirlo nel miglior modo possibile senza ferire o far male a chi gli sta accanto. Da quando Jace ha questo potere infatti difficilmente riesce ad abbracciare e baciare la sua amata Clary senza rischiare di farle prendere fuoco o di farle qualche danno fisico ma a Clary non importa lei è sempre più innamorata di lui ed è felice di stargli accanto. I due infatti vengono chiamati in istituto per una riunione a cui partecipano anche Luke, Jocelyn, Alec e Isabelle e dove vengono informati che Sebastian ha già attaccato gli istituti di Berlino, Mosca, Bangkok e Los Angeles. Ogni persona che compare davanti a Sebastian lui lo trasforma in un Ottenebrato al suo servizio per distruggere tutti quelli che gli impediscono di diventare il re indiscusso di tutto il mondo dei Nascosti.

Per cercare di non essere uccisi prima di aver un piano per eliminare definitivamente Sebastian tutti gli Shadowhunters si trasferiscono a Idris un luogo protetto che non può essere violato. Clary deve quindi abbandonare il suo amico vampiro Simon almeno per un po’ e lo saluta abbracciandolo forte mentre Isabelle che è segretamente innamorata di lui gli dona il suo ciondolo con il rubino. Alec spera di riuscire a salutare il suo mago Magnus anche se si sono lasciati definitivamente ma lui non riesce ancora ad avvicinarsi ad Alec perché il suo amore per lui è ancora vivo nel suo cuore.

Arrivano tutti ad Idris e iniziano a sistemarsi nei rispettivi alloggi prima che si tenga la prima riunione del Consiglio per decidere come difendersi e riuscire a sconfiggere gli attacchi di Sebastian. Clary conosce così gli unici ragazzini sopravvissuti a Los Angeles e diventa subito loro amica anzi Emma accompagna Clary a comperare la sua prima spada, la sua arma che chiama Eosforos ed è la spada gemella del suo fratellastro Sebastian.

Durante il consiglio si decide che gli Shadowhunter adulti devono andare alla Città di Diamante dove vivono le sorelle di Ferro per affrontare alcuni Ottenebrati e sconfiggerli. Clary e Jace sono quelli che hanno conosciuto più da vicino Sebastian, Clary è la sua sorellastra e Jace era stato soggiogato da lui e ha vissuto insieme a lui per un periodo, e sono convinti di capirlo meglio di tutti gli altri così si offrono volontari per partire in battaglia. Ma gli adulti decidono che loro sono ancora troppo giovani per cadere in un campo di guerra e quindi glielo impediscono almeno formalmente. Questo non li ferma assolutamente, Clary con il suo potere di creare delle rune particolari, riesce a creare un portale e a raggiungere la Città di Diamante. La battaglia è più dura di quello che sembra e gli Ottenebrati hanno la meglio. Jace rimane anche ferito dopo lo scontro con Sebastian e Clary usa tutta la sua energia per disegnare un iratze potente per riuscire a spegnere Jace dal suo fuoco celeste che lo sta divorando.

Nel frattempo a New York Simon viene rapito da Maureen Brown una ragazzina che lui ha morso un po’ di tempo fa e che è diventata un vampiro. Per punizione lo veste come un bambolotto e lo tiene richiuso in una gabbia. Raphael riesce a salvare Simon e lo porta con sé ad Alicante. Sebastian attacca anche i lupi mannari e parecchi muoiono sotto il suo potere anche il capobranco. Gli unici nascosti che sono stati salvati è il Popolo fatato perché si sono alleati con Sebastian all’insaputa di tutti gli altri…

‘’’IL MIO PARERE…’’’

Innanzi tutto devo scusarmi per aver interrotto così il riassunto del romanzo ma non volevo raccontarvi proprio tutto e mi sono sbottonata anche troppo… Altre scuse devo farle perché forse chi non ha letto gli altri libri della serie farà molta fatica a comprendere quello che ho spiegato ma non è facile scrivere un’opinione su un romanzo legato ad una serie molto lunga soprattutto per chi li ha letti tutti e dà molte cose per scontato. Spero di aver fatto del mio meglio o almeno più di così non potevo fare!!! A parte questo devo dire che sono davvero felice di aver letto tutti gli Shadowhunters. Nessun romanzo è più bello e coinvolgente di quello precedente, tutti sono davvero così pieni di avventure, sentimenti e azioni che è difficile da credere. Solitamente come le serie in televisione le prime puntate sono sempre molto accattivanti e poi con il tempo si spengono mentre in questi romanzi niente viene lasciato al caso e tutto quello che inizia ha una fine spiegata in modo esauriente. E anche questo finale della storia non è da meno.

Ovviamente tutto si sistema nel migliore dei modi anche se non per tutti i personaggi ma il lieto fine c’è e le ultime pagine mi hanno anche commossa un po’. Mi sento davvero una piccola adolescente quando dico queste cose e un po’ mi vergogno perché ho superato già i quarantanni ma il lieto fine credo che piaccia a qualsiasi età sia nella vita che nei film che nella lettura.

Non sono mai stata una fanatica dei romanzi fantasy nemmeno quando ero più giovane e credo che nessun libro di questo genere mi abbia mai colpita ma questa serie è stata davvero bella, scritta bene, credibile e, mentre la leggevo, mi immaginavo anche nella mia mente l’aspetto dei personaggi che è stato smentito dalla serie tv ma io rimango comunque con la mia idea. Come potete capire quindi promuovo a pieni voti tutti i romanzi legati alla serie Shadowhunters di Cassandra Clare e credo che leggerò anche altri suoi scritti perché riesce ad entrare in empatia con i personaggi e a descrivere le situazioni in modo magistrale. Io consiglio a tutti di leggere questa serie che non è noiosa come tutte le storie sui vampiri o i lupi mannari ma è piena zeppa di colpi di scena. Spero di avervi aiutati nella scelta della vostra prossima lettura. Un abbraccio Romina

LA SETTA DEL PUGNALE (KATHERINE KURTZ- DEBORAH T. HARRIS)

‘’’PREMESSA’’’

Buongiorno a tutti. Anche oggi sono qui per raccontarvi l’ultimo libro che ho terminato di leggere proprio due minuti fa. Ho deciso di scrivere immediatamente questa opinione perché avevo paura di dimenticarmi qualcosa visto che si tratta di un romanzo abbastanza fuori dal comune per me e che tante cose non le ho capite proprio bene. Ma partiamo dall’inizio. Come solito ho trovato LA SETTA DEL PUGNALE grazie ad uno scambio di ebook che faccio con i miei amici lettori. Nessuno di noi sceglie i romanzi da inviare agli altri a seconda del genere che preferiscono ma ci mandiamo tutto quello che acquistiamo e che abbiamo già letto senza nessun tipo di cernita. Quando ho visto la copertina in inglese di questo ebook ho pensato immediatamente che chi me l’aveva mandato non poteva sapere che non sono così esperta nelle lingue però ho sempre desiderato mettermi alla prova e quindi ho iniziato la lettura.

 

L’unica cosa in inglese era la copertina ma il romanzo era scritto in italiano. Non sono rimasta delusa e le prime pagine mi avevano catturata abbastanza così ho proseguito senza indugiare molto. Non ci ho messo molto a capire che questo racconto faceva parte di una serie in quanto i personaggi non erano descritti minuziosamente ma si rimandava molto a descrizioni passate. E’ come se il lettore dovesse già averli conosciuti ma io non sapevo assolutamente chi fossero quindi ho trovato il primo ostacolo. Lo stile in cui era scritto però non mi sembrava male così ho continuato lo stesso. Ho scoperto dopo che questo è il quinto capitolo di una serie The Adept ideata agli inizi degli anni novanta dedicata ad un detective scozzese dotato di poteri arcani e misteriosi.

