LAZARUS LARS KEPLER

LARS KEPLER LAZARUS

PREMESSA

Buongiorno a tutti e ben ritrovati. E’ da tanto tempo che non scrivo una recensione su un romanzo anche se non ho mai smesso di leggere e sto diventando una divoratrice di libri sempre più accanita. E qui ci serve una premessa. Non sono una fan di Lars Kepler, ho letto altri due suoi libri e non mi hanno mai convinta abbastanza per acquistarne dei nuovi o per iniziare dall’inizio della serie che ha come protagonista il commissario della polizia criminale svedese Joona Linna.

E qui nasce l’errore. Da anni sono abbonata al Club degli Editori. E qui accetto anche i fischi e le critiche non vi preoccupate. A volte mi era comodo quando non avevo nessuna idea su cosa leggere e vedere un catalogo con le copertine e le trame spiegate abbastanza bene, mi aiutava moltissimo nella scelta. Poi però sono arrivate le note dolenti. La rivista cartacea è iniziata ad arrivare sempre in ritardo e mi sono affidata alla mail. Potevi scaricare il catalogo, guardartelo per bene e scegliere con un semplice clic.

Wow tutto funziona alla meraviglia e faccio l’ordine senza preoccuparmi di non barrare la scelta del mese. Mi spiego meglio ogni volta che arriva il catalogo il Club degli Editori ti propone due romanzi relativamente appena usciti ad un prezzo, secondo loro, molto ridotto. Beh mi sono ritrovata con questo romanzo senza nemmeno averlo ordinato ma per mio errore ovviamente. Sono una frettolosa patologica quindi a volte questo mio difetto penalizza molto le mie scelte. Non amo fare i resi. Le poste del mio paese sono invivibili, sono zeppe di persone che hanno poca voglia di impegnarsi e avrei dovuto perdere un intero pomeriggio per restituire i romanzi capitati per caso nella mia buchetta delle lettere così ho deciso di tenerlo.

Ero ben consapevole che non sarebbe stata una lettura che mi avrebbe entusiasmata ma comunque io non scarto nulla a priori ed, essendo una persona piena di speranze, magari avrei trovato un romanzo passabile e leggibile. Insomma le mie aspettative erano pessime ma si può sempre cambiare idea. Per prima cosa ho iniziato a leggerlo molto attentamente per non perdermi nessun passaggio…spesso quando un romanzo non mi interessa più di tanto ogni tanto la mia mente vaga e poi non mi ricordo nemmeno quello che ho letto dieci minuti prima. Poi ho capito che faceva parte di una saga di cui avevo letto solamente altri due libri e non consecutivi a questo. Comunque Lars Kepler in questo è stato davvero bravo perché ha riassunto le mie lacune raccontando questo Lazarus in modo semplice e con adeguate citazioni del passato è riuscito a farmi capire il passato…

TRAMA

Ci troviamo ad Oslo. La polizia sta indagando su di un omicidio. A casa della persona assassinata vengono ritrovati dei resti di corpi ormai uccisi da tempo in diversi stadi di decomposizione. La prima cosa che le forze dell’ordine fanno è cercare di capire di dare un nome ai corpi. Tra i vari resti analizzati, il cranio di uno di questi, appartiene alla moglie del commissario della polizia criminale della Svezia: Joona Linna. La donna era deceduta a causa di un tumore qualche anno prima ed era stata sepolta in Finlandia. Jonna Linna per proteggere lei e sua figlia erano anni che non le vedeva più e aveva anche poche notizie della loro vita lontano da lui. Ma la sua tomba era stata profanata.

A Rostock in Germania viene ritrovato il cadavere di un noto stupratore. La polizia indaga cercando anche nel telefono della vittima e compare un numero alquanto strano…quello di Joona Linna l’ispettore. Infatti due giorni prima di essere assassinato l’uomo ha chiamato l’ispettore.

Joona Linna viene immediatamente richiamato per partecipare alle indagini. Una particolarità accomuna tutte e due le vittime sia il conservatore di cadaveri che lo stupratore: tutti e due hanno segni particolari sulla schiena… come se fossero stati flagellati per lungo tempo prima di morire. Solo una persona può fare una cosa così particolare e si tratta di Jurek Walter uno dei peggiori serial killer di tutta la storia. Questo è quasi un controsenso: Jurek Walter risulta deceduto da un po’ di tempo. Una collega e cara amica di Joona Linna, Saga Bauer che è un commissario dei Servizi Segreti svedesi, gli ha sparato tre colpi al petto e lo ha visto precipitare in mare con i propri occhi. In seguito la perizia medico legale ha stabilito che Jurek Walter era proprio deceduto ed il suo DNA era stato trovato su un dito rinvenuto tra le acque.

Ma il modus operandi di questo killer era troppo singolare per essere emulato e così inizia a sorgere il dubbio a Joona Linna che Jurek non sia davvero deceduto e che la sua morte era stata progettata per continuare a rovinare la vita a chi gli sbarrava la strada. Jurek Walter non ha mai voluto uccidere intenzionalmente, il suo intento è di torturare le persone facendo del male ai loro cari e Joona Linna è il suo obiettivo principale. Per questo il commissario aveva fatto sparire sua moglie e sua figlia per tutto questo tempo.

In un primo momento nessun collega del commissario crede che questo serial killer possa essere ancora in vita ma quando iniziano a sparire altre persone il dubbio diventa sempre più una realtà…

PARERE PERSONALE

Per prima cosa mi scuso se la trama è un po’ succinta ma credo che i thriller non vadano raccontati nei minimi particolari altrimenti si perderebbe tutta la suspence e se manca quella che romanzo adrenalinico sarebbe? Quindi veniamo alle mie considerazioni finali. Il romanzo si legge bene, è scritto in un linguaggio abbastanza semplice, i capitoli sono corti così da rendere la narrazione più scorrevole e veloce. Ma è sempre un po’ troppo ingarbugliato per i miei gusti. Mi spiego meglio. Adoro i thriller, penso che sia il genere di romanzi che più preferisco ma a volte le trame di Lars Kepler sono molto complicate e al limite dell’inverosimile.

Capisco il titolo Lazarus ma mi sembra davvero un po’ tutto surreale come racconto. Certo non pretendo che un thriller raffiguri la realtà quotidiana ma che un personaggio dopo essere sopravvissuto a tre pallottole e ad un volo interminabile attraverso le correnti possa essere non solo ancora vivo ma ancora in grado di pensare e di programmare le sofferenze delle persone che gli stanno accanto mi sembra un po’ fantascienza soprattutto se si taglia un arto per far vedere che il DNA nelle acque sia il suo.

Ops forse mi sono allargata troppo con le descrizioni ma volevo far comprendere a chi vuole leggere questo romanzo di che cosa sto parlando. Comunque le mie considerazioni non sono del tutto negative. Tra i romanzi che ho letto Lazarus è quello che mi ha colpita di più o forse mi sono impegnata di più a leggerlo visto che tanti parlano molto bene di questo scrittore. Quindi tre stelline gliele do volentieri.

Spero di avervi aiutati nella scelta della vostra prossima lettura. Un abbraccio grande grande

Romina

Nero come il ricordo (Carlene Thompson)

PREMESSA…

Buon giovedì a tutti. E anche questa settimana ho la mia ultima lettura da raccontarvi. Ho aspettato ben due giorni prima di scrivere qualcosa perché dovevo metabolizzare quello che ho combinato. Come vi ho già detto gran parte dei romanzi che leggo sono sull’eReader. Ho quasi finito lo spazio utile in casa dove stipare i libri e mio marito si rifiuta di costruirmi un’altra libreria quindi da parecchi anni mi sono ingegnata con il Kobo. Avere un romanzo cartaceo e uno su un lettore sono due cose differenti. Di quello cartaceo mi ricordo sempre benissimo la copertina, il suo peso, i caratteri con cui è scritto mentre con il Kobo no. E’ difficile che apprezzi una copertina visto che gli ebook che leggo sono sempre in bianco e nero, il carattere lo scelgo io e quindi, per evitare di leggere lo stesso libro due volte, ho deciso di stilare un elenco suddiviso per autore in excel dove, ogni volta che finisco un romanzo, lo inserisco mettendo anche le stelline quando mi è piaciuto.

Visto che spesso sono fuori casa ho deciso di scaricarmi anche un app per il cellulare che si chiama My library dove faccio la stessa cosa questa volta però classifico i libri a seconda del titolo. Ma a voi cosa interessa? In questo momento dovrei parlare di Nero come il ricordo e non dei miei metodi di catalogazione delle letture ma voglio rendere partecipi anche voi di quanto sono brava con le parole ma i fatti indicano l’esatto contrario. Dopo aver scelto Nero come il ricordo tra tutti i romanzi che mi hanno ceduto in formato ebook, ho iniziato subito le prime pagine. La premessa mi sembrava un po’ fantasy (genere che non amo particolarmente) ma, dopo le prime pagine, ha iniziato a piacermi molto. Infatti ho impiegato pochissimo tempo a leggerlo, la storia, i personaggi e gli avvenimenti mi intrigavano sempre di più e non vedevo l’ora che finisse per arrivare a capo del mistero. Quando sono arrivata alle ultime trenta pagine ho avuto una specie di illuminazione. Mi sembrava di ricordare qualcosa del finale. Subito ho pensato di aver visto un film con quella trama, di aver trovato il colpevole da sola e, invece, ho riguardato la mia lista di letture sul telefonino e mi sono accorta che avevo catalogato il libro sbagliando a scrivere il titolo ma che l’avevo già letto nel 2018.