 

Non volevo non capirci proprio nulla anche perché man mano che le pagine si accumulavano io iniziavo ad avere le idee un po’ confuse e così mi sono documentata un po’ sul web per riuscire almeno a terminare il romanzo con cognizione di causa. Non ho trovato moltissimo devo essere sincera e, a parte la trama, non c’era nessuna descrizione dei personaggi (cosa che mi sono persa visto che ho iniziato dal quinto romanzo) ma la cosa che mi ha colpita di più era che si tratta di un romanzo esoterico. E qui la mia ignoranza è emersa in tutto il suo splendore. Fortuna che c’è internet che mi aiuta e l’enciclopedia on line mi ha dato una grande mano…

 

Il termine esoterico in ambito filosofico e religioso indica le dottrine e gli insegnamenti segreti che non devono essere resi pubblici in quanto destinati a pochi individui. Nella storia delle religioni e delle filosofie questo termine è usato per indicare orientamenti di pensiero che riguardano pochi discepoli o meglio iniziati che non li divulgano e per nasconderli usano espressioni rituali, simboliche e mitologiche che solo gli aderenti al gruppo possono capire e comprendere. Queste dottrine si presentano sempre come verità di un valore molto particolare soprattutto ai fini della salvezza individuale, della liberazione dal male e del progresso spirituale. Questo termine è spesso legato a forme di esperienza religiosa e mistica.

 

Dopo aver letto questa definizione mi si è aperto un mondo a me sconosciuto ma la difficoltà ad entrare in empatia con il romanzo mi è rimasta ugualmente anche se mi ha incuriosita parecchio questa disciplina. Adesso cerco di accennarvi un po’ di trama ma non mi dilungherò più di tanto perché sono ancora un po’ confusa anch’io!!!

 

‘’’LA TRAMA’’’

 

La narrazione parte da Donegal in Irlanda. Due ufficiali della guardia costiera stanno facendo un normale servizio di pattuglia come sono soliti fare. Proprio da una grotta vedono uscire due figure molto piccole e sfocate che sembrano avere sembianze orientali. Riescono a capire che hanno la testa rasata e indossano ampie vesti di color arancio. I due ufficiali, non avendo mai visto tipi del genere nel loro servizio che ormai fanno da molto tempo, si dirigono verso quella grotta. Dentro trovano un sommergibile U-Boot. Sulla cima vi è la bandiera della Kriegsmarine dove vi è disegnata una croce uncinata simbolo del Terzo Reich e quindi del fascismo. Le due guardie non possono credere ai loro occhi ma purtroppo la scoperta è destinata a rimanere segreta. Le due figure viste in precedenza appaiono davanti ai loro occhi e li uccidono senza troppi sensi di colpa con dei pugnali tozzi e stranissimi. I due strani soggetti non si accorgono però che uno dei due cadaveri viene trascinato lontano dalla corrente del fiume.

 

La narrazione si sposta a Mull of Kintyre in Scozia. Peregrine e Julia Lovat finalmente si sono sposati. E il loro viaggio di nozze tanto agognato inizia proprio sul mare. Peregrine è un pittore ha anche delle doti particolari: è capace di vedere con i suoi occhi cose accadute molto tempo prima e di dipingerle. Mentre sta dipingendo un bellissimo ritratto a sua moglie con lo sfondo del mare, il suo sguardo viene catturato da una macchia scura che vede tra le onde. Peregrine non vuole rovinare questo momento idilliaco a sua moglie ma, senza essere visto, si avvicina e si accorge che si tratta di un cadavere. Visto lo squarcio che è presente sulla schiena dell’uomo capisce subito che si tratta di omicidio. Non può tenere un segreto così grande così chiede alla moglie di andare ad informare la polizia del luogo e lui inizia a scattare delle foto. Sebbene non sia male come fotografo non riesce a mettere bene a fuoco tutta la scena. Sulle prime pensa che sia un difetto della sua macchina fotografica ma, quando decide di far sviluppare il rullino, i suoi presentimenti trovano conferma.

 

Sulle immagini si intravede una figura sfuocata di un monaco orientale che sembra fluttuare sul corpo e che stringe tra le mani qualcosa che potrebbe assomigliare ad un pugnale. Peregrine facendo parte della Loggia di Caccia ossia di una congrega segreta che indaga su casi passati attraverso le scienze occulte non può fare altro che chiedere l’aiuto ai suoi amici e collaboratori Adam Sinclair e Mc Leod.

 

‘’’LA MIA OPINIONE’’’

 

Ho provato diverse sensazioni leggendo questo romanzo. All’inizio la mia curiosità era davvero enorme e ho iniziato a leggere molto velocemente per soddisfarla nel minor tempo possibile. Poi ci si sposta sull’occulto ed io ho il terrore delle cose che non riesco a comprendere appieno e ho quasi deciso di spegnere l’ebook e di ricominciare un’altra lettura. Ma ovviamente ho atteso e ho proseguito la narrazione perché prima di cestinare un libro devo essere veramente convinta di quello che faccio e così è iniziato prima lo stupore e poi la incredulità pura e semplice. Mi sembrava quasi fantascienza il fatto che i personaggi potessero mettersi in contatto con le proiezioni mentali di altri e così ho preso il romanzo per quello che è e ho deciso di terminarlo.

 

Sebbene le due scrittrici siano molto brave, sebbene non ci sono descrizioni inutili e noiose, non sono riuscita ad apprezzare molto questa lettura e arrivata a metà libro non vedevo l’ora di arrivare alla fine per iniziare qualcosa che mi sarebbe piaciuto di più. Se trovo un altro romanzo di questa serie non sono proprio sicura di iniziarlo nell’immediato anzi forse non lo inizierei mai a meno che non abbia null’altro da leggere. Forse per il tema trattato, forse perché i personaggi non sono stati descritti molto dettagliatamente, forse perché non credo assolutamente in queste cose non mi sento assolutamente di consigliare la lettura di LA SETTA DEI PUGNALI. Spero di avervi comunque aiutati nella scelta della vostra prossima lettura. Un abbraccio Romina.

LA COLLEZIONISTA DI LETTERE (JORGE DIAZ)

‘’’PREMESSA’’’

Buon giovedì a tutti. Anche oggi sono qui, come al solito, per raccontarvi l’ultimo libro che ho finito di leggere questa mattina prima di andare al lavoro. Non vedevo l’ora di svegliarmi perché sapevo che mancavano poche pagine e che sicuramente sarei riuscita a finirlo. Era da circa un anno che avevo acquistato questo romanzo tramite il Club degli Editori ma, forse per il numero di pagine, forse perché non trovavo mai il momento giusto per iniziarlo era ancora incartato quando l’ho preso in mano la settimana scorsa. E se non fosse che tutti i libri ancora da leggere li ho dovuti spostare in uno scatolone e quindi che ho pescato alla cieca quale incominciare forse sarebbe ancora intatto. Mi piaceva molto il titolo quando l’ho scelto e avevo deciso di leggerlo in un momento di calma, magari durante le ferie, ma poi ho preferito altro e ho fatto malissimo. Per me è stato quasi come perdere un amico quando ho letto l’ultima pagina.

Sono ancora molto entusiasta e spero di convincere parecchi che mi leggeranno a intraprendere questo bellissimo viaggio nel tempo attraverso LA COLLEZIONISTA DI LETTERE. Si tratta di un romanzo storico per lo più ambientato in Spagna, ben articolato. Incomincia il 28 Giugno 1914 dove ci vengono presentati a poco a poco i vari personaggi che compongono la narrazione, si arriva all’assassinio dell’arciduca Francesco Ferdinando D’Asburgo e di sua moglie e si finisce nel 1918 quando la guerra finisce. Nell’epilogo poi ci sono alcune pagine di due anni dopo per spiegare molto velocemente cosa ne è stato di alcuni personaggi i più importanti ovviamente.

Forse mi ripeto ma io la storia a scuola l’ho sempre odiata profondamente. O meglio non me l’hanno fatta piacere. Tutte le professoresse che ho avuto mi obbligavano solamente a ricordare a memoria date, nomi, avvenimenti, battaglie, senza mai farmi ragionare ed io odiavo questo tipo di insegnamenti. Non capivo a cosa potessero servire quindi dopo aver imparato la lezioncina a memoria me la scordavo e passavo oltre. Solo leggendo questo genere di libri ho capito veramente cosa sia la storia e cosa rappresenti per ognuno di noi. Forse mi pento un pochino di non aver approfondito un tempo perché ora lo trovo davvero un argomento molto interessante e, spesso, quando mi trovo davanti dei libri che parlano di storia mi sento davvero molto ignorante in materia e me ne vergogno un po’. Ma attraverso questi romanzi imparo comunque qualcosa ed è anche questo il bello della lettura. Lo scrittore è spagnolo e quindi il romanzo parte da lì ma si dirama anche in Francia,in Germania, in Belgio ed in Svizzera perché alcuni personaggi si spostano in quei luoghi durante la narrazione.

Oltre agli eventi storici rilevanti ed alla guerra qui si parla principalmente di persone, di sentimenti e di vicende legate a loro. All’inizio sembrano tutti piccoli capitoli dedicati alle vicende di ognuno ma piano piano si capisce che la guerra li legherà insieme e deciderà in parte il loro destino. Senza questi bellissimi personaggi non mi sarei innamorata mai di questo romanzo, senza le loro azioni non sarei mai rimasta con il fiato sospeso dalla prima all’ultima pagina e adesso, prima di parlare della trama, voglio presentarvene alcuni…

‘’’I PERSONAGGI’’’

Blanca Alerces è forse uno dei personaggi principali. Il romanzo inizia proprio durante la preparazione del suo matrimonio. E’ figlia di marchesi e promessa sposa ad un uomo anch’esso altolocato ma proprio davanti all’altare lei rifiuta di sposarsi. E’ una ragazza molto indipendente per essere nell’alta società, ha dei principi che sfiorano quasi il femminismo quando ancora non se ne parlava in Spagna. E’ molto bella, bionda con dei profondi occhi azzurri ma è anche forte e sicura di sé, non le importa cosa possa pensare la gente di lei, lei continua ad agire secondo il suo pensiero sempre e comunque. Ma nonostante questo Blanca è alla ricerca dell’amore che sembra sfuggirle di mano ogni volta che lo trova.

Un altro personaggio molto importante è Manuel Campos o Manuel Lope (dopo che ha dovuto cambiare cognome per non essere arrestato dalla polizia). E’ un ragazzo molto chiuso e riservato a cui la vita non ha dato molto ma, nonostante questo, lui dedica la sua a combattere contro i ricchi e gli oppressori e cercando di aiutare i più poveri come meglio può. Ogni sabato mattina si reca nel quartiere più povero di Madrid per insegnare ai bambini che non hanno possibilità a leggere e scrivere, cerca di aiutare i ragazzini che hanno bisogno di mangiare con quello che può. Si definisce anarchico ma quando il Re gli propone di aiutare i prigionieri di guerra e le sue famiglie non si fa molti scrupoli a lavorare per lui. Ha un cuore d’oro ma è cresciuto con amici che non sono come lui e presto dovrà decidere da che parte stare.

Alvaro Giner merita di essere nominato per il suo cambiamento dopo che gli viene affidato la direzione dell’Ufficio Prigionieri di Guerra. Appartiene ad una famiglia benestante ed è amico intimo del Re da tantissimo tempo. Insieme vanno a caccia e fanno lunghe chiacchierate. E’ sempre stato un libertino con appartamenti dove vivevano le sue amanti ma le ha sempre trattate con il massimo rispetto e serietà. Persino il Re in persona cerca di incoraggiarlo a trovare una ragazza seria da sposare ma lui sembra non essere mai d’accordo. Il lavoro per la gente cambierà il suo modo di vedere le cose e piano piano anche quello di affrontare l’amore.

Un personaggio davvero molto particolare è Carmen, una bellissima donna gitana e ballerina di flamenco con un fascino particolare. E’ impossibile non notare il suo fisico e la sua sensualità infatti tutti gli uomini che la incontrano ne rimangono affascinati. E’ sposata con un pittore francese ma solamente con il rito gitano quindi per la legge nessuno sa che lo è e le cose si complicano quando il marito viene reclutato per la guerra. Lei aspetta un figlio da lui e lui parte senza nemmeno sapere se sarà maschio o femmina. Dopo un anno che non ha notizie del marito decide di andare nella capitale spagnola per chiedere all’ambasciata. Ma qui, appena arrivata, le rubano tutto quello che ha. E’ grazie ad un giovane che riesce a campare per un po’ di tempo lavando i vestiti delle persone più abbienti ma, quando suo figlio si ammala e ha bisogno di medicine e di cure a pagamento, lei decide di vendere il suo corpo non dimenticando mai però il suo marito al fronte.

Non si può non nominare almeno un soldato. E’ attraverso gli occhi di Jean Marie Huguet che vediamo come se la passano gli uomini arruolati. Disperazione, morte, distruzione, speranza e a volte anche egoismo pur di riuscire a salvare la propria vita. Lui è il pittore francese marito di Carmen, lui è quello che riesce a scampare varie volte alla morte, lui vede tutti quelli che compongono il suo plotone morire prima di lui, viene arrestato dai tedeschi, viene rinchiuso per parecchio tempo senza bere né mangiare. Sfiora ogni giorno la morte finchè un generale tedesco non vede la sua bravura nel disegnare e lo assegnano ad un gruppo di falsari. Almeno lì riesce a mangiare e a bere come si deve ma sa tutto dei tedeschi e sa che alla fine della guerra lui dovrà obbligatoriamente essere ucciso.

Gonzalo Fuentes è cresciuto in una famiglia benestante. Da giovane ha perso la madre ed il padre è un dispotico componente della polizia ma ha un buonissimo rapporto con la sorella Elisa migliore amica di Blanca. Attraverso lui conosciamo la vita degli omosessuali dell’epoca. Evitati e perseguitati se vengono scoperti, hanno una vita segreta, luoghi impensabili dove incontrarsi attraverso parole segrete che variano di giorno in giorno. Dopo essere stato picchiato brutalmente da un gruppo di guardie, ripudiato da suo padre che scopre il motivo della rissa e abbandonato anche dalla sorella che gli volta le spalle, decide di fare il giornalista e si rivelerà davvero molto bravo a fare il suo lavoro.