Certo leggo un sacco di romanzi, circa un centinaio all’anno e non posso ricordarmi di tutti soprattutto se si tratta di thriller che a parte la suspence lasciano poco alla fine della lettura, ma arrivare a 200 pagine e non accorgermi di averlo già letto non mi era mai successo. Solitamente dopo i primi capitoli mi ricordo sempre di qualcosa e accantono il libro ma questa volta proprio mi sono vergognata di me stessa. E’ vero che, con l’avanzare dell’età, la memoria piano piano rallenta ma da me non me lo sarei mai aspettata. Non volevo nemmeno scrivere questo commento perché ero ancora arrabbiata con me stessa. Ma, visto che si tratta di un bel thriller a risvolti anche psicologici, ho deciso di raccontarvelo ugualmente e di raccontarvi anche le mie avventure o meglio disavventure….

TRAMA…

Hayley è una bellissima bambina con i capelli biondi che ha due genitori che le vogliono molto bene e che tengono a lei. Abitano in una casetta di legno vicino ad un bosco. E’ una abitazione molto particolare ma, visto che il papà, è un artista la loro famiglia è contenta così. Una sera come tante Hayley ed il papà vanno a fare un giro nel bosco. Mentre sentono un grido agghiacciante e il papà va a vedere cosa sia successo Hayley rimane sola tra gli alberi. Ma la bambina non ha assolutamente paura anche perché vede un pagliaccio venirle incontro. Hayley ha anche un pupazzo a forma di pagliaccio e non lo lascia mai andare quindi per lei quella figura le è amica. Hayley gli chiede subito se sia stato il suo papà a mandarlo lì per tenerle compagnia ed il pagliaccio annuisce così la bambina lo prende per mano e si avviano tra le fronde degli alberi al buio nella foresta.

Hayley sparisce. Dopo varie ricerche viene trovata bruciata e senza testa a un mese dalla sua scomparsa ma del colpevole non si è mai saputo nulla, soltanto tante congetture. I vicini sono stati interrogati ma sembravano avere un alibi ed i genitori non avevano nessun nemico che potesse far del male alla loro amata figlioletta. La coppia, rimasta senza la loro gioia di vivere, decide di lasciarsi e ognuno di loro percorre un proprio sentiero nella vita.

Caroline, la moglie, si risposa e ha altri due figli, un maschio ed una femmina mentre l’ex marito è rimasto quello di sempre: vive nella stessa casetta di legno e cambia le donne come se si cambiasse la camicia ogni mattina. Sono trascorsi vent’anni ma nessuno dei due ha mai dimenticato la loro piccola Hayley.

Proprio la mattina della vigilia di Halloween Caroline crede di impazzire. E’ andata a trovare una sua amica e, nel magazzino del suo negozio, le sembra di sentire la voce di Hayley che la chiama. Lei non ci crede, pensa sia frutto della sua fantasia, ma iniziano a verificarsi strani eventi attorno a lei. Primo tra tutti la mattina, dopo la festa di Halloween per tutte le strade della sua città, la figlia di otto anni le racconta come è andata la sua serata. Le dice che ha conosciuto una bambina vestita da pagliaccio di nome Hayley un po’ più giovane di lei e che hanno riso e chiacchierato tutta la serata. Coincidenza? Per Caroline no. Poi misteriosamente riappare a casa Twinkle, il pupazzo pagliaccio preferito da Hayley, che Caroline aveva cucito lei stessa a mano e regalato alla figlia ma che, dopo la sua scomparsa, era stato gettato come del resto tutte le altre sue cose. E da quel giorno le cose non sono più come prima.

Pamela, l’unica persona che ha visto Hayley dopo la sua scomparsa, legata e imbavagliata sul sedile posteriore di una vecchia automobile, ma che non ha mai testimoniato per questo viene trovata con il collo tagliato nella sua casa a cui è stato appiccato anche un incendio. E questo è solo l’inizio… altri delitti, altre aggressioni colpiscono quasi tutte le persone che in un modo o nell’altro erano collegate a Hayley…e Hayley sembra quasi che sia tornata in vita…

IL MIO PARERE…

Beh visto che l’ho letto due volte direi che questo libro ed il suo titolo mi rimarranno impressi nella mente per molto molto tempo. Non ho mai riletto un libro…ci sono così tanti bei romanzi che ancora non conosco che perdere tempo con una rilettura mi sembra una cosa ingiusta almeno secondo il mio modesto parere. Ma alla fine direi due cose…l’errore mi è servito per il futuro e comunque visto che il romanzo mi è piaciuto alla fine non ho fatto un errore così madornale. Forse la prima volta non l’avevo letto molto attentamente, forse la mia memoria in quel periodo era un po’ ballerina ma non posso dire che non si tratta di un bel thriller psicologico.

I personaggi sono bene delineati anche quelli che compaiono solo per poche pagine, il modo di scrivere di Carlene Thompson è scorrevole e semplice da assimilare e il ritmo del romanzo è molto incalzante. Succede sempre qualcosa ed il lettore non ha tempo di annoiarsi mai. E il finale un po’ fa riflettere sui rapporti interpersonali in genere e su quelli con i figli in particolare.

Mi sento di consigliarne la lettura (magari ne basta una!!!) a chi ama stare con il fiato sospeso e a chi ama i thriller un po’ particolari. Spero di avervi aiutati nella scelta del vostro prossimo romanzo. Un abbraccio

Romina

DOPPIA VERITA’ (MICHAEL CONNELLY)

PREMESSA…

Buongiorno a tutti. Anche oggi voglio raccontarvi la mia ultima lettura. Quando ho iniziato a leggere sul serio o meglio quando ho iniziato a capire che la lettura era una delle cose più belle della vita, il mio genere preferito erano i polizieschi, i thriller ed i gialli in generale. Rimanevo ore e ore incollata ai libri per sapere chi fosse il colpevole, come venivano svolte le indagini, come si comportavano i protagonisti e qualche volta anche a cercare di scoprire da sola il cattivo della situazione. Dopo averne letti davvero tanti però ho capito che il genere mi annoiava un po’. Non voglio essere fraintesa ma dopo due o tre anni di soli gialli mi sembravano tutti uguali e ho deciso di variare un po’ i miei generi di lettura. Ma ci sono alcuni scrittori che con i loro personaggi e le loro storie mi sono sempre rimasti nel cuore. Uno tra questi è proprio Michael Connelly. Sarà perché è stato uno dei primissimi che ho letto, sarà perché è uno scrittore che produce molto ma mi sono affezionata al suo personaggio Harry Bosch. Dopo i suoi primi romanzi, nella mia mente, ho iniziato anche a dare un aspetto fisico al suo personaggio principale. Gli ho dato una corporatura, una fisionomia e ogni volta che leggevo un libro di Connelly ho usato quelle immagini per ricordarmi il detective Bosch.

Sarà per questo motivo che quando ho visto la serie tv non mi è piaciuta per niente e, dopo le prime tre o quattro puntate, ho abbandonato la visione…l’attore non era uguale al mio Harry Bosch, quello che avevo immaginato, e quindi anche gli episodi per me non erano credibili al cento per cento perché per me non era lui il protagonista ma quello che mi ero fatta nella mia mente.

Comunque era da tanto tempo che non acquistavo un romanzo di Connelly primo perché il costo non è poi così basso e poi perché impiego davvero poco tempo a leggerli e mi sembra sempre di spendere troppo per il poco tempo che mi tiene impegnata. La settimana scorsa ho ricevuto un pacco dal Club degli Editori. Sono un po’ arrabbiata per questo in quanto non avevo ordinato nulla ed ero intenzionata a restituirlo e a iniziare con le lamentele. Però la curiosità era tanta, volevo sapere cosa contenesse così ho aperto un pochino la scatola per capire che libri mi avevano inviato a tradimento. Quando ho visto che uno dei due romanzi era di Connelly non ho resistito e ho tenuto il pacco, pagato il bollettino, e iniziato subito la sua lettura…

TRAMA…

Dopo tantissimi anni di onorato servizio nello LAPD, Harry Bosch è stato collocato a riposo. La sua reazione non è stata delle migliori soprattutto per come l’hanno trattato dopo tutto quello che aveva fatto per loro e per la popolazione di Los Angeles. Sua figlia è ormai adulta ed è al college e lui è rimasto solo e non riesce a stare con le mani in mano anche se adesso ha 65 anni, non è più agile e scattante come un tempo, ma la sua mente è ancora lucida e attiva come una volta. Quindi ha deciso di lavorare per la polizia di San Fernando una piccola sede dell’area di Los Angeles. Il suo compito è di scavare nel passato di vecchi casi irrisolti da anni e di cercare nuovi indizi per vedere di risolverne il più possibile. Vengono chiamati “casi freddi” in quanto ormai è trascorso troppo tempo da quando sono successi. Il suo ufficio, se così si può chiamare, è una vecchia cella di detenzione e come scrivania ha una porta scardinata appoggiata su due cavalletti ma a lui va bene così, non vuole mollare il suo lavoro da detective ma non vuole nemmeno essere preso nel mirino del LAPD ancora una volta. Vuole fare il suo lavoro ed essere lasciato in pace.

Era da tanto tempo che la polizia di San Fernando non veniva chiamata per un omicidio, solitamente facevano multe, davano la caccia a qualche spacciatore, risolvevano i casi più deboli di tutta la polizia. Ma quando due farmacisti, padre e figlio, della piccola città vengono trovati uccisi nel loro negozio, il suo nuovo capo chiede ad Harry di aiutarlo. Ad affiancarlo c’è la detective Bella Lourdes una persona con cui Bosch è sempre andato molto d’accordo e si fida di lei e del suo lavoro in polizia. Dai “casi freddi” il nostro detective si ritrova sotto copertura come drogato in cerca di pastiglie, fino ad arrivare a essere reclutato come acquirente di grandi quantità di pillole antidolorifiche come l’ossicodone per una gang che guadagna tantissimo da questi spacci.

Bosch è intenzionato a risolvere il caso nel migliore dei modi ma ha una distrazione non da poco a cui deve trovare una soluzione entro nove giorni. Circa trent’anni prima Bosch ha arrestato e assicurato al braccio della morte uno uomo che stuprava e uccideva delle donne, Preston Borders. All’epoca il DNA non era famoso come ora e spesso si ricorreva più agli indizi che alle prove di laboratorio. Così Borders ha presentato un ricorso. Sembra che ci siano nuove prove non trovate trent’anni prima che indicano la sua innocenza. Questo significa che il detective che si è occupato del caso, Bosch, ha sbagliato e deve risarcire i danni a Borders. Ma soprattutto rischia di essere il poliziotto che ha mandato in prigione un innocente per un lungo, lunghissimo periodo. Con l’aiuto del suo fratellastro e avvocato Mickey Haller ha quindi un tempo irrisorio, nove giorni, per smontare il nuovo caso e trovare altre prove che indicato la colpevolezza di Borders. Nessuno dei suoi vecchi colleghi sembra credergli, sono tutti concentrati sulla prova del DNA che non era comparsa nel primo processo e quindi tutti credono che Bosch abbia veramente sbagliato e lui vuole solamente salvare il suo onore e non fare uscire un omicida colpevole..

CONCLUDENDO…

Secondo il mio modesto parere Michael Connelly non sbaglia mai. Mi piace il suo modo di scrivere, mi piace come descrive i suoi personaggi, con pochi aggettivi ma che ti sembra di avere al tuo fianco durante la lettura. Adoro il fatto che il suo protagonista avanzi con l’età come tutti noi esseri umani in carne ed ossa. Non ci si annoia mai a leggere un suo scritto. Ci sono poche descrizioni inutili, tutto è raccontato per un motivo così il lettore non si perde anche perché ci sono diverse vicende e tanti personaggi ma non ho fatto nessuna fatica a tenere il filo anche se l’ho letto in momenti differenti e non tutto in una volta. Che dire di più, mi è piaciuto davvero tanto e credo che finchè questo scrittore produrrà io non smetterò mai di leggere le storie del mio detective preferito Harry Bosch. Quindi ne consiglio la lettura.

Spero di avervi aiutati nella scelta della vostra prossima lettura. Un abbraccio

Romina

LUMEN (BEN PASTOR)

PRESENTAZIONE

Buongiorno a tutti. Anche oggi sono qui per raccontarvi la mia ultima lettura. Ogni tanto abbandono i libri di carta e mi piace leggere qualche ebook. Circa dieci anni fa un amico mi ha dato un archivio di libri da leggere infinito, credo che nemmeno tra 100 anni riuscirei a leggere tutti i libri che contiene, e spesso e volentieri estraggo da lì le mie letture. Per la maggior parte sono libri un po’ datati, racconti di periodi che oramai sono molto lontani dal nostro tempo ma a me non interessa…l’importante è leggere qualcosa che rimanga dentro di me. Questa volta ho deciso di immergermi in Lumen. Il titolo mi piaceva moltissimo ed ero curiosa di sapere di cosa trattasse.

Solitamente non mi dispiacciono i libri di guerra, non sono una loro fan e non ne ho mai acquistato uno di mia spontanea volontà,  ma spesso e volentieri mi sono trovata immersa nelle storie dei militari, delle vittime e dei sopravvissuti e qualche volta mi è scesa pure una lacrimuccia per le vicende che li coinvolgono. Così ero abbastanza convinta che Lumen mi sarebbe piaciuto. (Ho letto la trama solo dopo aver scaricato e iniziato la lettura dell’ebook). Non solo guerra ma anche un mistero da risolvere…due libri al prezzo di uno ero davvero contenta di averlo scelto. Ma, dopo le prime trenta pagine, ho iniziato ad annoiarmi in modo sempre più profondo. E che fatica finire un libro relativamente con poche pagine, mi mancava la voglia di prenderlo in mano e di leggerlo perché mi annoiava terribilmente. Proprio io che se un romanzo mi piace non riesco a staccarmene e non vorrei nemmeno uscire per andare al lavoro per finirlo..

Lo stile di Ben Pastor non è male non fraintendetemi ma non riesce a catturare la mia attenzione. Nemmeno i personaggi, alcuni delineati nei minimi particolari altri meno, mi sono risultati simpatici o interessanti e la storia non è che mi abbia soddisfatta pienamente. Mi sembrava di leggere da tanto tempo ma, guardando l’orologio, ogni volta mi accorgevo che erano trascorsi nemmeno cinque minuti da quando l’avevo guardato la volta precedente e dopo un pochino mi prendeva la sonno e riponevo il libro… ed io che fatico ad addormentarmi nel pomeriggio!!! Beh era da tanto tempo che impiegavo più di una settimana a terminare un romanzo di circa 300 pagine ma alla fine ci sono riuscita…

E adesso un po’ di trama non fa mai male…

TRAMA

Ci troviamo a Cracovia ed il periodo è ottobre 1939. La città è occupata dalle truppe tedesche che cercano di salvaguardare il loro predominio. La storia inizia con l’assassinio di una suora molto singolare, Madre Kazimierza, trovata nel Convento proprio da due militari tedeschi. La Madre era la badessa del Convento di Nostra Signora delle Sette Pene ed un colpo di un’arma da fuoco l’ha freddata proprio nel mezzo del chiostro della Chiesa dove svolgeva le sue funzioni. Era un personaggio molto particolare e popolare tra la popolazione del luogo. Si diceva che avesse ricevuto le sacre stimmate e, attraverso le sue visioni aveva compiuto anche qualche miracolo. Non sempre però questi accadevano diciamo 6 su 10 tanto per fare una media.

La maggior parte della popolazione la considerava una santa ed era diventata quasi un oggetto di culto per gran parte della popolazione del luogo. Gente che era controllata e gestita dal Wehrmacht ovvero dalle Forze armate tedesche senza alcun tipo di pietà si rifugiava nelle preghiere di Madre Kazimierza per avere un conforto a tutte le brutture a cui sono abituati a subire senza dover protestare nemmeno per un minuto pena l’incarcerazione.

Per indagare su questo omicidio viene caricato un giovanissimo capitano che dal suo aspetto sembra ancora un adolescente di nome Martin Von Bora. Oltre ad essere un valido combattente Bora è una persona abbastanza intelligente e riflessiva quindi si accorge che sulla morte della badessa ci sono diversi interessi alcuni anche contrastanti. Persino la Gestapo aveva aperto un fascicolo su di lei chiamandolo Lumen (ovvero Luce) come possibile simbolo di idee nazionalistiche e religiore. Anche il Vaticano aveva inviato un padre (Malecki) con l’incarico di verificare se veramente la Madre faceva dei prodigi per i suoi fedeli. Ma anche padre Malecki non era poi così sicuro di tutte le potenzialità della Badessa.

Persino uno dei generali superiori del capitano Bora frequentava assiduamente la suora nella speranza di guarire suo figlio molto giovane affetto da una malattia inguaribile per il tempo in cui si trovavano. Quindi un mistero sembra avvolgere sia l’immagine della suora benedetta che del suo assassionio. Bora così si ritrova impegnato su due fronti totalmente diversi: il primo quello da militare che lo coinvolge in operazioni belliche davvero feroci che, a volte, lo colpiscono nel profondo del cuore, il secondo quello da investigatore che cerca di entrare nei meandri più intimi dell’ambiente religioso e civile polacco e negli odi che dividono il popolo tedesco. Ma Bora è pur sempre un uomo e ha dei dubbi molto forti tra l’obbedienza all’arma e il suo senso di giustizia che ogni tanto fa capolino dalla sua pelle dura che ha conquistato vedendo da vicino le vittime della guerra.

PARERE PERSONALE

Beh come avete capito il romanzo non mi ha soddisfatta. L’ho trovato abbastanza noioso ma non me la sono sentita di abbandonarne la lettura perché volevo sapere come si sarebbe conclusa tuta la narrazione. Il personaggio del comandante Bora è molto interessante in quanto è quasi l’unico che ha dei sentimenti veri, che pensa oltre al suo ruolo di comandante e cerca di fare quello che gli viene ordinato anche se poi ha dei ripensamenti che lo fanno essere sempre in lotta con la sua coscienza. Gli altri personaggi sono un po’ troppo grotteschi secondo il mio parere ed è difficile entrare in empatia con loro.

Ho capito che questo genere, almeno raccontato in questo modo, non mi piace molto e se devo essere sincera avevo già letto un libro di Ben Pastor e non ero rimasta molto soddisfatta nemmeno di quello anche se l’avevo letto circa sette o otto anni fa.

Una curiosità dal nome dell’autore credevo fosse un uomo ed invece l’autrice è una donna nata nel 1950 il cui vero nome è Maria Verbena Volpi.

Concludendo io non mi sento di consigliare la lettura di questo romanzo ma come sempre ripeto è il mio modesto parere di lettrice non molto colta!!!