E poi ce ne sono davvero tantissimi altri tra cui non può mancare il Re Alfonso XIII di Borbone, un sovrano sotto tutti gli aspetti ma con un cuore molto grande. Non disdegna le donne anche se è sposato, ha una vasta cerchia di amici ma è da lui che parte l’idea di ricercare le persone scomparse durante la guerra per aiutare le famiglie disperate per i loro cari e dona le stanze del suo palazzo proprio per costruire gli uffici. Parla con tutti gli impiegati e si impegna in prima persona quando la ricerca diventa difficile o meglio impossibile. C’è Elisa Fuentes un tempo amica di Blanca ma innamorata dell’uomo che Blanca ha abbandonato all’altare. L’amore per lui la fa impazzire, dona il suo corpo, si lascia picchiare quando lui vuole, abortisce illegalmente rischiando la morte per un figlio che lui proprio non voleva riconoscere. E non mancano nemmeno le persone cattive tra cui il più importante è Carlos De la Era. E’ l’uomo abbandonato all’altare da Blanca che vuole vendicarsi a tutti i costi colpendo le persone a lei vicine, è l’uomo che uccide solo per il gusto di far del male agli altri. E ci sono tanti altri personaggi secondari ma non per questo meno importanti ognuno caratterizzato molto bene.

Forse adesso vi ho raccontato un po’ troppo e mi è davvero difficile fare anche un riassunto ben articolato della trama che, per questo, accennerò solamente altrimenti vi rovinerei la bellezza di tutto il romanzo…

‘’’LA TRAMA’’’

Ci troviamo nel 1914 proprio quando Gravilo Princip, un uomo gracile, piccoletto e malato di tisi non vede l’ora di mostrare al suo popolo che anche lui può essere utile anche se è stato molte volte rifiutato alla sua richiesta di entrare a far parte dell’esercito serbo. Il 28 Giugno 1914 decide di assassinare l’arciduca Francesco Ferdinando D’Asburgo e sua moglie Sophia quando altri suoi compagni avevano fallito a quel compito. E da qui parte la Grande Guerra.

La guerra inizia ad impegnare diverse nazioni ma il re di Spagna Alfonso XIII decide di rimanere neutrale a meno che gli Stati Uniti non decidano di intervenire e la sua decisione è categorica almeno per il momento anche se sa che la monarchia è destinata piano piano ad estinguersi.

Un giorno tra la posta riservata a lui riceve la lettera di una bambina. E’ molto dolce e scritta veramente bene ma racchiude una tristezza infinita. La piccola chiede proprio al Re se riesce a ritrovare suo fratello che, dopo essere stato arruolato, non ha dato più nessuna notizia alla famiglia ed a lei manca tantissimo. Il Re legge questa lettera assieme ad Alvaro Giner uno suo collaboratore ma anche un suo amico ed è davvero intenerito da questa richiesta così ha una splendida idea: creare un ufficio prigionieri che avrà il compito di smistare tutte le lettere di richiesta di aiuto e ricercare le informazioni sulle persone smarrite per aiutare le famiglie che le cercano invano.

Alvaro Giner sarà il direttore dell’ufficio ma il Re affiancherà come meglio potrà con il suo aiuto. Vengono adibiti due uffici nel terzo piano del palazzo reale per questo e chiamate alcune persone di fiducia per collaborare all’iniziativa. Gli spazi non sono accoglienti come il resto del palazzo reale ma devono essere solamente funzionali per un lavoro di ricerca che sembra tutt’altro che facile. Blanca una ragazza il cui padre è amico del Re e che ha voglia di lavorare nonostante le donne nobili del tempo disdegnino questo viene chiamata ufficialmente dal Re per aiutarli.

Man mano che la guerra prosegue con più vittime di quanto era previsto inizialmente, aumentano anche le richieste di aiuto e aumentano anche le persone assunte per svolgere questo lavoro duro ma che ogni tanto dà delle soddisfazioni incredibili. Tutti i collaboratori sono davvero in sintonia tra loro e non hanno doppi fini, il loro unico pensiero è riuscire a trovare le persone scomparse e dare delle risposte precise alle famiglie che li cercano ininterrottamente. Dopo un anno addirittura iniziano ad occuparsi dello scambio di prigionieri tra le varie nazioni in guerra e questo è un altro passo avanti per loro….

‘’’IL MIO PARERE’’’

Beh forse lo avrete già capito ma io ho adorato questo romanzo dalla prima all’ultima pagina. All’inizio credevo fosse una brutta imitazione dei romanzi di Ken Follett ma lo stile di Jorge Diaz mi ha conquistata piano piano. Non ci sono inutili descrizioni, non ci sono fronzoli e la narrazione scorre fluida nonostante sia un romanzo molto lungo. Anche se il linguaggio è molto distaccato Diaz riesce ad emozionare moltissimo e non nascondo che alla fine della lettura mi è pure scesa una lacrimuccia. In un unico romanzo vengono davvero trattati tantissimi temi. La guerra è la protagonista indiscussa di tutto ma si parla anche dell’emancipazione femminile perché fino ad allora la donna era considerata solamente per il suo aspetto fisico e per la sua capacità di concepire i figli, non certo per la sua intelligenza, si parla di omosessualità vista come qualcosa da nascondere e di come la vivono sia chi è omosessuale sia chi li vede diversi ma soprattutto dell’amore non solo tra uomo e donna ma anche per i figli e per la vita in generale.

Mi ha toccato il cuore in un modo incredibile… era davvero da tantissimo tempo che non leggevo un romanzo così bello, coinvolgente, che non mi ha annoiata nemmeno per un secondo. L’inizio non è stato dei più semplici perché vi era un susseguirsi di personaggi, di azioni, tutte molto distinte tra loro e non credevo che dopo cento pagine mi sarei così appassionata da leggerlo lentamente per paura che terminasse troppo in fretta. Non mi sono persa una virgola e credo che le vicende di tutti i personaggi rimarranno nella mia memoria per tanto, anzi tantissimo tempo.

Ho sempre avuto un debole per i romanzi storici ma questo scrittore di cui non avevo mai sentito parlare prima mi ha davvero catturata e mi dispiace che gli altri suoi romanzi non siano ancora stati tradotti e pubblicati in Italia in quanto sarei scappata immediatamente in libreria per acquistarli. In questo periodo se avete un po’ di ferie e la voglia di leggere una perla di libro non potete perdervelo assolutamente per questo mi sento di consigliarlo a tutti. Spero di avervi aiutati nella scelta della vostra prossima lettura. Un abbraccio Romina

NAKED HEAT (RICHARD CASTLE)

‘’’INIZIAMO…’’’

Buon mercoledì a tutti. Eccomi ancora qui per raccontarvi la mia ultima lettura. Scegliendo nella lunga lista di ebook che mi hanno donato i miei amici lettori questa volta avevo proprio voglia di leggere un libro giallo e sono rimasta stupita quando ho trovato un romanzo di Richard Castle. Oltre ad amare moltissimo i racconti misteriosi mi piacciono tanto anche alcune serie televisive che parlano di omicidi. Una a cui sono davvero affezionata è proprio Castle.

Ho iniziato a guardarlo per caso e quasi immediatamente mi sono affezionata subito ai personaggi un po’ sopra le righe che lo popolano. La detective bellissima che sembra fatta di ghiaccio ma piano piano si scioglie, i suoi due fidati collaboratori che sono anche un po’ comici nelle loro vicende ma anche nel modo in cui si comportano, lo scrittore che collabora con le forze dell’ordine per trarre spunto per i suoi romanzi e la sua strana famiglia. Insieme ai casi da risolvere scappa anche qualche sorriso e questo aiuta a ridurre la tensione e a rendere il telefilm più credibile.