Romina

LA PICCOLA FARMACIA LETTERARIA ELENA MONDINI

CHIACCHIERE…  

Sin da bambina ho sempre desiderato scrivere. La mia mente era un intricato groviglio di trame senza mai un finale adeguato ma continuavo a battere sulla macchina da scrivere in attesa di una ispirazione per finire i miei romanzi gialli. Poi ho iniziato a leggere ma a leggere sul serio. Avevo circa 13 anni ed un libro alla settimana lo divoravo come fosse un bel panino alla nutella. E ho iniziato ad apprezzare davvero quello che leggevo. Mi perdevo in mille mondi, vivevo la vita dei protagonisti e, a volte, mi affezionavo a loro talmente tanto che mi dispiaceva quando la storia finiva…per me era come perdere un amico fidato. Così ho iniziato a ragionare un pochino sul mio sogno di fare la scrittrice….Tutti quei bei romanzi che mi capitavano sottomano erano scritti cento volte meglio di come lo facevo io, tutti gli scrittori erano molto più documentati di me a far sembrare vero qualsiasi avvenimento e le mie storie non erano poi così interessanti da catturare l’attenzione di un lettore che non fossero i miei genitori o i loro amici che mi facevano tanti complimenti per il mio impegno ma non ho mai creduto che fossero proprio veri al cento per cento.

Così ho studiato altre cose, ragioneria, materia che mi avrebbe sicuramente aiutata nel mondo del lavoro, ma la mia passione per la lettura non mi ha mai abbandonata. Terminata la scuola mi sono ritrovata a fare le dichiarazioni dei redditi…la matematica non mi è mai dispiaciuta ma non era la mia aspirazione della vita. Ma un lavoro fisso è davvero una benedizione e questo mi veniva anche bene… il contatto con il pubblico, il fatto che non mi annoio mai e che il tempo trascorre velocemente davanti ad una scrivania mi hanno aiutata molto ma anche adesso a distanza di quasi 21 anni di ufficio, sento che questo non sarà mai quello che può darmi tante soddisfazioni.

In alcuni momenti ho pensato di aprire una libreria. Univo l’utile con il dilettevole. Ho sognato di consigliare libri agli avventori del negozio, ho sognato di aprire un negozio dove solo quello che mi piaceva e che mi ispirava poteva essere venduto. Due le cose che mi hanno fermata: il mio posto fisso che mi procura uno stipendio mensile abbastanza ragionevole e l’avvento dei libri in formato digitale… e qui si può aprire davvero un mondo. Io amo leggere i libri cartacei, per me non c’è cosa più bella di sfogliare le pagine, sentire l’odore della carta, sbirciare nelle pagine finali per vedere cosa succede ma amo anche la mia casa e, ultimamente, di librerie non ce ne stanno più. I libri digitali aiutano chi ha poco spazio dove conservare le letture, occupano notevolmente meno spazio anche nella borsa e si possono trovare veramente delle offerte super economiche nel web nonché la gran parte dei classici addirittura scaricabili gratuitamente.

Così ho accantonato l’idea e a 47 anni mi ritrovo ancora dietro una scrivania ad ascoltare i problemi fiscali e pensionistici dei miei clienti. Però ogni tanto ci ripenso e vago nel web in cerca di qualche spunto per fare davvero quello che mi piace nella mia vita. Un giorno, vagando per internet, mi sono ritrovata a leggere un articolo davvero singolare. Delle ragazze avevano aperto una libreria dove ogni libro aveva un bugiardino come quelli delle medicine su cui era indicato a chi era consigliato, quali erano gli effetti collaterali e persino altri libri da cui prendere spunto. Ho amato questa idea dal primo momento e mi era venuto in mente anche di scrivere loro per chiedere se avessero bisogno di un aiuto da parte di una lettrice accanita. Beh non l’ho mai fatto perché già il lavoro mi impegna molto e cambiare la vita ad una età come la mia per me è da pazzi ed io sono sempre stata una persona che ragiona molto anche troppo per fare cose così azzardate…

Accantonate tutte le idee strane comunque io i libri cartacei li acquisto spesso e li alterno a quelli digitali per non far cadere gli scaffali della libreria. Da tanti anni sono abbonata al Club degli Editori (ora ho smesso perché mi mandavano libri anche quando non li ordinavo e, visto la mia pigrizia, non li rispedivo indietro ma li leggevo anche se non erano proprio nelle mie corde) e, ordinando un romanzo, ne ho ricevuto uno in omaggio che non avevo scelto e mi sono ritrovata con La piccola farmacia letteraria tra le mani. Tutto quello che parla di libri mi affascina, tutti i romanzi che hanno come temi una libreria o la lettura sono i miei preferiti ma non mi era nemmeno passato per la mente che questo titolo l’avevo già sentito…

LA TRAMA…

Blu Rocchini (già il nome mi stava simpatico) è una ragazza che vive a Firenze insieme a tre coinquiline. Hanno tutte più o meno trent’anni e ognuna di loro ha i suoi problemi. Chi una relazione a distanza, chi è impegnato anche troppo nel proprio lavoro, chi continua a trascinarsi dietro un fidanzato solo per il fatto che è dispiaciuta di lasciarlo andare via e chi sta vedendo crollare tutti i propri sogni perché ha finito i fondi finanziari.

Blu è la protagonista del romanzo ed è di lei che voglio parlarvi. Dopo una brevissima esperienza lavorativa in una casa editrice molto popolare ed un’altra ancora meno entusiasmante come commessa di una grande catena di librerie dove il suo compito era spostare scatoloni e riassortire gli scaffali ha deciso di aprire una libreria tutta sua. Il negozio è veramente piccolino, circa 35 metri quadrati, dove Blu ha cercato di ristrutturare tutto di suo pugno assieme anche alle amiche, manca ancora l’insegna perché erano finiti i soldi ma tutto sommato il posto è molto accogliente.

Purtroppo sono i costi di gestione del negozio e la poca clientela a preoccupare Blu. Sono oramai 4 mesi che ha aperto e non vede nessun tipo di novità all’orizzonte. Prova anche con una presentazione di un libro di uno scrittore abbastanza famoso ma il luogo era troppo piccolo e alla fine è più un disastro che un evento mondano.

Un giorno entra un ragazzo con un vestito molto più elegante di quello che dovrebbe essere per un trentenne, Blu ha come un colpo di fulmine e, dopo alcune battute sui romanzi, decide di uscire con lui la sera stessa per mangiare una pizza in compagnia. Il tempo vola, i loro caratteri sembrano combaciare alla perfezione e lui consiglia anche a Blu come poter rinnovare il suo negozio ed attirare la curiosità del lettore. Trasformare i libri in “farmaci” per il cuore con tanto di indicazioni terapeutica e posologia. Assieme alle sue amiche iniziano ad affrontare questo lavoro abbastanza impegnativo ma alla fine il negozio ha un successo incredibile. Blu si vede catapultata nel mondo delle interviste, delle comparsate in tv e tutto sembra andare per il meglio tranne il fatto che vorrebbe incontrare ancora quel ragazzo che le ha dato l’idea della sua vita ma non gli ha nemmeno chiesto il nome….Una commedia con un finale molto particolare…

IL MIO PARERE

Credo che fin dalle prime righe abbiate già capito che questo romanzo mi è piaciuto davvero tanto, una scoperta divertente, appassionante che lascia anche qualcosa quando si termina la lettura. E’ ironico e tutti i personaggi sono caratterizzati da particolari davvero interessanti. Beh l’idea della libreria che cura i cuori l’avrei voluta avere anche io visto tutto quello che leggo di solito ma ammiro questa autrice e bibliofila che ha avuto questo pensiero davvero carino. A tutti capita di avere un periodo un po’ particolare della vita e sono convinta anche io che una buona e azzeccata lettura possa davvero aiutare. Mi sono innamorata di questo libro e quindi non mi resta che consigliarlo vivamente.

Spero di avervi dato un buon consiglio di lettura.

Romina

WILLIAM E ROSA

DELIRIO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE DAVID SAFIER

E rieccomi qui. Scrivere commenti agli innumerevoli libri che leggo non è facile. Spesso mi manca il tempo, altre volte la voglia e altre ancora non so come raccontarvi le mie sensazioni quindi lascio perdere ma questa volta ho scelto un romanzo davvero carino ed interessane. Premetto che il libro in questione mi è stato donato sotto formato ebook da un mio conoscente parecchio tempo fa, ma me ne ha regalati talmente tanti che mi ci vorrebbero credo tre vite per leggerli tutti. E così vado un po’ a caso nella scelta. Si tratta soprattutto di thriller visto la mia smisurata passione per il genere ma ogni tanto trovo anche qualcosa di diverso.

Non avevo mai sentito nominare questo libro e nemmeno questo scrittore perdonatemi l’ignoranza e, dopo due o tre pagine, ho deciso di indagare un po’ sul web. Tutti i siti che ho visitato gli davano dei commenti abbastanza buoni ma se qualcuno volesse acquistarlo sarebbe difficile perché nuovo è esaurito ovunque io abbia guardato. Ed è un vero peccato perché Delirio di una notte di mezza estate è stata davvero una bellissima scoperta per me. Mi ha fatto sorridere tanto, mi ha fatto riflettere, mi ha emozionata e tutto questo il nemmeno 200 pagine. Spesso mi ritrovo con libri davvero lunghi, romanzi dove le descrizioni sembrano i protagonisti e alla fine annoiano molto. Questo romanzo, invece, in poche pagine lascia il lettore con un bagaglio di curiosità e di ilarità davvero grande e fa pure pensare a cosa sia davvero l’amore.