Ma non credevo che Richard Castle fosse uno scrittore!!! Lo so a volte mi stupisco anch’io del mio modo di approcciarmi alle cose. Amo una serie televisiva ma non mi documento su di essa, amo un genere di libri ma non approfondisco mai le biografie degli scrittori, sono un po’ superficiale in tutto quello che faccio ma ogni tanto le sorprese rendono comunque la vita più piacevole e i saputelli non mi sono mai piaciuti.

Lasciando perdere le mie piccole considerazioni torniamo a Naked Heat. Il serial televisivo è un po’ diverso dal romanzo ovviamente ma ci sono alcune cose che me l’hanno fatto ricordare parecchio. Lo stile in cui è scritto è la prima in quanto mi sembrava davvero di rivedere un episodio della serie anche se i nomi dei protagonisti non sono gli stessi e se la professione dell’aiutante della polizia non è scrittore ma giornalista. Il ritmo è molto buono, la storia tra il giornalista e la poliziotta c’è ed anche i suoi due aiutanti non mancano. Viene accennata anche l’attrazione che c’è tra uno dei due ed il medico legale cosa che c’è anche nel Castle televisivo.

Ho iniziato quindi a leggerlo davvero con molto entusiasmo anche se, dopo un po’, ho trovato la narrazione un po’ troppo piena di dettagli e il ritmo un po’ rallentato ma sono arrivata alla fine comunque con la curiosità di sapere chi fosse il responsabile di tutto ugualmente. Un romanzo giallo ben architettato, con tanti personaggi da ricordare ma che alla fine non lascia niente di incompiuto. Adesso vi racconto un po’ di trama così da spiegarmi meglio…

‘’’RACCONTIAMO…’’’

Cassidy Towie è una giornalista di gossip molto temuta. La sua lingua velenosa ha colpito veramente parecchie star del mondo dello spettacolo e, quando il suo cadavere viene ritrovato nella sua casa, ci sono parecchi potenziali assassini con un valido movente. La bravissima detective della squadra omicidi di New York, Nikki Heat, e la sua squadra iniziano subito ad indagare. Al loro fianco come collaboratore esterno arriva il giornalista e premio Pulitzer Jameson Rook.

Tra Nikki e Jameson c’era stata una breve relazione che non era durata molto e Nikki non voleva assolutamente ritornare a lavorare con lui ma questa volta Rook era davvero interessato all’intera faccenda e aveva espressamente richiesto al sindaco di venire integrato nelle indagini. Rook stava proprio lavorando al fianco di Cassidy in quel periodo e, sebbene non la reputasse una bravissima persona, si stava anche affezionando al suo modo di fare e voleva sapere chi l’avesse assassinata ma soprattutto quale fosse il motivo. Cassidy non aveva rivelato nulla di uno scoop a Rook e lui non faceva che chiedersi il motivo. Sapeva che stava scrivendo un libro molto importante dove c’erano delle scottanti rivelazioni ma non credeva che fossero causa della sua morte.

La storia si complica ulteriormente quando il corpo della povera Cassidy viene rubato. Iniziano le ricerche e sempre più personaggi famosi sembrano collegati tra di loro e tutti hanno avuto a che fare con la giornalista deceduta. Ma perché ucciderla? E perché l’ultimo capitolo del libro che aveva scritto ma ancora non pubblicato è sparito e nessuno riesce a trovarlo?

‘’’IL MIO MODESTO PARERE…’’’

Sono stata contenta di leggere un libro che mi ha ricordato il telefilm che mi piace tanto ma che è anche tanto tempo che non guardo non solo nei personaggi ma anche nel modo leggero in cui è raccontato. Mi ha appassionato molto la storia anche se non è tra le più originali che abbia letto per il modo semplice in cui è raccontata ma ad un certo punto mi sono un po’ persa e sono dovuta tornare indietro per non rischiare di non capire più nulla.

Tutto è collegato ma leggendolo un po’ ogni tanto, nei momenti liberi dal lavoro, quando mi butto sul divano e voglio solo rilassarmi, tutti quei nomi mi hanno un po’ confusa in più i poliziotti usano anche dei nomignoli e dei soprannomi per identificare alcune vittime quindi la cosa diventa ancora più complicata. Verso la metà del romanzo mi sono dovuta fermare e cercare di capire il più possibile per non perdermi nel resto della narrazione e per non dover essere delusa nel finale. Forse i personaggi sono davvero tanti e tutti collegati in un modo o nell’altro tra di loro e questo mi ha confusa un pochino.

Ma quando sono arrivata alla fine tutti i pezzi del puzzle magicamente si sono ricomposti ed il finale è stata anche una sorpresa inaspettata. Quindi non lo posso considerare un libro brutto o da non leggere ma nemmeno un romanzo imperdibile. Mi piacciono i romanzi dove i protagonisti hanno anche una vita privata, mi piacciono (e qui si vede che sono comunque una donna) le storie d’amore tra un assassinio ed un altro e qui mi ci sono trovata veramente bene anche perché la storia tra Nikki e Rook non è finita veramente come vogliono farci credere!!

E’ stato un bel passatempo ma niente di più di questo. Un “thriller” adatto a tutti perché non ci sono scene raccapriccianti anzi a volte si cade anche nel grottesco e nel ridicolo ma Castle è anche questo soprattutto nel telefilm. Consigliarlo? Certo visto che le vacanze si stanno avvicinando è una lettura non troppo impegnativa comunque completa in ogni suo punto. Ma non fate come me segnatevi i nomi dei personaggi altrimenti potrebbe scapparvi qualcosa di importante…

Spero di avervi aiutati nella scelta della vostra prossima lettura. Un abbraccio Romina

PARIGI E’ SEMPRE UNA BUONA IDEA (NICOLAS BURREAU)

‘’’INIZIAMO’’’

Buon giovedì a tutti. Anche oggi, come al solito, sono qui per raccontarvi la mia ultima lettura. Questo romanzo l’ho acquistato mediante la rivista del Club degli Editori a cui sono associata praticamente da quando ero adolescente e a cui non manco di fare un ordine ogni volta che arriva a casa mia per posta. Certo potrei benissimo anticipare il tutto visto che mi arriva anche prima una mail con il catalogo digitale ma io sono ancora legatissima alla carta e, quando sfoglio la rivista, mi sembra di entrare in una piccola libreria dove posso acquistare quello che voglio senza che la commessa mi guardi o commenti le mie scelte.

Però anche questa volta non conoscevo nulla di PARIGI E’ SEMPRE UNA BUONA IDEA. Non so il motivo principale di questa scelta ma uno dei miei desideri più grandi sarebbe visitare proprio Parigi. Siccome ho il terrore di andare in aereo so che questo mio sogno sarà difficile da realizzare e così, ogni volta che vedo il nome di questa città su un romanzo, lo acquisto. Ovviamente sapevo che si trattava di un romanzo romantico e l’ho scelto anche per questo. Parecchie volte mi piace intervallare la lettura dei miei amatissimi thriller con qualcosa di più leggero e poi sono una grande sognatrice e ogni tanto qualcosa di sentimentale ci sta veramente bene. Avevo davvero veramente voglia di lasciare andare la fantasia, innamorarmi di una storia scritta bene ma non banale ed alla fine con questo romanzo è successo.