Ma adesso vi accenno un po’ di trama così da invogliarvi nella lettura…

TRAMA

Rosa è una giovane maestra che non è soddisfatta della sua vita. Non le piace il suo lavoro, non le piace parlare con i genitori degli alunni, non si piace fisicamente insomma se potesse cancellerebbe quasi tutta la sua vita. Dopo una delusione d’amore davvero grande il fisico di Rosa è lievitato, non esce quasi più e ha un solo amico e confidente. Rosa credeva nel grande amore, credeva che il destino potesse unire due persone per l’eternità, credeva che il suo ex fidanzato provasse ancora qualcosa per lei anche se l’aveva vista baciare un altro uomo. Ma purtroppo sul giornale appare la data del matrimonio del suo ex compagno con una donna davvero molto carina anche se un po’ frivola. Rosa non può crederci, ma dentro di sé sa che è tutto vero e che lei dovrebbe mettere in pace il suo cuore.

Il suo caro amico le chiede di uscire e insieme si dirigono verso una specie di luna park. Rosa è davvero triste così decide di farsi ipnotizzare da uno pseudo mago per dimenticare quello che ha appena saputo e cercare di vivere nel modo più felice possibile. Quando si sveglia dall’incantesimo capisce subito di essere da un’altra parte e non nella tenda del mago. Inizia a pensare a cosa le sia successo veramente quando tastandosi il corpo capisce che non è più il suo, guardando i suoi vestiti comprende di trovarsi in un’altra epoca e niente le sembra familiare.

Rosa è diventata un uomo ed è finita a Londra nel quattordicesimo secolo. Come può essere successa una cosa simile? Come può essere diventato un uomo con gli abiti sporchi e parecchio puzzolenti senza essersene accorta? Ma soprattutto come può essersi incarnata in William Shakespeare e trovarsi su un palco a mettere in scena una commedia? E come è possibile che Rosa e William possano dialogare tra loro nello stesso corpo?

Inizia così una specie di patto tra i due che cercano di aiutarsi a vicenda…Shakespeare cerca di salvarsi la pelle per tutti i guai sentimentali che ha combinato nella sua vita dopo l’abbandono della sua amata e Rosa deve assolutamente scoprire cosa sia il vero amore e solo così riuscirà a tornare nella sua epoca e a cambiare davvero il suo modo di pensare…..

PARERE PERSONALE

Non mi sarei mai immaginata di trovare un romanzo così carino e divertente soprattutto tra ebook piuttosto datati e ne sono rimasta davvero sorpresa. All’inizio mi sembrava di essere capitata in un filone di film visti e rivisti in cui il protagonista si sveglia in un altro corpo quindi la storia non era poi così originale come immaginavo. Ma di libri con questa trama non li avevo ancora letti. La narrazione è piuttosto fluida, il linguaggio semplice ma incisivo e, ogni tanto, mi sono ritrovata a sorridere all’ebook.

Ovviamente mio marito mi ha sorpresa qualche volta e così gli ho raccontato la trama del libro. Lui odia leggere ma i riassunti dei romanzi che mi piacciono ogni tanto li ascolta….o forse fa finta ma io mi sono così entusiasmata da questa lettura che non sono riuscita a non narrarglielo. Ma solo chi lo leggerà con il cuore libero e pieno di speranze riuscirà a cogliere l’insegnamento che lascia nelle ultime pagine.

Tanti poeti, tanti scrittori, tante canzoni hanno cercato di dare un significato alla parola vero amore ognuno interpretando questo sentimento come meglio poteva e Delirio di una notte di mezza estate non è scontato in questo anzi… la scoperta per la protagonista di cosa sia veramente il vero amore la renderà una persona felice, soddisfatta e le farà cambiare la sua vita che in fondo odiava per riuscire finalmente a esaudire i suoi desideri.

Io lo consiglio vivamente, sia perché se poi non vi convince sono solo 200 pagine e soprattutto perché cerca di lasciare un insegnamento di vita che per tanti di noi me compresa è sempre scontato ma in effetti non lo è.

L’Istituto (Stephen King)

E’ da tantissimo tempo che non scrivo nulla. Leggere è sempre la mia passione più grande ma a volte è difficile conciliare il tempo per fare tutte le cose che si vorrebbero. E l’ispirazione per scrivere spesso passa in secondo piano. Ma ci sono momenti in cui mi prende la voglia di far conoscere il mio parere su un romanzo e allora li prendo al volo. Il romanzo di cui vi voglio parlare oggi è l’ultimo scritto di Stephen King: L’Istituto.

Ci sono pochissimi autori che seguo assiduamente. Spesso acquisto libri perché mi colpisce la copertina, altre volte mi ispira la trama anche se non conosco l’autore, altre ancora mi lascio consigliare da gruppi facebook di cui mi fido. Ma quando si tratta di King non resisto e appena esce un suo nuovo scritto corro in libreria e lo acquisto.

Il mio amore per questo scrittore è nato relativamente tardi. Prima ero terrorizzata dai libri horror, il solo nome di King mi faceva accapponare la pelle, evitavo accuratamente di iniziare un suo romanzo per paura di non dormire la notte…ma con l’età i gusti cambiano… ho iniziato a leggere tanti thriller tanto da diventare il mio genere preferito ma ancora non mi ero avvicinata al Re. Quasi per caso in formato ebook ho scaricato un suo romanzo e da quel momento non ho più smesso di leggere King.

Non conosco scrittore più eclettico di lui. Alterna diversi generi di romanzi rimanendo sempre un genio nel narrare qualsiasi cosa. Ho pianto con il Miglio Verde, mi sono intenerita con Cuori in Atlantide e ho imparato la storia d’America con 22/11/1963. E da lì ho incominciato a leggere anche i suoi scritti più vecchi: Shining che mi ha terrificato, Pet Sematary le cui ultime cinquanta pagine mi hanno fatto tremare, Carrie che precorre il bullismo moderno e tanti altri… E adesso vi racconto le mie impressioni su L’Istituto.

 

TRAMA

Luke Ellis è un bambino prodigio. A soli dodici anni ha le conoscenze di uno studente universitario e non di uno mediocre ma di un genio. E’ curioso di qualsiasi argomento, tutto lo attrae e la sua mente è sempre in continua ricerca di nozioni da apprendere. Ma è un bambino normalissimo, ha amici con cui si diverte e fa le stesse cose degli altri suoi coetanei. Non per quanto riguarda la scuola però. E’ già stato richiesto da due famosissime Università e gli esami di ammissione gli sono risultati molto più facili che agli altri candidati.

Tutto sembra procedere per il verso giusto nella sua vita a Minneapolis quando uno strano gruppo di individui si introduce nella casa di Luke. Per prima cosa uccidono i suoi genitori nel sonno e poi lo rapiscono trascinandolo su un SUV nero. Sicuramente l’avranno sedato perché quando il ragazzino si sveglia non si accorge di essere stato portato via dalla sua casa. La stanza è identica alla sua in tutto e per tutto ma quando pronuncia il nome dei suoi genitori nessuno risponde. Allora comincia a guardarsi meglio intorno e vede che mancano le finestre. Luke capisce allora di essere stato prelevato nel sonno. Appena esce dalla porta incontra una bambina Kalisha che inizia a spiegare quello che sa su quel luogo. Ci sono altri bambini tutti con doti di telepatia e di telecinesi provenienti da diverse parti del mondo radunati lì nella prima Casa. Ci sono diversi passatempi, il cibo non è male e c’è pure un menù che varia di giorno in giorno e, se i bambini fanno i bravi, vengono trattati nel migliore dei modi.

Fare i bravi consiste nel sottoporsi a diversi tipi di esami senza protestare alcuni molto invasivi altri meno e non cercare di fare domande tanto le risposte non le avranno da nessuno. C’è tanto personale medico, ci sono gli inservienti, le donne delle pulizie ma nessuno deve essere importunato in alcun modo altrimenti schiaffi e taser ai più indisciplinati.

Luke riesce a farsi un bel gruppetto di amici in quel luogo di orrori sopiti: Kalisha, Nick, George, Iris e Avery che ha solo dieci anni ma ha un potere di telepatia più grande di tutti gli altri messi insieme. Ma non possono legarsi più di tanto perché potrebbero in ogni momento venire trasferiti nella Seconda Casa. E dalla Seconda Casa nessuno è mai più uscito. Gli infermieri per quietare i loro ospiti dicono che nella Seconda Casa si rimane solamente sei mesi e poi tutti vengono restituiti alle rispettive famiglie ma i ragazzini sanno benissimo quale sarà la loro fine. Le regole della cattivissima signora Sigsby ossia la direttrice di tutto questa specie di Istituto sono di estrarre i poteri di questi giovani con qualunque mezzo e a qualunque costo.

Piano piano tutti gli amici di Luke vengono trasferiti nella Seconda Casa e Luke non può accettare di perdere delle persone così speciali così decide di scappare anche se nessuna fuga ha mai dato qualche risultato…

PARERE PERSONALE

Come sempre la scrittura di Stephen King è accattivante, sa attirare il lettore anche nei racconti più assurdi e incredibili. Quando inizi un suo romanzo è difficile abbandonarlo perché la suspence non ti abbandona nemmeno un minuto. Ho usato tutti i ritagli di tempo per finirlo, a volte mi accontentavo anche di due paginette pur di non perdere il filo della storia. Certo è un racconto surreale tra la fantascienza ed il fantasy due generi che non amo particolarmente ma scritti dal Re tutto diventa più digeribile.