Già quando ho iniziato le prime pagine sapevo che mi sarebbe piaciuto. Lo stile dello scrittore mi aveva colpito molto positivamente. Se una persona legge molto capisce immediatamente se il libro che ha appena aperto possa essere nelle sue corde o meno. A parte la trama a me non piacciono gli scrittori troppo complicati, quelli che si dilungano in descrizioni infinite e quelli che usano termini troppo forbiti per far capire un concetto. La lettura per me deve essere uno svago, un modo di evadere dalla quotidianità spesso difficile e se è complicata anche quella allora passo volentieri a qualcosa d’altro.

Così mi sono innamorata di questo racconto. Certo trattandosi di un romanzo rosa il lieto fine era obbligatorio ed anche la storia un po’ troppo prevedibile ma la scrittura di Nicolas Barreau e la simpatia dei personaggi mi ha aiutata a far trascorrere una settimana davvero difficile. Dopo essere arrivata a metà non vedevo l’ora di sapere come sarebbe andato a finire e le ultime cento pagine le ho lette ieri pomeriggio tra il giardinaggio e la preparazione della cena. Sembravo una pazza a girare per casa con il libro in mano ma la curiosità che tutto si sarebbe sistemato secondo i miei desideri era troppo grande. Adesso che l’ho terminato credo che i protagonisti mi mancheranno molto anche perché sono davvero singolari. Ora vi accenno un po’ di trama così da invogliare anche voi a leggere PARIGI E’ SEMPRE UNA BUONA IDEA….

‘’’LA TRAMA’’’

Rosalie Laurent ha trent’anni ed è una bellissima ragazza anche se non le piace molto apparire. Era intelligente ma anche molto ostinata, sapeva quello che voleva ed era capace di restare in silenzio anche per parecchie ore cosa che sconcertava moltissimo sua madre. Non era una persona elegante, la sua risata era troppo forte ma chiunque la conoscesse diceva che era una ventata d’aria fresca. Purtroppo il padre di Rosalie l’ha abbandonata molto presto e poco dopo la sua morte, la ragazza ormai diciottenne ha deciso di rivelare alla madre cosa voleva fare da grande. Voleva continuare gli studi, voleva diventare una pittrice e studiare arte. Per poco la madre non sviene dalla disperazione. Per sua figlia voleva un futuro concreto e questo non era un lavoro che potesse darle un regolare stipendio con cui vivere.

Però, dopo qualche semestre di grafica e design, un giorno mentre camminava in rue du Dragon, Rosalie si innamora di un piccolo negozietto. Era in un punto molto bello, attorniato da boutique, caffè, ristoranti, un albergo, una boulangerie ed anche il suo negozio di scarpe preferito e sulla porta c’era il cartello ‘’Affittasi’’. Prima era un negozio d’antiquariato e la proprietaria l’aveva lasciato per ragioni di età ma a Rosalie non importava. Quello che l’aveva colpita era la cornice di legno azzurra che circondava l’unica vetrina, la campanella ormai fuori moda appesa sopra alla porta ed il pavimento bianco e nero. Rosalie doveva affittare quel negozio e renderlo suo. L’affitto non era bassissimo ma sopra al negozio c’era anche una stanzetta che si poteva considerare un micro appartamento in cui Rosalie avrebbe potuto abitare.

Così dal nulla Rosalie apre la sua papeterie: un negozio pieno di carta da lettere, carta da regalo, penne, cartoline, fermacarte e biglietti di auguri per occasioni speciali e lo chiama Luna Luna. Sotto all’insegna però c’era scritto qualcosa d’altro: I biglietti dei desideri di Rosalie. Essendo davvero molto brava a disegnare Rosalie diventa famosa per i biglietti di auguri personalizzati per qualsiasi occasione dipinti a mano proprio da lei stessa. Tutte le sere quando chiudeva il negozio si recava nel suo piccolo appartamento e dipingeva fino a notte fonda.

Rosalie è fidanzata con Rene un buonissimo ragazzo che fa il personal trainer. Non potrebbero essere le persone più diverse su questa terra ma sembrano andare abbastanza d’accordo. Lui è salutista, lei adora le brioche, lui beve solo frullati mentre a Rosalie piace il cafè creme, adora bere un bicchiere di vino rosso ogni sera dopo la chiusura del suo negozio e qualche volta fumare anche una sigaretta. Ma sono tre anni che stanno insieme e il loro rapporto sembra piuttosto solido. Non è il tipo romantico che piace a lei, non l’ha mai invitata in cima alla Tour Eiffel in quel meraviglioso ristorante che lei adora per una cenetta ma c’è quando ha bisogno di lui.

Rosalie adora i rituali per lei sono le uniche cose che aiutano a fare ordine nel caos della vita ed è per questo che ogni anno il giorno del suo compleanno fa sempre la stessa cosa: sale a piedi i 704 scalini della Tour Eiffel fino al secondo piano e poi si affaccia alla balaustra e lancia in aria un biglietto su cui ha scritto un desiderio che vorrebbe realizzare. Ma fino ad ora nessuno di questi si è mai avverato. Però le cose cambiano ed anche in modo veloce. Un giorno un anziano signore inizia a bussare con il suo bastone sulla porta di Luna Luna ancora chiuso. Rosalie apre e lui goffamente inciampa sul suo cane buttando per aria gran parte del negozio. Questo strano personaggio è Max Marchais un famoso scrittore di favole per bambini e chiede a Rosalie di illustrare il suo nuovo libro che sarebbe anche stato l’ultimo visto che l’uomo si sentiva vecchio e senza più nulla da raccontare.

Rosalie non può credere che tutto questo possa essere vero e che quel burbero individuo invece sia una persona così piacevole con cui conversare ma il loro libro La tigre azzurra riesce ad ottenere premi e riconoscimenti e Rosalie la mette nella vetrina del suo negozio proprio al posto d’onore…

In un giorno qualsiasi un affascinante uomo americano entra nel negozio di Rosalie e, anche lui, inciampa nella cuccia del cane e riesce a rovesciare parecchi scaffali. Rosalie in un primo momento è comunque affascinata da questo tizio un po’ sopra le righe che parla così bene il francese ma subito dopo si infuria moltissimo. L’uomo prende in mano il libro La tigre azzurra con sufficienza, inizia a sfogliarlo prima e poi a leggerlo e sembra imprecare. Dice che lei e lo scrittore hanno fatto un plagio che quella storia è solamente di sua proprietà e che nessuno aveva il diritto di pubblicarla…

‘’’IL MIO PARERE’’’

Avrei continuato a scrivere la trama fino ad arrivare alla fine della storia tanto mi è piaciuta ma, anche se mi sono dilungata un po’ troppo, questa è solo una piccola parte di tutto il romanzo. Ho cercato di riassumere le parti importanti senza svelare troppo ma mi piacerebbe che tutte le persone un po’ romantiche come me potessero leggerlo. E’ una botta di allegria e di buone speranze che nella vita di tutti giorni non fanno mai male. Quando ho terminato la lettura ero sia felice che triste: felice perché avevo letto qualcosa che, oltre ad essermi piaciuto moltissimo, mi ha riempito il cuore e triste perché mi ero davvero affezionata ai personaggi anche se li conosciuti per poco.