Se devo essere sincera non rientra tra i miei romanzi di King preferiti, a volte l’ho trovato un po’ ripetitivo e un po’ noioso e il fatto di questi esperimenti sui bambini mi ha un po’ impressionata negativamente. Ma il genio del mio scrittore preferito rimane sempre. Se qualcuno volesse approcciarsi a King per la prima volta di sicuro non consiglierei questo romanzo ma non posso dire che sia brutto. La sua genialità questa volta si è un po’ assopita ma comunque rimane un buon passatempo. E poi leggere fa sempre bene alla mente!!!!

Spero di avervi aiutati nella scelta della vostra prossima lettura un abbraccio. Romina

IT (STEPHEN KING)

‘’’PREMESSA’’’

Buongiorno a tutti, anche oggi sono qui come al solito per raccontarvi la mia ultima lettura. Pensavate di esservi liberati dai miei commenti visto che è un po’ che non scrivo ma ci è voluto davvero moltissimo tempo per terminare questo romanzo. Ed i motivi sono due: il primo è che è davvero lunghissimo, quasi 1200 pagine ed io, lavorando, ho davvero pochissimo tempo per dedicarmi alla mia più grande passione, il secondo è che non volevo perdermi nemmeno una parola e quindi ho letto molto molto lentamente. Forse mi ripeto ma da piccolina non sopportavo i film ed i libri dell’orrore e ho iniziato solamente da pochi anni ad affrontare questo genere. Mentre le mie amiche mi raccontavano le trame dei libri di Stephen King io cercavo di non ascoltarle più di tanto altrimenti la notte avrei fatto degli incubi tremendi. Ma fortunatamente si cresce ed i gusti cambiano radicalmente. Da paurosa sono diventata impavida e amo tutto ciò che riguarda il genere horror. Così ho deciso di dedicarmi anche all’autore per eccellenza di questo genere. Ma IT non mi decidevo mai ad acquistarlo. Ogni volta che lo vedevo in libreria mi sembrava più una piccola enciclopedia che un romanzo e lo lasciavo nello scaffale.

L’uscita del film (il remake visto che l’originale era già stato fatto) mi ha incuriosita e visto che non avevo mai visto quello precedente ho deciso di guardarmelo. Ovviamente non al cinema (ancora gli effetti sonori troppo accentuati mi impressionano un po’) ma sul mio divano di casa assieme a mio marito che mi faceva forza. Mi ha colpita moltissimo, mi è piaciuto tanto e non ho avuto nemmeno un incubo la notte quindi ho deciso di acquistare il romanzo nella nuova versione. Anche se ho speso parecchio, ventitré euro per me sono davvero troppi per un libro, lo volevo a tutti i costi e appena arrivata a casa ho deciso immediatamente di iniziarlo. Mi capita raramente di fare così, di solito i romanzi che acquisto rimangono in attesa di essere letti per molto molto tempo, ma ero talmente entusiasta di averlo tra le mani che non ho resistito.

Già dalle prime pagine ho capito che mi sarebbe piaciuto. Adoro il modo di raccontare di Stephen King, i suoi particolari minuziosi, le sue descrizioni che ad alcuni possono apparire troppo dettagliate, aiutano il lettore ad entrare ancora di più nella narrazione. Le sue storie non sono mai banali e quindi molte volte per capirle appieno bisogna davvero leggere con cura ed attenzione ogni singola parola. E solo attraverso di lui riesco davvero ad immaginare visivamente la storia. Sembra quasi un pittore della parola scritta ed è per questo che io lo ritengo uno dei miei scrittori preferiti. Il genere ovviamente deve piacere altrimenti è meglio non cercare di leggerlo come ho fatto io per parecchio tempo ma piano piano sto cercando di recuperare anche se mi serve sempre qualche altra lettura di intermezzo per digerire bene i suoi racconti.

Credo che la storia di IT ormai la conoscano tutti. Tra la pubblicità, il romanzo, il film vecchio e quello rifatto e tutta la pubblicità per televisione e sui social ho paura di annoiarvi a raccontarvi la trama ma se qualcuno ancora non ne avesse sentito parlare ho il piacere di farlo comunque, anche se non è molto semplice in quanto il libro è un misto tra passato e presente ed io cercherò invece di dividere il romanzo nei due periodi salienti per confondere meno chi non lo conoscesse….

‘’’LA STORIA’’’

Siamo nel 1957 a Derry nel Maine ed una terribile alluvione sta allagando tutte le strade della cittadina. Per il piccolo Georgie Denbrough sembra proprio l’occasione ideale per provare la barchetta di carta che gli ha costruito il suo fratello maggiore, Bill. Georgie adora Bill, per lui è un eroe e vorrebbe tanto che ci fosse anche lui ma purtroppo il fratello è a letto con un grosso raffreddore e non può uscire. Così indossa il suo impermeabile giallo ed esce nella pioggia. La sua barchetta è un portento, Bill è stato proprio un bravo costruttore, scorre nei canali di scolo delle strade della città veloce come il vento. Però purtroppo finisce in un tombino e Georgie corre immediatamente a riprenderla. Mentre allunga la mano vede qualcuno dentro al tombino che d’aspetto sembra essere un clown: occhi azzurri, una grossa bocca rossa e dei buffi ciuffi di capelli ai lati della testa. Si presenta a Georgie come Pennywise e gli offre un suo palloncino. Mentre il bambino tende la mano per recuperare il suo dono il clown gli divora il braccio e quindi lo uccide immediatamente.

Bill non riesce a darsi pace per la morte del fratellino, i suoi genitori sembrano non notare nemmeno più la sua presenza in casa ma fortunatamente ha alcuni amici con cui trascorrere le sue giornate. Si tratta di ragazzini non molto famosi nella scuola che frequentavano, alcuni li soprannominavano Perdenti ma avevano un legame davvero forte tra di loro. C’era Ben Hanscom un ragazzino obeso per la sua età ma con il cuore d’oro e molto intelligente che era sempre vittima di bullismo da parte dei ragazzi più grandi a causa del suo problema fisico, Richie Tozier il più irrequieto del gruppo che ama fare scherzi e battute in qualsiasi situazione e adora fare le imitazioni di personaggi famosi che lui chiama Voci, Eddie Kasbrack un ragazzino ipocondriaco, molto fragile che soffre d’asma e non abbandona mai il suo inalatore con una madre ossessiva per la salute del suo bambino che cerca di impedirgli di vedere i suoi amici, Stan Uris che è il membro più scettico di tutto il club, è ebreo diversamente da tutti gli altri, Beverly Marsh è l’unica ragazza di tutto il gruppo, è davvero molto carina e infatti, tutti i membri del club hanno una cotta segreta per lei, vive nella parte più povera di Derry e suo padre spesso abusa di lei mentre la mamma è al lavoro e infine c’è Mike Hanlon l’ultimo ad aderire al Club dei Perdenti e l’unico ragazzo di colore di tutta Derry che frequenta una scuola diversa dai suoi amici a causa della sua fede battista. Ognuno di loro era vittima di bullismo da parte dei ragazzi più grandi del paese ma insieme loro riuscivano a superare ogni cosa.

Presto si rendono conto che ognuno di loro ha avuto una specie di incontro con IT: Ben lo ha visto come una specie di mummia clown che sembrava camminare sulla superficie del fiume, Eddie l’ha incontrato come se fosse un vagabondo lebbroso, Bill l’ha visto sfogliando le pagine dell’album di fotografie di Georgie proprio nelle sembianze del fratello deceduto, Richie incontra IT nella statua che sembra animata di un famoso boscaiolo presente a Derry ed anche come lupo mannaro, Beverly ha avuto una visione un po’ diversa, tutto il suo bagno si è riempito di sangue che sgorgava dal lavandino e sentiva anche le voci dei bambini scomparsi, Stan ha incontrato i fantasmi dei bambini morti nascosti dentro una cisterna cittadina e Mike ha visto IT come un uccello gigante.

Insieme decidono di distruggere questo essere anomalo e lo fanno capendo che il rifugio di IT è una casa abbandonata in Neibolt Street e usando delle palline di argento lanciate dalla fionda di Beverly e costruite da loro stessi. Quindi il pericolo sembra scampato ed i Perdenti sono convinti che IT sia morto definitivamente ma per rafforzare il loro legame fanno un patto di sangue promettendosi l’un l’altro che se IT fosse tornato loro si sarebbero riuniti…

Ventisette anni più tardi ovvero nel 1984 iniziano ancora degli omicidi di dubbia provenienza. Due ragazzi gay stanno attraversando il ponte di Derry e vengono attaccati da tre teppisti. Uno dei due ragazzi viene scaraventato giù dal parapetto e i tre teppisti vengono immediatamente arrestati. Loro continuano ad affermare di aver visto un pagliaccio divorare il corpo caduto. Poi iniziano a sparire un numero cospicuo di bambini da Derry e Mike, l’unico dei Perdenti rimasto in città e che lavora come bibliotecario, telefona agli altri membri dei Perdenti per tener fede alla promessa fatta tanto tempo prima.

Ognuno di loro conduce una vita diversa, ovviamente sono cresciuti, e ognuno di loro ha completamente dimenticato i fatti avvenuti 27 anni prima, come se una bolla avesse inghiottito tutti i loro ricordi. Bill è uno scrittore di libri horror, vive a Londra è famoso ed è sposato con una attrice un po’ più grande di lui. Beverly vive a Chicago, è una nota designer di moda ma ha sposato un uomo sadico e violento proprio come il padre, Eddie si è trasferito a Manhattan e dirige una ditta di noleggio Limousine per personaggi di alto bordo ed è sposato con una donna ansiosa e protettiva come era sua madre quando era bambino. Richie vive a New York dove conduce un suo programma comico alla radio. Ben finalmente ha perso tutti i chili che aveva in più ed è diventato un famoso architetto. Stan fa il ragioniere, vive ad Atlanta ed è sposato felicemente. Ma nessuno di loro ha mai avuto figli.