Non è un romanzo molto lungo un po’ più di 260 pagine e si legge in modo molto scorrevole quindi se qualcuno ha un pomeriggio libero potrebbe iniziarlo e finirlo tranquillamente. A tutte le lettrici lo consiglio come lettura da spiaggia mentre vi abbronzate sotto il sole e magari mentre state ammirando un bel ragazzo nel lettino accanto. A parte gli scherzi io mi sono innamorata di questa storia un po’ buffa, un po’ romantica ma comunque piena di buoni sentimenti e adesso aspetto i commenti di chi lo ha letto per vedere se ha provato le mie stesse emozioni.

Spero di avervi aiutati nella scelta della vostra prossima lettura…un abbraccio Romina

PERDERSI (LISA GENOVA)

‘’’PREMESSA’’’

Buona domenica a tutti, anche oggi sono qui come al solito per raccontarvi la mia ultima lettura. Ormai è diventato quasi un rituale alternare libri cartacei ad ebook e questa volta è toccato proprio ad un romanzo scaricato per il mio Kobo. Anche questa volta però non l’ho acquistato ma mi è arrivato insieme a tanti altri grazie ad alcuni amici con cui faccio uno scambio di letture. Dopo un thriller abbastanza angosciante avevo voglia di qualcosa di più leggero e così mi sono lasciata trascinare dalla copertina di questo romanzo dove c’è una bellissima farfalla e dal titolo.

Appena prima di aprirlo credevo proprio che si trattasse di un libro d’amore, qualcosa riguardo l’abbandono e sembrava proprio adatto al mio umore di questa settimana. Ma arrivata circa alla trentesima pagina mi sono accorta immediatamente che non era un romanzo che parlava di innamorati ma di una malattia. Avevo già letto un altro libro di Lisa Genova che parlava di questo argomento ma non immaginavo che questa scrittrice scrivesse solo di queste cose. Magari la prossima volta cercherò di informarmi un po’ prima di iniziare un romanzo.

Non voglio essere fraintesa la scrittrice è veramente brava ad entrare nell’anima di chi soffre, crea una specie di empatia che è difficile quando si raccontano cose reali che fanno male, è mia la colpa perché non apprezzo questo genere di romanzi. Quando leggo mi piace lasciare i problemi da un’altra parte, per me è a questo che serve la lettura: evadere e non pensare a nulla. E’ difficile da fare però se l’argomento trattato in un romanzo riguarda un male che ancora nessuno è riuscito a curare: l’Alzheimer, un morbo che colpisce e non si sa quale sia la ragione, un mostro che ti cancella la memoria e non te la ridà più.

E’ stato ancora più difficile per me perché la nonna di mio marito ne ha sofferto per molto tempo. E noi abbiamo visto una donna forte, sempre sorridente, piena di vita nonostante avesse avuto terribili prove nella sua esistenza, spegnersi piano piano, abbandonare tutto e tutti e chiudersi nel suo silenzio. Mi ricordo ancora il suo sguardo quando capiva che le stava succedendo qualcosa e cercava di mascherarlo, di non pensarci, mi ricordo i suoi sorrisi sempre più rari e dosati, mi ricordo quando vedevo che cercava di dire qualcosa ma la sua mente non era collegata con la bocca e le parole non le uscivano.

E’ una lettura che lascia il segno sia per chi ha avuto qualcuno affetto da questo morbo ma anche per tutti gli altri in quanto è davvero piena di sentimenti e di amore e fa riflettere davvero tanto sul significato della vita. Spesso ci crediamo immortali, spesso agiamo senza apprezzare quello che ci circonda mentre la nostra vita scorre e non possiamo sapere cosa ci succederà domani… Adesso però vi racconto la trama così da spiegarvi meglio quello che ho provato…

‘’’DI COSA TRATTA’’’

Dopo tanti anni di duri sacrifici Alice si può ritenere davvero soddisfatta. Ha cinquant’anni ma il suo corpo sembra molto più giovane, le piace andare a correre e si mantiene in forma. Insegna psicologia all’università di Harvard, è stimatissima da tutti i suoi colleghi ed i suoi studenti la adorano. Viaggia spesso per tutti gli Stati Uniti per partecipare a importanti conferenze nelle più prestigiose università e lei adora parlare in pubblico, sembra nata per questo.

Ma la sua realizzazione non riguarda solo la professione. E’ felicemente sposata con John che ha conosciuto durante i suoi anni all’università, lavorano nello stesso luogo sebbene facciano due professioni diverse: John è un esperto di chimica ed è anche lui molto apprezzato. Insieme hanno avuto tre figli che ormai sono adulti: Anna, Tom e Lidya e che stanno improntando le loro vite per il futuro. Anna sta cercando di avere un figlio e sta pensando a come conciliare il suo lavoro con la vita di mamma, Tom sta facendo praticantato medico e Lidya la più giovane è l’unica un po’ più ribelle: il suo sogno è quello di diventare una famosa attrice e intanto si paga i corsi di recitazione facendo la cameriera.

Tutto nella vita di Alice sembra essere perfetto ma, durante una conferenza, mentre sta tenendo un discorso che aveva provato mille volte, perde una parola. Sa di che parola si tratti ma sembra che si sia cancellata dalla sua memoria. Poi inizia ogni tanto a dimenticare qualcosa. Per Alice che ha sempre avuto una mente lucidissima e una memoria invidiabile e ha basato il suo lavoro su quello è una cosa molto strana ma sta attraversando il periodo della menopausa e quindi unisce quello allo stress che da un po’ la perseguita per spiegare questi strani eventi. Ma un giorno, mentre sta facendo il solito percorso della sua corsa, si perde e non riesce a capire dove sia la sua casa.

Fortunatamente passa subito ma Alice pensa che sia ora di farsi visitare. Dopo molte analisi e ricerche le diagnosticano il morbo di Alzheimer precoce. All’inizio non vuole assolutamente dire nulla a suo marito e alla sua famiglia e inizia ad appuntarsi tutto per non dimenticare nessun impegno. Ma sembra che giorno dopo giorno, la sua memoria la stia abbandonando e quindi ne parla in famiglia. Ha paura che, essendo una malattia ereditaria, un giorno possa succedere la stessa cosa ai suoi figli. Per loro è davvero dura apprendere la notizia: Alice era la roccia dove tutti potevano appoggiarsi ed ora era lei ad aver bisogno di un sostegno…

‘’’IL MIO PARERE’’’

Ho terminato il romanzo nel più breve tempo possibile. Soffrivo mentre lo leggevo e quindi volevo finirlo in fretta ma allo stesso tempo ero curiosa di sapere come sarebbe andato a finire. Per me è stata davvero dura questa lettura ma ho imparato anche tante cose e ho capito che questa scrittrice è veramente bravissima a descrivere queste situazioni di disagio. Lisa Genova ha una capacità di coinvolgere chi la legge quasi unica. Con il passare delle pagine mi sembrava di avere la protagonista a casa con me, mi sarebbe piaciuto aiutarla, mi sono anche commossa più di una volta.

Fortunatamente il finale non è strappalacrime altrimenti non sarei nemmeno riuscita a scrivere la mia opinione. Ed è tutta la mattina che penso se avrei dovuto raccontarvi questo romanzo o meno perché mi ha sconvolta molto ed è difficile esternare con le parole quello che ho provato. Nonostante questo cercherò di stare alla larga da romanzi che trattano il tema della malattia, io metto sempre la testa sotto la sabbia, io non amo affrontare di petto i problemi e PERDERSI mi ha veramente destabilizzata per un po’.