Quando tutti si riuniscono si accorgono che manca qualcuno: Stan. Mike confida loro che Stan si è suicidato nella vasca da bagno non appena lui l’ha chiamato per informarlo del ritorno di IT per paura di dover riaffrontare l’incubo che aveva vissuto da bambino ma con il sangue sul muro aveva scritto proprio il nome di IT. All’inizio del loro incontro nessuno ha un ricordo preciso di quello che successe quando ancora erano bambini ma a poco a poco uno alla volta iniziano a ricordare praticamente ogni cosa e sono decisi ad eliminare per la seconda volta questo essere tremendo…

‘’’IL MIO PARERE’’’

Dire che questo romanzo mi ha colpita è dire poco. Anche la sua infinita lunghezza non mi ha spaventata anzi quando mi mancavano circa 200 pagine ero già triste perché sapevo che presto questo viaggio della mia mente sarebbe finito. La bravura di King nel rendere reale e credibile IT e tutto quello che lui provoca è davvero incredibile. Secondo me è davvero difficile riuscire a scrivere un romanzo del genere. E’ studiato nei minimi particolari e, anche se è stato scritto parecchio tempo fa, tratta anche delle tematiche molto attuali. Il bullismo in primis, la violenza sui minori subito dopo, i farmaci placebo per calmare i mali immaginari e soprattutto le paure. A me i clown non sono mai stati simpatici, mi hanno sempre impressionata e spero di non incontrarne uno per un po’ di tempo altrimenti rischierei di scappare a gambe levate.

Alcuni passaggi mi hanno anche fatto accapponare la pelle e aspettavo il ritorno di mio marito a casa per proseguire la lettura anche perché io leggo in completo silenzio e iniziavo a sentire dei rumori strani… poi mi sono accorta che era la stufa a legna ma comunque ho chiuso il romanzo immediatamente. E’ una lettura che coinvolge e che è difficile riporre se si inizia un capitolo senza finirlo. E’ quasi ipnotico e anche se il finale è molto surreale io l’ho adorato.

Non ho raccontato proprio tutto nella trama perché non volevo rovinare la sorpresa ai pochi che ancora non hanno mai sentito parlare di IT. Sicuramente il libro è molto più impressionante e pauroso del film, le parole scritte rimangono nella mente anche quando si chiude la copertina e poi tutto è descritto in maniera migliore e con particolari più minuziosi. Mentre il film prima parla dei bambini e poi di quando crescono nel romanzo c’è una unione delle due storie che si intrecciano in modo magistrale. Beh direi che mi sono dilungata anche troppo e che avrete capito che ho adorato questo romanzo quindi mi sento di consigliarlo ovviamente a chi ama il genere un po’ horror e un po’ pulp. Spero di avervi aiutato nella scelta della vostra prossima lettura. Un abbraccio Romina

LA DISTANZA TRA ME E TE (LUCREZIA SCALI)

‘’’PREMESSA’’’

Buon lunedì a tutti. Anche oggi sono qui per raccontarvi la mia ultima lettura. Quando mi viene la voglia di shopping nessun riesce più a fermarmi. Sono davvero una maniaca dell’acquisto e di solito mi butto sempre sull’abbigliamento o le scarpe. Ma quando non trovo niente che mi soddisfa allora entro in libreria. Lì sono sicura che qualcosa da acquistare lo trovo sempre. Si vede che quel giorno non ero molto ispirata anche nell’acquisto di un romanzo così mi sono lasciata trasportare dai numerosi cartelli presenti da Feltrinelli con scritto 3 libri a € 9,90. Perché lasciarsi scappare una simile occasione? Così mi catapulto all’espositore e inizio la ricerca delle mie 3 letture. Sinceramente di tutti i titoli disponibili solo uno mi ispirava veramente, gli altri non li avevo mai sentiti nominare né per quanto riguarda il titolo e nemmeno l’autore. Ma alle offerte non so resistere così ho chiuso gli occhi e ne ho pescati due.

Già dalla copertina avevo capito che si trattava di romanzi romance. Io non sono una fan del genere ma ogni tanto quando sono triste o nei molti momenti di sconforto al lavoro mi piace rifugiarmi in qualcosa di tranquillo, qualcosa che scalda il cuore e questo genere di romanzi sono proprio l’ideale per il mio umore nero. L’amore mi mette sempre di buon umore, di qualsiasi amore si tratti. Questo genere di letture è molto semplice, il linguaggio usato è quasi elementare ma perdono tutto se riesce a strapparmi un sorriso anche piccolo piccolo. LA DISTANZA TRA ME E TE all’inizio però non mi aveva colpita più di tanto. Le prime pagine non erano riuscite a catturare la mia attenzione come altri romanzi rosa avevano fatto immediatamente ed ero un po’ delusa. Così ho continuato a leggere anche se un po’ scoraggiata e piano piano la storia ha iniziato a decollare. Devo dire che non è stato male leggerlo fino al finale.

Un libro per piacermi veramente deve iniziare ma soprattutto finire. Non amo i finali aperti che lasciano pensare a tutto e a niente allo stesso tempo. Mi piace arrivare alla conclusione delle cose che faccio ma soprattutto a quelle che leggo e non sopporto quando un romanzo lascia in sospeso tutto quanto. Soprattutto un romanzo rosa dove il lieto fine è quasi d’obbligo altrimenti perché classificarlo in quella categoria? Dopo metà libro avevo sempre il sorriso stampato sulla faccia per quanta tenerezza c’era e arrivata alle ultime pagine mi aspettavo davvero una conclusione degna di tutto il racconto… ma non sempre le aspettative sono la realtà e così stamattina ci sono rimasta malissimo quando ho girato la pagina credendo di trovarmi l’epilogo o qualcosa del genere e mi sono ritrovata ai ringraziamenti. Lo so ci sono molti scrittori che lasciano i finali aperti ma io li evito accuratamente perché per me una storia deve avere una conclusione.

Adesso vi racconto un po’ di trama così da spiegare meglio i miei pensieri…

‘’’LA TRAMA’’’

Il romanzo parte a Roma. Isabel Borgia ha ventinove anni, è alta, bionda, con un fisico da fare invidia ad una modella. E’ una donna seria, sposata e fedele ma non sembra molto felice. Tutta la sua vita è incentrata sul marito Mattia. Un uomo molto bello, che la riempie di regali e che non le fa mancare nulla, un uomo in carriera che vuole che sua moglie rimanga a casa a coltivare i suoi interessi tanto il suo stipendio basta e avanza per tutti e due. Però la priorità di Mattia è sempre e solo il lavoro. Sono quattro anni che Isabel sistema casa, fa la spesa, prepara cenette romantiche a cui Mattia a volte non partecipa perché è troppo impegnato. Ma Isabel sa benissimo come è fatto suo marito e si rende anche conto che nessun matrimonio purtroppo è perfetto. Per questo ha deciso di prendere un cane per farle compagnia: Frida a cui dedica tutto il tempo possibile. E’ la sua inseparabile amica, è il suo motivo di fuga e insieme partecipano alle gare di agility dog sparse in tutta Italia. Isabel non ha mai avuto molti amici, non crede molto nelle confidenze altrui ecco perché Frida la fa sentire meno sola.

Ci spostiamo a Torino. Andreas Keller è davvero un bel tipo. Il suo aspetto lo rende molto sexy, il suo lavoro di meccanico gli ha fatto formare un corpo davvero invidiabile e non ha paura di niente e di nessuno. Vive la vita come capita, non si aspetta mai nulla dal domani ed ama le cose semplici anche perché può permettersi solo quelle. E’ sempre stato un donnaiolo, non si è mai davvero innamorato e a trent’anni non crede che questo possa succedere anche se ha deciso di convivere con Regina. Non prova amore per lei ma nutre un profondo affetto e vede quanto lei lo ami quindi lui fa di tutto per non ferirla anche se Regina è davvero gelosa di qualsiasi cosa gli giri intorno. Anche lui adora i cani, ne ha avuti da quando era un bambino ed ora il suo fedele compagno è Ulisse con cui anche lui fa le gare di agility dog.

E’ proprio durante una gara che Isabel e Andreas si scontrano nel vero senso della parola. Ma questo primo momento tra i due non è certo dei migliori. Isabel in qualche modo si sente subito minacciata dalla sua presenza ma soprattutto dal fatto che prova una specie di attrazione per lui, cosa che non aveva mai sentito per nessuno. Andreas invece la classifica immediatamente come una smorfiosa ricca che sfodera il meraviglioso anello di matrimonio solo per vantarsi di fronte agli altri. Purtroppo per Isabel la gara non è delle migliori. Mentre sta correndo con Frida le si slaccia una scarpa e cade. Fine dei giochi mentre Andreas è arrivato alla medaglia di bronzo con Ulisse. Isabel non riesce a trattenere le lacrime che Andreas cerca con qualche battuta di placare ma lei rimane sempre fredda nei suoi confronti.

Al ritorno a casa Isabel si accorge di avere un messaggio di Andreas su Facebook. E’ davvero combattuta, non usa spesso i social e comunque rimane una donna felicemente sposata, ma decide di rispondergli almeno per cortesia. Iniziano così uno scambio di battute che piano piano si trasformano in amicizia e forse anche in qualcosa di più….

‘’’IL MIO PARERE’’’

Forse mi ripeto un po’ ma sono rimasta delusissima da questa lettura. Doveva avere un finale e non lasciare tutto in sospeso. Sono ritornata indietro nel tempo con questo romanzo. Anch’io prima di conoscere mio marito avevo uno scambio interminabile di messaggi con lui soprattutto perché lavorava lontano tutta la settimana, anch’io aspettavo con ansia di poterlo vedere e alcuni dei dialoghi tra Isabel e Andreas assomigliavano proprio ai nostri. Ed è forse per questo che volevo che il romanzo si concludesse con dei bei fuochi di artificio e non lasciando immaginare al lettore cosa possa succedere.

E’ un romanzo rosa quindi deve piacere il genere ma si legge davvero in pochissimo tempo. Molte pagine sono occupate da messaggi di facebook e quindi la lettura è anche meno pesante. Il linguaggio usato è semplice ma anche l’autrice è molto giovane potrà sempre migliorare con il tempo! Il tema trattato era davvero molto carino e l’amore per gli animali è un punto in più a favore di tutta la narrazione. Mi è quasi venuta voglia di adottare un cucciolo anch’io ma poi dovrei lottare con il marito che non è d’accordo uffa… Consigliarlo? Sono indecisa…io mi sono arrabbiata e ci sono rimasta malissimo per il non finale ma c’è anche chi apprezza queste scelta quindi lascio a chi mi legge la scelta.. le mie ragioni le ho dette adesso aspetto qualche commento da chi l’ha letto e la pensa diversamente da me!!! Spero di avervi aiutati nella scelta della vostra prossima lettura. Un abbraccio Romina.

LA MANO (HENNING MANKELL)

‘’’INIZIAMO…’’’

Buon giovedì a tutti. Complice un mercoledì di festa ho terminato la lettura di un altro romanzo ed ora sono qui a raccontarvelo. Non ho acquistato personalmente questo ebook ma mi è stato regalato da amici con cui scambio i libri in formato digitale. Non mi ricordo nemmeno chi me l’ha donato: ho una grande cartella sul computer che contiene tantissimi file tutti mescolati insieme ma appena ho visto l’autore ho deciso di iniziarlo immediatamente. Henning Mankell è uno degli scrittori di gialli che io apprezzo di più. Forse perché è stato uno dei primi che ho iniziato a leggere o perché il suo personaggio principale Kurt Wallander mi ha sempre fatto molta simpatia.

Quando leggo un romanzo mi piace moltissimo cercare di dare un volto ai protagonisti, se poi parliamo di una serie di libri con gli stessi personaggi allora lì mi sbizzarrisco subito. Ho provato a guardare la serie televisiva che vede Wallander protagonista ma non mi ha entusiasmata. Un po’ troppo lenta per i miei gusti, i personaggi non mi hanno convinta più di tanto e quindi ho abbandonato immediatamente. Rimango sempre dell’idea che è sempre meglio il romanzo che la trasposizione sia cinematografica che televisiva. Ho davvero trovato pochi film o serie migliori della carta stampata.

Una curiosità che volevo farvi sapere. Questo romanzo è uscito in Italia molto dopo la fine della carriera del nostro Wallander. Nel 2002 in Olanda c’è stata una iniziativa editoriale: proporre ad un autore di scrivere un giallo e di regalare un altro libro per ogni copia venduta di quel giallo. LA MANO era il libro in omaggio. Beh forse sarebbe meglio chiamarlo racconto in quanto si tratta davvero di poche pagine ma la scrittura di Mankell rimane comunque una delle mie preferite. Quando ho visto che erano solo 105 paginette mi sono un po’ depressa, non credevo che potesse piacermi, mi aspettavo qualcosa di strano e diverso visto che i suoi romanzi sono sempre abbastanza lunghi, ma mi sono dovuta ricredere. Non c’è molta azione e anche la cattura del colpevole è un po’ atipica ma la storia regge bene ed è anche una bella storia.

Ma prima di iniziare con la trama vorrei presentarvi il signor Kurt Wallander specificando che si tratta di un personaggio inventato e non reale.

‘’’KURT WALLANDER’’’

E’ nato il 30 gennaio 1948 ed è cresciuto a Malmo. Quando ha preso la decisione di entrare nel corpo della polizia sono iniziate le discussioni con il padre ed il loro rapporto è diventato un conflitto costante. Suo padre ha sempre guadagnato dipingendo paesaggi. La madre di Kurt è deceduta mentre lui ancora studiava alla scuola di polizia e ha una sorella di nome Kristina che sente raramente visto che abita a Stoccolma. Kurt adora la musica lirica e da ragazzino sognava di diventare un famoso cantante lirico oppure un bravissimo fotoreporter. Anche dopo essere entrato in polizia ha comunque sognato per qualche tempo di lavorare come impresario nella lirica assieme ad un suo amico aspirante tenore ma la cosa non è continuata.

E’ entrato in polizia alla fine del 1960 e ha iniziato facendo l’agente dell’ordine pubblico presso il distretto di Malmo. Nel 1969 è stato anche ferito con un coltello e per questo è finito in coma per quattro giorni ed ha subito due operazioni abbastanza importanti. La sua aspirazione però è sempre stata quella di diventare ispettore e il passaggio avviene ufficialmente il 1° ottobre 1969.

Nel 1970 si è sposato con una parrucchiera di nome Mona ed insieme hanno una figlia Linda nata alla fine del 1970. Il rapporto con la moglie non è mai stato accomodante: le discussioni non mancavano mai. Nel 1975 la famiglia si trasferisce ad Ystad e quindi vicino al padre di Kurt e l’anno dopo Kurt entra al distretto di polizia di quella zona. Fino ad arrivare al 1990 quando diventa Commissario capo.

Dopo la separazione con la moglie Wallander ha iniziato a mangiare in modo disordinato, ad ingrassare e a non pensare più alla sua salute fisica. Ama bere ma non fuma. E’ un uomo nonostante tutto molto determinato ma anche buono e se decide di risolvere un caso non dorme nemmeno la notte per arrivare in fondo alla questione.

‘’’LA TRAMA’’’

Kurt Wallander per una volta vuole pensare a se stesso, a sua figlia ed alla pensione non ancora prossima ma abbastanza vicina per programmare la sua vita senza la polizia. Il suo sogno sarebbe quello di abbandonare la sua attuale abitazione e di trasferirsi con la figlia in una casa di campagna o almeno in un luogo dove ci sia un giardino. Quando lo sente parlare di questo il suo collega Martinsson gli propone una sistemazione. Un suo lontano parente lo ha incaricato di vendere la sua abitazione a Loderup. Lui è ricoverato a tempo pieno in un istituto per anziani e ha perso la memoria ma la casa è veramente grande, attorniata da un bellissimo parco e un ampio terreno coltivabile.

Wallander decide di andare a dare un’occhiata. La casa lo convince è anche poco lontano da dove abitava suo padre ed anche il costo non sembra affatto male, ma mentre sta facendo un giretto intorno nel giardino inciampa in qualcosa. Quando si china per vedere cosa possa essere si accorge che è lo scheletro di una mano umana. Informa immediatamente i colleghi che si recano sul luogo per cercare il resto dello scheletro. Dopo un po’ di scavi lo trovano, interviene anche il nuovo medico legale e iniziano le indagini su chi possa essere. Dalla datazione delle ossa si arriva a sapere che il periodo del decesso risaliva quasi certamente al 1940. Wallander capisce subito che deve abbandonare l’idea di acquistare quella abitazione almeno per ora ma qualcosa lo turba e, dopo pochi giorni, decide di tornare sul luogo del delitto. Nota immediatamente che qualcosa stona anche nei cespugli. Mentre tutti i fiori sembrano piantati con una certa cura ce ne sono alcuni che sembrano buttati lì o ripiantati. Decide così di convocare ancora la sua squadra e scavando si accorgono che è presente anche un altro cadavere.

Le persone scomparse quindi sono due un uomo e una donna ma il caso sembra essere davvero difficile perché dalle indagini i corpi dovevano avere circa cinquant’anni quando sono stati uccisi e ora, a distanza di tanto tempo, quasi tutti i testimoni potrebbero essere deceduti…

‘’’IL MIO PARERE’’’

Anche se io amo i romanzi un po’ più corposi ho apprezzato davvero molto questo libro. Era da parecchio che non leggevo un’indagine dell’ispettore Wallander quindi sono stata felice di averne trovata una nuova. E’ un buon giallo forse un po’ meno basato sulle indagini e un po’ più introspettivo per quanta riguarda i personaggi che lo popolano. Anche il finale non è dei più emozionanti per quanto concerne l’intrigo ma riesce a convincere grazie alla bravura di questo scrittore.

Essendo legato a tutta una serie i personaggi sono descritti molto bene e sono quasi sempre gli stessi anche se in ogni libro le loro caratteristiche aumentano sempre di più proprio per farli conoscere meglio al lettore. La trama è ben costruita e anche se è molto corto il finale è adeguato al resto della narrazione. Insomma a me è piaciuto moltissimo e mi sento di consigliarne la lettura. Forse sarebbe meglio iniziare dal primo della serie per capire meglio i caratteri dei protagonisti ma non è essenziale in quanto lo scrittore non fa mai riferimenti a libri precedenti o se li fa spiega sempre le motivazioni.

Spero di avervi aiutati nella scelta della vostra prossima lettura. Un abbraccio Romina