Consigliarlo? Io non lo rileggerei mai ma nemmeno me lo dimenticherò ma non sono sicura di consigliarne la lettura. Questo genere di libri è molto soggettivo e lascio a voi la scelta. Non credo che faccia bene a chi ha qualcuno che soffre di questo brutto morbo, sì insegna che l’amore può comunque essere percepito anche da chi è allo stadio finale, ma riflettere su quello che prova una persona malata è davvero difficile almeno per me.

Spero di avervi aiutati nella scelta della vostra prossima lettura. Un abbraccio Romina

GLI OCCHI NERI DI SUSAN (JULIA HEABERLIN)

‘’’INIZIAMO’’’

Buon mercoledì a tutti. Anche oggi come al solito sono qui per raccontarvi il libro che ho finito di leggere ieri durante la mia piccola pausa pranzo al lavoro. Solitamente quando torno a casa la prima cosa che faccio è scrivere la mia opinione in merito ma ieri sera ero troppo stanca per qualsiasi cosa quindi ho rimandato ad oggi i miei pensieri. Questo romanzo è stato un mio acquisto e la prima cosa che mi ha colpita è stata la copertina: una ragazza sommersa da un mare di margherite gialle. Adorando i fiori in genere mi sono lasciata prendere dall’acquisto e visto anche il prezzo (in formato tascabile €5,90) non mi sono soffermata molto sulla trama, l’ho preso e l’ho portato alla cassa.

Quando ho iniziato a leggere il retro di copertina ho capito subito che era un thriller e quindi la mia gioia era ancora più grande. Appena l’ho aperto però ho notato una cosa che non mi piace molto: i caratteri con cui è scritto sono davvero piccoli. Non ho problemi di vista ma se leggo qualcosa di troppo piccolo dopo poche pagine mi viene mal di testa e non riesco più a concentrarmi bene. Beh ero troppo curiosa così mi sono detta: leggerò poche pagine alla volta così non mi stanco e l’ho iniziato.

Il romanzo è composto da capitoli alterni: la protagonista vent’anni prima e la protagonista adesso. Mi piacciono molto questo genere di racconti dove è ben specificato l’arco temporale al quale si fa riferimento e il mio entusiasmo cresceva sempre di più. Infatti le prime trenta pagine sono volate. Ho persino detto a mio marito che avevo fatto proprio una bella scelta questa volta. Ma piano piano, la mia grande felicità di leggere qualcosa di davvero interessante è andata scemando. Più passavano i capitoli e più mi accorgevo che mi stavo annoiando. L’incipit iniziale è davvero bellissimo, un thriller davvero diverso dai soliti dove c’è un detective che indaga, un romanzo basato sulla vita della protagonista che da bambina ha subito un trauma che poche persone avrebbero sopportato e sul condannato a morte per questo misfatto che, a distanza di tanto tempo, forse non è il colpevole. Ma ci sono davvero troppe ripetizioni, troppe cose ossessivo che rendono la lettura molto lenta e a volte difficoltosa.

Adesso però vi accenno un po’ di cosa parla altrimenti tutte queste spiegazioni non servirebbero a nulla.

‘’’LA TRAMA’’’

Tessa Cartwright è una sedicenne come tante altre. Da piccola ha perso la madre ma suo padre la tratta come se fosse una regina. Adora lo sport e adora vincere, è bravissima a disegnare ed ha una fantasia infinita quasi da invidiare per tutte le altre sue coetanee. La sua migliore amica si chiama Lydia. E’ una ragazza molto sopra le righe, una ribelle, una tipa tosta che però non sta simpatica a molta gente ma Tessa la adora. Non saprebbe come fare a vivere senza di lei. Insieme leggono poesie, si scambiano messaggi segreti scritti con il limone e sistemati in posti dove nessuno può trovarli, la loro confidenza è davvero una cosa rara a quell’età ed entrambe ne vanno molto fiere.

Mentre ritornava a casa da un allenamento Tessa viene misteriosamente rapita. Non si ricorda nulla di cosa le sia successo, ha qualche flash ogni tanto ma sembra che dal suo cervello questo evento sia stato cancellato dopo che è successo. La ritrovano in un campo del Texas sepolta da un mucchio di ossa appartenenti ad altre ragazze che avevano fatto la sua stessa fine. Questo spietato assassino abbandona le sue vittime in una fossa comune su cui crescono delle margherite gialle chiamate Black eyed Susan.

Tessa è l’unica sopravvissuta perché ha un problema al cuore. Ha i battiti rallentati e il serial killer non si è accorto che fosse ancora in vita quando l’ha abbandonata assieme alle altre. Dopo questa esperienza Tessa per un po’ perde la vista, le viene fatto un intervento al cuore e le cicatrici le rimarranno per tutta la vita e viene mandata in cura da uno psicologo. Lei detesta tutto questo ma deve essere pronta a testimoniare al processo e ad incastrare quel feroce assassino. Infatti, grazie alla sua testimonianza, il presunto colpevole viene rinchiuso nel braccio della morte in attesa di essere giustiziato.

A quasi vent’anni da tutto questo Tessa è diventata una bravissima e super pagata artista ed una mamma single di una ragazzina di sedici anni che è indomabile quanto lei alla sua età. Una mattina di febbraio però nota una cosa davvero strana davanti alla finestra della sua camera da letto. Un mazzolino di margherite gialle che sembrano proprio piantate di recente e che sono le stesse Black eyed Susan. Il suo cervello sembra impazzire: non ha mai dimenticato quei brutti momenti che sono seguiti al suo ritrovamento ed è sconvolta perché se il colpevole è ancora in carcere in attesa della pena di morte chi può aver lasciato proprio quegli stessi fiori? Si domanda se sia veramente lui il colpevole o se abbia fatto condannare un innocente che è rimasto intrappolato tra le pareti della prigione per quasi vent’anni.

Viene contattata dall’avvocato che vuole chiedere l’ultimo appello per liberare quell’uomo e non farlo morire perché lui lo ritiene innocente e quindi Tessa dovrà lottare per riuscire a scavare nei suoi ricordi e cercare di far uscire le immagini che sono state nascoste nella sua mente per così tanto tempo…

‘’’IL MIO PARERE’’’

Il mio riassunto forse è molto più coinvolgente del romanzo stesso. Come ho detto prima la trama è davvero originale e mi aveva colpita davvero positivamente almeno all’inizio. Ma piano piano la noia ha preso il sopravvento. Un thriller come questo deve mantenere nel lettore una certa tensione dall’inizio alla fine, e non solo nelle prime cento pagine e poi fermarsi in uno stallo di altre cento cinquanta.

La cosa buona è che il finale è veramente un colpo. Mai mi sarei aspettata una cosa del genere e le ultime 50 pagine mi hanno convinta moltissimo. E’ la parte centrale del romanzo che poteva essere evitata o riassunta in meno capitoli. Mentre in altri romanzi sono entrata in empatia con i personaggi, nonostante Tessa subisca davvero dei danni sia fisici che mentali, non sono riuscita a trovarla simpatica. Forse la scrittrice è stata troppo distaccata nel descrivere i personaggi e le loro relazioni tra di loro. Tutto accade ma ci sono pochi sentimenti che legano tutto il racconto, poco pathos come invece dovrebbe esserci.

Consigliarlo? Questa volta lascio a voi la scelta perché io sono davvero indecisa… di sicuro non lo rileggerei ma lo scoop finale mi ha lasciata davvero senza parole. Spero di avervi aiutati nella scelta della vostra prossima lettura. Un abbraccio Romina